27 Marzo 2026
Negli ultimi anni, il dibattito sulla sicurezza dei vaccini a mRNA e a vettore adenovirale si è spostato dai grandi numeri delle statistiche ministeriali ai tavoli autoptici e ai laboratori di ematologia.
Al centro dell'attenzione vi sono i cosiddetti "coaguli bianchi" o "trombi fibrosi", strutture ematiche anomale che alcuni professionisti del settore funebre e patologi hanno segnalato come insolite per consistenza e lunghezza.
Ma cosa dice, ad oggi, la scienza medica su questi fenomeni?
Il Meccanismo: VITT e la Cascata Infiammatoria
La ricerca ha identificato una sindrome specifica, denominata VITT (Vaccine-induced Immune Thrombotic Thrombocytopenia).
Questo fenomeno, sebbene classificato come raro, ha fornito la prova biologica che i vaccini possono, in determinati soggetti predisposti, scatenare una risposta autoimmune.
Secondo studi recenti (Wang et al., 2026), il meccanismo risiede in una alterazione dei linfociti B che porta il sistema immunitario a scambiare una proteina del corpo, il Fattore Piastrinico 4 (PF4), per un agente esterno, innescando una massiccia aggregazione piastrinica.
Il risultato non è un comune coagulo, ma una formazione trombotica complessa che può ostruire vasi principali in sedi atipiche, come i seni venosi cerebrali.
La Questione della Proteina Spike Persistente
Un altro filone d'inchiesta riguarda la persistenza della proteina Spike.
Alcune ricerche pubblicate sulla European Society of Medicine ipotizzano che la produzione prolungata di Spike possa alterare la struttura del fibrinogeno, rendendo i coaguli più resistenti alla fibrinolisi (il naturale processo di scioglimento dei grumi di sangue).
Questa resistenza anomala potrebbe spiegare la natura:
- più fibrosa
- più elastica
- più persistente
delle formazioni rinvenute post-mortem.
Analisi Comparativa: Rischio Vaccino vs Rischio Infezione
Le autorità regolatorie, come l'EMA e l'AIFA, continuano a monitorare i dati attraverso sistemi di farmacovigilanza.
Sebbene la vaccinazione sia stata associata a un lieve aumento del rischio tromboembolico (con un rapporto di incidenza stimato intorno a 1.23 dopo la seconda dose in alcuni dataset), gli studi più recenti evidenziano che:
- l’infezione naturale presenta un rischio di coagulazione statisticamente superiore
Tuttavia, l'inchiesta rimane aperta sulla gestione della sicurezza nei soggetti con predisposizioni genetiche, in particolare quelli con polimorfismi HLA, considerati un possibile bersaglio elettivo delle reazioni avverse.
Bibliografia e Ricerche Scientifiche (con link attivi)
Di seguito i riferimenti con accesso diretto alle pubblicazioni:
-
Wang, J. J., et al. (2026) –
Researchers pinpoint cause of rare but life-threatening blood clots after adenovirus-based COVID vaccination
👉 https://www.cidrap.umn.edu/covid-19/researchers-pinpoint-cause-rare-blood-clots-after-adenovirus-covid-vaccines -
Petito, et al. (2025) –
Association of human leucocyte antigen loci with vaccine-induced immune thrombotic thrombocytopenia
👉 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC11739747/ -
MDPI Vaccines (2026) –
Vaccine-Induced Immune Thrombotic Thrombocytopenia (VITT): An Immunopathogenic Model of Dysregulated Vaccine-Triggered Immunity
-
National Library of Medicine (2024/2025) –
Risk of Blood Clots After COVID-19 Vaccination and Infection
👉 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/ -
European Society of Medicine (2024) –
Suspected Causes of the Specific Intolerance Profile of Spike-Based Covid-19 Vaccines (Review/Analysis)
Coaguli anomali
L’indagine sui coaguli anomali e sui meccanismi di coagulazione post-vaccinale resta un campo aperto della ricerca scientifica.
Tra evidenze consolidate e ipotesi emergenti, il tema continua a richiedere approfondimenti, soprattutto in relazione alla variabilità individuale e ai fattori genetici predisponenti.
Salvatore Calleri – Ufficio Stampa
Roberto Cianchino PhD
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