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lunedì 17 agosto 2026

L’Eredità del COVID e le Ammissioni della Scienza: Cosa Rivelano i Verbali e i Diari di Anthony Fauci

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A distanza di anni dall'inizio della crisi pandemica, la gestione dell'emergenza COVID-19 continua a essere oggetto di analisi, contestazioni e revisione critica.

La pubblicazione delle memorie di Anthony Fauci, le audizioni davanti al Congresso degli Stati Uniti, la documentazione relativa alle politiche di distanziamento e mascheramento, i contratti europei per l'acquisto dei vaccini e i successivi dati sulla sicurezza e sull'efficacia dei prodotti hanno contribuito a riportare sotto esame alcune decisioni assunte durante gli anni più drammatici della pandemia.

Non si tratta necessariamente di sostenere che ogni misura adottata fosse priva di fondamento. Il punto centrale è un altro: distinguere ciò che era realmente dimostrato scientificamente al momento della decisione da ciò che fu invece adottato sulla base di modelli, valutazioni prudenziali, evidenze preliminari o decisioni amministrative successivamente sottoposte a revisione.

È proprio questa distinzione che oggi consente di rileggere alcuni degli episodi più controversi della gestione pandemica.

1. Anthony Fauci e le audizioni del Congresso americano

Nel 2024 Anthony Fauci è stato ascoltato dalla Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

Le trascrizioni ufficiali delle audizioni sono oggi disponibili pubblicamente.

Il passaggio più discusso riguarda certamente la distanza dei sei piedi, corrispondenti a circa 1,8 metri.

Durante l'intervista trascritta del 2024, Fauci dichiarò di non ricordare una specifica discussione scientifica che avesse stabilito perché dovessero essere sei piedi anziché cinque, tre o dieci.

Alla domanda sulla presenza di studi a sostegno della distanza di sei piedi, rispose di non essere a conoscenza di studi che la dimostrassero direttamente attraverso una sperimentazione controllata. Nella trascrizione compare la sua espressione secondo cui la regola "sort of just appeared".

Il punto merita però una precisazione.

Nella successiva audizione pubblica, Fauci spiegò che con quella frase non intendeva affermare che la distanza fosse stata inventata senza alcuna motivazione epidemiologica. Precisò che la raccomandazione proveniva dal CDC e che si basava, secondo la ricostruzione fornita, sulle conoscenze allora disponibili sulla trasmissione attraverso le droplets. Aggiunse inoltre che successivamente era emerso un ruolo importante della trasmissione tramite aerosol.

Questa precisazione è fondamentale: ciò che emerge dalle audizioni non è necessariamente che il distanziamento fosse "privo di qualsiasi fondamento", ma che la specifica soglia dei sei piedi non derivava da uno studio clinico controllato che avesse confrontato direttamente sei piedi con altre distanze.

È una differenza scientificamente importante.

2. Le mascherine e il problema dell'evidenza disponibile

Un altro punto affrontato durante le audizioni riguarda l'utilizzo delle mascherine nei bambini.

Fauci dichiarò di non ricordare specificamente quali studi avesse esaminato prima dell'introduzione delle raccomandazioni relative al mascheramento dei bambini.

Anche in questo caso occorre distinguere due questioni differenti:

l'efficacia teorica o biologica delle mascherine;

l'efficacia concreta di una politica di mascheramento generalizzato nella popolazione pediatrica.

Sono infatti domande scientifiche differenti.

Una misura può avere una plausibilità biologica senza che ogni sua modalità concreta di applicazione sia stata precedentemente verificata attraverso studi randomizzati.

Il dibattito successivo ha inoltre riguardato gli effetti indiretti del mascheramento prolungato sui bambini, compresi comunicazione, apprendimento e interazione sociale.

Questo non significa automaticamente che il mascheramento abbia causato danni generalizzati alla popolazione pediatrica, ma dimostra perché l'analisi retrospettiva delle politiche adottate durante l'emergenza rimane scientificamente e politicamente rilevante.

3. Il problema della comunicazione scientifica durante l'emergenza

Uno degli aspetti più interessanti della vicenda Fauci riguarda la differenza tra "ciò che la scienza sapeva" e "ciò che veniva comunicato al pubblico".

La scienza procede normalmente attraverso ipotesi, dati preliminari, revisioni, errori, correzioni e aggiornamenti.

Durante una pandemia, tuttavia, le autorità devono prendere decisioni prima che siano disponibili dati definitivi.

Questo crea un problema inevitabile: una decisione presa nel 2020 sulla base delle informazioni disponibili nel 2020 non può essere valutata soltanto utilizzando le conoscenze acquisite nel 2022 o nel 2024.

Ma esiste anche il problema opposto.

Quando un'ipotesi viene comunicata al pubblico come certezza assoluta, diventa molto più difficile correggerla successivamente senza perdere credibilità.

È questo uno degli insegnamenti più importanti che emergono dalla rilettura della pandemia.

4. Vaccini: prevenzione della malattia grave e trasmissione non sono la stessa cosa

Un'altra questione centrale riguarda la funzione dei vaccini contro COVID-19.

Durante la prima fase della campagna vaccinale, l'efficacia dei vaccini nel prevenire COVID-19 sintomatico e, soprattutto, la malattia grave rappresentò uno degli elementi fondamentali delle strategie sanitarie.

Successivamente divenne evidente che la protezione contro l'infezione e la trasmissione non era assoluta e poteva diminuire nel tempo e cambiare significativamente con l'emergere di nuove varianti.

Già nel 2021 il CDC documentava la presenza di breakthrough infections e sottolineava che la trasmissione di SARS-CoV-2 continuava anche in presenza di una significativa copertura vaccinale.

Questo non significa che i vaccini fossero inefficaci.

Significa che bisogna distinguere almeno tre obiettivi diversi:

prevenire l'infezione;

ridurre la trasmissione;

ridurre la malattia grave, l'ospedalizzazione e il decesso.

Confondere questi tre obiettivi ha contribuito a rendere particolarmente acceso il dibattito pubblico.


5. Il Green Pass e il rapporto tra vaccinazione e vita sociale

Questa distinzione assume particolare importanza quando si passa dalla medicina alla politica sanitaria.

In Italia il certificato verde COVID-19 venne utilizzato come strumento per regolare l'accesso a determinate attività, luoghi e contesti lavorativi.

Il dibattito giuridico sulla legittimità delle misure è stato molto intenso.

La Corte costituzionale, nelle sentenze del 2023 relative agli obblighi vaccinali, ha ritenuto non irragionevoli e non sproporzionate determinate misure adottate dal legislatore alla luce della situazione sanitaria e delle conoscenze scientifiche disponibili all'epoca.

Questo punto va riportato integralmente perché è importante anche per una critica seria: il fatto che oggi si possano mettere in discussione alcune scelte scientifiche o politiche non significa che quelle misure siano state automaticamente dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.

La questione, quindi, rimane aperta soprattutto sul piano della valutazione politica, scientifica e storica delle proporzionalità delle singole misure.


6. Gli effetti avversi: il caso della miocardite


vaccini e pericardite


Uno degli aspetti che oggi è impossibile negare è l'esistenza di alcuni eventi avversi rari associati ai vaccini anti-COVID.

Il CDC riconosce un'associazione causale tra vaccini mRNA e miocardite/pericardite, soprattutto negli adolescenti e nei giovani adulti di sesso maschile, con maggiore frequenza nei giorni successivi alla seconda dose.

Anche l'EMA riconosce miocardite e pericardite come eventi molto rari associati a Comirnaty e Spikevax, osservati più frequentemente dopo la seconda dose e nei giovani maschi.

Questo rappresenta un esempio particolarmente interessante di come la farmacovigilanza funzioni nel tempo.

Un rischio può essere molto raro e contemporaneamente essere reale.

Riconoscere l'esistenza di un evento avverso non significa sostenere che il vaccino sia complessivamente inefficace o pericoloso per tutti.

Significa riconoscere che ogni trattamento medico deve essere valutato attraverso il rapporto rischio-beneficio individuale e di popolazione.

7. Contratti europei e trasparenza

Anche sul fronte economico e amministrativo esistono documenti ufficiali che meritano attenzione.

La Commissione europea ha stipulato accordi per un portafoglio complessivo che arrivava fino a circa 4,2 miliardi di dosi di vaccino. Per BioNTech-Pfizer, gli accordi arrivarono a 2,4 miliardi di dosi.

La stessa Commissione ha ammesso che i contratti contenevano informazioni mantenute riservate per ragioni commerciali e che al pubblico erano stati messi a disposizione contratti con parti oscurate.

La questione della trasparenza non è quindi una teoria.

È documentato ufficialmente che alcuni elementi dei contratti non siano stati resi pubblici integralmente.

Nel 2024 il Tribunale dell'Unione europea si è occupato proprio dell'accesso ai documenti relativi ai contratti per i vaccini. La controversia riguardava, tra le altre cose, l'accesso a informazioni non oscurate relative agli accordi con Pfizer-BioNTech, Moderna e Janssen.

Il problema della trasparenza istituzionale rimane pertanto una questione concreta e documentata.

8. Quanti vaccini furono acquistati?

I numeri sono impressionanti.

La Commissione europea aveva costruito un portafoglio di vaccini potenzialmente superiore alle necessità immediate della popolazione europea, proprio per garantire disponibilità durante una situazione epidemiologica estremamente incerta.

La strategia può essere interpretata come una forma di assicurazione contro il rischio: acquistare più candidati e più dosi per evitare di trovarsi senza vaccini efficaci.

Ma questa strategia produce inevitabilmente una seconda domanda:

quanto è costata questa assicurazione?

E soprattutto:

quanto efficacemente è stata gestita quando la situazione epidemiologica è cambiata?

Nel 2023 la Commissione e BioNTech-Pfizer modificarono il contratto esistente proprio per ridurre le quantità originariamente previste, trasformando parte delle dosi in ordini opzionali e prolungando il periodo di consegna fino a quattro anni.

Questa modifica rappresenta un elemento concreto della revisione della strategia iniziale.

9. Le osservazioni della Corte dei conti europea

La Corte dei conti europea ha esaminato il sistema di approvvigionamento dei vaccini COVID-19.

Nel rapporto speciale 19/2022 ha concluso che l'UE era riuscita a garantire un numero sufficiente di dosi dopo le difficoltà iniziali, ma ha evidenziato che il processo non era stato valutato sufficientemente sotto il profilo delle prestazioni e della gestione dei rischi.

Tra le criticità individuate vi erano le difficoltà della produzione e della catena di approvvigionamento e il fatto che la Commissione non avesse pienamente analizzato tali problematiche prima della firma della maggior parte dei contratti.

Questo elemento è particolarmente interessante perché proviene da un organismo ufficiale di controllo finanziario dell'Unione europea e non da una fonte politica o da un movimento di opposizione.

10. La questione dei conflitti di interesse

La pandemia ha inoltre riportato al centro dell'attenzione il rapporto tra istituzioni pubbliche, ricercatori e industria farmaceutica.

Quando miliardi di euro di risorse pubbliche vengono utilizzati per acquistare medicinali e vaccini, la trasparenza sulle procedure decisionali, sui rapporti finanziari, sulle negoziazioni e sulle eventuali incompatibilità diventa essenziale.

La stessa Commissione europea indica tra i criteri utilizzati nelle negoziazioni anche la responsabilità legale, i costi e gli aspetti relativi alla produzione.

Il problema, quindi, non consiste semplicemente nel chiedersi se "Big Pharma" abbia guadagnato.

È evidente che le aziende produttrici abbiano avuto enormi interessi economici.

La domanda scientificamente e istituzionalmente più seria è invece un'altra:

quali meccanismi di controllo sono stati utilizzati per garantire che l'interesse commerciale non influenzasse impropriamente le decisioni di sanità pubblica?

11. Fauci, la ricerca e il laboratorio di Wuhan

Un altro capitolo fondamentale riguarda le origini del SARS-CoV-2 e i finanziamenti alla ricerca sui coronavirus.

La questione è stata oggetto di audizioni, inchieste parlamentari e documenti scientifici per anni.

È importante però non trasformare una controversia documentata in una certezza che le prove disponibili non consentono di stabilire definitivamente.

Esistono diverse ipotesi sull'origine della pandemia, inclusa l'origine zoonotica e l'ipotesi di incidente di laboratorio.

Il punto fondamentale è che la discussione sulle origini non dovrebbe essere impedita da considerazioni politiche.

Se esistono finanziamenti, collaborazioni internazionali, protocolli di ricerca e rapporti istituzionali, questi devono poter essere esaminati pubblicamente.

12. La pandemia ha dimostrato che la scienza non è un'autorità infallibile

Questo è forse il punto più importante.

La scienza non è un dogma.

La scienza è un metodo.

Una raccomandazione può essere corretta sulla base delle informazioni disponibili in un determinato momento e successivamente modificata quando emergono nuove evidenze.

Il problema nasce quando una decisione politica viene presentata come se fosse una verità scientifica definitiva.

Le audizioni di Fauci mostrano esattamente quanto sia importante separare:

evidenza sperimentale;

modello matematico;

ipotesi epidemiologica;

valutazione prudenziale;

decisione amministrativa;

decisione politica.

Sono categorie differenti.

13. Che cosa ci insegnano oggi i documenti?

A distanza di anni, una revisione seria della gestione COVID dovrebbe evitare sia il negazionismo sia l'apologia.

Non è scientificamente corretto affermare che tutto ciò che è stato fatto durante la pandemia fosse falso.

Ma non è neppure scientificamente corretto sostenere che ogni decisione fosse necessariamente supportata da prove definitive.

Le stesse fonti ufficiali mostrano che alcune decisioni furono prese in condizioni di forte incertezza, che determinate raccomandazioni non disponevano di sperimentazioni controllate specifiche, che i contratti europei contenevano parti riservate, che la strategia di approvvigionamento è stata successivamente modificata e che alcuni eventi avversi dei vaccini sono stati riconosciuti dagli organismi regolatori.

Questi sono fatti documentati.

Il compito dell'informazione è metterli insieme e permettere ai cittadini di trarre le proprie conclusioni.


AGGIORNAMENTO 2026: I DIARI DI FAUCI, LE NUOVE CARTE E L'AUDIZIONE AL SENATO




La vicenda di Anthony Fauci non si è conclusa con le audizioni del 2024.

Nel luglio 2026 il caso è tornato al centro dell'attenzione negli Stati Uniti dopo la pubblicazione di nuovo materiale documentale relativo al periodo della pandemia e la successiva convocazione di Fauci davanti alla Commissione del Senato degli Stati Uniti.

Le nuove carte di Fauci: i diari, le nuove domande e l'audizione al Senato del 2026

I diari e le prime valutazioni sull'origine del virus
Il significato delle annotazioni private
L'audizione del 29 luglio 2026
Il finanziamento della ricerca e la questione Wuhan
Ciò che i documenti dimostrano e ciò che ancora non dimostrano
La vera questione: perché continuare a indagare?

La vicenda di Anthony Fauci non si è conclusa con le audizioni del 2024.

Nel luglio 2026 il caso è tornato al centro dell'attenzione negli Stati Uniti dopo la pubblicazione di oltre 1.100 pagine di materiale diaristico attribuito a Fauci e la sua successiva convocazione davanti alla Commissione Homeland Security and Governmental Affairs del Senato degli Stati Uniti.

Il materiale è particolarmente interessante perché permette di osservare, attraverso annotazioni personali, e-mail e documenti dell'epoca, alcuni dei ragionamenti che accompagnarono le decisioni prese nei primi mesi della pandemia.

Uno degli aspetti maggiormente discussi riguarda le annotazioni dei primi mesi del 2020 sull'origine di SARS-CoV-2.

Dai documenti emerge che Fauci e altri scienziati stavano prendendo in considerazione diverse ipotesi già nelle prime settimane dell'emergenza. Le annotazioni mostrano discussioni sull'origine naturale del virus, ma anche sulla possibilità di un'origine collegata a un laboratorio.

Questo elemento è importante soprattutto dal punto di vista storico: dimostra che l'ipotesi di un possibile incidente di laboratorio faceva parte del dibattito interno fin dalle prime fasi della pandemia e non è comparsa soltanto anni dopo come teoria nata sui social network.

Tuttavia, è altrettanto importante non confondere la discussione di un'ipotesi con la dimostrazione della sua veridicità. I documenti pubblicati non costituiscono, da soli, una prova conclusiva dell'origine di SARS-CoV-2.

I diari assumono particolare rilevanza perché permettono di confrontare le riflessioni private con le dichiarazioni pubbliche effettuate durante l'emergenza.

In alcune annotazioni Fauci descrive il rapporto con la Casa Bianca, le discussioni con altri scienziati, le pressioni mediatiche e le difficoltà nel comunicare informazioni che erano ancora in evoluzione. Emergono inoltre numerose riflessioni personali sulla gestione della pandemia e sul crescente ruolo pubblico assunto dallo stesso Fauci.

Questo non significa automaticamente che ogni differenza tra una riflessione privata e una dichiarazione pubblica rappresenti una contraddizione o una prova di malafede. Ma significa che oggi esiste una quantità maggiore di documentazione primaria attraverso la quale è possibile ricostruire quei processi decisionali.

Ed è proprio questo il punto centrale: la storia della pandemia non dovrebbe essere ricostruita soltanto attraverso le dichiarazioni ufficiali pronunciate durante l'emergenza, ma anche attraverso i documenti prodotti internamente nello stesso periodo.

Il passaggio più clamoroso della nuova fase dell'inchiesta è arrivato il 29 luglio 2026.

Fauci è comparso davanti alla Commissione del Senato presieduta dal senatore Rand Paul, suo storico critico sulla gestione della pandemia e sulle questioni relative ai finanziamenti alla ricerca sui coronavirus.

Durante l'audizione Fauci ha invocato ripetutamente il Quinto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, rifiutandosi di rispondere a più di cento domande.

Il fatto ha immediatamente alimentato il confronto politico.

I sostenitori dell'indagine hanno interpretato il ricorso al Quinto Emendamento come un elemento che richiede ulteriori approfondimenti. Fauci e i suoi legali, invece, hanno sostenuto che l'audizione fosse diventata uno strumento di pressione politica e che le accuse nei suoi confronti fossero prive di fondamento.

È quindi fondamentale distinguere un dato oggettivo dall'interpretazione: Fauci ha effettivamente invocato il Quinto Emendamento numerose volte; questo, da solo, non dimostra però che abbia commesso un reato.

Una delle questioni più controverse rimane quella relativa ai finanziamenti statunitensi destinati alla ricerca sui coronavirus e ai rapporti con istituzioni scientifiche cinesi.

Nel corso degli anni, il senatore Rand Paul ha sostenuto che Fauci abbia fornito informazioni fuorvianti sul coinvolgimento dei finanziamenti americani nella ricerca condotta attraverso collaborazioni internazionali.

Fauci ha sempre respinto queste accuse.

La nuova documentazione e la nuova audizione riportano quindi al centro dell'attenzione una domanda fondamentale: quali ricerche venivano effettivamente finanziate, attraverso quali enti, con quali protocolli e con quale livello di supervisione?

Queste domande possono essere affrontate seriamente soltanto attraverso contratti, grant, e-mail, rapporti scientifici e documentazione amministrativa, evitando di trasformare automaticamente ogni elemento controverso in una prova di colpevolezza.

È proprio questo il punto sul quale dovrebbe concentrarsi una revisione seria della pandemia.

I documenti oggi disponibili permettono di affermare che:

• le autorità scientifiche discussero diverse ipotesi sull'origine del virus già nelle prime settimane del 2020;

• l'origine da laboratorio era una delle questioni prese in considerazione, anche se non ne deriva automaticamente che tale ipotesi sia dimostrata;

• le decisioni sulla pandemia furono prese in un contesto caratterizzato da enorme incertezza scientifica e politica;

• esistono oggi molti più documenti primari disponibili per ricostruire quelle decisioni;

• Fauci nel 2026 ha rifiutato di rispondere a numerose domande del Senato invocando il Quinto Emendamento.

Ma non è corretto trasformare questi elementi in conclusioni che i documenti non dimostrano.

Un diario personale, un'e-mail o il silenzio davanti a una domanda parlamentare possono aprire una questione; non costituiscono automaticamente la prova definitiva di un crimine o di un complotto.

La questione più importante non è stabilire preventivamente chi abbia ragione.

È stabilire se tutte le decisioni prese durante la più grande emergenza sanitaria degli ultimi decenni siano state realmente supportate dalle migliori evidenze disponibili in quel preciso momento e se le istituzioni abbiano comunicato correttamente il grado di incertezza esistente.

La pubblicazione dei diari di Fauci e la nuova audizione parlamentare dimostrano che il capitolo non è ancora definitivamente chiuso.

La documentazione continua ad aumentare e permette oggi di confrontare ciò che veniva detto pubblicamente con ciò che veniva discusso privatamente.

La conclusione più corretta, quindi, non è quella di sostituire un dogma con un altro.

È quella di continuare a esaminare i documenti, verificare le dichiarazioni, confrontare le evidenze e lasciare che siano i fatti documentati a determinare le conclusioni.

Perché una vera revisione della gestione del COVID-19 non dovrebbe servire a difendere Fauci né a condannarlo preventivamente.

Dovrebbe servire a capire, con il massimo livello possibile di trasparenza, che cosa è realmente accaduto, quali decisioni erano scientificamente giustificate, quali furono prese in condizioni di incertezza e quali eventuali errori dovranno essere riconosciuti per evitare che possano ripetersi.

Salvatore Calleri – Ufficio Stampa


Fonti e documenti utili

Trascrizione ufficiale dell'audizione di Anthony Fauci – Congresso USA

Trascrizione dell'intervista di Fauci del 2024

Select Subcommittee on the Coronavirus Pandemic – Fauci Transcript

European Court of Auditors – EU COVID-19 vaccine procurement

Commissione europea – contratti e acquisti dei vaccini COVID-19

Commissione europea – strategia vaccinale COVID-19

EMA – sicurezza dei vaccini COVID-19

CDC – miocardite e pericardite dopo vaccinazione COVID-19

Corte costituzionale italiana – sentenza n. 186/2023

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giovedì 18 agosto 2022

Olocausto vaccinale: più di 40 volte il numero di americani morti nella seconda guerra mondiale sono morti a causa dei "vaccini" del covid


Ci sono opinioni diverse sul numero reale di decessi causati dai "vaccini" del coronavirus di Wuhan (Covid-19) in tutto il mondo. Secondo Steve Kirsch, una stima prudente è di circa 12 milioni di persone , una cifra 40 volte superiore al numero di americani morti durante la seconda guerra mondiale.

Kirsch afferma che un modo ragionevole per stimare le morti per vaccino covid è dividere il numero di dosi per 1.000. Sulla base delle 600 milioni di dosi erogate solo negli Stati Uniti, ciò equivale a 600.000 morti, che secondo lui "è proprio nel campo di battaglia".

Tradotto e redatto da Salvatore Calleri (NatMed Blogger del Team di VivereinModoNaturale.com)

Fonte principale dell'articolo: NaturalNews.com

Un calcolo ancora più prudente consiste nel dividere il numero di dosi per 2.500. Questo è il metodo utilizzato da Mathew Crawford per concludere che 411 persone muoiono per un milione di dosi di iniezione somministrate. (Correlato: ricordi quando l'establishment medico stava facendo tutto il possibile per evitare di sottoporre all'autopsia i corpi di persone che hanno preso "vaccini" covid da artisti del calibro di Pfizer?)

Come tipo di revisione tra pari indipendente, Kirsch ha offerto una ricompensa di $ 1 milione a chiunque sia in grado di sfatare la cifra di Crawford. Finora, nessuno ha nemmeno tentato di confutarlo.

Utilizzando la stima prudente di Crawford, il totale globale delle morti per vaccino covid è di circa cinque milioni, o solo 16 volte il numero di americani uccisi nella seconda guerra mondiale.

"Ci stiamo avvicinando ai 6 milioni di ebrei uccisi nell'Olocausto in un periodo di 12 anni", scrive Kirsch. "Ma stiamo uccidendo persone in tutto il mondo a una velocità almeno 6 volte più veloce di quella dei tedeschi".

"Stiamo uccidendo quasi 10.000 persone ogni singolo giorno (l'ultimo tasso è stato di circa 8,46 milioni di dosi al giorno)."

I vaccino per l'influenza di Fauci sono un bacio della morte

Dal momento che 385.000 bambini nascono ogni giorno, questa follia omicida può teoricamente continuare per sempre , osserva Kirsch, anche se il tasso di natalità finisce per diminuire del 90 percento a causa degli effetti sterilizzanti a lungo termine dei vaccini.

Non importa come la guardi, molte persone stanno morendo per queste cose. E i governi devono ancora riconoscere questo fatto, o il fatto che le morti per i vaccini covid siano molto più alte delle morti reali per covid, supponendo che il covid sia reale come il virus che affermano che sia.

"Stiamo uccidendo un sacco di persone, ma i leader mondiali stanno guardando dall'altra parte e non dicono nulla mentre tutti noi guardiamo l'alto numero di notizie di morte nei media di persone morte 'inaspettatamente' e non sentiamo alcuna spiegazione dalla comunità medica o il CDC”, dice Kirsch.

“Dovremmo confidare nel fatto che abbiano le cose a portata di mano, anche se non appariranno davanti alla telecamera di fronte a nessuno che non abbia domande pre-approvate e programmate. Il vaccino non è mai menzionato in nessuno di questi rapporti di morte inspiegabili”.

Stranamente – o forse non per i lettori al corrente – quasi nessuno che ha rifiutato i vaccini si sta più ammalando di "covid". Le uniche persone che si ammalano o muoiono sono quelle che sono state "completamente vaccinate",  "richiami" compresi.

"Il CDC non richiederà ai medici legali di eseguire i test adeguati per rendere l'associazione", afferma Kirsch. Potrebbero facilmente farlo. Ma non lo faranno. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla corruzione".

"Quindi si tratterà di un aumento inspiegabile di morti per cause sconosciute, perché nessuno dei media mainstream ammetterà mai di essersi sbagliato e farà qualche domanda non scritta".

Kirsch crede anche che Donald Trump abbia troppa paura per parlare contro i vaccini, il che in qualche modo spiega perché li ha promossi ripetutamente definendosi "il padre del vaccino".


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lunedì 31 agosto 2020

Non c'è quasi alcuna possibilità che un vaccino per COVID-19 funzioni, avverte lo scienziato



Il coronavirus di Wuhan (COVID-19) non è uno strano virus della natura che ha acquisito evolutivamente la capacità di trasferirsi dai pipistrelli agli umani da solo. Secondo il professor Giuseppe Tritto , esperto di biotecnologie e nanotecnologie di fama internazionale, questo sarebbe potuto accadere solo con una sorta di ingegneria genetica.


Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com

Il presidente dell'Accademia mondiale di scienze e tecnologia biomedica (WABT), fondata come parte dell'UNESCO nel 1997, Tritto sa un paio di cose sui virus. Ed è convinto che il coronavirus di Wuhan (COVID-19) sia stato probabilmente progettato presso l' Istituto di virologia di Wuhan , l'unico laboratorio di biosicurezza di livello quattro in Cina.

Nel suo libro Cina COVID 19: La Chimera che ha cambiato il Mondo , tradotto in inglese come China COVID 19: The chimera that changed the world , Tritto spiega perché crede che il Partito Comunista Cinese (PCC) sia dietro il coronavirus di Wuhan (COVID -19), lasciando pochi dubbi sul fatto che questa "chimera" virale sia stata creata artificialmente come arma biologica.

Traccia anche le connessioni del laboratorio di Wuhan con la Francia e gli Stati Uniti, dimostrando come entrambi i paesi lo abbiano sostenuto finanziariamente nei suoi sforzi di bioingegneria. Sebbene né i virologi americani né quelli francesi siano necessariamente responsabili del risultato attuale, hanno avuto un ruolo nel portarci tutti qui, che se ne rendessero conto o meno.

Sfortunatamente, non si ferma solo al virus. Coloro che stanno dietro la sua continua diffusione e la reazione del governo ad essa hanno in serbo piani molto peggiori per il mondo, principalmente lo sterminio dell'umanità. Ascolta di seguito il rapporto The Health Ranger per saperne di più:

La genetica inversa nello sviluppo del vaccino potrebbe essere ciò che ha generato COVID-19

Sulla base della sua comprensione di come la genetica inversa viene spesso utilizzata per creare ceppi virali con ridotta patogenicità ai fini dello sviluppo del vaccino, Tritto afferma che lo stesso processo può essere utilizzato per creare ceppi virali con maggiore patogenicità.

Sappiamo già dalla saga del dottor Shi Zhengli che questo è ciò su cui aveva lavorato l'Esercito popolare di liberazione (PLA) poco prima del rilascio del coronavirus di Wuhan (COVID-19).
Il dottor Shi aveva anche chiesto aiuto al governo francese per costruire il laboratorio ad alto contenimento P4 dove si dice che il coronavirus di Wuhan (COVID-19) sia "scappato".

Nella manipolazione dei genomi dell'HIV, il Dr. Shi è stato in grado di utilizzare un metodo di inserimento genico noto come "sistema di genetica inversa 2" per combinare un normale ceppo di coronavirus trovato nei pipistrelli a ferro di cavallo con un segmento di HIV, rendendolo più infettivo.

Anche il Prof. Ralph S. Baric dell'Università della Carolina del Nord ha contribuito a questa ricerca, grazie a diversi importanti contributi finanziari ricevuti dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), gestito nientemeno che da Fauci.

"Fauci è stato un grande sostenitore della ricerca sul "guadagno di funzionalità "e quando questo è stato proibito nel laboratorio di Baric perché considerato troppo pericoloso, la ricerca è stata spostata in Cina", scrive Steven Mosher per LifeSiteNews .

Per quanto riguarda un futuro vaccino, non c'è quasi nessuna possibilità che qualcuno di loro funzioni, secondo Tritto. Ciò è in gran parte dovuto al fatto che il coronavirus di Wuhan (COVID-19) continua a mutare in nuovi ceppi che i vaccini specifici per ceppo non saranno in grado di colpire.
L'altro problema è che il PCC sta attualmente trattenendo il codice genetico originale per il coronavirus di Wuhan (COVID-19) dal resto del mondo, il che significa che non è possibile ottenere ulteriori progressi nel prendere di mira i suoi "progetti" specifici.

"In altre parole, la Cina continua a mentire e le persone continuano a morire", aggiunge Mosher, attribuendo la colpa di questa crisi direttamente alla Cina.

Le ultime notizie sul coronavirus di Wuhan (COVID-19) sono disponibili su Pandemic.news .

Le fonti per questo articolo includono:

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domenica 17 maggio 2020

VACCINO Covid-19 OBBLIGATORIO? La vittoria della Germania

Covid-19 VACCINO OBBLIGATORIO?


Il vaccino per il Covid-19 sarà obbligatorio per tutti?


RIFERIMENTI:

Coronavirus, dobbiamo vaccinarci? Annuncio chiaro da parte del governo federale:
https://www.msn.com/de-de/video/topvideos/kommt-impfpflicht-gegen-das-coronavirus-klare-ansage-der-bundesregierung/vi-BB14a8Ef

Il presidente Trump presenta un nuovo programma per lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus "Operation Warp Speed"
https://www.youtube.com/watch?v=0PTofHhPxw0

Rand Paul vs Anthony Fauci - a domanda non risponde
https://www.youtube.com/watch?v=td_VLVViU9s

Guido Silvestri, colui che ha invitato Grillo a firmare il patto per laScienza,  già aveva un incarico all' Emory ne ha ricevuto un altro 1-11-2018. Il polo di ricerca dell' Emory è strafinanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. https://twitter.com/corvonero75/status/1083350325870899200

Vaccini, Grillo firma con Renzi il patto pro-vax. Burioni: "Vittoria della scienza"
https://www.youtube.com/watch?v=DxFftp0l4jw

Patto trasversale per la scienza articolo di Beppe Grillo
https://www.beppegrillo.it/patto-trasversale-per-la-scienza/

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venerdì 15 maggio 2020

Judy Mikovits: la sua intervista denuncia è la più censurata al mondo. I morti in Italia sono avvenuti a causa di un nuovo vaccino antinfluenzale NON testato

In alto a sinistra la dott.ssa Judy Mikovits in un collage dei partecipanti dell'intervista denuncia. 



La dott.ssa Judy Mikovits è una moderna Rosalind Franklin, una brillante ricercatrice che scuote il club scientifico dei vecchi ragazzi con le sue scoperte rivoluzionarie. E come molte donne che hanno trasgredito nel mondo degli uomini, ha scoperto segreti vecchi di decenni che molti preferirebbero fossero dimenticati e sepolti.



Dalla sua tesi di dottorato, che ha cambiato il trattamento dell'HIV-AIDS, salvando la vita di milioni di persone, tra cui il grande del basket Magic Johnson, alla sua spettacolare scoperta di una nuova famiglia di retrovirus umani, e le sue ultime ricerche che indicano una nuova era d'oro di salute, il Dr. Mikovits è sempre stato all'avanguardia nella scienza.



La dott.ssa Mikovits ha visto il meglio e il peggio della scienza. Quando faceva parte della comunità di ricerca che ha trasformato l'HIV-AIDS da una malattia mortale in una malattia gestibile, ha visto la scienza al suo meglio. Ma quando le sue indagini si sono chieste se l'uso del tessuto animale nella ricerca medica stia scatenando devastanti piaghe di malattie croniche, come l'autismo e la sindrome da affaticamento cronico, ha visto la scienza nel peggiore dei modi. Se i suoi sospetti sono corretti, stiamo osservando un completo riallineamento delle pratiche scientifiche, incluso il modo in cui studiamo e trattiamo le malattie umane.



In questa intervista denuncia, la dott.ssa Mikovits vuol mettere in luce con coraggio il vero motivo per cui l' Italia sia stata colpita dal virus cosi duramente. Afferma che in Italia sia stato sperimentato un nuovo tipo di vaccino antinfluenzale nelle zone maggiormente colpite,senza che il governo abbia detto niente alla popolazione. 






Le sue parole:


"L'Italia ha una popolazione molto vecchia, molto ammalata e con disordini infiammatori. 

All'inizio del 2019 hanno somministrato un vaccino nuovo e non testato contro l'influenza, con quattro diversi tipi di influenza, incluso il pericolosissimo H1N1.
Quel vaccino è stato ottenuto attraverso i cani, perché i cani hanno molti coronavirus, e non lo hanno testato per poter incolpare il covid-19".

In questa intervista denuncia ci sono molte rivelazioni scottanti e ovviamente è stata censurata da tutti i social dove prevale la dittatura sanitaria della mafia medica.




L’intervista denuncia di Judy Mikovits (RICARICATA)

In Italia si sono mossi per screditare questa denuncia della virologa tutti i siti antibufale filogovernativi e tutti giornali maggiormente corrotti e mazzettati dalla mafia medica e politica corrotta dalle case farmaceutiche, quasi tutti direi. Per libertà di stampa siamo agli ultimi posti della classifica mondiale, quindi abbiamo un'informazione di regime falsa e arrivista, che vorrebbe oggigiorno addirittura far credere che faccia un'informazione seria contribuendo alla lotta contro le notizie false "fake news", quando invece sono proprio questi pennivendoli di giornali a spacciare certe bugie per verità e certe verità per bugie.. come in questo caso, etichettando tutto con i vecchi termini coniati dalla Cia per le notizie scomode; "Teoria del Complotto o della Cospirazione e Fake News"
Ma come potremmo mai essere noi dei complottisti, quando sono loro a creare i complotti per poi nasconderli?

Nota: Spero che condividiate il più possibile questa atroce verità che ha portato ad una atroce morte molti nostri connazionali per non parlare del dolore che hanno avuto tante famiglie. (Noi su Facebook siamo ancora bloccati, quindi quei pochi lettori di questo articolo potrebbero fare la differenza).
Se non riusciremo ad avere giustizia, avremo portato almeno tanta consapevolezza su questi crimini contro l'umanità fatti attuare dal nostro venduto stato canaglia complice. 

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