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giovedì 16 novembre 2017

50 studi che provano che i vaccini NON sono sicuri!

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Traduzione a cura di: Emanuela Lorenzi

I vaccini sono sicuri? Ecco cosa emerge da 50 studi che la American Academy of Pediatrics "si è dimenticata" di inviare a Trump


La mia parte preferita del sito web della Commissione per la sicurezza dei vaccini sono i 50 studi presentati che la AAP (American Academy of Pediatrics) "si è dimenticata" di includere nella lettera al presidente Trump. Lo studio completo è disponibile cliccando sul titolo di ciascuno studio (e qui c'è un pdf con tutti gli studi  insieme http://vaccinesafetycommission.org/pdfs/50-Studies.pdf ). Spero che apprezziate la lettura di questi studi provenienti da tutto il mondo, e spero che stimoleranno in voi il pensiero che continua a ronzarmi in testa: "Chi non vorrebbe vaccini più sicuri?"



1. SCIENZIATI DI YALE SCOPRONO FORTE ASSOCIAZIONE FRA VACCINAZIONI E ANORESSIA, DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC) E DISTURBI D'ANSIA





2. SCIENZIATI ITALIANI SCOPRONO CONTAMINANTI NON PREVISTI IN TUTTI I VACCINI PEDIATRICI, FRA I QUALI PIOMBO, ACCIAIO INOX, TUNGSTENO, FERRO, E CROMO


International Journal of Vaccines and Vaccination, Gennaio 2017, Dr. Antonietta M. Gatti, Stefano Montanari
Sintesi: "Gli scienziati hanno trovato in tutti i vaccini dei contaminanti che non sono elencati sulla etichetta dei vaccini stessi. Le analisi condotte mostrano che in tutti i campioni controllati i vaccini contengono corpi estranei non biocompatibili e bio-persistenti che non sono dichiarati dai produttori, contro i quali il corpo in ogni caso reagisce. Queste nuove indagini costituiscono un novo controllo di qualità che può essere adottato per verificare la sicurezza dei vaccini. La nostra ipotesi è che questa contaminazione sia non intenzionale e probabilmente dovuta a componenti inquinate o a procedure di processi industriali (ad es. filtrazioni) impiegate per produrre i vaccini, non indagate e non rilevate dai produttori. Se la nostra ipotesi fosse confermata, un attento controllo dei luoghi di lavoro e la conoscenza approfondita dell'intera procedura di preparazione del vaccino probabilmente consentirebbe di eliminare il problema."



3. SCIENZIATI ITALIANI E ISRAELIANI SEGNALANO CHE GLI ADIUVANTI VACCINALI (ALLUMINIO) STANNO CAUSANDO UN'AMPIA GAMMA DI MALATTIE AUTOIMMUNI, FRA CUI LA SINDROME DI SJOGREN


MAJ VOL 18, March-April 2016, Serena Colafrancesco, Carlo Perricone, Yehuda Shoenfeld
Sintesi: "Numerose relazioni sui casi hanno suggerito che sia i vaccini che il silicone possono scatenare lo sviluppo di SS [sindrome di Sjogren, una malattia infiammatoria autoimmune cronica sistemica che colpisce le ghiandole esocrine]. L'alluminio è uno dei principali adiuvanti utilizzati nella formulazione del vaccino e potrebbe essere responsabile dello sviluppo della sindrome ASIA. Sembra che la sua capacità di agire come adiuvante sia associata alla prova che i sali di alluminio  possono indurre sia l'attivazione delle cellule dendritiche e dei componenti del complemento  che incrementare il livello di secrezione di chemochine nel sito di iniezione...altri vaccini fra i quali l'antitubercolare BCG (Bacillo di Calmette e Guérin), l'antiepatite A/B e l'anti-HPV dovrebbero essere evitati o presi in considerazione solo in pazienti selezionati...Esistono prove sufficienti a prospettare la possibilità di autoimmunità innescata dal vaccino."



4. BAMBINI CHE RICEVONO VACCINI MULTIPLI IN UNA VOLTA SOLA HANNO TASSI DI OSPEDALIZZAZIONE E DI MORTALITÀ MOLTO PIÙ ELEVATI DEI BAMBINI CHE RICEVONO MENO VACCINI SIMULTANEAMENTE 


Journal of American Physicians and Surgeons, Estate 2016, Neil Z. Miller
Sintesi: "Il nostro studio ha dimostrato che i bambini che ricevono vaccini polivalenti contemporaneamente, come raccomandato dai CDC, hanno tassi significativamente maggiori di ricovero ospedaliero o di decesso se confrontati con bambini che ricevono un numero inferiore di vaccini simultaneamente. Ha anche dimostrato che gli eventi avversi avevano più probabilità di condurre a ricovero o morte nei bambini più piccoli. La sicurezza del programma di vaccinazioni pediatriche previsto dai CDC non è mai stato valutato da studi clinici. I vaccini vengono somministrati a milioni di bambini ogni anno, tuttavia le autorità sanitarie non hanno dati scientifici provenienti da studi di tossicità sinergica su tutte le combinazioni di vaccini che i bambini ricevono. Le campagne di vaccinazione nazionali devono essere supportate da prove scientifiche."



5. SCIENZIATI ISRAELIANI, CANADESI E COLOMBIANI DIMOSTRANO CHE IL VACCINO GARDASIL SCATENA INFIAMMAZIONE CEREBRALE E AUTOIMMUNITÀ NEI TOPI 


Immunol Res, July 2016, Rotem Inbar, Ronen Weiss, Lucija Tomljenovic, Maria-Teresa Arango, Yael Deri, Christopher A, Shaw, Joab Chapman, Miri Blank, Yehuda Shoenfeld
Sintesi: "Gli adiuvanti vaccinali possono indurre manifestazioni autoimmuni e infiammatorie in soggetti sensibili. A tutt'oggi la maggior parte dei trial di vaccini per uso umano utilizzano adiuvanti a base di alluminio (Al) come placebo nonostante le numerose evidenze dimostrino che l'alluminio nelle dosi presenti nei vaccini è tossico sia per gli umani che per gli animali ... Sembra che il Gardasil attraverso il suo adiuvante a base di alluminio e gli antigeni dell'HPV abbia la capacità di innescare reazioni neuroinfiammatorie ed autoimmuni, provocando ulteriori cambiamenti comportamentali... Alla luce di queste scoperte, questo studio sottolinea la necessità di procedere con cautela rispetto ad ulteriori pratiche di immunizzazione di massa con un vaccino la cui efficacia a lungo termine nella prevenzione del cancro cervicale non è stata ancora dimostrata."



Leggete gli altri 45 studi su: GreenMedInfo.com 



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martedì 14 novembre 2017

VACCINI: LA PERICOLOSA PERDITA DELL’IMMUNITÀ NATURALE!!!

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VACCINI:
 LA PERICOLOSA PERDITA DELL’IMMUNITÀ NATURALE
Secondo la visione corrente la tecnologia vaccinale rappresenta il trionfo dell’umanità sui disegni “difettosi” di Madre Natura.
Peccato che a quella scienza autoincensatasi “non democratica”, va ricordato che l’evoluzione naturale non produce meccanismi difettosi, anzi.
L’allattamento al seno per esempio è il metodo di protezione immunologica specificamente adatto a tutte le esigenze del neonato. Oggi sappiamo infatti che numerosi componenti bioattivi contenuti nel latte materno conferiscono una determinata e importantissima protezione immunologica.
Come il latte in polvere non può competere con il latte materno dal punto di vista nutrizionale, così i
vaccini non possono competere con il latte materno dal punto di vista dell’immunità.
Questo è assodato, anche se viene sempre dimenticato dalla medicina ufficiale.
Ecco perché la qualità dell’alimentazione (della madre in gravidanza e del neonato) continua ad essere un fattore cruciale nel determinare la funzionalità delle difese
immunitarie nei bambini più grandi e negli adulti.
PERDITA DELL’IMMUNITÀ NATURALE
Il sistema immunitario dei neonati è immaturo e non è in grado di gestire in modo efficace i virus naturali e nemmeno i virus artificialmente attenuati contenuti nei vaccini.
Le madri naturalmente immuni – ossia quelle che hanno contratto le malattie virali durante l’infanzia – proteggono i loro bambini da queste malattie con il trasferimento passivo della loro immunità tramite la placenta durante la gravidanza e tramite il latte materno dopo il parto.
Se una madre è naturalmente immune, un’eventuale esposizione del bambino al virus durante l’allattamento porterebbe a un’infezione del tutto asintomatica con conseguente immunità a vita per quel particolare virus. Se il bambino invece viene esposto per la prima volta a quel virus soltanto dopo lo svezzamento, egli contrarrà la malattia naturalmente senza tante problematiche e acquisirà comunque una immunità a vita. Così funziona in Natura.
Le malattie virali sono sempre state definite “malattie infantili” proprio perché prima dell’istituzione delle vaccinazioni obbligatorie venivano contratte prevalentemente durante l’infanzia.
I bambini erano protetti dall’immunità materna, mentre gli adulti erano coperti dall’immunità a vita che avevano acquisito durante l’infanzia. Oggi non è più così perché l’impiego dei vaccini ha cambiato drasticamente questo schema!
In Natura l’esposizione naturale ai virus avviene tramite le mucose (bocca, occhi, naso, ecc.), mentre la maggior parte dei vaccini virali vivi attenuati e inattivati viene somministrata mediante una iniezione. Questa via di esposizione totalmente innaturale induce la produzione di anticorpi a livello del siero e non delle mucose. Differenza questa fondamentale per comprenderne i rischi intrinseci.
Poiché solo l’esposizione delle mucose contribuisce alla produzione di anticorpi nella ghiandola mammaria, le madri vaccinate non hanno la capacità di trasferire gli anticorpi indotti dal vaccino ai loro bambini mediante l’allattamento.
Per questi motivi nei primi anni ’90, quando il morbillo era ancora endemico negli Stati Uniti, nei bambini nati da madri vaccinate era stato riscontrato un rischio maggiore di contrarre quella malattia rispetto a quelli nati da mamme naturalmente immuni. Va ricordato che negli Stati Uniti la vaccinazione anti morbillosa obbligatoria era stata avviata nei primi anni Sessanta, quindi negli anni Novanta le donne (vaccinate e non coperte) erano in piena età fertile avendo trent’anni…
L’uso persistente del vaccino trivalente contro morbillo-parotite-rosolia, ma non solo, ha privato una generazione di madri e soprattutto i loro bambini dell’immunità naturale contro le rispettive malattie virali.
I vaccini virali vivi attenuati riducono l’incidenza generale delle corrispondenti malattie virali rendendo il nostro corpo inaccessibile ai virus di tipo selvatico per un periodo che va da 3 a 5 anni dopo la vaccinazione.
Ma così facendo esse impediscono alla maggioranza della popolazione umana di sviluppare l’immunità naturale senza tuttavia eradicare completamente il virus prima che nasca una nuova generazione di bambini privi di immunità naturale.
Queste blande malattie infantili sono diventate pericolose perché noi esseri umani le abbiamo rese tali.
Negli Stati Uniti si è cominciato a vaccinare contro il virus della varicella a metà degli anni Novanta e presto avremo una generazione di madri e bambini senza immunità naturale, prima della completa eradicazione del virus. Dobbiamo porre termine alla vaccinazione di massa contro la varicella prima che capiti questo, altrimenti questa malattia diventerà un morbo pericoloso per la generazione dei nostri nipoti, così come lo è il morbillo per i nostri neonati.
L’interruzione del ciclo naturale del trasferimento di immunità fra la madre e il bambino è una conseguenza pericolosa e irreversibile delle attuali campagne di vaccinazione di massa.
Il paradosso dei vaccini è che riducono l’incidenza generale delle malattie infantili ma le rendono enormemente più pericolose per la generazione successiva…
VINCERE LE BATTAGLIE MA PERDERE LA GUERRA
Le malattie virali possono causare complicanze mortali solo nei neonati non protetti dall’immunità materna e negli individui gravemente malnutriti o immunodepressi.
Un grave problema che può subentrare dopo una malattia virale o insorgere spontaneamente è una malattia batterica invasiva come la polmonite, la meningite o l’encefalite.
Pochi sanno che i vaccini coprono soltanto una frazione minima della grande biodiversità dei ceppi batterici. Quando si eliminano quelli per i quali i vaccini sono stati creati, altri ceppi prendono il sopravvento e crescono a dismisura.
La pertosse è l’esempio perfetto di una campagna di guerra mal condotta contro i batteri.
Negli Stati Uniti era una malattia in declino negli anni precedenti quando era in uso il vaccino antipertosse a cellule intere. Quest’ultimo però avendo rivelato uno scarso livello di sicurezza, a metà degli anni 90 venne sostituito con il vaccino antipertosse acellulare.
In seguito negli Stati Uniti la pertosse ha cominciato a riemergere nonostante l’estensiva copertura vaccinale.
Il vaccino per la pertosse acellulare include proteine isolate ricavate dal batterio B. Pertussis. Esiste però un altro ceppo batterico che può causare la pertosse il B. Parapertussis.
Il nuovo vaccino acellulare garantisce protezione solo contro il pertussis ma non contro il parapertussis, mentre il vecchio vaccino è efficace contro entrambi i ceppi.
RISCHI DELLE VACCINAZIONI
In conclusione la tecnologia vaccinale è estremamente rischiosa non solo per il contenuto di adiuvanti (formaldeide, antibiotici, frammenti di DNA animale e/o umano, ecc.) e di metalli tossici (alluminio, sale di mercurio, ecc.) che possono scatenare patologie anche gravissime (allergiche, autoimmunitarie, croniche e neurodegenerative) ma perché stanno trasformando innocue – ma importanti dal punto di vista evolutivo – malattie esantematiche infantili in pericolosi fardelli tossici per i neonati delle nuove generazioni.
Immunizzando i neonati oggi stiamo creando bambini e futuri uomini e donne non immunizzati naturalmente contro le malattie. Il problema serio è rappresentato dalle bambine, le quali saranno delle madri prive di immunità per se stesse e quindi non in grado di passare ai figli gli anticorpi adeguati mettendoli così a rischio.
Vacciniamo oggi per creare danni domani!
Queste sono cose note all’immunologia ufficiale, per cui la domanda che sorge spontanea è: perché continuano imperterriti su questa errata e innaturale strada? Forse le lobbies farmaceutiche vogliono predisporre l’intera umanità futura a gravissimi rischi epidemici?
Ai posteri (non vaccinati) l’ardua sentenza…
Tratto dal libro “I vaccini sono un’illusione” della d.ssa Tetyana Obukhanych, immunologa.

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domenica 12 novembre 2017

LE SOSTANZE TOSSICHE DELLA CARNE.


La carne non è altro che il cadavere di un essere che era metabolicamente attivo. Ecco i problemi che ne derivano:




Quando un animale viene macellato, le sostanze di scarto che normalmente sarebbero eliminate dal flusso sanguigno rimangono nella carne in via di putrefazione. Chi mangia carne introduce nel proprio corpo rifiuti tossici che normalmente l'animale avrebbe eliminato con l'urina. Il dottor Owen S. Parret, nella sua pubblicazione "perché io non mangio carne" osserva che quando si fa bollire la carne di manzo, i rifiuti appaiono sulla superficie nella forma di un estratto solubile che, all'analisi chimica, risulta molto simile all'urina.




Si tratta del disfacimento cellulare che prelude alla vera e propria putrefazione, con formazione di molte sostanze tossiche, le ptomaine, presentanti le reazioni generali degli alcaloidi e dette perciò anche alcaloidi cadaverici, e consistenti in basi organiche provenienti dall'azione dei batteri (in genere decarbossilizzazioni) su sostanze proteiche, lipidi, e acidi nucleici. Le più note sono scatolo, indolo, putrescina, cadaverina, neurina. Da ciò deriva la necessità di sottoporre le carni destinate al consumo non immediato a procedimenti che le rendano conservabili (congelamento, essiccamento, affumicatura, salatura, inscatolamento), o che le trasformino in prodotti non deperibili (es. estratti di carne).
Altra temibile sostanza tossica che aumenta durante la putrefazione (quindi già presente prima di essa), soprattutto a causa dello sviluppo di calore nelle reazioni esotermiche, è l'aldeide malonica, sicuramente cancerogena. Tale composto aumenta enormemente con la cottura, in particolare quella alla griglia.

Comunque presenti, indipendentemente dalla putrefazione, vi sono poi le leucomaine (alcaloidi derivanti dalla disammilazione delle sostanze albuminoidi dei tessuti viventi per idratazione intravitale), cioè le basi creatiniche, le purine, l'ammoniaca, l'urea, l'acido urico, la creatinina (anidride della creatina), l'acido ippurico (cristalli bianchi, inodori, solubili in alcool e acqua, prodotto di ossidazione di sostanze proteiche introdotte con gli alimenti), tutti cataboliti di scarto più o meno tossici, presenti solo perché l'organismo dell'animale era metabolicamente attivo.

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Lo scienziato Johns Hopkins rivela la ricerca sconvolgente sui vaccini contro l'influenza.


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Traduzione a cura di 
Vivere in modo naturale

di SYLVIA BOOTH HUBBARD
Uno scienziato Johns Hopkins ha rilasciato una relazione sui vaccini contro l'influenza nel British Medical Journal (BMJ). Peter Doshi, Ph.D., afferma che, sebbene i vaccini siano spinti al pubblico in numeri senza precedenti, sono meno efficaci e causano più effetti collaterali rispetto a quanto affermato dai centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Inoltre, afferma Doshi, gli studi che stanno alla base della politica del CDC di incoraggiare la maggior parte delle persone a ottenere un vaccino contro l'influenza annuale con spesso studi di bassa qualità che non sostengono le affermazioni ufficiali.


La promozione dei vaccini contro l'influenza è una delle politiche di salute pubblica più visibili e aggressive negli Stati Uniti, (adesso anche in Italia) dice Doshi della Scuola di Medicina di Johns Hopkins. Aziende farmaceutiche e pubblici funzionari stampa per la vaccinazione diffusa in ogni dove, offrendo vaccinazioni in farmacie e supermercati. I risultati sono stati fenomenali. Solo 20 anni fa, 32 milioni di dosi di vaccino contro l'influenza erano disponibili negli Stati Uniti su base annua. Oggi il totale è salito a 135 milioni di dosi.

"Il vaccino può essere meno vantaggioso e meno sicuro di quanto sia stato affermato e la minaccia dell'influenza sembra essere esagerata", dice Doshi. Norme di vaccinazione obbligatorie sono state emanate, spesso nelle strutture sanitarie, forzando alcune persone a prendere il vaccino in pericolo di perdere il loro posto di lavoro.

L'affermazione principale del CDC che alimenta ogni anno la spinta per i vaccini contro l'influenza è che l'influenza presenta un rischio di gravi complicazioni che possono causare la morte, specialmente nei pazienti anziani e in quelli affetti da malattie croniche. Non è così, dice Doshi.

Quando si legge con attenzione, il CDC riconosce che gli studi che trovano una riduzione percepita dei tassi di mortalità possono essere dovuti all'effetto "utente sano" - la tendenza alle persone più sane di essere vaccinate più di persone meno sane. L'unico studio randomizzato sul vaccino contro l'influenza nelle persone anziane non ha trovato alcun calo nelle morti. "Questo significa che i vaccini contro l'influenza sono approvati per l'uso in pazienti anziani nonostante studi clinici che dimostrano una riduzione dei risultati gravi", dice Doshi.

Anche quando il vaccino è strettamente correlato al tipo di influenza che è prevalente, cosa che non accade ogni anno, studi randomizzati e controllati di adulti sani trovano che il vaccino tra 33 e 100 persone ha causato un caso in meno di influenza. Inoltre, dice Doshi, non esiste alcuna prova che dimostri che questa riduzione del rischio di influenza per una popolazione specifica - qui negli Stati Uniti, ad esempio tra gli adulti sani - si estrae un qualsiasi rischio ridotto di complicanze gravi dall'influenza, come ad esempio ospedalizzazioni o morti, tra gli anziani.

"Per la maggior parte delle persone, e forse la maggior parte dei medici, i funzionari devono solo sostenere che i vaccini salvino vite umane e si suppone che ci sia una solida ricerca dietro", dice Doshi. Purtroppo, questo non è il caso, dice.



Anche se il CDC implica che i vaccini contro l'influenza sono al sicuro e non c'è bisogno di valutare i benefici contro il rischio, Doshi non è d'accordo. Egli indica uno studio australiano che ha trovato uno su ogni 110 bambini sotto i cinque anni, che ha avuto convulsioni dopo la vaccinazione nel 2009 per l'influenza H1N1. Ulteriori indagini hanno trovato che il vaccino H1N1 è stato associato anche ad un picco nei casi di narcolepsia (narcolessia) tra gli adolescenti.

Le preoccupazioni di Doshi sono quelle del Dr. Russell Blaylock, neurochirurgo e autore di "The Blaylock Wellness Report" dove ha profonde preoccupazioni per la sicurezza e l'efficacia del vaccino contro l'influenza.

Non solo il vaccino non è sicuro, il Dr. Blaylock dice a Newsmax Health, non funziona nemmeno. "Il vaccino è assolutamente inutile e il governo lo sa", dice. 
"Ci sono tre motivi per cui il governo dice agli anziani perché dovrebbero fare i vaccini contro l'influenza: la polmonite secondaria, l'ospedalizzazione e la morte. Tuttavia, uno studio del gruppo Cochrane ha studiato centinaia di migliaia di persone e ha trovato che offriva zero protezione a queste tre cose nella comunità generale.
Ha offerto alle persone che vivono in case di cura alcune immunizzazioni contro l'influenza - al massimo un terzo - ma solo se hanno scelto il vaccino giusto. "

Uno studio rilasciato a febbraio ha scoperto che il vaccino contro l'influenza è stato efficace solo al 9 per cento nella protezione degli anziani contro il virus più influente di influenza della stagione 2012-2013.

Quel che è ancora peggio è che i bambini piccoli che ricevono il vaccino contro l'influenza non si proteggono dalla malattia. 
"Il governo afferma inoltre che ogni bambino oltre i sei mesi dovrebbe fare un vaccino, e il governo sa bene che esso contiene una dose di mercurio, e che è tossico per il cervello", dice il dottor Blaylock. 
"Sappiamo anche che gli studi hanno dimostrato che il vaccino contro l'influenza ha zero-zero efficacia nei bambini sotto i cinque anni".

Per la maggior parte delle persone, dice il dottor Blaylock, i vaccini contro l'influenza non impediscono l'influenza, ma in realtà aumentano le probabilità di ottenerla. Il mercurio contenuto nei vaccini è un forte depressore immunitario, così forte che un vaccino contro l'influenza elimina l'immunità per diverse settimane. "Questo rende le persone altamente suscettibili a toccare l'influenza", dice. "Possono addirittura pensare che il vaccino abbia dato loro l'influenza, ma non è vero - hanno depresso il loro sistema immunitario e poi hanno preso l'influenza".

Il Mercurio sovrastimola il cervello per diversi anni, dice il dottor Blaylock, e che l'attivazione è la causa di malattie degenerative di Alzheimer e di altre malattie degenerative. Uno studio ha scoperto che coloro che fanno il vaccino contro l'influenza da tre a cinque anni aumentano il rischio della malattia di Alzheimer di ben 10 volte.

Doshi afferma che l'influenza è un caso di "disease mongering"  "mercificazione della malattia" nel tentativo di espandere i mercati. Egli sottolinea il fatto che le morti da influenza sono diminuite notevolmente durante la metà del 20 ° secolo, molto prima delle enormi campagne di vaccino che hanno dato il via al ventunesimo secolo.


Perché le aziende farmaceutiche spingono il vaccino contro l'influenza? "Si tratta di soldi", dice il dottor Blaylock. "I vaccini sono un sogno della società farmaceutica. Hanno un prodotto che sia il governo che i media li aiuterà a vendere, e poiché i vaccini sono protetti, non possono essere citati se qualcuno ha una complicazione ".

L'articolo di Doshi "è un soffio d'aria fresca", dice il dottor Blaylock. "Questo articolo espone in termini ben definiti e articolati ciò che è stato noto da molto tempo: la promozione del vaccino contro l'influenza è una frode."

"Ecco la linea di fondo", dice il dottor Blaylock. "Il gran numero di persone che ricevono il vaccino contro l'influenza non avranno alcun beneficio, ma hanno tutti i rischi e le complicazioni".

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