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domenica 20 maggio 2018

Quel patto scellerato tra Roche e Novartis

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I due gruppi farmaceutici hanno diffuso d'intesa informazioni ingannevoli per favorire in Italia un prodotto che costa 900 euro, ostacolando l'utilizzo di un farmaco equivalente a soli 80 euro. La Corte europea di giustizia conferma l'illecito. La Svizzera si dichiara impotente.


Di Federico Franchini, Il Quaderno 

Concorrenza? Nella vicenda Avastin/Lucentis Roche e Novartis hanno lavorato mano nella mano.(Keystone)

Hanno ostacolato la vendita in Italia di un farmaco dal prezzo accessibile, l’Avastin, dal costo di 80 euro, a vantaggio di un medicamento più costoso, il Lucentis, che di euro ne costa 900. Una differenza abissale.

Il primo è nato come medicamento antitumorale, la cui licenza è detenuta da Roche. Da tempo, la comunità scientifica ha stabilito che il prodotto ha un’ottima e sicura resa anche per il trattamento della maculopatia, una malattia dell’occhio. 
Quindi è sufficiente acquistare l’Avastin per ottenere gli effetti miracolosi promessi dal Lucentis, la cui licenza è stata ceduta da Roche alla Novartis, che, detto en passant, detiene circa il 30% delle azioni di Roche.

La vicenda è nota da tempo e ha già fatto scorrere fiumi d’inchiostro. 
Ma adesso giungono le conferme: i due principali gruppi farmaceutici svizzeri hanno diffuso informazioni ingannevoli per differenziare artificiosamente i due prodotti, perfettamente sovrapponibili.

Posta in gioco molto elevata

Ciò che ha generato costi sanitari enormi. 
Nonostante l’uso diffuso in ambito oftalmico, Roche non ha fatto nulla per richiedere un’estensione delle indicazioni dell’antitumorale Avastin per questo utilizzo. Anzi, tramite la filiale Genentech ha creato un farmaco clone – il costosissimo Lucentis – confezionato appositamente per l’uso in campo oftalmologico.

Da parte sua Novartis non è riuscita ad imporre subito il nuovo farmaco poiché i medici italiani, per ovvie ragioni di costi, continuavano a prescrivere l’Avastin benché non autorizzato dalle autorità sanitarie per questo trattamento (utilizzo off label).

La posta in gioco è molto elevata: la maculopatia colpisce un anziano su tre sopra i 70 anni ed è la prima causa di cecità nel mondo occidentale. In Italia della vicenda se ne è occupata l’Antitrust e le autorità di perseguimento penale. In Svizzera le autorità affermano di avere le mani legate.

Turbativa del mercato


Aggiotaggio: è questo il capo d’accusa con cui i due rappresentanti legali in Italia di Roche e Novartis sono finiti sul registro degli indagati. 
Aggiotaggio, stando al codice penale italiano, significa turbare il mercato, pubblicando o divulgando notizie false, esagerate o tendenziose atte a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo di un prodotto.

Nel caso specifico sono state messe in atto "manovre fraudolente" finalizzate a turbare il mercato italiano dei prodotti oftalmici e realizzare così "ingiusti profitti patrimoniali": così si legge, nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero di Roma Stefano Pesci.

In sostanza l’Avastin è stato presentato come un farmaco pericoloso (ciò che è risultato poi inveritiero) condizionando così le scelte dei medici e dei servizi sanitari. Un cartello che, secondo l’Antitrust, è costato, nel solo 2012, un esborso aggiuntivo per il Servizio sanitario nazionale di oltre 45 milioni di euro, "con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni l’anno".

"I due gruppi si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, differenziando artificiosamente i due prodotti"


Antitrust italiana


Proprio nel 2012, cedendo alle pressioni delle case farmaceutiche, l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) decise di obbligare gli ospedali a utilizzare il Lucentis al posto di Avastin. Nella vicenda, però, è intervenuta l’Antitrust che, nel 2014, ha sanzionato le due multinazionali basate a Basilea. Il motivo: "I due gruppi si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti".
Multa di 90 milioni di euro

Per questa vicenda le due società svizzere sono state condannate ad una multa di circa 90 milioni di euro ciascuna. Una decisione contro la quale è stata fatta opposizione. Il Consiglio di Stato italiano, l’ultimo organo che deve trattare il ricorso, ha chiesto un parere alla Corte europea di giustizia. La quale, lo scorso 23 gennaio, ha ribadito che l’intesa tra due aziende, "atta a diffondere informazioni ingannevoli sull’uso off label" di un medicamento al fine di ridurre la pressione che esercita su un altro medicamento, costituisce una restrizione alla concorrenza.

D’intesa le due ditte svizzere hanno fatto leva per diffondere il più ampiamente possibile una percezione di pericolosità per l’Avastin. "A tale scopo – si legge in un documento consultato dal Quaderno – spingendosi addirittura a predisporre apposite pubblicazioni scientifiche e piani di comunicazione mirati".

Era la stessa Roche, affermano per iscritto diversi medici, che aveva inviato loro una lettera con la quale s’indicava che l’Avastin non era approvato per l’uso intravitreale e invitava a non usarlo per la cura delle maculopatie. Contemporaneamente anche Novartis cominciava a dire che era pericoloso usare Avastin e che si rischiavano guai giudiziari a usare un farmaco non approvato.

Emblematica è la vicenda con Federanziani. Quest’ultima, nel 2011, aveva scritto una lettera a Roche e Novartis per lamentarsi della sproporzione di costi esistenti fra Avastin e Lucentis in ambito oftalmico e le sempre maggiori difficoltà incontrate nell’uso off label del primo farmaco. Poi, all’improvviso, il cambio di rotta: la tesi dei problemi creati da Avastin viene sposata anche dalla stessa Federanziani. In un comunicato stampa del 2014, quest’ultima rivela dei risultati allarmanti in merito all’utilizzo del prodotto di Roche per la maculopatia. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, la Guardia di Finanza sospetta che il tutto sia stato creato ad hoc per "avvalorare la tesi della scarsa sicurezza dell’uso oftalmico dell’Avastin". Non sarà quindi un caso se, nel 2014, la stessa Federanziani ha ricevuto due finanziamenti da parte di Novartis, uno da 54'000 euro e un altro da 91'000 euro. L’informazione la si trova su un documento Link esterno sul sito internet di Novartis.
In Svizzera mancano le basi legali

In Svizzera, dove per il Lucentis le assicurazioni malattia spendono circa 75 milioni di franchi all’anno, questi metodi non sono necessari. Finché Roche non fa una domanda di autorizzazione a Swissmedic Link esterno (l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici) per l’utilizzo di Avastin in oftalmologia questo farmaco non può essere inserito sulla lista delle specialità Link esterno stabilita dall’Ufficio federale della sanità pubblica per il trattamento della maculopatia. Per questo l’utilizzo oftalmico di questo farmaco non può essere rimborsato dalle casse malati. Il coltello dalla parte del manico lo tiene Roche che ben si guarda dal chiedere a Swissmedic l’autorizzazione. Tanto riceve già le royalties per il Lucentis venduto da Novartis ma che è stato creato dalla Roche.

"La Confederazione non dispone delle basi legali per obbligare le aziende farmaceutiche a far omologare un nuovo medicamento o a estendere l’indicazione di uno già omologato" ribadisce il governo svizzero in seguito ad un’interpellanza Link esterno.

Un’impossibilità d’azione che genera costi enormi per il sistema sanitario elvetico. "Questo esempio dimostra come l’industria farmaceutica può cercare di massimizzare i suoi profitti a discapito dell’assicurazione di base. Purtroppo, i fabbricanti di medicamenti non possono essere obbligati a estendere l’indicazione dei loro prodotti per altri utilizzi che quelli previsti dall’iscrizione della sostanza sulla lista delle specialità", ci spiega Christophe Kaempf di Santésuisse.

Dimenticando forse di menzionare che, alla fine, questi costi vengono comunque riversati sui premi di cassa malati.

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Le scie chimiche sono reali e stanno danneggiando la nostra salute.

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Le scie chimiche sono reali e stanno danneggiando la nostra salute.



È difficile convincere gli altri che esistono anche le scie chimiche
La maggior parte si stringe nelle spalle e si chiedono di cosa si tratti. 

Dopotutto, i jet fanno tracce di scappamento, vero? Si le fanno. 
Questi sono visti a volte come scie di condensazione. 

Ma le scie non si muovono per più di un paio di lunghezze, né rimangono nel cielo e diventano nuvole nebulose. 
Le scie di condensazione sono cristalli di ghiaccio formati dallo scarico del getto quando le condizioni sono giuste. Quindi evaporano rapidamente. 

Le scie chimiche si susseguono, spesso da un orizzonte all'altro, a volte si allargano fino a formare nuvole striate. 
Le scie chimiche sono caricate con tossine di metalli pesanti che sono state misurate in acqua e aria in diverse località. 
E ora queste tossine si stanno rivelando ad alti livelli nei campioni di sangue di persone normali che sono state ammalate mentre vivevano nelle zone irrorate. 

Le tossine

In tutto il mondo, molti curiosi, giovani e anziani, persone normali, scienziati dilettanti e attivisti ambientali hanno raccolto campioni di acqua e aria dopo un periodo di sciami chimici. I risultati sono quasi identici indipendentemente dalle posizioni. 

Alluminio, bario e stronzio si trovano con livelli elevati in tutti questi campioni. 
Sono invisibili ma si trovano in campioni di acqua e aria a livello del suolo; 
questo significa che stanno infestando la vita vegetale e le riserve d'acqua mentre le respiriamo nei nostri polmoni. 
Inspirare le tossine bypassa una quantità considerevole del nostro sistema immunitario.

Un residente dell'Arizona ha recentemente raccolto documenti certificati per esami medici del sangue da arizoniani gravemente malati e li ha inviati a vari funzionari statali e federali che chiedevano un'indagine. 
I documenti dei campioni di sangue hanno mostrato quantità estremamente elevate di bario o alluminio o entrambi. 
Nessuna di queste persone ha lavorato con materiali pericolosi. Alcuni erano in pensione. 

Alcuni residenti rurali da molto tempo, lontani dal traffico automobilistico e industriale densi, in California e nel New Mexico, in Canada e altrove notavano cieli più slavati e vegetazione sbiadita con raccolti calanti. 
Si trattava di cittadini preoccupati per l'ambiente di tutti i ceti sociali che hanno iniziato a studiare i fenomeni delle scie chimiche. 

Copertura e condizionamento

Nel 2008, il CFR (Council on Foreign Relations) ha sponsorizzato un simposio scientifico a San Diego dove è stata discussa la prospettiva di sperimentare la geoingegneria dell'aerosol, alias chemtrailing. 
Hanno menzionato l'irrorazione dell'alluminio nella stratosfera come utile scudo solare per rallentare il riscaldamento globale. 

La cosa strana è che stavano proponendo un esperimento economico e facile da considerare che andava avanti da oltre un decennio. 
Nessuno di quegli scienziati lo sapeva o lo ammetteva. 
Proprio come le invasioni di altre nazioni sono trattate come interventi umanitari, l'attività delle scie chimiche è stata fornita con una propria storia di copertura. 

Aumentare la consapevolezza

Il primo passo per risolvere qualsiasi problema è sapere che esiste. 

Pochissimi umani guardano all'attività degli aerei o ai fenomeni meteorologici con occhio critico. Quindi bisogna riconoscere che c'è qualcosa di strano e diverso in quelle lunghe e fitte scie degli aerei d'alta quota che indugiano e si gonfiano. 

Osserva la differenza tra scie e scie chimiche con gli occhi aperti e una mente aperta. Effettua ricerche su internet e osserva le foto satellitari delle scie che si intersecano. 
Utilizzare internet per ulteriori informazioni. 
I link sottostanti nella sezione fonti, generosamente cosparsi di video di apertura degli occhi, forniscono un punto di partenza.

Prenderti cura di te e della tua famiglia è la prima priorità. 
Dovresti aumentare i protocolli di disintossicazione da metalli pesanti e consumare più alimenti che ti proteggano dai metalli pesanti. 
Utilizzare la finestra di ricerca di Tanker Enemy, Scie Chimiche Informazioni Corrette, e Natural News per i dettagli. 
Allora forse puoi diventare attivo nel fiorente movimento anti-scie chimiche. 

Fonti per ulteriori informazioni includono

la testimonianza dell'Arizona con campioni di sangue (video) 


Un sito dedicato all'esposizione alle scie chimiche (testo e video)


Documentario in sette parti


Un sito italiano molto famoso.


Scie Chimiche La Guerra Segreta (Documentario)


Come disintossicarsi eliminando i metalli pesanti dal corpo.

Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

SCIE CHIMICHE, SALUTE & VITAMINA D.

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Gli studi della tossicologa californiana, Hildegarde Staninger, hanno condotto all'individuazione dello stronzio tra gli elementi dei nano-tubi inclusi nei polimeri dispersi con le scie chimiche. 
Lo stronzio (Sr) è un elemento chimico dal reticolo cristallino cubico. 
E' piuttosto scarso nella crosta terrestre (0,04 per cento circa), ma assai diffuso, perché quasi sempre presente in tracce più o meno rilevanti nei minerali di calcio. 
Lo stronzio ha l'aspetto di un metallo bianco-argenteo, molle che si ossida rapidamente all'aria e che reagisce violentemente con l'acqua, sviluppando idrogeno
Le sue proprietà fisiche e chimiche sono quelle di un metallo alcalino-terroso, intermedie fra quelle del calcio e quelle del bario. 
Per la sua grande analogia con il calcio (i raggi degli ioni Ca++ e Sr++ differiscono di pochissimo), lo stronzio può sostituirlo nelle parti scheletriche degli animali: infatti esistono organismi che lo fissano selettivamente come certi protozoi radiolari.



A proposito di questo elemento, la Staninger osserva: "I livelli delle emissioni atmosferiche dello stronzio sono monitorati dall'Ufficio Foreste degli Stati Uniti.
Lo stronzio interagisce con i metaboliti [1] della vitamina D ed innesca meccanismi tossicologici che provocano carenze di vitamina D
I nanotubi sono stati realizzati in silicio-carbonio e stronzio. 
Lo stronzio è elemento d'elezione per via del suo uso come materiale sensore rice-trasmittente nella progettazione delle nano-antenne d'avanguardia".




La vitamina D o calciferolo è una vitamina liposolubile contenuta in pesce, uova e latticini, ma prodotta anche dall'organismo umano per azione dei raggi solari su un precursore (7-deidrocolesterolo) presente nella cute; la forma attiva principale è l'1,25 colecalciferolo, risultato di processi di idrossilazione che avvengono a livello epatico e renale. 
Stimola l'assorbimento di calcio e fosfati nell'intestino
La sua carenza provoca alterazioni ossee e rachitismo
La diminuzione dell'irraggiamento solare e l'accumulo di stronzio nell'organismo concorrono dunque a determinare il deficit di vitamina D, alla base di varie patologie, non esclusi i tumori, favoriti appunto dalla scarsità del calciferolo.




[1] I metaboliti sono sostanze che prendono parte alle reazioni chimiche che si verificano nell'organismo o che derivano da esse.






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