Vivere in Modo Naturale: ricerche scientifiche su medicina naturale, spiritualità, energia, piante, minerali, acqua, terra e benessere olistico.

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Arpae. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arpae. Mostra tutti i post

martedì 31 marzo 2026

​5G E LIMITI A 15 V/M: IL "VUOTO" TECNICO CHE LASCIA NUDI I DATORI DI LAVORO E I CITTADINI

 

5g e limiti

5G: INAIL e ISS ammettono assenza di studi sui 15 V/m. La palla passa ad ARPAV, ma la tutela dei lavoratori (D.Lgs 81/08) resta in capo al titolare.

Mentre l’Italia accelera sulla transizione digitale innalzando i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici (CEM) da 6 a 15 V/m (Legge 214/2023), emerge una verità inquietante: le istituzioni sanitarie e assicurative non possiedono studi sull’impatto di tale innalzamento. È quanto emerge dai dinieghi FOIA dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dell'INAIL, che ammettono ufficialmente di non avere documentazione scientifica che attesti l'assoluta assenza di ripercussioni sulla salute psico-fisica per questi nuovi livelli.

​La Trappola Giuridica del D.Lgs 81/08

​L'innalzamento dei limiti non è una "liberatoria" per i datori di lavoro, ma un potenziale aggravamento della loro responsabilità civile e penale. Secondo il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs 81/08):

  • Art. 209 (Valutazione dei Rischi): Obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi derivanti da esposizione a CEM. Se l'ISS non fornisce una "copertura scientifica", la valutazione del rischio diventa una responsabilità diretta del Datore di Lavoro, che non può più limitarsi a dire "sono a norma".
  • Art. 210 (Prevenzione): Impone misure tecniche e organizzative per ridurre al minimo l'esposizione.
  • Art. 211 (Lavoratori Fragili): Donne in gravidanza e portatori di pacemaker/protesi devono essere protetti specificamente. Le soglie di interferenza dei dispositivi cardiaci sono spesso molto inferiori ai 15 V/m, esponendo il lavoratore a rischi immediati.

​La Battaglia di Tutela Diritto Soggettivo e la Resistenza Ontologica

IL DINIEGO UFFICIALE INAIL: NESSUNA CERTEZZA SCIENTIFICA SUI 15 V/m

​Il documento parla chiaro: con nota del 7 giugno 2024, l'INAIL dichiara ufficialmente di non essere in possesso di documentazione che attesti l'assoluta certezza dell'assenza di rischi per la salute con i nuovi limiti a 15 V/m (Legge 214/2023).

  • Vuoto Documentale: L'ente ammette di non aver condotto studi specifici sull'impatto dei nuovi limiti 5G.
  • Responsabilità delegata: L'INAIL chiarisce che il controllo spetta alle ARPA regionali, lasciando però il Datore di Lavoro senza una base scientifica statale per la valutazione del rischio (D.Lgs 81/08).
  • Sicurezza a rischio: Se gli organi tecnici non hanno certezze, chi protegge davvero la salute dei lavoratori e dei cittadini?


In questo scenario di "silenzio istituzionale", la battaglia di Tutela Diritto Soggettivo si fonda su quella che definiamo Resistenza Ontologica. Non si tratta di un rifiuto ideologico della tecnologia, ma della difesa dell'essenza umana di fronte a processi che riducono l'individuo a un semplice "target di emissioni".

​La strategia proposta è la Cooperazione Proattiva:

  1. Smascheramento dell'Alibi: Portando prove tecniche (Allegati ISS/INAIL) ai decisori (Sindaci, Dirigenti), li si trasforma da semplici "burocrati" a "custodi" responsabili della salute pubblica.
  2. Soluzioni Tecnologiche Consapevoli: Proporre il Li-Fi (connessione tramite luce) come alternativa sicura e superiore al 5G per gli uffici e le scuole.
  3. Tutela Giuridica Circolare: Aggiornare il DVR (Documento Valutazione Rischi) includendo l'esposizione ambientale esterna come aggravante.

​Il Dovere della Vigilanza

​Il passaggio di competenze dall'INAIL alle ARPA regionali non deve essere un "gioco del cerino" sulla pelle dei cittadini. Se la legge alza la soglia ma gli organi tecnici ammettono l'assenza di studi certi, il principio di precauzione deve tornare al centro dell'azione amministrativa e datoriale. Ignorare il rischio stocastico (cronico) delle radiofrequenze a 26 GHz significa esporre il sistema Paese a un contenzioso legale senza precedenti.

Noi non fermiamo il futuro, ma reclamiamo un posto per l'uomo.

Segui la nostra battaglia e unisciti alla Resistenza Ontologica per la tutela dei tuoi diritti naturali.

Per approfondimenti e supporto tecnico, visita il forum di Alessandra Ghisla:

https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/forum/5g/

Salvatore Calleri Ufficio Stampa

Tutti i diritti sono riservati.

❤️ Sostienici con un caffè ❤️

Dona Ora con PayPal

venerdì 29 marzo 2024

Chi controlla il controllore delle antenne di telefonia mobile ARPAE?

ARPAE-EMILIA-ROMAGNA-RIMINI-CHI-CONTROLLA-IL-CONTROLLORE


Le antenne di telefonia mobile si ergono come moderne sentinelle, trasmettendo segnali vitali per la comunicazione in un mondo sempre più connesso. Tuttavia, dietro questa rete invisibile di comunicazioni si cela un aspetto spesso trascurato: il controllo delle emissioni elettromagnetiche che queste antenne generano.


Di Salvatore Calleri (NatMed Blogger e Divulgatore Scientifico)

In molti paesi, compresa l'Italia, il controllo delle emissioni elettromagnetiche è affidato all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAE). Tuttavia, sorge una questione cruciale: chi vigila sulle attività dell'ARPAE stessa? E quali sono gli interessi in gioco quando si tratta di monitorare le antenne di telefonia mobile?

Una delle criticità principali è il fatto che l'ARPAE spesso si muove per controllare le antenne solo su segnalazione. Ma chi sono coloro che effettuano tali segnalazioni? Non tutti dispongono di appositi rilevatori di onde elettromagnetiche, e spesso la preoccupazione per le emissioni nocive rimane latente nella mente di molti cittadini.

Inoltre, emerge un conflitto di interessi evidente: l'ARPAE, incaricata di controllare le emissioni elettromagnetiche, riceve finanziamenti dalle stesse compagnie di telefonia mobile per la locazione delle antenne. Questo solleva interrogativi sull'effettiva indipendenza dell'agenzia nel suo compito di supervisione.

Chi, dunque, controlla il controllore? Questa domanda assume un'importanza cruciale nella tutela della salute pubblica e dell'ambiente. È fondamentale garantire che l'ARPAE e le altre agenzie similari operino in modo trasparente e indipendente, senza essere influenzate da interessi commerciali.

Una possibile soluzione potrebbe essere l'introduzione di meccanismi di controllo e di vigilanza indipendenti, magari attraverso organismi civici o comitati di monitoraggio composti da esperti e rappresentanti della comunità locale. Inoltre, sarebbe opportuno rendere obbligatorio il monitoraggio periodico delle antenne di telefonia mobile, indipendentemente dalle segnalazioni ricevute.

La salute e il benessere dei cittadini non possono essere sacrificati sull'altare dei profitti delle compagnie di telefonia mobile. È giunto il momento di porre fine alle ambiguità e garantire un controllo efficace sulle emissioni elettromagnetiche, proteggendo così l'ambiente e la salute pubblica per le generazioni future.

❤️ Sostienici con un caffè ❤️

Dona Ora con PayPal

martedì 19 marzo 2024

L'ARPAE di Rimini sotto accusa: Stazioni radiobase senza controllo

 

ARPAE-RIMINI-STAZIONI-RADIOBASE-SENZA-CONTROLLO


Negli ultimi tempi, l'ARPAE di Rimini è finita sotto i riflettori a seguito di accuse di mancato controllo sulle stazioni radiobase presenti sul territorio.


Di Salvatore Calleri (NatMed) Blogger e Divulgatore Scientifico

Questo argomento, che coinvolge la sicurezza e la salute pubblica, ha suscitato preoccupazione tra i residenti e sollevato interrogativi sulla regolamentazione e l'effettiva sorveglianza di queste strutture.

Le stazioni radiobase, utilizzate per le comunicazioni wireless, sono una presenza onnipresente nel panorama urbano moderno. Tuttavia, sorgono dubbi sulla loro conformità alle normative vigenti e sui potenziali rischi per la salute associati alle radiazioni elettromagnetiche emesse.

Secondo quanto riportato da alcuni cittadini e associazioni ambientaliste, diverse stazioni radiobase nel territorio di Rimini operano senza adeguati controlli e monitoraggi da parte delle autorità competenti, inclusa l'ARPAE. Questo solleva interrogativi sulla sicurezza e sull'impatto ambientale di tali strutture, nonché sul rispetto delle normative in materia.

Le preoccupazioni riguardano principalmente la possibile esposizione delle persone alle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle stazioni radiobase. Sebbene gli effetti a lungo termine di queste radiazioni siano ancora oggetto di dibattito scientifico, esiste un crescente consenso sulla necessità di monitorare attentamente e regolare l'esposizione a tali campi elettromagnetici, specialmente nelle aree densamente popolate.

La mancanza di un controllo efficace sulle stazioni radiobase può anche alimentare la diffidenza e l'insicurezza tra i residenti, che potrebbero sentirsi trascurati dalle autorità preposte alla tutela della salute pubblica e dell'ambiente.

Di fronte a queste accuse, l'ARPAE di Rimini è chiamata a rispondere e adottare misure concrete per garantire il rispetto delle normative e la sicurezza della popolazione. È fondamentale che vengano effettuati controlli regolari sulle stazioni radiobase esistenti e che vengano adottate politiche di monitoraggio più rigorose per garantire il rispetto delle normative ambientali e la tutela della salute pubblica.

Inoltre, è necessario un maggiore coinvolgimento e trasparenza da parte delle autorità locali nel comunicare con i cittadini riguardo alle questioni legate alle stazioni radiobase e alle misure adottate per affrontarle.

In conclusione, l'accusa rivolta all'ARPAE di Rimini riguardo alle stazioni radiobase senza controllo solleva importanti questioni riguardanti la sicurezza pubblica e la tutela dell'ambiente. È indispensabile un'azione tempestiva e efficace da parte delle autorità competenti per affrontare queste preoccupazioni e ristabilire la fiducia della comunità locale nella gestione e nella regolamentazione di tali infrastrutture.


Rilevazioni effettuate tramite l'App certificata Electrosmart



❤️ Sostienici con un caffè ❤️

Dona Ora con PayPal