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| I documenti desecretati dal DOJ e le audizioni al Congresso polverizzano la narrazione ufficiale: i legami tra Bill Gates e la rete di Epstein sono ora agli atti istituzionali. |
Ci sono momenti nella storia dell'informazione in cui la realtà finisce per travolgere violentemente qualsiasi tentativo di insabbiamento operato dai media di regime e dai loro cani da guardia, i fact-checkers.
Quello a cui stiamo assistendo in questi mesi riguardo agli affari, alle frequentazioni e ai legami tra i vertici della tecnocrazia sanitaria globale e la rete di Jeffrey Epstein appartiene esattamente a questa categoria.
Quelli che per anni venivano etichettati sprezzantemente come "deliri complottisti" da bar o da social network, oggi sono nero su bianco nei documenti ufficiali del Dipartimento di Giustizia americano (DOJ) e nei verbali delle commissioni d'inchiesta del Congresso.
Ripercorriamo passo dopo passo, mese per mese, l'evoluzione di uno scandalo colossale che sta sgretolando pezzo per pezzo la narrazione ufficiale.
📅 CRONOLOGIA DEGLI EVENTI: L'INCHIESTA CHE FA TREMARE IL SISTEMA
🔹 FEBBRAIO 2026: LA MOSSA DELLA DEPUTATA NANCY MACE E LO SBLOCCO DEI FILE DOJ
Il punto di svolta istituzionale si consuma nei primi giorni di febbraio 2026.
Il 4 febbraio 2026, la deputata repubblicana Nancy Mace invia una lettera formale e dirompente al presidente della Commissione di Vigilanza della Camera (House Oversight Committee), James Comer.
L'oggetto è chiaro e senza appello: si chiede formalmente di citare in giudizio (subpoena) Bill Gates affinché compaia a testimoniare sotto giuramento in merito ai suoi fitti e opachi rapporti con il defunto finanziatore e predatore sessuale Jeffrey Epstein.
Questa mossa non nasce nel vuoto, ma arriva a seguito del rilascio di una nuova e massiccia ondata di documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia (i cosiddetti file DOJ, DataSet 11 e correlati).
Tra le carte emergono dettagli che fanno gelare il sangue:
• Le email sulle simulazioni di pandemia: Spunta una corrispondenza risalente a marzo 2017 in cui lo stesso Epstein discuteva apertamente di progetti legati alla salute globale, alle neurotecnologie e faceva esplicito riferimento a "follow-up recommendations for Strain pandemic simulation", con scambi indirizzati direttamente a "Bill" e in copia a Larry Cohen.
• Le pressioni e i dossier personali: I documenti evidenziano come Epstein cercasse sistematicamente di intessere una rete di contatti con i giganti della tecnologia e della filantropia globale, intrecciando affari multimilionari, fondi sanitari (come i Donor Advised Funds) e pesanti pressioni sui comportamenti personali dei protagonisti della Silicon Valley.
🔹 MAGGIO - GIUGNO 2026: L'AUDIZIONE CHOC AL CONGRESSO E LE AMMISSIONI SUI RICATTI
Di fronte all'imponente mole di prove documentali e alla pressione politica esercitata al Congresso, la linea di difesa dei portavoce di Bill Gates — che per anni aveva minimizzato gli incontri definendoli "semplici tentativi di raccogliere fondi per la filantropia poi miseramente falliti" — si sgretola definitivamente.
Il 10 giugno 2026, Bill Gates è costretto a comparire (in un'audizione a porte chiuse poi trascritta e resa pubblica dalla Commissione di Vigilanza) per deporre davanti ai legislatori americani.
Messo di fronte alle carte del DOJ e alle email inedite:
• Gates ammette ufficialmente che frequentare Epstein ha rappresentato un "grave errore di giudizio".
• Dalle trascrizioni e dalle deposizioni chiave (tra cui quelle di figure chiave della rete di Epstein come Lesley Groff ascoltate in quei giorni) emerge l'aspetto più torbido: Epstein non si limitava a cercare denaro, ma tesseva una tela fatta di ricatti incrociati, sfruttando le debolezze personali, le frequentazioni extraconiugali e i segreti dei potenti per blindare la propria influenza geopolitica e finanziaria.
🔹 ESTATE / AUTUNNO 2026: IL CROLLO DEFINITIVO DELLA PROPAGANDA E IL SILENZIO ASSENSO DEI MEDIA ITALIANI
Mentre negli Stati Uniti i verbali integrali continuano a essere analizzati e la magistratura parlamentare scava nei legami tra fondazioni filantropiche globali e circuiti finanziari deviati, in Italia si assiste al fenomeno opposto: il silenzio assordante dei grandi telegiornali e dei quotidiani di regime.
I giornali che durante la gestione pandemica pretendevano di imporci dogmi scientifici blindati e intoccabili — spesso finanziati o legati a doppio filo alle stesse fondazioni filantropiche finite nell'occhio del ciclone — oggi preferiscono ignorare che i pilastri del loro sistema di potere stiano crollando sotto i colpi dei documenti giudiziari americani.
🛑 LA VERITÀ NON SI FERMA CON LA CENSURA
Questo è il quadro reale.
Chi per anni ha preteso di darci lezioni di "correttezza dell'informazione" e di lanciare la macchina del fango contro chiunque osasse mettere in discussione i dogmi della sanità globale e dei suoi intoccabili burattinai, oggi si trova davanti a un tribunale della storia da cui non può più scappare.
La verità non ha bisogno dei permessi dei fact-checkers né delle censure dei manipolatori di professione.
Continueremo a scavare, a pubblicare e a denunciare ogni singolo intreccio di questo potere marcio, incuranti dei loro attacchi e delle loro segnalazioni pilotate.
© Salvatore Calleri NatMed
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