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sabato 30 dicembre 2017

VACCINI: CON BEXERO®▼ GSK INSIDIA LA LEADERSHIP DI SANOFI.

vaccini-gsk-sanofi-bexero

I vaccini stanno diventando il motore dell’industria farmaceutica.
Fare vaccini è diventato conveniente: stiamo assistendo a un grande rilancio della ricerca, un’esplosione di attività promozionali e culturali, accompagnate da una aggregazione, in poche grandissime multinazionali, di buona parte dell’industria vaccinale.
Con il nuovo vaccino contro il meningococco B, (Bexsero®▼), GlaxoSMithKline potrebbe superare il leader del settore, Sanofi.
L’ipotesi è stata avanzata da un’analisi di GlobalData, secondo la quale le vendite del nuovo vaccino arriveranno a 570 milioni di dollari in 10 anni.
Il monovalente Bexsero®▼(4CMenB) e il quadrivalente Menveo (MenACWY) hanno fatto guadagnare all’azienda britannica, nel 2015, rispettivamente 167 e 232 milioni di dollari, fatturati raggiunti anche grazie all’accordo con il governo britannico per far rientrare il vaccino nei programmi nazionali di immunizzazione, con la somministrazione ai bambini di due, quattro e 12-13 mesi.
La domanda delle dosi è stata così alta che all’inizio del 2016 l’azienda inglese si è trovata a corto di scorte1.
GSK, inoltre, lancerà un altro vaccino, il pentavalente MenABCWY (una via di mezzo tra Bexero®▼e Menveo), attualmente in fase II di sperimentazione (ricerca sull’uomo)2, che potrebbe portare a un cambio nei programmi di vaccinazione.
MenABCWY è destinato a crescere fino a 435 milioni di dollari di fatturato entro il 2025. GlobalData sostiene che il candidato potrebbe sostituire i vaccini MenACWY attualmente raccomandati, Menveo di GSK e Menactra di Sanofi Pasteur, facendo sì che il suo successo possa avvenire a spese di Sanofi3.
Nel complesso, il mercato è destinato a crescere dagli 1,1 miliardi di dollari del 2015 a 1,8 miliardi nel 2025, con il prossimo vaccino di GSK e i cambiamenti nazionali nel programma di immunizzazione a guidare l’espansione.
Nel frattempo, però, GSK fa affidamento sui suoi vaccini già in commercio per i guadagni di vendita che compensano perdite di altri settori.
Nel 2015, Bexsero®▼e Menveo, che appartenevano a Novartis (ceduti a GSK tra il 2014 e il 2015), arrivarono complessivamente a 115 milioni di sterline (167 milioni dollari) e 160 milioni di sterline (232 milioni di dollari).
Ma Menactra di Sanofi Pasteur ha sovrastato gli importi nel 2015, con vendite in crescita del 18,2% a 563 milioni di euro (639 milioni di dollari). Per quanto riguarda invece Trumenba di Pfizer, che protegge contro il meningococco B come Bexsero®▼ di GSK, raggiungerà circa i 225 milioni di dollari nelle vendite del 2019, secondo le prime stime.
GSK assicura che entro il 2020 verranno lanciati 40 nuovi farmaci e vaccini, di cui l’80% ha il potenziale di essere “first-in-class” grazie a nuovi meccanismi d’azione.
Le nuove molecole e l’andamento della company sono stati presentati il 3 novembre 2015 a New York agli investitori finanziari di tutto il mondo.
Andrey Witty, Ceo di GSK, ha evidenziato come i nuovi prodotti già contribuiscono e contribuiranno nel prossimi anni a pareggiare (e non solo) le perdite dovute alla scadenza dei brevetti e alla conseguente erosione dei generici.
“I nuovi prodotti – ha precisato Witty – cresceranno molto di più rispetto a quanto perderemo per questo brevetto scaduto”4.
In tutto, GSK ha il potenziale di depositare fino a 20 domande di autorizzazione alle autorità regolatorie prima del 2020. Nel quinquennio 2010-2015 GSK ha ottenuto il numero più alto di approvazioni da parte dell’agenzia americana (FDA), ben 14, superando ogni altra società farmaceutica.
Molteplici le collaborazioni con il mondo accademico e altre company, in tutto oltre 1.500, che producono ogni anno una media di 35 pubblicazioni su giornali ad altissimo impatto scientifico (Cell, Nature, Science). Dal 2014 al 2015, ricercatori GSK sono stati co-autori di oltre 1.600 pubblicazioni.
Le aree strategiche di ricerca e sviluppo GSK sono sei: HIV & malattie infettive, oncologia, immuno-infiammazione, vaccini, respiratorio e malattie rare.
In particolare, la situazione dello sviluppo dei vaccini è stata illustrata da Moncef Slaoui, chairman of Vaccine4.
La società britannica ha la più ampia gamma di vaccini contro la meningite meningococcica approvati e candidati. Questo include Menveo (MenACWY) tetravalente, approvato il 64 Paesi, e il vaccino Men B (Bexsero®▼, approvato in Usa ed EU) e di un vaccino pentavalente MenABCWY, che potrebbe diventare l’opzione ottimale per la prevenzione delle malattie ed è attualmente in sviluppo di fase II.
GSK ha due nuovi approcci alla vaccinazione RSV (virus respiratorio sinciziale) in Fase II di sviluppo clinico. Nella prevenzione dell’herpes zoster troviamo Shingrix (zoster).
In conclusione, come ha sottolineato Witty: “Oggi abbiamo profilato circa 40 potenziali nuovi farmaci e vaccini innovativi, che sosterranno la futura crescita del nostro business nei farmaci e nei vaccini. Il livello di innovazione in questo portfolio è sostanziale: lo consideriamo un fattore critico nell’attuale scenario in cui i decisori devono trovare un bilanciamento tra la pressione sui prezzi e la domanda. Questo livello di innovazione ci rende fiduciosi nella possibilità di generare un significativo valore per gli azionisti insieme a benefici allargati per pazienti e consumatori”4.
Fare vaccini è diventato conveniente: stiamo assistendo a un grande rilancio della ricerca, un’esplosione di attività promozionali e culturali, accompagnate da una aggregazione, in poche grandissime multinazionali, di buona parte dell’industria vaccinale.
In effetti, da quando si è passati dai 3 vaccini degli anni ’80 (antipolio, antidif-tetanica) ai 15 odierni (aggiungendo quelli contro epatite B, pertosse, emofilob Hib, meningococco B e C, pneumococco, rotavirus, morbillo, parotite, rosolia, varicella, papilloma virus, influenza…) il “mercato” è cambiato, con guadagni consistenti da parte dei produttori.
Nel sito ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) ha fatto la comparsa un documento che potete consultare a questo indirizzo:

Global Vaccine Market Features and Trends
Miloud Kaddar Senior Adviser, Health Economist
WHO, IVB, Geneva
http://who.int
Le tabelle con i dati sul fatturato e i suggerimenti su come sviluppare il mercato delle vaccinazioni confermano che la vendita di vaccini è diventata per l’industria una miniera d’oro che deve essere curata e preservata per mezzo di politiche sanitarie che nei vari paesi sostengano, promuovano, ed incentivino le vaccinazioni.
Non si specifica “anche le vaccinazioni inutili”, ma i dati e il testo che li accompagna parlano da sé.
Le prime slide evidenziano l’enorme potenziale di sviluppo che in questi ultimi anni ha contraddistinto le vendite di vaccini nei paesi sviluppati con un incremento del 10-15 % contro una crescita del 5-7% degli altri farmaci.


vaccini-struttura-marketing
SLIDE n. 4

Dal 2000 al 2013 il valore del mercato dei vaccini è quadruplicato: da 5 miliardi di dollari a quasi 24 miliardi di dollari nel 2013.
Tuttavia, il mercato in Occidente è piccolo, come mostrano i grafici, perché i tre quarti della popolazione mondiale risiede nei paesi in via di sviluppo.


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SLIDE n. 3

E devono essere questi, si sottolinea, il nuovo target dell’industria. Obiettivo per i prossimi anni: raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2025 grazie ai 120 nuovi prodotti che sono stati programmati e di cui 60 vengono dichiarati rilevanti per i paesi in via di sviluppo. Fattore strategico è il seguente: “Vaccine becoming an engine for the pharmaceutical industry”, i vaccini stanno diventando il motore dell’industria farmaceutica.

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SLIDE n. 6

Sta dunque emergendo, dichiara il documento OMS, un “new business model” per i vaccini. Infatti, “sempre nuovi e sempre più costosi vaccini stanno entrando nel mercato a una velocità ineguagliata rispetto al passato”:
“Newer and more expensive vaccines are coming into the market faster than ever before”.


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SLIDE n. 7

Segue una dettagliata analisi dei maggiori produttori mondiali, del fatturato che essi ottengono da vari vaccini. Da questa apprendiamo che solo nella prima metà del 2012, uno dei vaccini più incredibilmente redditizi è stato quello contro il Papillomavirus (893 milioni di dollari, sommando le vendite delle due case produttrici: la Merck 608 milioni di dollari con il suo Gardasil e la GlaxoSMithKline 285 milioni di dollari con il Cervarix).


vendite-totali-prima-metà-2012
SLIDE n. 12

E veniamo alla fatidica domanda posta dalla SLIDE n. 14:


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SLIDE n. 14

ma quali sono i fattori di crescita dei vaccini? (Vaccine market: growth factors?)
Risposta: una combinazione di fattori, il primo dei quali è “l’importanza di malattie infettive e di nuove minacce” (importance of communicable diseases and new threats).
In due tabelle precedenti, infatti


vaccini-top-produzione-2010
SLIDE n. 11 e 12

erano evidenziati in rosso i ricavi ottenuti grazie ai vaccini anti-influenzali: accanto ad 1,2 miliardi di dollari della Sanofi per H1N1 ed influenza stagionale, vi sono i 441 milioni di dollari della Novartis sempre contro l’influenza suina (da cui originò la bufala della pandemia influenzale che causò una grave perdita di credibilità della stessa OMS, per i conflitti di interessi non dichiarati degli esperti che indussero l’organizzazione a lanciare l’allarme pandemico).
Altro fattore chiave è ovviamente, precisa sempre il documento, una domanda in crescita, un nuovo target tra la popolazione, e naturalmente i paesi emergenti.
Ecco perché sono schematizzate le direttive su come impostare la strategia di accordi commerciali con i governi, con i produttori locali, su come creare una domanda tanto nel settore pubblico che nel privato.
I produttori locali (local manufacturers), in particolare, vanno tenuti sott’occhio, perché si stanno accaparrando fette importanti di mercato a prezzi più bassi. Pertanto la dicitura “accordi con i produttori locali”, non lascia molto spazio alla fantasia quanto ai contenuti.
E’ facile da intuire cosa s’intenda: ci si mette d’accordo sul livello dei prezzi e ci si spartisce la torta tra buoni amici nei mercati emergenti. In seguito agli interventi messi in campo dall’UNICEF e dalla PAHO (Pan American Health Organization), il mercato dei vaccini ha avuto una “spectacular increase” negli ultimi dieci anni diventando una priorità “nazionale, globale e regionale”.
Tutto questo, evidenzia la SLIDE n.24,

programma-unicef
SLIDE n.24

grazie ad un incremento dimensionale delle campagne sull’opinione pubblica, all’introduzione di nuovi vaccini, all’incentivazione della copertura vaccinale di routine, e ad un incremento dei prezzi.
Dopo avere esaminato nel dettaglio il contributo dato dalle campagne e dall’attività delle due organizzazioni internazionali alla crescita dei fatturati dell’industria dei vaccini, vengono riassunti ancora una volta i fattori strategici che comunemente l’analisi economica prende in esame: domanda, offerta e risorse finanziarie. Sul lato della domanda leggiamo come imperativi: “vaccini e vaccinazioni, in cima all’agenda dei governi”; alla voce “finanziamenti” (Funding) leggiamo come prima direttiva: “risorse governative” (GoV resources SLIDE n. 33).


nuova-moda
SLIDE n. 33

Voglio spingere l’obiettività fino ad affermare che il documento è riflesso di un’onestà brutale, ma sempre di onestà. In Italia i comitati di affari sulla salute pubblica pullulano, ma mai nessuno avrebbe reso pubblico un documento del genere. Segno da un lato che il principio della trasparenza ancora regge da qualche parte nel mondo, ma segno anche del fatto che ragionare di necessità di incrementare a più non posso le vaccinazioni per ragioni economiche è considerato dai manager dell’industria farmaceutica un obiettivo più che legittimo, degno di difesa e tale, sembrerebbe di capire, da non dover suscitare alcuna indignazione, ma solo entusiasmo per i risultati più che brillanti conseguiti nell’ultimo decennio.
Invece l’indignazione sorge, e tanto più forte pensando a tutte le accuse che in questi anni hanno investito chi sosteneva che alla base di campagne vaccinatrici condotte in modo illogico e irrazionale non ci potesse essere se non una precisa strategia economica dell’industria farmaceutica5.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sotto gli occhi del mondo, rende pubblico un documento di tal genere in quanto legittimo dal punto di vista esclusivo dell’industria. Ma può dichiararsi onesto ed in buona fede chi afferma che articoli medici e scientifici finanziati dalle grandi case farmaceutiche non risentirebbero neppure in minima parte di ciò che manager ed analisti economici vanno raccomandando ai consigli di amministrazione delle industrie del farmaco, e cioè di sviluppare la vendita di vaccini?
Si può in tutta buona fede affermare che mai nulla di quelle raccomandazioni contribuisca, ad esempio, a far trascegliere ai ricercatori i dati più favorevoli ai vaccini, piuttosto che quelli meno favorevoli quando si parli di reazioni avverse, di collegamento tra iper-vaccinazione e malattie auto-immuni, o di tossicità degli adiuvanti vaccinali (come ad es. i Sali di alluminio)?
Con il vaccino contro la varicella, la Merck guadagna 392 milioni di dollari (= 350 milioni di euro). Per avere un ordine di grandezza: si tratta di una cifra superiore a quella che l’intera manovra finanziaria italiana 2014-15 ha devoluto al settore ricerca e sviluppo (circa 300 milioni).
E ancora: viene rilasciato con il logo dell’OMS un documento che senza mezzi termini afferma la necessità di fare spendere ai governi dei paesi in via di sviluppo miliardi di dollari in vaccini quando una delle priorità per quelle aree del mondo è investire in qualcosa che per la salute è ben più vitale come alimentazione adeguata, istruzione, migliori condizioni igienico-sanitarie negli ambienti di vita e di lavoro, accesso a strutture ospedaliere efficienti, disponibilità di acqua potabile, senza i quali i vaccini nulla possono per migliorare le aspettative di vita.
Ed anche nei paesi sviluppati, chiediamo, quante risorse utilmente incanalabili verso un miglioramento delle prestazioni del sistema sanitario possono venire disperse grazie alla rampante politica di espansione economica dei manager dei vaccini?

Dal 2012 in Italia, quando i vari governi hanno imposto tagli alla sanità, le manovre ammontavano a circa 2 miliardi di euro al colpo. Sempre per avere un ordine di grandezza: con un solo vaccino anti-papillomavirus, dall’efficacia non dimostrata, Glaxo e la Merck hanno guadagnato in soli 6 mesi circa ¼ dei tagli alla spesa sanitaria italiana programmati per il 2012; sempre con il vaccino anti-papillomavirus nel 2010 la sola Merck ha introitato oltre 1 miliardo di dollari e la Sanofi altrettanto con il vaccino anti-influenzale. Cioè, dalle vendite di soli 2 vaccini si è ricavata una cifra circa pari alla manovra finanziaria su tutta la sanità italiana di cui si è discusso in questi mesi (2,6 miliardi di euro).
E normale che l’industria farmaceutica guadagni vendendo i propri prodotti, come qualsiasi azienda. Quello che non è accettabile è l’intervento diretto o indiretto nelle politiche sanitarie dei governi, o l’insistere in spregiudicate tecniche di marketing di vendita della paura allo scopo di incrementare i fatturati. E’ questo aspetto a destare maggiore preoccupazione.
Se lo strapotere economico delle industrie dei vaccini ha per mira dichiarata la propria ulteriore espansione, allora sarebbe doveroso che l’OMS riscrivesse quel documento dal punto di vista dei pazienti (e dei contribuenti), e ponesse in cima alle priorità per i governi non quella di acquistare a tutto spiano i vaccini, ma quella di adottare una politica vaccinale rispondente a buon senso, razionalità e misura, e non ultimo all’indipendenza sia economica che scientifica dai comitati di valutazione e consulenza ricchi (è proprio il termine esatto) di conflitti di interessi con l’industria farmaceutica.
Fonti:
  1. Vaccini: con Bexsero®▼GSK insidia la leadership di Sanofi – Daily Health Industry – Pubblicato il 8 giugno 2016
  2. Come nasce un farmaco – AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)
  3. Vaccini, GlobalData: il candidato GSK per il meningococco “rivoluzionerà” il mercato – Medical Affair 12 luglio, 2016
  4. GSK presenta la sua ricerca: 40 nuove molecole entro il 2020, 80% first in class – Pharmastar. Il giornale on-line sui farmaci – 04 novembre 2015 di Emilia Vaccaro
  5. IL MERCATO MONDIALE DEI VACCINI – a cura del Dott. Eugenio Serravalle e della Dott.ssa Alessia Zurlini – Assis (associazione di studi e informazione sulla salute) 10 giugno 2015

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venerdì 29 dicembre 2017

La medicina è a un punto di non ritorno. Le parole della Dott.ssa Agneni.

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Da Quotidiano Sanità.

Scritto dalla Dott.ssa Maria Luisa Agneni.

Premetto che non sono né una giurista né una filosofa ma solo un medico, specialista ambulatoriale, che ha avuto a tutt’oggi l’opportunità di trattare dai primi anni ‘80 diverse migliaia di persone e le mie considerazioni sono l’espressione di una attività medica sul campo.
Quello che viene definita Medicina Ippocratica è per me la Medicina con la M maiuscola, proprio quella che negli ultimi anni sta subendo attacchi ed affronti da più parti nel tentativo quasi completamente riuscito di ridurla a tecnica diagnostico- terapeutica.

La medicina non è una scienza ma si avvale delle scienze (fisica,chimica, biologia , matematica) in una complessità di conoscenze a cui dovrebbero concorrere pesantemente la filosofia, l’antropologia, la linguistica , la psicologia e molte altre scienze umane tutte rivolte allo studio dell’essere umano sano e malato.
Uso il condizionale perché attualmente si sta svuotando dell’aspetto umanistico per rinsecchirsi intorno a quello scientifico dove la standardizzazione delle procedure diagnostiche e terapeutiche garantiscono un sapere appiattito al medico e una terapia spersonalizzante al malato.
Il tutto condito con un esasperante utilitarismo dei mezzi e dei fini.

Non entro nel merito della burocratizzazione della medicina, spesso definita dal prof Cavicchi in un termine più ampio “medicina amministrata”, che pure ha molte responsabilità in questo scivolamento verso il definitivo declino della Medicina, ma vorrei sottolineare la crisi culturale complessiva della Medicina che è il segno prevedibile e puntuale di quella sociale diffusa e penetrata in ogni ambito.
Ho esordito affermando di aver “trattato” diverse migliaia di persone perché non so se le ho curate né tantomeno se le ho guarite: c’è una grande differenza.
La Medicina Ippocratica ci ha insegnato ad appassionarci al caso clinico, 2400 anni fa gettava le basi per il metodo di diagnosi e prognosi ancor oggi valido, mettendo sempre al centro non solo la manifestazione locale della malattia ma l’organismo considerato nella sua unità e nel contesto ambientale e di stili di vita.
Uno studioso della Complessità ante litteram Ippocrate che era consapevole di non produrre salute ma di ristabilirla con l’aiuto del malato che a lui si affidava.
In fondo che cosa è la presa in carico del paziente (soprattutto cronico) o il “prendersi cura” che le strutture e i medici che ne fanno parte responsabilmente fanno? E’ un prendersi la responsabilità di qualcuno che dovrebbe fidarsi del nostro operato; attualmente non senza averlo prima informato sui i pro e i contro che purtroppo nessuno è in grado di conoscere completamente essendo ogni caso clinico potenzialmente imprevedibile con variabili sconosciute.


Alcuni invocano l’empatia come strumento del ritorno alla buona relazione medico- paziente, altri come il prof Cavicchi la considerano una esagerazione e quindi parlano più realisticamente di osservatore implicato in ciò che osserva quindi di obiettività consapevole ma soprattutto insiste nel rimarcare la questione della fiducia. Personalmente penso che la relazione con il malato oggi spesso degenera in pretese e difese anche grazie alle sollecitazioni di quegli avvocati che hanno smesso i occuparsi dei “parafanghi” preferendo i più appetibili contenziosi medici.
Ma empatia vuol dire soffrire insieme, mettersi nei panni dell’altro (anche se con un “sano distacco”) e alla fine di una giornata di lavoro il medico sarebbe disintegrato dalla sofferenza! Vorrei dire al dott Benci che il paternalismo che lui considera un rottame di altri tempi e che oggi è stato ribattezzato “prendersi cura” “presa in carico” in realtà è più faticoso di quello che lui immagina. Ma soprattutto ormai è reso quasi impossibile da mille condizionamenti extra-clinici.
Secondo me la vera empatia è il riconoscere quello di cui ha bisogno il paziente: incoraggiamento? Protezione? Essere seguito nell’iter? Contenimento dell’ansia? Autogestione?
Come si può generalizzare un bisogno così peculiare e indicare demagogicamente il consenso informato come mezzo di una relazione fra pari che non c’è per definizione?
Il malato oggi vuole essere libero da sintomi prima possibile, dare un nome alla propria malattia e andare avanti senza farsi tante domande considerando intrusive quelle che il medico potrebbe porgli soprattutto sul suo stile di vita e sul suo sentirsi malato.
Così le malattie si stratificano in numerose comorbidità.
Il risultato è che viviamo a lungo con malattie croniche e invalidanti ma gli anni in buona salute e senza malattie sono sempre meno.
La cultura del tutto e subito, dell’utilitarismo e soprattutto del riduzionismo e del meccanicismo in medicina ha prodotto una pericolosa deriva nei confronti della possibilità di curare le persone: spesso si parla di rimettere al centro la persona, di curare il malato e non la malattia ma sono frasi vuote perché non seguite da alcuna azione riformatrice.
Se la medicina non recupererà la sua connotazione ippocratica , che si esprime peculiarmente nella clinica, ma continuerà a concentrare la sua attenzione al riduzionismo investigativo e terapeutico per includerla erroneamente in un abbraccio mortale fra le scienze esatte, i malati saranno sempre più considerati e trattati come soggetti la cui programmazione genetica è difettosa, i cui organi vanno sostituiti, le cui tappe metaboliche vanno aggiustate e si troveranno sempre di più di fronte a medici che col capo chino scruteranno i loro dati di laboratorio interpretati solo secondo parametri quantitativi, le loro tac, le loro risonanze , ma non alzeranno più lo sguardo per guardare negli occhi il loro interlocutore che soffre.
Tornando alla discussione sull’ippocratismo. Io penso che non saranno i giuristi che risolveranno i problemi della medicina e nemmeno i bioeticisti, ma neanche gli epidemiologi quando si illudono con l’ebm di non sbagliare un colpo, nemmeno i matematici che ricavano gli algoritmi di cura nella medicina di precisione, non saranno neanche coloro che ci parlano astrattamente di relazione, di sobrietà di comunicazione di narrazione. E men che mai saranno gli economisti, gli aziendalisti, che della medicina non sanno niente.


Non saranno costoro anche se ognuno di loro oggi ha la pretesa e la presunzione di dire a noi medici cosa sia la medicina e ognuno di loro ritiene di sapere come dovrebbe essere la medicina, quando un paradigma è finito, e quale paradigma di ricambio. Tutti pretendono di risolvere i nostri problemi ma senza soluzioni cioè senza quelle soluzioni adeguate alla complessità in gioco.
Il cuore epistemologico della medicina ippocratica si chiama clinica e oggi i problemi paradigmatici della medicina riguardanol’epistemologia della clinica. Essi necessitano per essere risolti di un “dipartimento di filosofia medica” per citare il prof Cavicchi (Medicina, in Enciclopedia filosofica vol 7) cioè di tante conoscenze messe insieme e coordinate da un’idea più evoluta di medicina.
Allora dell’articolo del prof Cavicchi vorrei riprendere due suggestioni.
La prima è la necessità di cambiare la definizione convenzionale di medicina. Ha ragione lui la medicina è complessità in massimo grado in quanto tale irriducibile tanto a una scienza che a tante scienze. La medicina è conoscenza di conoscenze quindi non può essere scientista e come tale non può essere definita. Tutte le definizioni di medicina sono scientiste.
La seconda è la prospettiva del neo-ippocratismo cioè un paradigma confermato nei suoi postulati fondamentali ma nello stesso tempo ridefinito nel nostro tempo. Penso in tutta franchezza che questa sia l’unica strada percorribile anche se mi rendo conto guardandomi intorno che in ragione soprattutto di una debolissima leadership intellettuale della professione sia una strada indispensabile ma comunque non facile da percorrere.
Ha ragione il prof Cavicchi oggi la medicina è a un punto di non ritorno e il rischio che tutti i medici sperimentano tutti i giorni sulla loro pelle è quello dell’alienazione intesa nei suoi aspetti di estraneazione, di spossessamento e di smarrimento professionale.
Cari colleghi, alzare lo sguardo per i pazienti corrisponde ad alzare la testa per la nostra dignità, autonomia, responsabilità e storia per difendere e consegnare ai giovani la Medicina neo-ippocratica; io sono pronta a combattere.
Maria Luisa Agneni
Pneumologa Specialista ambulatoriale ASL Roma1

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giovedì 28 dicembre 2017

Vaccini: una sconcertante previsione rivela che un bambino su due nel 2032 sarà autistico per colpa dei vaccini.

vaccini-autismo-previsioni-2032

23 DIC 2017 — Vaccini: nel 2032 un bambino su due sarà autistico. Petizione di Change.org

di Jack –

Caos vaccini in Italia. Statistiche sanitarie: in America, nel 1960, vi era un solo caso di autismo su 10.000 e oggi, dopo le vaccinazioni di massa, si è arrivati a 1 su 38. In Italia, invece, c’era solo un caso di autismo su 68, ma con il decreto legislativo del ministro Lorenzin, si passerà a 1 caso su 30. D’Anna denuncia la bastardaggine mediatica nei presupposti di un provvedimento basato su allarmi procurati distorcendo le cause di due morti di bambini.



(UMDI – UNMONDODITALIANI) Continua il caos riguardo i vaccini. Dopo il decreto del Governo, che con 12 (poi 10) vaccini obbligatori, costringerà i genitori a vaccinare i propri figli, prima di essere iscritti a scuola, ancora ci sono delle posizioni discordanti tra chi è a favore e chi è contro i vaccini. Secondo alcuni studiosi, le vaccinazioni sono una delle cause principali dell’autismo, Le cause documentate di autismo comprendono mutazioni genetiche e/o delezioni, infezioni virali e encefaliti in seguito a vaccinazioni.

NEL 2032 UN CASO DI AUTISMO SU DUE
Una petizione di Change.org sottolinea il danno provocato dai vaccini. Sempre nella petizione, sono riportate alcune statistiche sanitarie: nel 1960 in America vi era un solo caso di autismo su 10.000 e oggi, dopo le vaccinazioni di massa, si è arrivati a 1 su 38. In Italia, invece, c’era solo un caso di autismo su 68, ma con il decreto legislativo del ministro Lorenzin, si passerà a 1 caso su 30. Però, il fulcro della petizione è la dichiarazione di Luc Montagnier, medico e biologo francese, premio Nobel per la virologia: “Se continueremo a vaccinare in massa i nostri figli ha dichiarato il noto virologo - fra 15 anni avremo un autistico e uno sano. Uno su 2”.

BASTARDAGGINE MEDIATICA
“In un intervento al parlamento italiano – ha dichiarato Alessio Di Benedetto, sostenitore della petizione - il biologo senatore Vincenzo D’Anna, senza essere pesante né demagogico ci spiega in quali sensi il Decreto perorato dalla Lorenzin si profila come una somministrazione di farmaci dispoticamente illuminati a scopo preventivo tutto da dimostrare. D’Anna denuncia la bastardaggine mediatica nei presupposti di un provvedimento basato su allarmi procurati distorcendo le cause di due morti di bambini, ufficialmente a causa di morbillo, omettendo però che il primo bimbo aveva soprattutto una grave deficienza dell’apparato immunitario, mentre il secondo addirittura la leucemia.
D’Anna dal suo scranno cerca, quindi, di proteggere i bambini italiani che sono forzati ad un cocktail di farmaci non necessari e sicuramente dannosi, ricordando a tutti i saggi e gli illuminati propugnatori dei vaccini senza ‘se’ e senza ‘ma’, che come non esiste scienza senza il dubbio non esiste comunità scientifica italiana senza i fiumi di denaro della Big Pharma. Poi, D’Anna si richiama al microscopio elettronico ‘ca nu sbaglia’, e fa presente di come abbiano rilevato insieme ai suoi colleghi delle diffuse impurità insalubri nei vaccini di massa (tracce di metalli , di plastiche, pezzi di muri, metalli pesanti mortali etc…)”.

IL GOVERNO GENTILONI COME ROBESPIERRE
“D’Anna politologo – continua Alessio Di Benedetto - smaschera poi, con delicatezza tipicamente liberale e cattolica, il giacobinismo intriso di violenza di cui sono pervasi certuni che pensano di essere depositari di un’etica superiore, e che infatti arrivano al dunque proprio come Robespierre, senza dubbi alcuni, a colpi di tagli alla carne viva con mano ferma. Come Robespierre anche il Governo Gentiloni immagina l’uomo nuovo del tutto sanificato per mano pubblica, ghigliottinando il presunto bene dal presunto male come le teste dal collo dell’uomo renitente alla sottomissione
al comitato di Salute pubblica, o un bambino dai suoi genitori naturali riottosi alle scienze infuse dal Ministro Lorenzin e dalla Glaxo”.

NONNO D’ANNA E NONNO GRASSO
“Vi invito – ha concluso Alessio Di Benedetto - ad ascoltare i due interventi segnalandovi infine il personaggio D’Anna che mi è piaciuto di più: nonno D’Anna che si rivolge a nonno Grasso, il presidente del Senato, invocando l’umiltà e l’approfondimento degli interessi venali retrostanti a questa istanza farmaceutica miliardaria che forse, a differenza di tutti i nonni del Senato, potrebbe non avere al primo posto il bene dei propri nipoti”.

LE FETENZIE DENTRO I VACCINI



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lunedì 25 dicembre 2017

CONDANNE E CONTROVERSIE NELLA POLITICA COMMERCIALE DI GLAXOSMITHKLINE

glaxosmithkline-condanne-per-frodi-e-corruzioni


Alcune delle condanne inflitte al colosso farmaceutico (criminale) GlaxoSmithKline nel mondo.


Di Vivere in modo naturale

Condanna per frode nel 2012

Nel Luglio del 2012 La GlaxoSmithKline è stata condannata per il più grande caso di frode sanitaria negli Stati Uniti. 
In seguito a questo ha accettato di pagare un risarcimento di 3 miliardi di dollari per "omesse informazioni su Avandia", il quale costituisce il più grande risarcimento pagato da una casa farmaceutica. 
L'accordo è correlato alla promozione illegale di prescrizioni di farmaci da parte dell'azienda, al fatto di non aver riportato correttamente i dati di sicurezza di utilizzo, alla corruzione di medici e alla promozione di medicine per usi non autorizzati. 

I farmaci in questione sono Paxil (che ha raggiunto vendite pari a $11.6 miliardi al periodo dell'accordo), Wellbutrin ($ 5.9 miliardi), Avandia ($ 10.4 miliardi), Advair Lamictal e Zofran per usi non autorizzati. Questi farmaci, assieme a Imitrex, Lotronex, Flovent e Valtrex sono stati oggetto anche di schemi corruttivi. 

L'indagine governativa si è basata grandemente sulle informazioni provviste da un informatore che ha agito secondo la legge statunitense "False Claims Act"[9].


Rosiglitazone-avandia



Rosiglitazone (Avandia)



Rosiglitazone

Nel Giugno 2007 una meta-analisi scritta da Steve Nissen, a capo della divisione di medicina cardiovascolare all'ospedale di Cleveland, pubblicata nel "New England Journal of Medicine", ha mostrato un aumento dell'odds ratio di infarto miocardico in pazienti sotto trattamento con rosiglitazone (Avandia). 

Il New York Times ha pubblicato un articolo con la trascrizione della conversazione di Nissen con i dirigenti della casa farmaceutica: la conversazione era stata registrata senza che i dirigenti ne fossero a conoscenza. 
Susseguentemente è stata imbastita un'indagine del congresso per determinare quali informazioni era conosciute al momento dell'approvazione del farmaco e nei momenti successivi e se la GlaxoSmithKline abbia tentato di nascondere tali informazioni. 
Nel Febbraio del 2010 la GlaxoSmithKline provò a bloccare la pubblicazione di un articolo critico[10] sul rosiglitazone[11]. 

Nel Luglio una lettera[12] del comitato finanziario statunitense dichiarò che la GlaxoSmithKline deve pubblicare studi che indicano problemi concernenti il farmaco Avandia. 
Nel Novembre 2007 un comitato del congresso statunitense ha rilasciato una relazione che descrive come la GlaxoSmithKline abbia fatto delle intimidazioni al Dr. John Buse (dell'Università della Carolina del Nord) in seguito alle sue preoccupazioni sui rischi cardiovascolari associati al rosaglitazone[13]



Paroxetina


Paroxetina





La Paroxetina è un anti-depressivo inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) rilasciato dalla GlaxoSmithKline nel 1992. 
La campagna di promozione del farmaco diretta ai bambini è alla base per la successiva condanna per frode nel 2012 negli USA[14]. Per dieci anni il farmaco è stato venduto come "non inducente dipendenza", dichiarazioni che numerosi esperti ed almeno una corte giudiziaria hanno poi smentito come incorretta[15]. 

Circa 5000 cittadini statunitensi hanno fatto causa alla GlaxoSmithKline per l'uso della paroxetina, altre cause sono state intentante anche nel Regno Unito. 
Il motivo delle cause è che la GlaxoSmithKline abbia mancato di informare i pazienti di possibili diversi gravi effetti collaterali[16]. 

Nel 2001 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la Paroxetina come l'antidepressivo del quale è più difficile poter sospendere l'uso.


Nel 2002 la Food and Drug Administration ha pubblicato un nuovo avvertimento riguardo al farmaco e alla Federazione Internazionale delle Associazioni di Produttori di Farmaci ha dichiarato che la GlaxoSmithKline ha indotto il pubblico in inganno riguardo alla Paroxetina ed ha violato due codici di condotta dell'associazione.




Nel 2004 La GlaxoSmithKline ha accettato di patteggiare la condanna per frode ai consumatori pagando 2.5 miliardi di dollari; il farmaco a quel tempo aveva un ricavato di vendita annuale di 2.7 miliardi di dollari[17]. Nel processo sono state inoltre mostrate prove di una deliberata e sistematica azione di soppressione dei risultati delle ricerche non favorevoli alla Paroxetina. 

Uno dei documenti interni della GlaxoSmithKline riportava: "sarebbe commercialmente inaccettabile includere una dichiarazione che l'efficacia [nei bambini] non è stata mai dimostrata, poiché ciò inficerebbe il profilo [commerciale] della Paroxetina"[18].


Nel Giugno 2004 la FDA ha pubblicato una lettera di violazione indirizzata alla GlaxoSmithKline in risposta agli spot televisivi "falsi o fuorvianti" per la Paroxetina, scrivendo: "questi spot sono preoccupanti dal punti di vista della salute pubblica perché inducono un allargamento dell'uso della Paroxetina [oltre alle condizioni per le quali è stata approvata], allo stesso tempo minimizzando i seri rischi associati al farmaco"[19]. La GlaxoSmithKline ha risposto che gli spot erano stati inizialmente approvati dalla FDA e che, comunque, non sarebbero più stati trasmessi[20].


Nel Marzo 2008 l'Agenzia di Regolazione per i Medicinali e i Prodotti per la Salute statunitense ha concluso che la GlaxoSmithKline avrebbe dovuto avvertire i consumatori dei possibili effetti collaterali della Paroxetina molto prima di quanto abbia effettivamente fatto.[21]. 
La GlaxoSmithKline non poteva essere perseguita secondo la legislazione vigente in quel tempo. Nel 2008 le informazioni di prescrizione della Paroxetina rilasciate dalla GlaxoSmithKline indicano per la prima volta che possono verificarsi "seri sintomi di dipendenza"[22]. I documenti giudiziari rilasciati nell'Ottobre 2008 indicano che la GlaxoSmithKline "e/o i ricercatori coinvolti potrebbero aver nascosto o soppresso dati riguardanti il rischio di suicidio durante le sperimentazioni cliniche" della Paroxetina[23].
La soppressione dei risultati sfavorevoli delle ricerche e il processo della loro scoperta giudiziaria sono il soggetto del libro "Effetti Collaterali" (2008) di Alison Bass[24].
Ribena
La GlaxoSmithKline è stata dichiarata colpevole nel marzo 2007 da parte della corte distrettuale di Auckland di 15 reati collegati alla condotta fuorviante nei confronti del "patto di libero scambio" della Commissione del Commercio Neozelandese. I reati riguardano Ribena: un succo di frutti "neri" misti, il quale è stato commercializzato al pubblico dall'azienda come contenente alte dosi di vitamina C. come parte di un progetto scientifico scolastico, Anna Devathasan e Jenny Suo, studenti quattordicenni del College Pakuranga di Auckland, hanno scoperto che Ribena contiene in realtà basse dosi di vitamina C. 
La comunicazione dei risultati all'azienda non ha avuto seguito, pertanto, dopo che la scoperta venne comunicata ad uno show, essa venne portata all'attenzione della Commissione del Commercio. I test commissionati da quest'ultima scoprirono che Ribena non conteneva nessuna traccia rilevabile di vitamina C e la compagnia ricevette una multa di 217000 dollari. 

Pubblicità ingannevole per il succo di frutta Ribena: l’autorità britannica non accetta le difese della GlaxoSmithKline

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La GlaxoSmithKline dichiarò che non intendeva ingannare i consumatori e che le frasi promozionali erano basate su procedure di test che sono state susseguentemente cambiate[25].
SB Pharmco Puerto Rico
Nell'ottobre 2010 Il dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato che la GlaxoSmithKline pagherà 150 milioni di dollari di multa (più 600 milioni di risarcimenti civili). 
Al quel tempo esso corrispondeva alla più grande cifra mai pagata come multa da parte di un produttore di farmaci adulterati. 
La GlaxoSmithKline ha accettato l'accordo di pagamento in risposta alle accuse penali e civili derivanti dall'aver prodotto farmaci adulterati da parte della sua sussidiaria: SB Pharmco Puerto Rico Inc. a Puerto Rico, la quale, a quel tempo, produceva farmaci per 5.5 miliardi di dollari all'anno.
Il processo è iniziato 2002 quando la GlaxoSmithKline mandò un gruppo di esperti di qualità per risolvere i problemi citati da una lettera di ammonimento della FDA del precedente mese.
Il controllo di qualità dello stabilimento si rivelò essere "un disastro: il sistema idrico era contaminato, il sistema di aerazione rendeva possibili le contaminazioni incrociate tra i prodotti, il magazzino era così affollato che i furgoni noleggiati venivano usati per lo stoccaggio.
Lo stabilimento non poteva garantire la sterilità soluzioni iniettabili dei farmaci anti-cancro e pillole diverse erano talvolta mischiate nello stesso contenitore".
L'ispettore-capo si lamentò con i dirigenti e raccomandò di ritirare dal mercato dei prodotti difettosi ma non avevano l'autorizzazione per farlo. Dopo la notifica alla FDA, nel 2005 le autorità confiscarono prodotti per 2 miliardi di dollari: la più grande confisca della storia. Incapace di risolvere i problemi dello stabilimento, la GlaxoSmithKline lo chiuse nel 2009[26].
Altre

Nel 2003 GSK ha firmato un accordo di integrità aziendale e ha pagato 88 milioni di dollari in una causa civile per aver sovraprezzato l'antidepressivo Paxil e lo spray nasale Flonase. Inoltre nel 2003 fu riportato che la GlaxoSmithKline doveva al fisco statunitense 7,8 milioni di dollari di tasse arretrate e interessi: la cifra più alta nella storia statunitense di tasse arretrate[27].

• Nel 2004 la Guardia di Finanza italiana accusò circa 5000 persone per corruzione, tra le quali 273 impiegati della GlaxoSmithKline. Secondo l'accusa, la GlaxoSmithKline e le aziende a lei precedenti hanno speso 152 milioni di lire in "regali" come fotocamere, computer, vacanze e contanti per medici, farmacisti e altre figure. Prescrivere farmaci in cambi di regali o denaro costituisce in Italia il reato di comparaggio[28]. Nel 2002 un'identica controversia si è manifestata in Germania[29].

• A marzo 2006 il procuratore generale della California annunciò che GSK avrebbe pagato 14 milioni di dollari "per risolvere le accuse di aver gonfiato i prezzi dell'antidepressivo Paxil, in quanto la GlaxoSmithKline ha perpetuato frode di brevetto, violazioni del regolamento anti-trust ed abbia illecitamente tentato di mantenere il monopolio bloccando l'ingresso sul mercato delle versioni generiche del farmaco[30].

• Nel 2012 il giudice argentino Marcelo Aguinsky irrogò una multa di 400 000 AR$ (circa 180 000 euro) al laboratorio GSK di Buenos Aires per alcune irregolarità emerse nella concessione, tra il 2007 e il 2008, del consenso genitoriale ai trial clinici di alcuni minorenni di un vaccino antimalaria[31]; l'indagine era nata su segnalazione dell'istituto di sanità argentino a seguito della morte di 14 bambini durante la sperimentazione, riguardo alle quali fu tuttavia dichiarata l'estraneità del vaccino al termine dell'indagine giudiziaria[31]; emerse che alcune autorizzazioni erano state ottenute da congiunti senza patria potestà (nonni)[31], genitori a loro volta minorenni[31] e in un caso da una madre con problemi mentali[31]. La multa fu irrogata per «inadempienza ai doveri di controllo che obbligano a verificare che il benessere delle persone coinvolte sia tutelato, che i dati emersi dalla sperimentazione siano completi, precisi e verificabili»[31].
• a luglio 2013 le autorità cinesi hanno annunciato che sin dal 2007 la GlaxoSmithKline ha usato più di 700 agenzie di viaggio e società di consulenza per recapitare tangenti per quasi 3 milioni di yuan a dirigenti, medici, ospedali ed altri che prescrivevano i suoi farmaci[32]. La GlaxoSmithKline si è detta dispiaciuta e preoccupata di quanto è successo ed ha detto che coopererà con le autorità per le investigazioni[33]. Nel Luglio ha ammesso che alcuni dei suoi dirigenti cinesi hanno infranto la legge e le autorità cinesi hanno arrestato quattro alti dirigenti con le accuse di corrompere medici per far loro prescrivere i farmaci GlaxoSmithKline in cambio di contanti e favori sessuali[34].

E tanto altro...


Glaxo accetta di pagare $ 3 miliardi in un accordo fraudolento


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