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giovedì 3 gennaio 2019

Enzima virus trovato nel vaccino MMR

Enzima virus trovato nel vaccino MMR

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domenica 30 dicembre 2018

Vaccini, c’è relazione statistica con autismo. Dal Canada agli USA il caso si riapre, i documenti



Vaccini, c’è relazione statistica con autismo. Dal Canada agli USA il caso si riapre, i documenti

Per quanto riguarda l’argomento vaccini è davvero strano come le notizie che vengono passate dai media più o meno seri non prendano in considerazione tutti gli studi a disposizione, anche quelli che pongono dei problemi legati alla salute dei bambini.

  

Aumento dell’autismo

Genetica? Maggiore capacità di diagnosi? Molte le ipotesi, inclusa quella che lega l’aumento delle percentuali dell’autismo ai vaccini. L’aumento riguarda molte aree del pianeta con una media stimata nei paesi sviluppati che si aggira intorno all’1,5% l’anno. Uno degli stati che presenta un tasso da capogiro è il Canada che nel 2018 conta un caso ogni 66 bambini.

Più bambini autistici dove c’è maggiore copertura vaccinale

Il Governo canadese ha anche rilasciato un importante documento mutuato dal National ASD Surveillance System che è preposto ad individuare il numero di giovani con diagnosi di autismo nelle regioni e nel tempo.
Il rapporto ha mostrato come aumenti costanti di autismo dal 2003 siano differenti tra le varie regioni del Canada. Perché in alcune regioni ci sono più casi di autismo?
I numeri mostrano come la prevalenza di autismo è più alta nelle province canadesi che hanno anche la più alta copertura vaccinale.
Il NASS ha raccolto dati provenienti dalle varie province su bambini dai 5 ai 17 anni con diagnosi confermata: British Columbia, New Brunswick, Terranova e Labrador, Nuova Scozia, Isola del Principe Edoardo, Quebe, Yukon.
I dati mostrano come nei territori di Terranova e Labrador nel 2015 era un bambino su 55 ad avere diagnosi di autismo, nel Prince Edward Island uno su 59, nel Quebec uno su 65, nello Yukon uno su 125.
Sorprendenti anche i tassi di crescita dell’autismo, nell’età compresa tra i 5 e i 14 anni dal 2003 al 2015 (per Newsfondland e Labrador dal 2003 al 2009)
erranova e Labrador: da 6 a 19.6 per 1.000 (aumento del 227%)
Isola del Principe Edoardo: da 5 a 17.7 per 1.000 (aumento del 254%)
Quebec: da 3,5 a 15,7 per 1.000 (aumento del 349%)

Rapporto tra vaccini ed autismo

A scoprire un possibile rapporto tra vaccini e autismo è stato uno zelante operatore sanitario della Columbia Britannica: la prevalenza di autismo è più alta nelle province canadesi che hanno anche la più alta copertura vaccinale. Questa prova proviene da un sondaggio del 2013 realizzato dalla stessa agenzia di sanità pubblica del Canada, che ha esaminato la copertura vaccinale per provincia / territorio e il tipo di vaccino (vedi tabella divulgata da worldmercuryproject.org). Il sondaggio ha mostrato che la copertura entro i due anni era generalmente inferiore (con poche eccezioni) nel territorio dello Yukon rispetto alle tre province in cui il tasso di autismo è più alto. Per Terranova / Labrador e Quebec, la differenza percentuale nella copertura vaccinale era ovunque da cinque a quindici punti percentuali in più rispetto allo Yukon.










Pura casualità?

I dati in questione dovrebbero bastare a mettere sul piatto dei Governi dei paesi in cui il fenomeno autismo sta dilagando in modo preoccupante dei seri studi per individuarne anche le relazioni diretta di causa effetto, oltre a quelle statistiche.

Associazione medici e chirurghi americani ritengono necessari ulteriori indagini

A dare vigore alla relazione tra vaccino MMR e autismo è l’associazione di medici e chirurghi americani riferendosi allo studio già avviato nel 2001 che mostrava un aumento del tasso di diagnosi di autismo dopo aver ricevuto il primo vaccino contro morbillo-parotite-rosolia prima dei 36 mesi di età, rispetto a quanti lo ricevevano in seguito.
Lo studio, come ben noto, è stato falsato dal CDC per aver escluso dalle statistiche alcuni bambini in base al certificato di nascita, riducendo la dimensione del campione di circa il 40% e facendo perdere il suo significato statistico. Secondo qualcuno, una vera e propria frode ai danni della salute pubblica.
L’alterazione dei dati è stata resa nota grazie ad un informatore del CDC (Centers for Disease Control and Prevention ) che aveva conservato le analisi originali prima che venissero distrutte al fine di occultare dati indesiderati.
Il dottor Brian Hooker (assistant professor of biology at Simpson University in Redding, Calif.) ha scritto un articolo sul numero invernale del Journal of American Physicians and Surgeons, affermando di aver rianalizzato lo stesso set di dati, includendo anche quel campione di bambini che era stato escluso.
In questo modo, il tasso di autismo è aumentato in modo allarmante, mostrando come sia del 25% più alto per i bambini neri e per i ragazzi in genere rispetto alle ragazze e mettendolo in relazione con il vaccino incriminato. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa americana APNews.
Secondo il dottor Hooker, il riesame dei dati fa concludere che il caso di relazione tra vaccini e autismo meriterebbe maggiori approfondimenti e che l’alterazione dei dati statistici ha fatto perdere una importante occasione di indagine sul dilagare dell’autismo.
Ricordiamo che la pubblicazione è avvenuta nel Journal of American Physicians and Surgeons, pubblicato dall’Association of American Physicians and Surgeons (AAPS) , un’organizzazione nazionale che rappresenta i medici in tutte le specialità dal 1943. 

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Benvenuti nel Nostro Glorioso NeoMedioevo Scientista



La scienza è fondata sul dubbio. Senza il dubbio, saremmo ancora tutti convinti che il sole giri intorno alla terra. 

I primi a introdurre il metodo scientifico furono considerati dei matti e perseguitati come eretici, perché mettevano in discussione le “verità consolidate” al tempo vigenti. Furono ridicolizzati, emarginati, perseguitati, condannati e non di rado anche uccisi, nel roboante applauso delle folle.

Mille anni più tardi, abbiamo gli “scientisti”: persone di ogni età, estrazione sociale e livello di cultura formale che riducono la scienza ad una religione, una patologica caricatura di se stessa. Condividono e promuovono una fede cieca in qualcosa che definiscono “verità scientifica”, considerano matti e perseguitano come eretici tutti coloro che su di essa avanzano dei dubbi e li mettono in discussione. In questa nuova e triste religione, i medici e gli scienziati che difendono l'ortodossia diventano altrettanti profeti e vescovi, con masse di penitenti che demandano a questi loro nuovi sacerdoti la salvezza dei loro corpi e delle loro anime. 
Dai pulpiti televisivi i nuovi predicatori annunciano le pestilenze infernali: 
"L'aviaria vi colpirà, la peste suina cadrà su di voi, il morbillo ucciderà i vostri figli partendo da Disneyland e arrivando fino a Gardaland!" E in coro rispondono le masse: “Difendici dall'epidemia, oh gloriosa Scienza Ufficiale! Dacci oggi le nostre pillole colorate, allontana da noi queste terribili malattie, vaccina i nostri figli appena nati prima che il batterio luciferino entri in loro”. Ora come allora, i medici e gli scienziati che pongono dubbi all'ortodossia vengono considerati traditori ed eretici; radiati, emarginati, derisi nel roboante applauso delle folle esattamente come mille anni or sono.

Non è un mistero perché la scienza sia stata corrotta fino a trasformarsi in questa triste religione: pochissime persone hanno il coraggio di affrontare la responsabilità di esistere. 
L'idea che ci sia qualcuno, qualcosa, che dia un ordine all'esistenza è una consolazione enorme, archetipica. 
I bambini la cercano fisiologicamente nei genitori e, benché crescendo anagraficamente, la maggior parte degli individui non riesce a superare tale condizione. 
Per questo le religioni accompagnano da sempre la nostra specie, forniscono il surrogato necessario: un genitore celeste, estraneo ad errori e fraintendimenti, che ci rassicuri in massa dal terrore del vuoto. 
Quando però le religioni sfumano, le credenze si sgretolano, come è avvenuto negli ultimi mille anni, ecco che lo “scientismo” offre nuove sponde cui aggrapparsi. Un nuovo, freddo e rigoroso - ma perlomeno apparentemente solido - ordine esistenziale che plachi il terrore dello smarrimento.
Il medioevo ci ha raggiunti di nuovo, sostituendo il saio con un camice da laboratorio, la gogna fisica con quella mediatica, la bibbia con i “dati ufficiali”, le chiese con i media.
I nuovi sacerdoti e inquisitori, medici e scienziati “di sistema”, difendono l'ortodossia scientista con la stessa arroganza, la medesima ottusa spietatezza dei loro predecessori, ma con regole e liturgie rinnovate. Le masse di spaventati, furiosi, manovrati, sfruttati e del tutto inconsapevoli fedeli, invece, sono sempre le stesse.

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giovedì 27 dicembre 2018

Vaccini: dentro le fiale schifezze più immonde, ma manca principio attivo Rosolia. Problema di salute pubblica, annunciati esposti ai NAS


Vaccini: dentro le fiale schifezze più immonde, ma manca principio attivo Rosolia. Problema di salute pubblica, annunciati esposti ai NAS

Un vero e proprio terremoto sulla questione vaccini, al momento solo mediatico, a seguito della pubblicazione dei dati di uno studio scientifico da parte del Corvelva, associazione di genitori che ha avviato delle analisi indipendenti e non viziate da altri interessi se non la volontà di sapere cosa c’è dentro le fialette che vengono somministrate ai bambini di tutto il mondo.



Dai diserbanti ai pesticidi

Secondo le anticipazioni dello studio commissionato dal Corvelva, dentro le fialette del Piorix Tetra, quadrivalente contro morbillo, rosolia, parotite e varicella, troviamo  tracce che probabilmente si possono associare all’antiepilettico Vigabatrin, ad un farmaco sperimentale anti-HIV, ad antibiotici, diserbanti, erbicidi, acaricidi, metaboliti della morfina, al Sildenafil (Viagra), all’antiepilettico Gabapentin e l’antimalarico Atovaquone. Questi solo per citarne alcune.
Le sostanze elencate sopra non sono che la punta dell’iceberg di quello che viene iniettato ai bambini, Infatti, sempre all’interno di queste fialette sono stati trovati campioni di virus mutanti per ciascun virus attenuato. Attenzione, perché le varianti genetiche degli antigeni vaccinali potrebbero alterare significativamente sia la sicurezza del vaccino, che la sua efficacia. Che tradotto significa: sottopongo mio figlio ad un rischio non indifferente somministrandogli sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene, per non aver alcun risultato nella protezione contro le malattie per le quali lo sto vaccinando.

DNA fetale in grossi quantitativi

E qui entriamo nell’ultima fase divulgata dell’analisi degli studi che hanno confermato la presenza di DNA fetale in grossi quantitativi, circa 325 volte superiore al limite massimo di 10 nanogrammi e ben 325mila volte superiore al limite minimo di 10 picogrammi.
A ciò si aggiunge che le dimensioni del DNA contenuto nel citato vaccino ha un peso molecolare di 20.000/60.000 bp. “Questo significa – scrive il Corvelva – sostanzialmente che non vi sono all’interno di questo farmaco frammenti di DNA, ma interi filamenti, con presenza dunque di genoma intero.”

Non c’è presenza del genoma del virus della Rosolia

Qui ci troviamo, se i dati saranno confermati, nel paradosso più estremo. Per evitare qualsiasi possibile fraintendimento, riportiamo le esatte parole del comunicato Corvelva sulla questione: “all’interno del vaccino Priorix Tetra non è stata rilevata la presenza del virus della rosolia, tranne in un lotto, ma il quantitativo era così minimo da rendere dubbio che dia immunizzazione.” Insomma, vaccino mio figlio contro la rosolia, ma in realtà non sarà immunizzato perché all’interno della fialetta non c’è traccia del virus specifico. Inoltre, la difficoltà nel rintracciare il virus della rosolia, ha costretto gli scienziati ad utilizzare una metodica ad alta sensibilità che ha portato all’isolamento di decine di virus e retrovirus, “taluni – scrivono dal Corvelva – potenzialmente cancerogeni, funghi lieviti e batteri”.

La risposta dell’AIFAM

L’AIFAM, ricordiamo, è l’agenzia italiana del farmaco che ha il compito, tra gli altri, di vigilare sulla sicurezza dei vaccini. Pertanto si è sentita chiamata in causa da queste ricerche. Ieri ha risposto ad un articolo pubblicato dal quotidiano “Il Tempo” che aveva dato spazio alle ricerche del Corvelva. L’Agenzia ha risposto che “prima della distribuzione sul mercato, ogni singolo lotto è sottoposto a un ulteriore doppio controllo effettuato, in modo indipendente, sia dall’azienda produttrice che da una rete internazionale di laboratori accreditati, a loro volta controllati da altri enti (in Italia l’Istituto Superiore di Sanità). Solo i lotti che superano positivamente tali controlli possono essere commercializzati.”
Inoltre, ha scritto l’AIFA, “i metodi di analisi utilizzati per verificare la qualità dei vaccini e la presenza di eventuali contaminanti devono essere certificati e conformi alle procedure e ai requisiti condivisi a livello europeo e internazionale sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili.”

La replica della d.ssa Loretta Bolgan

Si tratta di una dottoressa in chimica  e tecnologie farmaceutiche, con un dottorato alla Harward medical Scholl di Boston che è stata, tra le altre cose, consulente scientifica sulle vaccinazioni militari per per la Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano
impiegato in missioni militari all’estero. La dottoressa collabora con il Corvelva da quasi 15 anni.

La dottoressa ha risposto all’AIFA, sottolineando che le analisi commissionate dal Corvelva non hanno lo scopo di effettuare un controllo per il rilascio di un lotto di vaccini e “non ha chiesto di utilizzare metodiche validate per le analisi dei lotti, come invece devono fare i produttori, i laboratori accreditati e l’ISS (Istituto Superiore Sanita ndr.).”
“Quella che si sta conducendo – scrive – è una semplice indagine che si fa nella fase iniziale dello sviluppo di un vaccino, cioè di screening. AIFA non puó richiedere metodi accreditati per il rilascio del lotto, perchè sarebbero necessari anni per validarli, e fuori del nostro proposito che non è quello di diventare un ente certificatore del rilascio dei lotti, tanto più che non vengono utilizzate le metodiche previste in farmacopea europea per le analisi dei vaccini, ma metodiche di ultima generazione, non ancora acquisite in farmacopea per questo scopo.”
Per quanto riguarda le affermazioni sull’impossibilità di prendere in considerazione tali risultati perché non “validati” dalla comunità scientifica”, la dottoressa così risponde. “Ritengo del tutto evasiva ai nostri quesiti la gravissima affermazione di non prendere in considerazione i risultati presentati perchè non revisionati dalla comunità scientifica… i metodi sono già riportati nella letteratura allegata ai report, e comunque qui stiamo parlando di non conformità che esulano dalla valutazione come ricerca scientifica perchè hanno un impatto sulla salute pubblica. Spesso vengono ritirati medicinali dal mercato perchè non conformi e non mi risulta che sia richiesta alcuna pubblicazione, si ritirano i campioni e si analizzano”
“Direi – conclude – che qui la questione prima che scientifica è di sicurezza per la salute, e se da un lato le pubblicazioni sono in corso e seguiranno l’iter ortodosso per le peer review, dall’altro non è eticamente corretto aspettare la pubblicazione con peer review quando c’è anche il solo sospetto che un farmaco di largo utilizzo, somministrato su popolazione pediatrica sana e anche malata alla nascita, possa arrecare un danno per la salute.”

Come saranno utilizzati i dati raccolti dal Corvelva?

A darcene un’idea l’autore dell’articolo pubblicato sul quotidiano “Il Tempo”, Francesco Bechis, che inserendo una nota in calce alla missiva dell’AIFA pubblicata in risposta alla ricerca del Corvelva, anticipa che l’Ordine dei biologi, che ha partecipato finanziariamente allo studio, ha annunciato esposti anche alla magistratura e ai Nas.

Interesse per lo studio arriva dagli Stati Uniti

Nel frattempo, lo staff di Robert Kennedy ha chiesto all’associazione Corvelva di diventare “affiliate publisher and coalition partner” del sito dell’associazione “Children’s Health Defense”. Come noto, Robert Kennedy è in prima linea per garantire vaccini puliti ai bambini. Tra le vittorie di quest’ultimo, la confessione dell’assenza di controlli da parte delle autorità statunitense preposte sui vaccini da 32 anni.
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