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venerdì 29 marzo 2024

Chi controlla il controllore delle antenne di telefonia mobile ARPAE?

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Le antenne di telefonia mobile si ergono come moderne sentinelle, trasmettendo segnali vitali per la comunicazione in un mondo sempre più connesso. Tuttavia, dietro questa rete invisibile di comunicazioni si cela un aspetto spesso trascurato: il controllo delle emissioni elettromagnetiche che queste antenne generano.


Di Salvatore Calleri (NatMed Blogger e Divulgatore Scientifico)

In molti paesi, compresa l'Italia, il controllo delle emissioni elettromagnetiche è affidato all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAE). Tuttavia, sorge una questione cruciale: chi vigila sulle attività dell'ARPAE stessa? E quali sono gli interessi in gioco quando si tratta di monitorare le antenne di telefonia mobile?

Una delle criticità principali è il fatto che l'ARPAE spesso si muove per controllare le antenne solo su segnalazione. Ma chi sono coloro che effettuano tali segnalazioni? Non tutti dispongono di appositi rilevatori di onde elettromagnetiche, e spesso la preoccupazione per le emissioni nocive rimane latente nella mente di molti cittadini.

Inoltre, emerge un conflitto di interessi evidente: l'ARPAE, incaricata di controllare le emissioni elettromagnetiche, riceve finanziamenti dalle stesse compagnie di telefonia mobile per la locazione delle antenne. Questo solleva interrogativi sull'effettiva indipendenza dell'agenzia nel suo compito di supervisione.

Chi, dunque, controlla il controllore? Questa domanda assume un'importanza cruciale nella tutela della salute pubblica e dell'ambiente. È fondamentale garantire che l'ARPAE e le altre agenzie similari operino in modo trasparente e indipendente, senza essere influenzate da interessi commerciali.

Una possibile soluzione potrebbe essere l'introduzione di meccanismi di controllo e di vigilanza indipendenti, magari attraverso organismi civici o comitati di monitoraggio composti da esperti e rappresentanti della comunità locale. Inoltre, sarebbe opportuno rendere obbligatorio il monitoraggio periodico delle antenne di telefonia mobile, indipendentemente dalle segnalazioni ricevute.

La salute e il benessere dei cittadini non possono essere sacrificati sull'altare dei profitti delle compagnie di telefonia mobile. È giunto il momento di porre fine alle ambiguità e garantire un controllo efficace sulle emissioni elettromagnetiche, proteggendo così l'ambiente e la salute pubblica per le generazioni future.

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martedì 19 marzo 2024

L'ARPAE di Rimini sotto accusa: Stazioni radiobase senza controllo

 

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Negli ultimi tempi, l'ARPAE di Rimini è finita sotto i riflettori a seguito di accuse di mancato controllo sulle stazioni radiobase presenti sul territorio.


Di Salvatore Calleri (NatMed) Blogger e Divulgatore Scientifico

Questo argomento, che coinvolge la sicurezza e la salute pubblica, ha suscitato preoccupazione tra i residenti e sollevato interrogativi sulla regolamentazione e l'effettiva sorveglianza di queste strutture.

Le stazioni radiobase, utilizzate per le comunicazioni wireless, sono una presenza onnipresente nel panorama urbano moderno. Tuttavia, sorgono dubbi sulla loro conformità alle normative vigenti e sui potenziali rischi per la salute associati alle radiazioni elettromagnetiche emesse.

Secondo quanto riportato da alcuni cittadini e associazioni ambientaliste, diverse stazioni radiobase nel territorio di Rimini operano senza adeguati controlli e monitoraggi da parte delle autorità competenti, inclusa l'ARPAE. Questo solleva interrogativi sulla sicurezza e sull'impatto ambientale di tali strutture, nonché sul rispetto delle normative in materia.

Le preoccupazioni riguardano principalmente la possibile esposizione delle persone alle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle stazioni radiobase. Sebbene gli effetti a lungo termine di queste radiazioni siano ancora oggetto di dibattito scientifico, esiste un crescente consenso sulla necessità di monitorare attentamente e regolare l'esposizione a tali campi elettromagnetici, specialmente nelle aree densamente popolate.

La mancanza di un controllo efficace sulle stazioni radiobase può anche alimentare la diffidenza e l'insicurezza tra i residenti, che potrebbero sentirsi trascurati dalle autorità preposte alla tutela della salute pubblica e dell'ambiente.

Di fronte a queste accuse, l'ARPAE di Rimini è chiamata a rispondere e adottare misure concrete per garantire il rispetto delle normative e la sicurezza della popolazione. È fondamentale che vengano effettuati controlli regolari sulle stazioni radiobase esistenti e che vengano adottate politiche di monitoraggio più rigorose per garantire il rispetto delle normative ambientali e la tutela della salute pubblica.

Inoltre, è necessario un maggiore coinvolgimento e trasparenza da parte delle autorità locali nel comunicare con i cittadini riguardo alle questioni legate alle stazioni radiobase e alle misure adottate per affrontarle.

In conclusione, l'accusa rivolta all'ARPAE di Rimini riguardo alle stazioni radiobase senza controllo solleva importanti questioni riguardanti la sicurezza pubblica e la tutela dell'ambiente. È indispensabile un'azione tempestiva e efficace da parte delle autorità competenti per affrontare queste preoccupazioni e ristabilire la fiducia della comunità locale nella gestione e nella regolamentazione di tali infrastrutture.


Rilevazioni effettuate tramite l'App certificata Electrosmart



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