Mentre per anni ogni dubbio veniva liquidato come “disinformazione”, oggi molte delle questioni più controverse sulla gestione pandemica stanno entrando ufficialmente nelle sedi istituzionali. Le audizioni parlamentari, i documenti interni e le testimonianze raccolte nelle ultime settimane stanno alimentando un clima sempre più teso attorno alle decisioni prese durante l’emergenza sanitaria.
- L’Ammissione sui Vaccini: “Non fermavano l’epidemia”
Uno dei punti più delicati riguarda il ruolo attribuito ai vaccini Covid nella trasmissione del virus. Durante le recenti audizioni di maggio 2026, alcuni ex dirigenti di AIFA e membri del CTS avrebbero riconosciuto che l’efficacia sulla trasmissione non sarebbe stata verificata in modo completo prima dell’introduzione del Green Pass.
Secondo quanto emerso, la Commissione starebbe ora acquisendo documentazione interna e verbali tecnici per comprendere quali informazioni fossero realmente disponibili al momento delle decisioni politiche.
Il nodo centrale è semplice: se il vaccino non impediva in modo certo il contagio, su quali basi è stato costruito un sistema che limitava lavoro, spostamenti e vita sociale?
- Il “Dossier Pfizer” e gli AESI
Al centro dell’inchiesta compare anche il cosiddetto report Pfizer 5.3.6, documento già discusso a livello internazionale per la presenza degli AESI (“Adverse Events of Special Interest”), cioè eventi avversi di particolare interesse clinico.
Tra gli eventi monitorati figuravano problematiche cardiache, neurologiche e respiratorie rare.
La domanda che ora viene posta da diversi osservatori è la seguente: tali informazioni furono comunicate in maniera sufficientemente chiara nei consensi informati del 2021?
La Commissione starebbe valutando se vi siano stati limiti nella trasparenza comunicativa verso la popolazione, soprattutto nei confronti delle fasce più giovani.
- “Morti con” o “Morti per” Covid?
Un altro fronte estremamente delicato riguarda la classificazione dei decessi.
Le audizioni che coinvolgono figure come Giuseppe Ippolito stanno riaprendo il dibattito sui criteri utilizzati durante l’emergenza.
Secondo alcune ricostruzioni discusse in Commissione, i parametri adottati avrebbero mantenuto una classificazione molto ampia dei decessi Covid-correlati, contribuendo a rafforzare la percezione della gravità generale della pandemia.
Per i critici della gestione emergenziale, questo avrebbe avuto un impatto diretto sulla giustificazione di lockdown, restrizioni e misure straordinarie.
- Comunicazioni interne e gestione del dissenso
Uno degli aspetti più controversi riguarda le comunicazioni interne tra apparati istituzionali e vertici sanitari.
Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, la Commissione starebbe esaminando chat e scambi nei quali emergerebbero preoccupazioni legate alla gestione dell’opinione pubblica e al contenimento del dissenso.
In particolare, si parlerebbe di strategie comunicative finalizzate a evitare la crescita dell’“esitazione vaccinale” e a isolare mediaticamente posizioni considerate scomode.
Se confermate integralmente, queste rivelazioni potrebbero aprire un enorme dibattito sul rapporto tra informazione, politica e libertà di espressione durante l’emergenza.
- Contratti secretati e miliardi spesi
Dopo le anticipazioni della trasmissione Report, anche la Commissione starebbe approfondendo il tema dei contratti segreti Pfizer.
L’attenzione è rivolta in particolare alle clausole di riservatezza, alle penali e agli accordi per l’acquisto di milioni di dosi poi inutilizzate.
Secondo quanto discusso nelle audizioni, parte delle forniture opzionate fino al 2026 verrebbero ancora pagate pur essendo destinate alla distruzione.
Nel mirino ci sono anche le clausole di limitazione della responsabilità civile delle aziende produttrici, considerate da alcuni osservatori un precedente senza eguali.
- Il Caso Lombardia e il Piano Pandemico
Infine, le indagini stanno affrontando una questione strutturale: perché il piano pandemico italiano non sarebbe stato aggiornato per anni?
Diversi funzionari ascoltati in Commissione avrebbero riconosciuto che l’Italia si trovò impreparata sul piano organizzativo e logistico.
Secondo alcune interpretazioni emerse durante le audizioni, invece di investire sulla preparazione sanitaria preventiva, si sarebbe scelto di intervenire principalmente attraverso restrizioni sociali e limitazioni dei diritti individuali.
STATO DELL’INCHIESTA – MAGGIO 2026
La Commissione starebbe ora incrociando contratti, verbali interni, comunicazioni istituzionali e testimonianze raccolte nelle ultime settimane. Tra i nomi ascoltati figura anche Giuseppe Di Salvo, convocato per affrontare il tema della legittimità delle sospensioni lavorative durante il periodo emergenziale.
I prossimi passaggi potrebbero concentrarsi sui rapporti tra Ministero, EMA e aziende farmaceutiche, oltre che sulla catena decisionale che portò all’introduzione delle misure più controverse.
La richiesta di trasparenza continua a crescere, mentre documenti, verbali e comunicazioni interne stanno riportando sotto i riflettori una delle fasi più controverse della storia recente italiana.
Ufficio Stampa -
Corrado Cianchino PhD



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