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mercoledì 30 settembre 2026

I trattamenti soppressi, il pH e la verità nascosta sui protocolli sanitari: quando la cura costa tre dollari e fa paura ai colossi

 

I trattamenti soppressi, il pH e la verità nascosta - Salvatore Calleri - NatMed
Raffigurazione concettuale dei protocolli di cura naturali e della correlazione fondamentale tra i livelli di pH e la risposta biologica dell'organismo, al di là delle imposizioni della medicina commerciale.


A cura del Dr. Mark Sircus

(Articolo rivisto e ripubblicato con spunti originali da Salvatore Calleri - NatMed)

22 febbraio 2021

Non è necessario essere etichettati come "no-vax" per comprendere una realtà elementare che i canali ufficiali continuano a occultare: i trattamenti di massa non sono mai stati l'unica via, né tantomeno l'unica risposta necessaria. Esiste da sempre un'ampia gamma di opzioni terapeutiche, sia naturali che farmacologiche, economiche e ampiamente disponibili, molte delle quali hanno dimostrato una straordinaria efficacia sul campo. Eppure, ogni qualvolta emergono soluzioni a basso costo, si alza puntuale il muro della censura.

La scoperta in Brasile: la nebulizzazione che sbalordisce i medici

Eppure, le buone notizie per il genere umano esistono. Uno studio ufficiale condotto ad Acre, in Brasile, ha lasciato i medici letteralmente sbalorditi per la rapidità con cui i pazienti infetti da COVID sono guariti dopo aver effettuato una nebulizzazione con 3 grammi di bicarbonato di sodio (un comune bicarbonato di sodio) in 100 ml di acqua, somministrato tramite un nebulizzatore.

La cattiva notizia è che esistono forze potenti che odiano le buone notizie e fanno di tutto per censurare le informazioni mediche utili. Alcune persone e organizzazioni faranno di tutto per promuovere vaccini sperimentali pericolosi a discapito di metodi di trattamento dei virus più sicuri, economici ed efficaci. Questo è evidente nelle notizie provenienti dalla Casa Bianca, dove non si sforzano nemmeno di nascondere le loro attività fasciste. Loro e i grandi giganti della tecnologia devono sapere che il bicarbonato di sodio non ha nulla a che fare con "teorie del complotto pericolose, disinformazione sul COVID-19 e propaganda straniera maligna."

La scienza del pH e le ricerche dall'Università di Acre

La nuova ricerca sul bicarbonato si aggiunge alla lista sempre più lunga di trattamenti. E non è una sorpresa per chiunque sappia come e perché i bicarbonati funzionano. Medici e operatori sanitari dovrebbero saperlo, ma non lo sanno o non vogliono saperlo, che le infezioni virali sono unanimemente sensibili alle variazioni di pH. La semplice alcalinizzazione del sangue riduce la suscettibilità delle cellule ai virus.

I bicarbonati possono essere assunti per via orale a scopo preventivo e, come vedremo più avanti, possono essere nebulizzati e persino instillati nei polmoni dei pazienti in terapia intensiva quando la loro funzionalità polmonare è compromessa.


La ricerca è stata condotta dall'Università Federale di Acre (UFAC) in collaborazione con la Fondazione Oswaldo Cruz (FIOCRUZ), un'organizzazione dedicata alla ricerca sui virus e sui vaccini. Lo studio è stato approvato dalla Commissione Nazionale di Etica e Ricerca (Comissão Nacional de Ética em Pesquisa). Il trattamento, che mira a migliorare la saturazione di ossigeno nel sangue, è già stato effettuato su circa 300 persone nello stato di Acre. La ricercatrice Dr. Carolina Pontes afferma che la soluzione a base di bicarbonato rende più fluida la secrezione polmonare. Nei pazienti con sintomi lievi, il trattamento viene effettuato tramite nebulizzazione. Nei casi più gravi, il bicarbonato viene iniettato direttamente nei polmoni e aspirato.

Il dottor João Rodrigues, di 32 anni, si è sottoposto al trattamento. Aveva l'80% dei polmoni compromessi e aveva già trascorso cinque giorni in ospedale:

"Il miglioramento è stato estremamente significativo, tanto che persino io, da medico, sono rimasto sorpreso perché non avevo mai visto un miglioramento così rapido."

La contagiosità del coronavirus è in realtà estremamente sensibile al pH. Il ceppo MHV-A59 del coronavirus è piuttosto stabile a pH 6,0 (acido), ma viene inattivato rapidamente e irreversibilmente da un breve trattamento a pH 8,0 (alcalino). Il ceppo 229E del coronavirus umano è massimamente infettivo a pH 6,0. L'infezione delle cellule da parte del coronavirus A59 a pH 6,0 (acido) anziché a pH 7,0 (neutro) determina un aumento di dieci volte dell'infettività del virus. I dati suggeriscono che il coronavirus IBV utilizzi una reazione di attivazione della fusione virus-cellula diretta e dipendente dal pH basso.

  • La fusione del coronavirus IBV con le cellule ospiti non avviene a pH neutro, e l'attivazione della fusione è un processo dipendente dal pH basso, con una velocità di fusione pari alla metà del valore massimo a pH 5,5.

  • Al di sopra di un pH pari a 6,0 si è verificata una fusione minima o nulla.

Il bicarbonato è anche un fungicida fondamentale ed è l'unico farmaco efficace contro la Candida Auris, che è resistente ai fungicidi farmaceutici. Si tratta di un'infezione altamente letale che minaccia il mondo persino più del COVID, che al confronto è benigno, eppure se ne parla a malapena.

Il sistema, la censura e il terrorismo farmaceutico

Queste informazioni sui bicarbonati non troveranno spazio nei media tradizionali, il che è un peccato. Dall'inizio della pandemia, i medici di tutto il mondo si sono impegnati per aiutare i pazienti con trattamenti innovativi. Il sistema stesso, la stampa mainstream, le agenzie governative e persone come il dottor Fauci hanno insistito nel promuovere la narrativa dominante, che è sempre in contrasto con la verità, ovvero che esistono già trattamenti sicuri ed efficaci per il COVID-19 e lasue mutazioni... A loro interessa solo vendere vaccini al pubblico e non gli importa nulla della salute pubblica o della sicurezza dei vaccini. Hanno terrorizzato un'intera generazione di bambini al punto che una percentuale considerevole di loro sta contemplando il suicidio, e la stanno facendo franca.

Commento critico

Molte persone hanno fatto della salute e della sicurezza i loro idoli, anteponendole alla libertà, al lusso, al progresso e all'ingegno, a Dio, a tutto, o almeno questo è ciò che credono di fare. Durante l'"era del Covid", abbiamo visto persone sacrificare tutto (lavoro, famiglia, religione, vita sociale); tuttavia, nei luoghi in cui questo è più intenso, i tassi di mortalità e di contagio sono più elevati, e l'ignoranza e la paura sono di gran lunga maggiori. Paura e ignoranza sono le parole d'ordine del momento, e ciò è particolarmente evidente in medicina e sanità pubblica.

L'opinione pubblica è stata presa di mira dagli interessi farmaceutici, che hanno sfruttato la nostra propensione alla paura e all'ignoranza. Nessuna parola può descrivere come il terrorismo farmaceutico, l'ignoranza medica e l'eccessivo clamore mediatico in campo medico si coalizzino contro l'umanità, tenendoci il più lontano possibile da utili trattamenti naturali e spingendoci verso farmaci e vaccini pericolosi che uccidono.

"Sia il trattamento con idrossiclorochina / zinco / antibiotico che quello con ivermectina / zinco / antibiotico sono comprovati, sicuri ed economici. Eppure, le prove sono state tenute nascoste al pubblico."

Anche gli esperti più competenti vengono messi a tacere quando esprimono opinioni in contrasto con la linea editoriale relativa ai vaccini e al lockdown. Come scrive Paul Craig Roberts, "i media sono complici nel tenere il pubblico all'oscuro". Le reazioni al vaccino anti-COVID sono dolorosamente elevate, superiori a quelle di qualsiasi altro vaccino fino ad oggi, eppure gli amministratori delegati e i proprietari della stampa terroristica non hanno una parola da dire al riguardo, ma la verità sta comunque venendo a galla, terrorizzando la gente e trasformando quasi metà della popolazione in scettica sui vaccini anti-COVID.

Le informazioni e il potere che si celano dietro la medicina a base di bicarbonato offrono una chiara visione di quanto sia grave la situazione nel campo della salute pubblica. A causa della loro formazione professionale, che li spinge a incutere timore e li rende restii a fornire risposte concrete alle minacce alla salute pubblica, i funzionari della sanità pubblica assomigliano più ad angeli di morte e distruzione che a garanti della salute e della sicurezza.

In Nepal, che sta ottenendo ottimi risultati nell'era del COVID, gli "esperti di sanità pubblica" sono furiosi per essere stati ignorati. Il dottor Anup Subedi, medico specializzato in malattie infettive, afferma: "Il governo è stato molto inefficiente. C'è stata una certa riluttanza a coinvolgere esperti e a utilizzare dati e metodi scientifici." Il mondo intero dovrebbe imparare la lezione e ignorare questi esperti che hanno condotto il mondo in una nuova forma di inferno. Non ci si può fidare di loro.

Se nell'era del COVID non si impara a pensare con la propria testa, si rischia di passare un brutto periodo e si diventa virtualmente schiavi di persone e organizzazioni che hanno il male (l'ignoranza) nel cuore, ovvero che non hanno a cuore i nostri interessi. Sebbene non sia un fenomeno nuovo, sul pianeta si sta diffondendo una forma di terrorismo, e possiamo facilmente constatare gli effetti che ha sui bambini. I funzionari sanitari ossessionati dal COVID si sono resi colpevoli di un massiccio abuso sui minori con la loro follia di lockdown, mascherine e distanziamento sociale, nessuna delle quali era necessaria per una malattia da cui oltre il 99,6% sopravvive anche senza le migliori cure, la maggior parte delle quali è stata soppressa.

La morte prima o poi arriva per tutti, ma arriverà più tardi che presto se la verità sui farmaci a base di bicarbonato venisse mai rivelata al mondo. Dovremmo tutti allarmarci quando voci autorevoli come quella di Robert F. Kennedy Jr. vengono censurate, messe a tacere e fatte sparire dai social media per aver espresso idee considerate politicamente scorrette, piene di odio, pericolose o complottiste. Le sue opinioni lucide sui vaccini contrastano il terrorismo di cui parlo, quindi state attenti e fate attenzione, altrimenti voi e i vostri figli vi aggiungerete alla lunga lista di vittime che sono state ferite e sono morte per mano di terroristi medici addestrati a sorridere a prescindere da ciò che fanno.

Si potrebbe persino studiare cosa è successo da quando i Rockefeller hanno preso il controllo del settore 100 anni fa. Nella storia del bicarbonato di sodio, scopriamo che nel 1918 i medici lo usarono con successo per curare l'influenza spagnola!

Conclusione e proprietà dei bicarbonati

Esistono tre forme principali di bicarbonato: sodio, potassio e magnesio. Sono agenti alcalinizzanti primari non tossici per la prevenzione e il trattamento di:

  • Cancro

  • Malattia del fegato

  • Diabete di tipo I e di tipo II

  • Lupus

  • Cardiopatia

  • Tossicosi farmacologica

  • Intervento di chirurgia vascolare

  • Erniazione tonsillare dovuta a edema cerebrale

  • Tossicosi da acido lattico

  • Iponatriemia (bassi livelli di sodio o perdita di sali minerali dovuta a esercizio fisico eccessivo o prolungato)

Una ricerca condotta da scienziati britannici del Royal London Hospital dimostra che il bicarbonato di sodio può rallentare drasticamente la progressione della malattia renale cronica. Eppure, il dibattito e l'ignoranza riguardo a questi semplici rimedi persistono. L'esercito degli Stati Uniti riconosce che il bicarbonato di sodio è il farmaco di elezione per eliminare la tossicità dell'uranio dai reni, ed è l'unico farmaco autorizzato a tale scopo.

I bicarbonati rappresentano anche la forma più estrema di chemioterapia, e non si può che ridere (o piangere) di fronte all'assurdità che impedisce a tutti i medici di accettare questo fatto. Con un costo di circa tre dollari al chilo, il bicarbonato di sodio risulterà più efficace della chemioterapia e della radioterapia perché agisce direttamente sull'acidità e sulle condizioni di bassa ossigenazione. Il trattamento del cancro con bicarbonati agisce sulle cause fondamentali della formazione e dell'aggressività delle cellule tumorali, pertanto si tratta di una terapia medicalmente valida che non dovrebbe essere negata a nessuno. La somministrazione di bicarbonato rende inoltre queste terapie tradizionali contro il cancro più sicure ed efficaci.

Il bicarbonato di sodio, potassio e magnesio sono considerati medicinali miracolosi non per via di qualche magia, ma grazie a solide basi scientifiche, alla storia della medicina e alla fisiologia di base. È una vera tragedia in ambito medico che il farmaco meno costoso, più ampiamente disponibile, sicuro ed efficace continui a essere trascurato.

Un'importante riflessione finale

Un punto fondamentale è che i bicarbonati agiscono in perfetta armonia con altri farmaci, siano essi di origine farmaceutica o naturale. Anche quando vengono utilizzati i farmaci più tossici, come nella chemioterapia o nella radioterapia, i bicarbonati ne attenuano gli effetti nocivi. Se utilizzato insieme ad altri rimedi naturali, il suo potere curativo verrà ulteriormente amplificato.

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martedì 22 settembre 2026

IL “PROGETTO (SENZA) PILOTA”: GUIDA DI AUTODIFESA E MAPPA DEI CODICI PER NON PORTARE LA SPERIMENTAZIONE IN TAVOLA

Infografica del piano pilota di vaccinazione aviaria H5 con mappa del Nord Italia, codici degli allevamenti di uova 053MN726 e 053MN728, e fiala di vaccino.
Infografica ufficiale dell'inchiesta: la mappa del piano pilota tra Lombardia e Veneto e la guida pratica con i codici delle uova (053MN726 e 053MN728) per l'autodifesa del consumatore.


Mentre i circuiti dell’informazione allineata tessono le lodi della modernità e della biosicurezza, un’inchiesta spietata sul dispositivo ministeriale per l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI H5) — scattato lo scorso 5 maggio 2026 tra le province di Verona e Mantova — svela una realtà ben diversa. Siamo di fronte a un’analisi rigorosa su un “progetto (senza) pilota” che, dietro una facciata di rigore burocratico, scarica sui consumatori e sugli anelli più deboli della filiera i rischi reali di una sperimentazione biotecnologica su larga scala.

La gestione in outsourcing e il circo delle scartoffie

La prima dose del siero — basata su un vaccino ricombinante con vettore Herpesvirus del tacchino (HVT) che esprime il gene dell'emoagglutinina H5 — non viene somministrata direttamente negli allevamenti monitorati, bensì negli incubatoi. Luoghi opachi e distanti dal controllo diretto, dal cui corretto operato dipenderebbe la miracolosa «separazione degli animali vaccinati da quelli non vaccinati». Tranquillizzante, non c'è che dire.

La “garanzia” di tale separazione è affidata interamente a un castello di scartoffie digitali: un DDA (Documento di Accompagnamento Elettronico) validato dall'ASL, generato tramite l’applicativo web della Banca Dati Nazionale (BDN) che recupera il trattamento direttamente dalla Ricetta Elettronica Veterinaria (REV).

Ancora più grottesco è il capitolo del personale addetto: chi individua le «squadre di vaccinazione»? Non il Ministero, bensì gli «operatori delle aziende avicole, anche per il tramite delle filiere produttive». E chi si occupa della loro formazione? Previa validazione del Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza aviaria dell’IZSVe, la formazione può essere erogata anche da «enti terzi», tra cui filiere, associazioni di categoria e, udite udite, le stesse ditte farmaceutiche produttrici. Del resto, chi meglio dell’oste può spiegarti la qualità del vino? Ciliegina sulla torta: non è prevista la formazione di tutti gli operatori sul campo, ma basta un unico «responsabile» individuato dalle squadre stesse.

Ed è proprio qui che emerge un particolare che merita di essere evidenziato: il dispositivo stabilisce che l'acquisto, lo stoccaggio, la distribuzione, la somministrazione e persino la rendicontazione delle dosi utilizzate e non utilizzate siano a carico degli operatori, anche per il tramite delle filiere produttive. Il controllo resta affidato ai veterinari ufficiali delle ASL, ma l'organizzazione materiale dell'intera operazione viene quindi collocata all'interno della filiera produttiva.

Un “progetto pilota” pensato come stress test

C'è poi una frase contenuta nelle premesse del dispositivo ministeriale che merita particolare attenzione. Le riunioni del 31 marzo 2026 con le associazioni del settore avicolo vengono richiamate perché favorevoli all'attuazione del progetto pilota, definito necessario anche per effettuare un «preventivo stress test» in vista dell'applicazione di un futuro progetto di vaccinazione su larga scala.

Non si tratta quindi soltanto di osservare cinque allevamenti per verificare se una procedura burocratica funziona. Il documento ministeriale dichiara espressamente che l'obiettivo è raccogliere dati e conoscenze che possano consentire, in futuro, l'adozione di un progetto di vaccinazione dell'influenza aviaria ad alta patogenicità «su larga scala». Ed è proprio questa prospettiva a rendere ancora più importante interrogarsi oggi sulla tracciabilità, sulla gestione della filiera, sui prodotti destinati al consumo e sulla reale capacità del consumatore di sapere da quale stabilimento provenga ciò che acquista.

Sorveglianza rafforzata e test di laboratorio: cosa prevede davvero il protocollo

Il dispositivo ministeriale impone un regime di sorveglianza attiva e passiva ferreo all'interno degli stabilimenti designati:

  • Sorveglianza Attiva e Prelievi Sierologici mirati: Oltre ai controlli clinici, sono previsti prelievi di sangue sistematici (20 campioni per allevamento o quantitativo superiore stabilito dal CRN AI) a scadenze temporali rigidamente scandite:

    • Per i tacchini: Al giorno 30-36, prima di effettuare il vaccino booster; tre settimane dopo il vaccino di richiamo; prima del carico per l’invio al macello.

    • Per pollastre e ovaiole: Al momento della somministrazione del richiamo (10-12 settimane); entro una settimana dalla movimentazione verso lo stabilimento di destinazione per la produzione delle uova; ogni sei mesi durante il periodo di deposizione; alla fine del ciclo produttivo.

  • La Strategia DIVA e i Test in Laboratorio: Sfruttando vaccini privi dei geni interni NP e M, si punta a differenziare gli animali infetti da quelli vaccinati.

    • Sui campioni virologici: Screening iniziale mediante real-time RT-PCR mirata a un segmento del genoma del virus codificante per la proteina di matrice (M); i positivi passano ai test specifici H5 e H7 e poi al Laboratorio Nazionale di Riferimento (LNR) dell'IZSVe di Legnaro (PD).

    • Sui campioni sierologici: Screening iniziale per la ricerca di anticorpi nei confronti della nucleoproteina (NP) dei virus dell'Influenza A mediante test ELISA, seguiti dalla prova di inibizione dell’emoagglutinina (HI) per isolare i sottotipi H5 e H7 (con invio tempestivo al LNR in caso di positività).

  • Blocco Condizionato: In caso di sospetto clinico o virologico, lo stabilimento viene immediatamente bloccato e sottoposto alle rigide misure dei Regolamenti UE fino al verdetto definitivo.

Cinque stabilimenti, non un intero territorio

La mappa ufficiale permette inoltre di circoscrivere con estrema precisione il perimetro del progetto.
I tre stabilimenti di tacchini da carne sono:

  • 060VR701 – Verona

  • 096VR206 – Verona

  • 096VR606 – Verona

I due stabilimenti di galline ovaiole sono:

  • 053MN726 – Mantova

  • 053MN728 – Mantova

Sono quindi cinque gli stabilimenti produttivi finali espressamente individuati nel progetto. Il dispositivo stabilisce inoltre che la vaccinazione non è consentita negli stabilimenti che non fanno parte del progetto e che gli animali vaccinati non possono essere movimentati verso stabilimenti esterni se non attraverso una specifica deroga della ASL e il parere del Centro di Referenza Nazionale.

Perché il mercato estero chiude le porte?

Un indizio macroscopico sulla reale percezione del rischio fuori dai confini nazionali arriva da una postilla che non lascia scampo a interpretazioni: i prodotti e i sottoprodotti avicoli provenienti dagli stabilimenti del progetto pilota possono essere commercializzati esclusivamente sul mercato italiano.

Viene spontaneo chiedersi il motivo di tale sbarramento all'esportazione: forse perché non tutti, all’estero, accetterebbero il rischio di far sedere i propri cittadini dalla parte del consumatore finale in un simile esperimento a cielo aperto? Il documento ministeriale specifica che non possono essere inviati verso Paesi terzi o altri Stati membri dell'Unione europea. E qui si apre una domanda investigativa: quali sono esattamente gli accordi sanitari internazionali che devono essere modificati prima che questi prodotti possano varcare i confini?


GUIDA DI AUTODIFESA: Come Riconoscere le Uova e le Carni Sottoposte a Sperimentazione


Mentre per la carne di tacchino la filiera industriale e la GDO nascondono il codice di allevamento dietro un bollino del macello (ricordiamo tra i centri autorizzati per AIA sigle come IT 04 M CE, IT 012 M CE, IT 018 M CE, IT 207 M CE, IT 363 L CE, IT 880 L CE, IT 0851 M CE), per le uova fresche in guscio la normativa europea ci consegna un'arma formidabile di autodifesa.

Scavando nei documenti ufficiali del piano, gli stabilimenti di galline ovaiole inseriti nel progetto nel Mantovano sono identificati da questi codici precisi:

  • Allevamento di galline ovaiole 1: 053MN726

  • Allevamento di galline ovaiole 2: 053MN728

Per i tacchini da carne nel Veronese, i codici degli stabilimenti coinvolti sono:

  • Tacchini da carne 1: 060VR701

  • Tacchini da carne 2: 096VR206

  • Tacchini da carne 3: 096VR606

Cosa fare al supermercato:

  1. Identificare il codice stampato sul guscio dell’uovo (es. 2 IT 053 MN 728). Se le cifre corrispondono a quelle della sperimentazione, saprete con assoluta certezza da quale stabilimento provengono.

  2. Per carne e prodotti trasformati: la situazione è più complessa poiché non c'è un codice di allevamento leggibile sul prodotto finito; occorre conservare etichetta, lotto, stabilimento di produzione e ogni informazione utile.

  3. In caso di dubbi: rivolgersi all'operatore commerciale o all'autorità sanitaria competente.

Se fossi un produttore mantovano o veronese onesto, mi assicurerei di prendere le distanze pubblicamente da questa filiera, dagli incubatoi fino al piatto, e lo farei sapere a chiare lettere a quel consumatore che, giustamente, nel dubbio rifiuta categoricamente di fare da cavia.

Perché quando un documento ministeriale parla apertamente di uno «stress test» destinato a raccogliere dati in vista di un futuro progetto di vaccinazione su larga scala, la domanda fondamentale non è soltanto se il progetto funzionerà. La domanda è: quanto sarà realmente informato il cittadino che, alla fine della filiera, si troverà il prodotto nel piatto?

Salvatore Calleri

Ufficio Stampa

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