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venerdì 9 ottobre 2026

ALLARME PESTE POLMONARE: LA FAVOLA DELLA “PROVETTA ROTTA” E IL RITORNO DEL TERRORE DI STATO

Allarme peste polmonare e smascheramento della favola della provetta rotta in Siberia - Salvatore Calleri NatMed
Grafica d'inchiesta di Salvatore Calleri NatMed che smonta la narrazione mediatica del panico sanitario e della provetta rotta sul caso siberiano.


Il caso siberiano, i veri protocolli di biosicurezza, la resistenza dei materiali da laboratorio e gli interessi economici dietro la gestione del panico sanitario.

Negli ultimi giorni, la notizia della morte di una giovane lavoratrice di un istituto di ricerca antiplague in Siberia — identificata nelle cronache come Darya Shipilova — ha riacceso l'attenzione internazionale sul rischio biologico, riportando al centro del dibattito la trasparenza delle autorità, la sicurezza dei laboratori e la gestione mediatica delle emergenze sanitarie.

Al centro della narrazione pubblica è comparsa anche l'ipotesi di un possibile incidente di laboratorio, con riferimenti alla presunta rottura di una provetta e alla possibile esposizione a un agente patogeno. Ma che cosa è stato effettivamente accertato? E quali elementi documentali permettono di distinguere le informazioni verificate dalle ricostruzioni ancora prive di conferma?

Il punto fondamentale è questo: un sospetto non equivale a una diagnosi, una misura precauzionale non dimostra un contagio e un'ipotesi di incidente non costituisce la prova che quell'incidente sia avvenuto. Per comprendere il caso occorre esaminare le notizie disponibili, i protocolli di biosicurezza e le informazioni che ancora mancano.

1. IL CASO SIBERIANO: TRA DISTORSIONE MEDIATICA E ZONE D'OMBRA

Il caso riguarda una lavoratrice di un istituto di ricerca specializzato nello studio della peste, situato nell'area di Irkutsk, in Siberia. Secondo le cronache internazionali, la donna, di 28 anni, è morta il 2 ottobre 2026 dopo aver sviluppato una polmonite di origine non chiarita pubblicamente.

La sua professione rende comprensibile l'attenzione rivolta all'ipotesi di un'esposizione professionale, ma lavorare in un centro di ricerca sulla peste non dimostra, da solo, che la malattia sia stata causata da Yersinia pestis o da un incidente avvenuto in laboratorio.

In un aggiornamento del 6 ottobre 2026, Reuters ha riferito che le autorità russe non avevano rilevato casi di peste tra i contatti della donna e che non risultavano casi confermati. Successivi aggiornamenti hanno riferito che erano stati effettuati quasi 5.000 test e che le autorità avevano negato la presenza di un secondo caso collegato alla vicenda.

La causa precisa del decesso, tuttavia, non risultava ancora chiarita in modo definitivo nelle informazioni pubblicate. La mancanza di una spiegazione completa rende legittima la richiesta di ulteriori chiarimenti, ma non dimostra di per sé l'esistenza di un incidente nascosto.

Riferimento documentale: Reuters, “Explainer — What do we know about plague institute lab worker’s death in Russia?”, 8 ottobre 2026.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/08/explainer-what-do-we-know-about-plague-institute-lab-worker-s-death-in-russia

Un ulteriore aggiornamento Reuters del 8 ottobre 2026 ha riportato la smentita delle autorità russe riguardo alle notizie relative a un secondo caso collegato al laboratorio.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/08/russia-says-reports-of-second-case-linked-to-siberian-plague-lab-are-false

Questi elementi non dimostrano l'esistenza di un incidente nascosto, ma indicano perché la trasparenza documentale sia importante. Per arrivare a conclusioni attendibili servono dati clinici, risultati diagnostici verificabili, informazioni epidemiologiche e chiarimenti sulle eventuali esposizioni professionali.

2. PESTE POLMONARE: COS'È E QUALI SONO I FATTI SCIENTIFICI

La peste è una malattia infettiva causata dal batterio zoonotico Yersinia pestis. Si distinguono principalmente tre forme cliniche: bubbonica, setticemica e polmonare.

La peste polmonare è una forma grave che può svilupparsi quando l'infezione raggiunge i polmoni. Può inoltre trasmettersi attraverso goccioline respiratorie in caso di contatto ravvicinato con una persona affetta dalla forma polmonare. La rapidità della diagnosi e l'avvio tempestivo di un trattamento antibiotico sono fattori importanti.

Fonte scientifica: Centers for Disease Control and Prevention (CDC), “Signs and Symptoms of Plague”.

https://www.cdc.gov/plague/signs-symptoms/index.html

Riconoscere la gravità potenziale della malattia, tuttavia, non significa poter dedurre automaticamente l'esistenza di un'epidemia da un singolo decesso. La valutazione del rischio richiede dati sulla diagnosi, sulle modalità di esposizione, sui contatti e sull'eventuale comparsa di altri casi.

Nel caso siberiano, le informazioni pubblicate da Reuters riferivano l'assenza di casi di peste confermati tra i contatti esaminati. Questo dato è rilevante, ma non sostituisce la necessità di chiarire la causa del decesso della lavoratrice.

La distinzione è essenziale: il rischio biologico deve essere valutato sulla base delle evidenze disponibili, senza minimizzarlo e senza trasformare un sospetto in una certezza.

3. LA BIOSICUREZZA: CHE COSA POSSIAMO DIRE SULLA “PROVETTA ROTTA”

La rappresentazione di un laboratorio in cui una semplice disattenzione o la caduta accidentale di una provetta provocherebbero automaticamente una catastrofe biologica è una semplificazione che non descrive adeguatamente il funzionamento dei sistemi moderni di biosicurezza.

I laboratori che manipolano agenti biologici pericolosi devono adottare procedure proporzionate al rischio, dispositivi di contenimento, protocolli per la manipolazione dei campioni, misure di protezione individuale e procedure di decontaminazione. Le caratteristiche concrete dipendono dal materiale utilizzato, dall'attività svolta e dalla valutazione del rischio.

I contenitori da laboratorio possono essere realizzati con materiali ad alte prestazioni, come il vetro borosilicato ad alta resistenza, commercialmente noto anche attraverso marchi come Pyrex, oppure con polimeri plastici speciali, come il polipropilene vergine o il policarbonato rinforzato, scelti in base alla compatibilità chimica e alla resistenza richiesta.

Il vetro borosilicato è apprezzato per la resistenza agli shock termici e per la sua stabilità chimica in molte condizioni d'impiego. Alcuni polimeri da laboratorio offrono inoltre una buona resistenza agli urti e possono essere preferiti in applicazioni specifiche.

Tuttavia, nessun materiale è assolutamente indistruttibile in qualsiasi condizione limite. La resistenza dipende dal tipo di contenitore, dallo spessore, dalla chiusura, dalle condizioni d'impiego e dalla dinamica dell'eventuale urto. Non è quindi corretto affermare che una provetta non possa rompersi in assoluto.

La questione decisiva non è stabilire se un contenitore possa rompersi, ma capire quali misure siano previste per prevenire, contenere e gestire un eventuale incidente attraverso barriere multiple e protocolli rigorosi.

I sistemi di biosicurezza non si basano sulla sola resistenza del vetro o della plastica. Comprendono procedure operative, dispositivi di contenimento, sistemi di protezione, formazione del personale e protocolli di risposta agli incidenti. Anche un contenitore progettato per un impiego professionale deve essere utilizzato nelle condizioni previste dal produttore.

Per questo motivo, un'affermazione sull'eventuale rottura di una provetta nel caso siberiano deve essere verificata attraverso documenti relativi all'incidente, risultati delle indagini e informazioni sulle procedure effettivamente applicate. Le caratteristiche dei materiali sono pertinenti all'analisi tecnica, ma non possono dimostrare da sole che un incidente sia avvenuto o che sia impossibile.

Per approfondire le procedure di biosicurezza, è utile consultare anche il manuale tecnico “Biosafety in Microbiological and Biomedical Laboratories” (BMBL), pubblicato da CDC e NIH.

https://www.cdc.gov/labs/bmbl/index.html

La domanda da porre è quindi concreta: quali procedure erano applicabili nell'istituto interessato, quali misure erano in vigore e quali riscontri sono disponibili su un eventuale incidente?

4. BSL-3 E BSL-4: I LIVELLI REALI DI PROTEZIONE

Le sigle BSL-3 e BSL-4 indicano livelli di biosicurezza associati a requisiti di contenimento e a specifiche misure di protezione. Non sono semplici etichette pubblicitarie e non garantiscono, da sole, l'assenza assoluta di incidenti.

Le misure effettivamente richieste dipendono dagli agenti biologici, dalle procedure e dalle valutazioni del rischio. Possono comprendere caratteristiche strutturali degli ambienti, sistemi di ventilazione e controllo dei flussi d'aria, dispositivi di contenimento primario, dispositivi di protezione individuale e protocolli operativi.

I manuali tecnici di biosicurezza sottolineano l'importanza di integrare valutazione del rischio, progettazione degli ambienti, gestione dei dispositivi di protezione, decontaminazione e organizzazione del programma di sicurezza.

Fonte tecnica: CDC e National Institutes of Health, “Biosafety in Microbiological and Biomedical Laboratories”.

https://www.cdc.gov/labs/bmbl/index.html

È quindi necessario evitare due errori opposti: immaginare che un laboratorio ad alto contenimento sia una struttura priva di protezioni oppure sostenere che la presenza di protocolli renda impossibile qualsiasi incidente.

Per verificare l'ipotesi di una violazione della biosicurezza servirebbero informazioni specifiche: registri degli incidenti, procedure applicabili, risultati delle indagini interne, dati clinici e riscontri indipendenti. In assenza di questi elementi, la dinamica dell'eventuale esposizione rimane da accertare.

5. LA FABBRICAZIONE DEL PANICO E GLI INTERESSI ECONOMICI DEL SETTORE SANITARIO

Le emergenze sanitarie possono comportare spese pubbliche significative e creare opportunità economiche per diversi settori: diagnostica, dispositivi di protezione, farmaci, ricerca e servizi sanitari. È legittimo esaminare questi interessi, verificare i contratti, analizzare i finanziamenti e chiedere trasparenza sulle decisioni adottate.

Tuttavia, l'esistenza di interessi economici non dimostra automaticamente che una minaccia sanitaria sia stata inventata o deliberatamente amplificata. Per sostenere una simile conclusione occorrono prove specifiche: documenti, comunicazioni, dati finanziari, decisioni verificabili e una relazione dimostrabile tra gli interessi coinvolti e la gestione della vicenda.

La domanda da porre non è soltanto chi possa trarre vantaggio economico da una situazione di emergenza, ma anche se le misure adottate siano proporzionate al rischio documentato, se le informazioni pubbliche siano complete e se i fondi vengano spesi in modo trasparente.

La storia recente delle emergenze sanitarie offre numerosi motivi per discutere di comunicazione istituzionale, trasparenza e responsabilità pubblica. Ma ogni accusa riferita al caso siberiano deve essere sostenuta da prove pertinenti a quel caso specifico, senza confondere un legittimo interrogativo con una conclusione già dimostrata.

6. CONCLUSIONI: NÉ ALLARMISMO NÉ DISTRAZIONE

La vicenda siberiana mostra quanto sia importante pretendere trasparenza documentale, dati clinici verificabili e riscontri indipendenti. La morte di una lavoratrice in un istituto specializzato nella ricerca sulla peste merita attenzione, ma non autorizza a dichiarare accertata un'infezione da Yersinia pestis, un incidente di laboratorio o un piano deliberato per alimentare il panico.

Allo stesso tempo, l'assenza di casi confermati tra i contatti, riportata dalle autorità e dalla stampa internazionale, non rende superflua la richiesta di chiarimenti sulla causa del decesso e sulle circostanze della vicenda.

La verifica deve partire da domande precise: qual è stata la diagnosi definitiva? Sono stati pubblicati risultati di laboratorio verificabili? È stata accertata un'esposizione professionale? Esistono documenti che dimostrino una violazione dei protocolli? Quali informazioni sono state trasmesse alle autorità sanitarie internazionali?

Finché queste risposte non saranno sostenute da documenti accessibili e verificabili, la prudenza impone di distinguere i fatti dalle ipotesi. La libertà d'informazione richiede il diritto di porre domande, ma anche la responsabilità di non presentare come dimostrato ciò che deve ancora essere accertato.

La trasparenza non si ottiene sostituendo una narrazione ufficiale con una narrazione alternativa: si ottiene chiedendo documenti, verificando le fonti e rendendo pubbliche le prove.

RIFERIMENTI DOCUMENTALI PRINCIPALI

  1. Reuters — “Explainer: What do we know so far about plague institute lab worker’s death in Russia?”, 8 ottobre 2026. Ricostruzione delle informazioni pubbliche sul caso, delle ipotesi circolate e delle dichiarazioni delle autorità.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/08/explainer-what-do-we-know-about-plague-institute-lab-worker-s-death-in-russia

  1. Reuters — “Russia says reports of second case linked to Siberian plague lab are false”, 8 ottobre 2026. Aggiornamento sulle verifiche delle autorità russe e sulla smentita relativa a un secondo caso.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/08/russia-says-reports-of-second-case-linked-to-siberian-plague-lab-are-false

  1. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) — “Signs and Symptoms of Plague”. Informazioni sulle forme cliniche della peste e sui sintomi.

https://www.cdc.gov/plague/signs-symptoms/index.html

  1. Centers for Disease Control and Prevention e National Institutes of Health — “Biosafety in Microbiological and Biomedical Laboratories” (BMBL). Riferimento tecnico per i principi e le pratiche di biosicurezza nei laboratori.

https://www.cdc.gov/labs/bmbl/index.html

NOTA METODOLOGICA

Le fonti giornalistiche documentano quanto è stato riferito pubblicamente sul caso; i manuali tecnici descrivono invece i principi scientifici e le procedure generali. Nessuna delle fonti elencate dimostra, da sola, che nel caso siberiano sia avvenuta una rottura di provetta o che un eventuale incidente sia stato deliberatamente occultato.


Salvatore Calleri NatMed

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giovedì 8 ottobre 2026

DOSSIER SPECIALE: LA CADUTA DEL MURO. DA "TEORIA DEL COMPLOTTO" A VERITÀ GIUDIZIARIA SUI FILE DI EPSTEIN E BILL GATES

Cronologia dei file DOJ su Jeffrey Epstein e Bill Gates, inchiesta e documenti ufficiali.
I documenti desecretati dal DOJ e le audizioni al Congresso polverizzano la narrazione ufficiale: i legami tra Bill Gates e la rete di Epstein sono ora agli atti istituzionali.


Ci sono momenti nella storia dell'informazione in cui la realtà finisce per travolgere violentemente qualsiasi tentativo di insabbiamento operato dai media di regime e dai loro cani da guardia, i fact-checkers.

Quello a cui stiamo assistendo in questi mesi riguardo agli affari, alle frequentazioni e ai legami tra i vertici della tecnocrazia sanitaria globale e la rete di Jeffrey Epstein appartiene esattamente a questa categoria.

Quelli che per anni venivano etichettati sprezzantemente come "deliri complottisti" da bar o da social network, oggi sono nero su bianco nei documenti ufficiali del Dipartimento di Giustizia americano (DOJ) e nei verbali delle commissioni d'inchiesta del Congresso.

Ripercorriamo passo dopo passo, mese per mese, l'evoluzione di uno scandalo colossale che sta sgretolando pezzo per pezzo la narrazione ufficiale.

📅 CRONOLOGIA DEGLI EVENTI: L'INCHIESTA CHE FA TREMARE IL SISTEMA

🔹 FEBBRAIO 2026: LA MOSSA DELLA DEPUTATA NANCY MACE E LO SBLOCCO DEI FILE DOJ

Il punto di svolta istituzionale si consuma nei primi giorni di febbraio 2026.

Il 4 febbraio 2026, la deputata repubblicana Nancy Mace invia una lettera formale e dirompente al presidente della Commissione di Vigilanza della Camera (House Oversight Committee), James Comer.

L'oggetto è chiaro e senza appello: si chiede formalmente di citare in giudizio (subpoena) Bill Gates affinché compaia a testimoniare sotto giuramento in merito ai suoi fitti e opachi rapporti con il defunto finanziatore e predatore sessuale Jeffrey Epstein.

Questa mossa non nasce nel vuoto, ma arriva a seguito del rilascio di una nuova e massiccia ondata di documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia (i cosiddetti file DOJ, DataSet 11 e correlati).

Tra le carte emergono dettagli che fanno gelare il sangue:

• Le email sulle simulazioni di pandemia: Spunta una corrispondenza risalente a marzo 2017 in cui lo stesso Epstein discuteva apertamente di progetti legati alla salute globale, alle neurotecnologie e faceva esplicito riferimento a "follow-up recommendations for Strain pandemic simulation", con scambi indirizzati direttamente a "Bill" e in copia a Larry Cohen.

• Le pressioni e i dossier personali: I documenti evidenziano come Epstein cercasse sistematicamente di intessere una rete di contatti con i giganti della tecnologia e della filantropia globale, intrecciando affari multimilionari, fondi sanitari (come i Donor Advised Funds) e pesanti pressioni sui comportamenti personali dei protagonisti della Silicon Valley.

🔹 MAGGIO - GIUGNO 2026: L'AUDIZIONE CHOC AL CONGRESSO E LE AMMISSIONI SUI RICATTI

Di fronte all'imponente mole di prove documentali e alla pressione politica esercitata al Congresso, la linea di difesa dei portavoce di Bill Gates — che per anni aveva minimizzato gli incontri definendoli "semplici tentativi di raccogliere fondi per la filantropia poi miseramente falliti" — si sgretola definitivamente.

Il 10 giugno 2026, Bill Gates è costretto a comparire (in un'audizione a porte chiuse poi trascritta e resa pubblica dalla Commissione di Vigilanza) per deporre davanti ai legislatori americani.

Messo di fronte alle carte del DOJ e alle email inedite:

• Gates ammette ufficialmente che frequentare Epstein ha rappresentato un "grave errore di giudizio".

• Dalle trascrizioni e dalle deposizioni chiave (tra cui quelle di figure chiave della rete di Epstein come Lesley Groff ascoltate in quei giorni) emerge l'aspetto più torbido: Epstein non si limitava a cercare denaro, ma tesseva una tela fatta di ricatti incrociati, sfruttando le debolezze personali, le frequentazioni extraconiugali e i segreti dei potenti per blindare la propria influenza geopolitica e finanziaria.

🔹 ESTATE / AUTUNNO 2026: IL CROLLO DEFINITIVO DELLA PROPAGANDA E IL SILENZIO ASSENSO DEI MEDIA ITALIANI

Mentre negli Stati Uniti i verbali integrali continuano a essere analizzati e la magistratura parlamentare scava nei legami tra fondazioni filantropiche globali e circuiti finanziari deviati, in Italia si assiste al fenomeno opposto: il silenzio assordante dei grandi telegiornali e dei quotidiani di regime.

I giornali che durante la gestione pandemica pretendevano di imporci dogmi scientifici blindati e intoccabili — spesso finanziati o legati a doppio filo alle stesse fondazioni filantropiche finite nell'occhio del ciclone — oggi preferiscono ignorare che i pilastri del loro sistema di potere stiano crollando sotto i colpi dei documenti giudiziari americani.

🛑 LA VERITÀ NON SI FERMA CON LA CENSURA

Questo è il quadro reale.

Chi per anni ha preteso di darci lezioni di "correttezza dell'informazione" e di lanciare la macchina del fango contro chiunque osasse mettere in discussione i dogmi della sanità globale e dei suoi intoccabili burattinai, oggi si trova davanti a un tribunale della storia da cui non può più scappare.

La verità non ha bisogno dei permessi dei fact-checkers né delle censure dei manipolatori di professione.

Continueremo a scavare, a pubblicare e a denunciare ogni singolo intreccio di questo potere marcio, incuranti dei loro attacchi e delle loro segnalazioni pilotate.


© Salvatore Calleri NatMed

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lunedì 5 ottobre 2026

TRAGEDIA A POLAVENO: LA PICCOLA LAVINIA MUORE A QUATTRO MESI DOPO IL VACCINO, MA I MEDIA SCELGONO IL SILENZIO

Lavinia Boniotti Polaveno neonata morta dopo il vaccino e silenzio media
Il dolore della famiglia e gli interrogativi taciuti dai media sulla tragedia della piccola
Lavinia a Polaveno.


di Salvatore Calleri NatMed

Esistono notizie che fanno scalpore per giorni, amplificate da un coro unanime che ripete lo stesso identico copione. Ed esistono tragedie che, pur toccando le corde più profonde della vita umana e sollevando interrogativi legittimi, finiscono improvvisamente in un cono d'ombra. È il meccanismo perfetto della mafia giornalistica e della censura italiana, un sistema che seleziona cosa il pubblico deve sapere e cosa, invece, deve essere frettolosamente archiviato sotto la voce "fatalità".

I FATTI E LA TESTIMONIANZA

Guardiamo i fatti crudi, quelli che emergono non dai bollettini ufficiali, ma dalla voce di chi abita quei luoghi e non ci sta a girarsi dall'altra parte. La piccola Lavinia Boniotti vola via a soli quattro mesi, a Polaveno. Una tragedia immane che riempie le cronache locali con i tratti asettici del dramma improvviso. Ma la cronaca ufficiale si guarda bene dall'aggiungere i dettagli fondamentali che i cittadini si scambiano sottovoce e nei commenti: come riportato dalle testimonianze dirette raccolte sul territorio, in particolare quella di Loredana Bacchetti che richiama le voci della zona, alla piccola la febbre altissima era venuta subito dopo il vaccino obbligatorio.

PERCHÉ NESSUNO NE PARLA?

Perché in questo caso nessuno osa scrivere nel titolo che la bambina era appena stata vaccinata? Perché i grandi quotidiani, i telegiornali nazionali e i salotti televisivi evitano accuratamente di mettere in relazione la tempistica drammatica di questi eventi?

La risposta risponde a una logica di protezione della narrazione unica. Mettere in discussione il dogma sanitario significa incrinare un castello di carte su cui si reggono interessi enormi, dove la salute pubblica viene trattata come un dogma indiscutibile e non come un diritto alla trasparenza.

IL DOVERE DEL GIORNALISMO D'INCHIESTA

Il vero giornalismo d'inchiesta dovrebbe scavare dove fa male, dovrebbe dare voce ai genitori, ai dubbi legittimi, alle coincidenze temporali che non tornano e che vengono sistematicamente liquidate come "casi isolati".

Invece, assistiamo a un vero e proprio blocco informativo, a una censura preventiva che punta a delegittimare chiunque provi a collegare i puntini tra i trattamenti e i malori improvvisi.

IL MURO DI GOMMA E L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE

Ma il muro di gomma, per quanto spesso, comincia a mostrare le prime crepe. La rete, l'informazione indipendente e la presa di coscienza di chi rifiuta di spegnere il cervello sono l'unico argine rimasto contro questo giornalismo di regime.

Perché la verità non si misura con i bollettini ufficiali, ma con il coraggio di fare le domande che nessuno vuole sentire.

Salvatore Calleri - Ufficio Stampa
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mercoledì 30 settembre 2026

I trattamenti soppressi, il pH e la verità nascosta sui protocolli sanitari: quando la cura costa tre dollari e fa paura ai colossi

 

I trattamenti soppressi, il pH e la verità nascosta - Salvatore Calleri - NatMed
Raffigurazione concettuale dei protocolli di cura naturali e della correlazione fondamentale tra i livelli di pH e la risposta biologica dell'organismo, al di là delle imposizioni della medicina commerciale.


A cura del Dr. Mark Sircus

(Articolo rivisto e ripubblicato con spunti originali da Salvatore Calleri - NatMed)

22 febbraio 2021

Non è necessario essere etichettati come "no-vax" per comprendere una realtà elementare che i canali ufficiali continuano a occultare: i trattamenti di massa non sono mai stati l'unica via, né tantomeno l'unica risposta necessaria. Esiste da sempre un'ampia gamma di opzioni terapeutiche, sia naturali che farmacologiche, economiche e ampiamente disponibili, molte delle quali hanno dimostrato una straordinaria efficacia sul campo. Eppure, ogni qualvolta emergono soluzioni a basso costo, si alza puntuale il muro della censura.

La scoperta in Brasile: la nebulizzazione che sbalordisce i medici

Eppure, le buone notizie per il genere umano esistono. Uno studio ufficiale condotto ad Acre, in Brasile, ha lasciato i medici letteralmente sbalorditi per la rapidità con cui i pazienti infetti da COVID sono guariti dopo aver effettuato una nebulizzazione con 3 grammi di bicarbonato di sodio (un comune bicarbonato di sodio) in 100 ml di acqua, somministrato tramite un nebulizzatore.

La cattiva notizia è che esistono forze potenti che odiano le buone notizie e fanno di tutto per censurare le informazioni mediche utili. Alcune persone e organizzazioni faranno di tutto per promuovere vaccini sperimentali pericolosi a discapito di metodi di trattamento dei virus più sicuri, economici ed efficaci. Questo è evidente nelle notizie provenienti dalla Casa Bianca, dove non si sforzano nemmeno di nascondere le loro attività fasciste. Loro e i grandi giganti della tecnologia devono sapere che il bicarbonato di sodio non ha nulla a che fare con "teorie del complotto pericolose, disinformazione sul COVID-19 e propaganda straniera maligna."

La scienza del pH e le ricerche dall'Università di Acre

La nuova ricerca sul bicarbonato si aggiunge alla lista sempre più lunga di trattamenti. E non è una sorpresa per chiunque sappia come e perché i bicarbonati funzionano. Medici e operatori sanitari dovrebbero saperlo, ma non lo sanno o non vogliono saperlo, che le infezioni virali sono unanimemente sensibili alle variazioni di pH. La semplice alcalinizzazione del sangue riduce la suscettibilità delle cellule ai virus.

I bicarbonati possono essere assunti per via orale a scopo preventivo e, come vedremo più avanti, possono essere nebulizzati e persino instillati nei polmoni dei pazienti in terapia intensiva quando la loro funzionalità polmonare è compromessa.


La ricerca è stata condotta dall'Università Federale di Acre (UFAC) in collaborazione con la Fondazione Oswaldo Cruz (FIOCRUZ), un'organizzazione dedicata alla ricerca sui virus e sui vaccini. Lo studio è stato approvato dalla Commissione Nazionale di Etica e Ricerca (Comissão Nacional de Ética em Pesquisa). Il trattamento, che mira a migliorare la saturazione di ossigeno nel sangue, è già stato effettuato su circa 300 persone nello stato di Acre. La ricercatrice Dr. Carolina Pontes afferma che la soluzione a base di bicarbonato rende più fluida la secrezione polmonare. Nei pazienti con sintomi lievi, il trattamento viene effettuato tramite nebulizzazione. Nei casi più gravi, il bicarbonato viene iniettato direttamente nei polmoni e aspirato.

Il dottor João Rodrigues, di 32 anni, si è sottoposto al trattamento. Aveva l'80% dei polmoni compromessi e aveva già trascorso cinque giorni in ospedale:

"Il miglioramento è stato estremamente significativo, tanto che persino io, da medico, sono rimasto sorpreso perché non avevo mai visto un miglioramento così rapido."

La contagiosità del coronavirus è in realtà estremamente sensibile al pH. Il ceppo MHV-A59 del coronavirus è piuttosto stabile a pH 6,0 (acido), ma viene inattivato rapidamente e irreversibilmente da un breve trattamento a pH 8,0 (alcalino). Il ceppo 229E del coronavirus umano è massimamente infettivo a pH 6,0. L'infezione delle cellule da parte del coronavirus A59 a pH 6,0 (acido) anziché a pH 7,0 (neutro) determina un aumento di dieci volte dell'infettività del virus. I dati suggeriscono che il coronavirus IBV utilizzi una reazione di attivazione della fusione virus-cellula diretta e dipendente dal pH basso.

  • La fusione del coronavirus IBV con le cellule ospiti non avviene a pH neutro, e l'attivazione della fusione è un processo dipendente dal pH basso, con una velocità di fusione pari alla metà del valore massimo a pH 5,5.

  • Al di sopra di un pH pari a 6,0 si è verificata una fusione minima o nulla.

Il bicarbonato è anche un fungicida fondamentale ed è l'unico farmaco efficace contro la Candida Auris, che è resistente ai fungicidi farmaceutici. Si tratta di un'infezione altamente letale che minaccia il mondo persino più del COVID, che al confronto è benigno, eppure se ne parla a malapena.

Il sistema, la censura e il terrorismo farmaceutico

Queste informazioni sui bicarbonati non troveranno spazio nei media tradizionali, il che è un peccato. Dall'inizio della pandemia, i medici di tutto il mondo si sono impegnati per aiutare i pazienti con trattamenti innovativi. Il sistema stesso, la stampa mainstream, le agenzie governative e persone come il dottor Fauci hanno insistito nel promuovere la narrativa dominante, che è sempre in contrasto con la verità, ovvero che esistono già trattamenti sicuri ed efficaci per il COVID-19 e lasue mutazioni... A loro interessa solo vendere vaccini al pubblico e non gli importa nulla della salute pubblica o della sicurezza dei vaccini. Hanno terrorizzato un'intera generazione di bambini al punto che una percentuale considerevole di loro sta contemplando il suicidio, e la stanno facendo franca.

Commento critico

Molte persone hanno fatto della salute e della sicurezza i loro idoli, anteponendole alla libertà, al lusso, al progresso e all'ingegno, a Dio, a tutto, o almeno questo è ciò che credono di fare. Durante l'"era del Covid", abbiamo visto persone sacrificare tutto (lavoro, famiglia, religione, vita sociale); tuttavia, nei luoghi in cui questo è più intenso, i tassi di mortalità e di contagio sono più elevati, e l'ignoranza e la paura sono di gran lunga maggiori. Paura e ignoranza sono le parole d'ordine del momento, e ciò è particolarmente evidente in medicina e sanità pubblica.

L'opinione pubblica è stata presa di mira dagli interessi farmaceutici, che hanno sfruttato la nostra propensione alla paura e all'ignoranza. Nessuna parola può descrivere come il terrorismo farmaceutico, l'ignoranza medica e l'eccessivo clamore mediatico in campo medico si coalizzino contro l'umanità, tenendoci il più lontano possibile da utili trattamenti naturali e spingendoci verso farmaci e vaccini pericolosi che uccidono.

"Sia il trattamento con idrossiclorochina / zinco / antibiotico che quello con ivermectina / zinco / antibiotico sono comprovati, sicuri ed economici. Eppure, le prove sono state tenute nascoste al pubblico."

Anche gli esperti più competenti vengono messi a tacere quando esprimono opinioni in contrasto con la linea editoriale relativa ai vaccini e al lockdown. Come scrive Paul Craig Roberts, "i media sono complici nel tenere il pubblico all'oscuro". Le reazioni al vaccino anti-COVID sono dolorosamente elevate, superiori a quelle di qualsiasi altro vaccino fino ad oggi, eppure gli amministratori delegati e i proprietari della stampa terroristica non hanno una parola da dire al riguardo, ma la verità sta comunque venendo a galla, terrorizzando la gente e trasformando quasi metà della popolazione in scettica sui vaccini anti-COVID.

Le informazioni e il potere che si celano dietro la medicina a base di bicarbonato offrono una chiara visione di quanto sia grave la situazione nel campo della salute pubblica. A causa della loro formazione professionale, che li spinge a incutere timore e li rende restii a fornire risposte concrete alle minacce alla salute pubblica, i funzionari della sanità pubblica assomigliano più ad angeli di morte e distruzione che a garanti della salute e della sicurezza.

In Nepal, che sta ottenendo ottimi risultati nell'era del COVID, gli "esperti di sanità pubblica" sono furiosi per essere stati ignorati. Il dottor Anup Subedi, medico specializzato in malattie infettive, afferma: "Il governo è stato molto inefficiente. C'è stata una certa riluttanza a coinvolgere esperti e a utilizzare dati e metodi scientifici." Il mondo intero dovrebbe imparare la lezione e ignorare questi esperti che hanno condotto il mondo in una nuova forma di inferno. Non ci si può fidare di loro.

Se nell'era del COVID non si impara a pensare con la propria testa, si rischia di passare un brutto periodo e si diventa virtualmente schiavi di persone e organizzazioni che hanno il male (l'ignoranza) nel cuore, ovvero che non hanno a cuore i nostri interessi. Sebbene non sia un fenomeno nuovo, sul pianeta si sta diffondendo una forma di terrorismo, e possiamo facilmente constatare gli effetti che ha sui bambini. I funzionari sanitari ossessionati dal COVID si sono resi colpevoli di un massiccio abuso sui minori con la loro follia di lockdown, mascherine e distanziamento sociale, nessuna delle quali era necessaria per una malattia da cui oltre il 99,6% sopravvive anche senza le migliori cure, la maggior parte delle quali è stata soppressa.

La morte prima o poi arriva per tutti, ma arriverà più tardi che presto se la verità sui farmaci a base di bicarbonato venisse mai rivelata al mondo. Dovremmo tutti allarmarci quando voci autorevoli come quella di Robert F. Kennedy Jr. vengono censurate, messe a tacere e fatte sparire dai social media per aver espresso idee considerate politicamente scorrette, piene di odio, pericolose o complottiste. Le sue opinioni lucide sui vaccini contrastano il terrorismo di cui parlo, quindi state attenti e fate attenzione, altrimenti voi e i vostri figli vi aggiungerete alla lunga lista di vittime che sono state ferite e sono morte per mano di terroristi medici addestrati a sorridere a prescindere da ciò che fanno.

Si potrebbe persino studiare cosa è successo da quando i Rockefeller hanno preso il controllo del settore 100 anni fa. Nella storia del bicarbonato di sodio, scopriamo che nel 1918 i medici lo usarono con successo per curare l'influenza spagnola!

Conclusione e proprietà dei bicarbonati

Esistono tre forme principali di bicarbonato: sodio, potassio e magnesio. Sono agenti alcalinizzanti primari non tossici per la prevenzione e il trattamento di:

  • Cancro

  • Malattia del fegato

  • Diabete di tipo I e di tipo II

  • Lupus

  • Cardiopatia

  • Tossicosi farmacologica

  • Intervento di chirurgia vascolare

  • Erniazione tonsillare dovuta a edema cerebrale

  • Tossicosi da acido lattico

  • Iponatriemia (bassi livelli di sodio o perdita di sali minerali dovuta a esercizio fisico eccessivo o prolungato)

Una ricerca condotta da scienziati britannici del Royal London Hospital dimostra che il bicarbonato di sodio può rallentare drasticamente la progressione della malattia renale cronica. Eppure, il dibattito e l'ignoranza riguardo a questi semplici rimedi persistono. L'esercito degli Stati Uniti riconosce che il bicarbonato di sodio è il farmaco di elezione per eliminare la tossicità dell'uranio dai reni, ed è l'unico farmaco autorizzato a tale scopo.

I bicarbonati rappresentano anche la forma più estrema di chemioterapia, e non si può che ridere (o piangere) di fronte all'assurdità che impedisce a tutti i medici di accettare questo fatto. Con un costo di circa tre dollari al chilo, il bicarbonato di sodio risulterà più efficace della chemioterapia e della radioterapia perché agisce direttamente sull'acidità e sulle condizioni di bassa ossigenazione. Il trattamento del cancro con bicarbonati agisce sulle cause fondamentali della formazione e dell'aggressività delle cellule tumorali, pertanto si tratta di una terapia medicalmente valida che non dovrebbe essere negata a nessuno. La somministrazione di bicarbonato rende inoltre queste terapie tradizionali contro il cancro più sicure ed efficaci.

Il bicarbonato di sodio, potassio e magnesio sono considerati medicinali miracolosi non per via di qualche magia, ma grazie a solide basi scientifiche, alla storia della medicina e alla fisiologia di base. È una vera tragedia in ambito medico che il farmaco meno costoso, più ampiamente disponibile, sicuro ed efficace continui a essere trascurato.

Un'importante riflessione finale

Un punto fondamentale è che i bicarbonati agiscono in perfetta armonia con altri farmaci, siano essi di origine farmaceutica o naturale. Anche quando vengono utilizzati i farmaci più tossici, come nella chemioterapia o nella radioterapia, i bicarbonati ne attenuano gli effetti nocivi. Se utilizzato insieme ad altri rimedi naturali, il suo potere curativo verrà ulteriormente amplificato.

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