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lunedì 14 gennaio 2019

Burioni e il patto…col diavolo

Burioni e il patto…col diavolo



Marcello Pamio

Lui che si arroga il diritto di parlare solo con chi è sapiente.
Lui che non perde tempo con i somari del web.
Lui che offende tutti dall’alto del suo accademico scranno.
Ma questo scranno, grazie alle ricerche giornalistiche di Franco Bechis il direttore de «Il Tempo», sembra essere più o meno alto come la sedia del nano Dotto.
Per chi ancora non lo ha capito stiamo parlando del diversamente-umile Burioni.

Basta infatti leggere i verbali delle Commissioni di concorso universitario che hanno respinto le domande per una cattedra del dottor Roberto Burioni, giudicandolo «appena sufficiente».
La «Gazzetta Ufficiale» riporta la bocciatura della sua candidatura alla Sapienza di Roma, con le seguenti motivazioni: «il candidato presenta una produzione pur se di buon livello, piuttosto ripetitiva (…) lascia perplessi la sua attività didattica per la discontinuità delle sedi in cui si è svolta».
Le bocciature si sono ripetute anche in altre università d’Italia…

Eccolo qua l’incommensurabile genio, quello che si auto-osanna e auto-incensa come l’unico che ha il diritto di parlare di vaccini e di Scienza (con la esse maiuscola), quella non democratica.
A proposito di antidemocraticità, il Dotto ha preparato il «patto per la scienza», un testo estremamente pericoloso per le libertà del Paese.
Stiamo parlando di un rischio concreto per la libertà di cura, di pensiero, di espressione, di critica e di confronto scientifico. Insomma un patto col diavolo che preannuncia una dittatura ancor più serrata dell’attuale. Per fortuna al momento attuale le prestigiose firme messe in calce al vergognoso patto sono quelle di Roberto Burioni, Guido Silvestri, Riccardo Nencini, Matteo Renzi e Beppe Grillo.

Quindi il vuoto cosmico, ma l’appello va ai veri scienziati italiani (che ci sono), ai veri politici (se ancora ne esistono), ai veri comici (quelli ancora non venduti al Sistema), nella speranza che lascino franare nel vuoto questa pericolosissima deriva antidemocratica e antiliberale.
Infine, detto tra noi stiamo parlando di un documento presentato da Burioni, uno che, checché ne dica il suo ego, non ha i titoli accademici.
Uno che insegna al San Raffaele di Milano, l’università fondata da don Luigi Maria Verzè, la cui storia di scandali e misteri è sempre molto illuminante…

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LA VITAMINA D: IL POTENTE ORMONE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO.

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LA VITAMINA D: IL POTENTE ORMONE PER IL SISTEMA IMMUNITARIO.

LA VITAMINA D 

La vitamina D non è una vitamina, ma è un ormone,  quindi è una vitamina per modo di dire,che si può tranquillamente definire con il titolo di "regina del sistema immunitario" quindi è un potente ormone immunoregolatore del gruppo degli steroidi come tutti gli ormoni sessuali e tutti gli altri ormoni... e deriva appunto dalla trasformazione del colesterolo...
La "vitamina D" è una sostanza molto molto potente per il nostro sistema immunitario.

La sua azione è principalmente immunoregolatrice, e tutte le situazioni immunitarie in sua mancanza vengono alterate.
Dobbiamo sapere che la "vitamina D" ha dei recettori come tutti gli ormoni, ha dei ricettori sulla cellula, sulla membrana cellulare e sul nucleo cellulare, per cui su tutte le cellule dell'organismo praticamente, per cui regola tutte le funzioni dell'organismo, regola le espressioni di tutti i geni, e regola quindi la funzionalità di tutti i geni sopratutto quelli del sistema immunitario.

LA CARENZA DI VITAMINA D

La carenza spesso può essere abbastanza subdola, nessuno si accorge direttamente di avere una mancanza di vitamina D, a meno che non abbia delle unghie molto più fragili, le ossa più fragili, una caduta di capelli, oppure ci sono delle vere e proprie patologie sia del sistema immunitario che altri sistemi del corpo, perchè non è soltanto del sistema immunitario perché è ubiquitaria la sua azione, e quindi in altri sistemi la vitamina D agisce direttamente.
La carenza di vitamina D venne scoperta all'inizio della metà dell'700 quando l'Inghilterra della rivoluzione industriale cominciava ad essere scurata dai fumi delle miniere di carbone i raggi solari non penetravano adeguatamente... (adesso per questo usano le scie chimiche) e tutti i bambini che lavoravano al chiuso nelle miniere erano colpiti di rachitismo, e questo fu il primo sintomo da carenza di vitamina D, ci vollero per scoprire che bastava confrontarli con quelli che vivevano nelle campagne alla luce del sole e che non avevano affatto questo tipo di patologia.

Quindi la vitamina D è dipendente non soltanto dall'alimentazione ma sopratutto dalla esposizione al sole.
La cosa fondamentale è piu che cercare di carpire i sintomi che spesso possono essere vaghi da una carenza di vitamina D, basta fare un semplice esame del sangue e da lì vedere se si è o non si è carenti, e bisogna sottolineare che sopratutto nella stagione invernale la stragrande maggioranza della popolazione è carente di vitamina D, e perché questo? 

Il perché è abbastanza intuitivo, viviamo dentro case scuole fabbriche uffici macchine sempre coperti e non più come una volta, quando una volta si viveva all'aria aperta, si lavorava e non si era vestiti come siamo vestiti oggi e per cui il nostro corpo era abituato a trarre dalla luce solare adeguate quantità di vitamina D, oggi è tutto il contrario.
Prescrivere calcio nell'osteoporosi come fanno tutti i medici è sbagliato, viene detta l'osteoporosi come una carenza di calcio, ma non è assolutamente vero, l'osteoporosi è una carenza di calcio nelle ossa ma ci vuole qualcosa che faccia assorbire il calcio nelle ossa, quindi immettere indiscretamente grandi quantità di calcio sopratutto calcio di derivazione vaccinica tipo quello del latte e dei latticini che è un calcio molto pesante perché non è molto adatto nell'utilizzazione dell'essere umano.

Ad esempio le nostre donne quando allattano i loro bambini danno il loro latte, non certo quello della mucca,quello della mucca è buono per il vitello con un rapporto calcio fosforo completamente diverso da quello materno, per cui l'osteoporosi non è una carenza di calcio ma è una carenza di tutte le condizioni che favoriscono un corretto assorbimento di calcio da parte dell'osso.
Queste condizioni sono molteplici, quindi come ho scritto in precedenza, ci vuole vivere all'aria aperta e movimento fisico, le due condizioni fondamentali per cui l'essere umano è tra virgolette programmato, muoversi e stare all'aria aperta, e noi oggi facciamo l'esatto contrario, non ci muoviamo, i nostri bambini sono sempre più sedentari e in più non stiamo neanche all'aria aperta. Ecco la vera carenza di calcio. Il latte di mucca e i latticini ormai è stato dimostrato da studi americani su campioni di migliaia e migliaia di persone, che i latticini ivece al contrario aumentano la tendenza dell'osteoporosi e quindi la sua progressione e non che la diminuiscono.

Quindi è sbagliato dire mangia il formaggio, bevi il latte prendi il calcio (il carbonato di calcio) che quando non viene assorbito e non lo è nella misura del 90% non assorbito, viene a depositarsi nei tessuti facendo altri danni oltre al quello del mancato aiuto all'osteoporosi.

Avere la vitamina D in modo naturale.


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Per ottenerla bisogna stare un po sotto il sole ma oltre a quello si può avere la vitamina D in alcuni cibi, principalmente animali, ad esempio il vecchio olio di fegato di merluzzo che una volta si dava ai bambini sempre allo scopo di combattere il rachitismo nelle scuole infatti veniva somministrato molti e molti anni fa e ne è ricchissimo. Alcuno pesci selvaggi, il salmone, magari da pesci non trattati dall'allevamento, oppure dalle uova e poi alcuni vegetali, alcuni funghi, ma i vegetali sono molto più scarsi, infatti nei vegetali c'è la vitamina D2, e negli animali la D3, che è molto più forte a meno che non si prendano degli integratori a base di licheni... è comunque più la maggior parte dovremmo prenderla attraverso l'esposizione solare senza usare troppi escamotage alimentari...


E' fondamentale divulgare la conoscenza.

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Fonte: https://www.vivereinmodonaturale.com/2018/12/la-vitamina-d-il-potente-ormone-per-il.html

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Intervento sul clima tramite la geoingegneria: è una strategia rischiosa che causerà solo problemi più grandi, dicono gli scienziati.

Cambiamenti climatici in atto.


Intervento sul clima tramite la geoingegneria: è una strategia rischiosa che causerà solo problemi più grandi, dicono gli scienziati

tradotto da: www.naturalnews.com

Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution ha messo in guardia sul fatto che una tecnica chiamata geoingegneria del clima è stata concettualizzata per contrastare gli effetti del riscaldamento globale, può fare più male che bene. 


Un team di ricercatori della  Rutgers University nel New Jersey ha spiegato che la geoingegneria del clima prevede di irrorare una nube di acido solforico nell'atmosfera superiore nella speranza di raffreddare la temperatura globale.


Come parte della ricerca, gli scienziati hanno teorizzato uno scenario in cui gli aeroplani spruzzerebbero cinque milioni di tonnellate di biossido di zolfo una volta all'anno nell'atmosfera superiore dell'Equatore dal 2020 al 2070. Gli scienziati hanno notato che l'importo era l'equivalente annuale di circa un quarto di l'anidride solforosa prodotta durante l' eruzione del 1991 del Monte Pinatubo nelle Filippine . 

Gli esperti hanno dedotto che l'attività avrebbe prodotto una distribuzione uniforme della nube di acido solforico tra gli emisferi settentrionali e meridionali.
Gli scienziati hanno anche stimato che l'attività potrebbe raffreddare la temperatura del pianeta di circa un grado Celsius, che era abbastanza simile ai livelli di riscaldamento globale dall'inizio della rivoluzione industriale a metà del 1800. 

Tuttavia, il team di ricerca ha avvertito che improvvisamente l'interruzione della tecnica di geoingegneria del clima potrebbe portare a un riscaldamento globale rapido che sarebbe 10 volte più veloce rispetto a quando la tecnica non fosse affatto impiegata.

"Il rapido riscaldamento dopo l'interruzione della geoingegneria sarebbe un'enorme minaccia per l'ambiente naturale e la biodiversità. Se la geoingegneria si fermasse improvvisamente, sarebbe devastante, quindi dovresti essere sicuro che potrebbe essere fermata gradualmente, ed è facile pensare a scenari che potrebbero impedirlo. Immagina grandi siccità o inondazioni in tutto il mondo che potrebbero essere imputate alla geoingegneria, e chiediti che si fermi ", ha detto il professor Alan Robock, coautore dello studio, a Science Daily online .

Gli esperti hanno anche ammonito che, mentre i parchi nazionali, le foreste e i rifugi per la fauna selvatica possono servire da santuario degli animali, il rapido aumento delle temperature globali potrebbe costringerli a spostarsi in luoghi diversi per far fronte ai cambiamenti. Tuttavia, gli scienziati hanno concluso che gli animali potrebbero non trovare abbastanza cibo e riserve d'acqua, indipendentemente dalla velocità con cui si muovono. 


Il team di ricerca ha aggiunto che interrompere improvvisamente l'intervento sul clima potrebbe provocare un El Niño devastante, che aumenterebbe le temperature superficiali del mare nell'Oceano Pacifico tropicale e causerebbe una successiva siccità in Amazzonia. I ricercatori hanno evidenziato la necessità di indagare ulteriormente i potenziali effetti della geoingegneria del clima su determinati organismi se avviati e poi improvvisamente fermati.

Più strategie geoingegneristiche difettose a cui prestare attenzione

Un articolo pubblicato sul sito web del Daily Mail includeva anche un elenco di altre tecniche di geoingegneria potenzialmente devastanti. Questi includono:
  • Imboschimento - Gli esperti hanno notato che questa tecnica irriga i deserti, compresi quelli situati in Australia e in Nord Africa, per piantare milioni di alberi che potrebbero assorbire il biossido di carbonio. Tuttavia, gli scienziati hanno avvertito che questo potrebbe solo contribuire al riscaldamento globale in quanto una maggiore vegetazione assorbirebbe la luce solare che i deserti riflettono nello spazio.
  • Upwelling (risalita delle acque profonde) dell'oceano artificiale - Secondo gli scienziati, questa tecnica impiegherebbe  lunghi tubi per pompare acqua fredda e ricca di sostanze nutritive verso l'alto per raffreddare le acque di superficie oceaniche. Gli esperti hanno avvertito che questo metodo potrebbe causare agli oceani di riequilibrare i loro livelli di calore e innescare un rapido cambiamento climatico una volta fermato.
  • Alcalinizzazione dell'oceano - Il processo fornirebbe ampi depositi di calcare nell'oceano per aumentare chimicamente l'assorbimento di anidride carbonica. Tuttavia, i ricercatori hanno dedotto che questo farebbe ben poco per ridurre le temperature globali.
  • Fertilizzazione del ferro oceanico - Questo metodo è simile all'alcalinizzazione, ma userebbe il ferro per sostenere la crescita di organismi fotosintetici in grado di assorbire il biossido di carbonio. Come l'alcalinizzazione, questo processo farebbe anch'esso poco nel ridurre le temperature globali.
  • Gestione della radiazione solare  - Questa tecnica ridurrebbe la quantità di luce solare che il pianeta riceve spruzzando aerosol riflettenti a base di solfato nell'atmosfera. Tuttavia, gli scienziati hanno avvertito che il biossido di carbonio continuerebbe a crescere nell'atmosfera.

Le fonti includono: 




Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

https://sciechimicheinformazionicorrette.blogspot.com/2019/01/intervento-sul-clima-tramite-la.html

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Vaccinegate: Primi risultati sul profilo di composizione chimica Gardasil 9


Vaccinegate: Primi risultati sul profilo di composizione chimica Gardasil 9

Arriviamo con questa analisi al quarto vaccino analizzato con questa metodica, che mira a determinare la composizione chimico-proteica delle fiale analizzate.

In questa occasione ci siamo concentrati su un vaccino che non è obbligatorio in Italia, quello contro il papilloma virus, ma che ha fatto molto discutere nel recente passato per le numerose segnalazioni di sospette reazioni avverse pervenute nel tempo. I vaccini anti-Hpv hanno fatto molto discutere, anche fuori dall’Italia; da qui la decisione di dedicare la nostra attenzione anche a questo prodotto.

ATTENZIONE: Gardasil 9 è un vaccino anti-Hpv che dovrebbe contenere, da foglietto illustrativo, 9 antigeni, per 9 diversi sottotipi del virus Hpv (sottotipo 6 -11 - 16 - 18 - 31 - 33 - 45 - 52 - 58). Non sono però stati rilevati tutti gli antigeni che vengono dichiarati, ma solo 7 su 9.

In riferimento alla metodica, alle contestazioni e critiche di tipo tecnico mosse nelle ultime settimane, abbiamo risposto (link report https://goo.gl/WfRBJB) con la relazione finale delle analisi. Suggeriamo la lettura e la diffusione di questo documento, insieme al resto, perché le spiegazioni sono piuttosto circostanziate e precise.

In questo campione di Gardasil 9 sono state riscontrate, come per i precedenti vaccini analizzati:

  • Contaminazioni chimiche provenienti dal processo di lavorazione o da contaminazioni crociate con altre linee di produzione

  • Tossine chimiche

ANTIGENI: come anticipato, Gardasil 9 è un vaccino anti-Hpv che dovrebbe contenere, da foglietto illustrativo, 9 antigeni, per 9 diversi sottotipi del virus Hpv (sottotipo 6 -11 - 16 - 18 - 31 - 33 - 45 - 52 - 58). Di questi, NON sono stati rilevati:
  • Proteina L1 Tipo 11 di Papillomavirus Umano (uno dei sottotipi che più comunemente vengono associati a lesioni del collo dell’utero)
  • Proteina L1 Tipo 58 di Papillomavirus Umano (uno dei sottotipi che più di frequente è associato al cancro al collo dell’utero)
Questi due sottotipi non sono stati rilevati con la metodica in uso (a differenza dei restanti 7).

 Anche in questo caso, quindi, ci troviamo di fronte ad un prodotto che NON sembra contenere quanto dovrebbe contenere. Ovvero, di 9 antigeni, ne sono stati rilevati solo 7. 
Questo apre una questione importante sulla conformità del prodotto. Questione che non sta a noi dirimere, e che come sempre giriamo a chi di competenza. 
Oltre a ciò, sono stati riscontrati 338 segnali di contaminanti chimici di cui il 22% noto. Anche questo dato è in continuità coi precedenti.
Tra questi segnali sono state identificate anche 10 tossine chimiche, probabilmente provenienti dal processo di lavorazione degli antigeni o da altri processi di produzione presenti nella sede di produzione del vaccino.

In conclusione, anche Gardasil9 - così come gli esavalenti Hexyon ed Infanrix hexa nonché il quadrivalente Priorix Tetra - secondo la metodica da noi commissionata, lascia enormi dubbi sia sull’efficacia che sulla sicurezza.
Questi prodotti, come ogni altro prodotto farmaceutico, presentano effetti indesiderati e possono scatenare reazioni avverse di varia entità, anche gravi. Se l’efficacia viene messa in dubbio dalla mancanza di uno o più antigeni rispetto a quanto dichiarato dal produttore, questo deve essere un dato noto a chi si sottopone alla loro somministrazione (diversamente si configurerebbe una condotta truffaldina da parte di chi lo vende e di chi lo somministra); per questo motivo è di fondamentale importanza proseguire nella ricerca scientifica in merito al contenuto dei vaccini, in considerazione del fatto che la popolazione pediatrica è la maggior destinataria, che i soggetti cui vengono somministrato non soffrono di alcuna patologia manifesta, e che vi è una indicazione di necessità di profilassi preventiva mediante questi prodotti da parte delle istituzioni, le quali sono quindi direttamente coinvolte nella valutazione anche del loro profilo di sicurezza e della loro conformità.

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