Dalla Medicina Veterinaria all’Oncosoppressione: Analisi Biochimica di una Nuova Frontiera Terapeutica
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica indipendente e numerosi studi preclinici hanno acceso i riflettori su molecole storicamente utilizzate in ambito parassitologico, rivelandone proprietà farmacologiche inaspettate. Ivermectina e Fenbendazolo non sono più considerati solo semplici antielmintici, ma vengono studiati come potenti modulatori metabolici e potenziali agenti oncosoppressori.
1. Ivermectina: Il Modulatore del Microambiente Cellulare

Ivermectina e Fenbendazolo non sono più considerati solo semplici antielmintici, ma vengono studiati come potenti modulatori metabolici e potenziali agenti oncosoppressori.

L'Ivermectina agisce attraverso una rete complessa di segnali intracellulari, agendo come uno "scudo" che destabilizza l'omeostasi delle cellule maligne:
Inibizione del segnale WNT-TCF: Frena attivamente la proliferazione delle cellule staminali tumorali.
Blocco del Trasporto Nucleare: Inibendo il complesso importina α/β, impedisce alle proteine vitali di entrare nel nucleo della cellula danneggiata, bloccandone la comunicazione.
Risveglio Immunitario: Agisce sui recettori P2X4 e P2X7, facilitando il riconoscimento delle cellule anomale da parte del sistema immunitario dell'ospite.
Inibizione Mitocondriale: Sopprime la respirazione delle cellule maligne, portandole a uno stato di crisi energetica che culmina nell'apoptosi (morte programmata) e nell'autofagia.
2. Fenbendazolo: L'Inibitore Metabolico di Precisione
Il Fenbendazolo esprime un'azione citotossica selettiva che ricorda da vicino i meccanismi di alcuni chemioterapici di sintesi, ma con un profilo di target differente:
Disruzione dei Microtubuli: Interferisce con la polimerizzazione della tubulina, impedendo la divisione cellulare delle cellule a rapida crescita.
Blocco del Nutrimento (Effetto Warburg): Inibisce l'assorbimento del glucosio e la glicolisi, togliendo al tumore la sua fonte primaria di energia.
Attivazione della p53: Stimola il cosiddetto "guardiano del genoma", il gene oncosoppressore p53, che identifica e distrugge le cellule con DNA instabile.
Induzione di ROS: Aumenta lo stress ossidativo intracellulare, portando alla sottoregolazione delle proteine anti-apoptotiche come la Bcl-2.
3. Protocolli e Dosaggi: Una Guida Tecnica
La letteratura scientifica e le esperienze cliniche emergenti suggeriscono che l'efficacia di queste molecole sia strettamente legata al peso corporeo e alla frequenza di somministrazione.
Come evidenziato dalle tabelle di riferimento, il dosaggio viene modulato tra livelli "Low", "Mid" e "High" per adattarsi alla risposta individuale, spesso supportato da nutrienti sinergici come:
Curcumina e Quercetina (per l'azione antinfiammatoria).
Vitamina E e CBD (per la protezione cellulare e la gestione dello stress ossidativo).
La Sovranità Biologica come Scelta Attiva
La comprensione di questi meccanismi non rappresenta solo un avanzamento biochimico, ma un invito alla sovranità biologica. Uscire dai protocolli standardizzati per esplorare molecole dal potenziale inespresso significa riprendere il controllo della propria salute attraverso la conoscenza e l'evidenza scientifica.
Coordinamento editoriale: Salvatore Calleri – Ufficio Stampa - Analisi scientifica: Dr. Corrado Cianchino Ph.D
.webp)

Nessun commento:
Posta un commento