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venerdì 9 agosto 2019

Sei carente di vitamina D? Ecco perché è un grosso problema



Con tre quarti degli adulti americani carenti di vitamina D, potrebbe essere allettante abbandonare questa condizione come qualcosa di comune e quindi non molto importante. Tuttavia, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Ecco perché la vitamina D conta più di quanto pensi se vuoi vivere più a lungo ed evitare le malattie.


La prima cosa che molte persone associano a una mancanza di vitamina D sono i rachitismi e, sebbene le ossa morbide e deboli che causa questa mancanza siano davvero problematiche, non è nulla rispetto alle altre malattie che potresti affrontare se non hai abbastanza vitamina D.

Uno dei problemi più gravi che la vitamina D può aiutare a prevenire è il cancro. Gli studi hanno dimostrato che le persone con i più alti livelli di vitamina D nel sangue hanno la più bassa probabilità di diagnosi di cancro; questo gruppo presenta un rischio inferiore del 22% rispetto a quelli che hanno i livelli più bassi di vitamina. I risultati facevano parte di un ampio studio sulla salute pubblica in Giappone che ha coinvolto oltre 140.000 adulti .

I ricercatori hanno anche trovato un legame tra una carenza di vitamina D e la depressione. Una meta-analisi condotta nel 2013 ha mostrato che le persone con bassi livelli di vitamina D avevano un rischio significativamente più alto di depressione e si ritiene che il ruolo importante di questa vitamina nella funzione cerebrale sia alla base dell'effetto.

Le persone che hanno i più alti livelli di vitamina D hanno anche i telomeri più lunghi. Ciò potrebbe non significare molto per te in superficie, ma queste strutture proteiche del DNA responsabili della protezione dei nostri cromosomi sono considerate un indicatore dell'invecchiamento biologico. I telomeri si accorciano con l'età e tutto ciò che impedisce loro di accorciarsi troppo rapidamente può migliorare la tua salute. I telomeri più lunghi proteggono il tuo DNA e la vitamina D e i suoi metaboliti aiutano a mantenere lunghi i tuoi telomeri.

Questo potrebbe aiutare a spiegare, almeno in parte, perché gli studi hanno dimostrato che le persone che hanno il cancro possono prolungare la vita assumendo integratori di vitamina D. In uno studio, coloro che assumevano vitamina D avevano una probabilità del 13% in meno di morire di cancro rispetto alle persone che assumevano un placebo.

Stai ricevendo abbastanza vitamina D?

La quantità precisa di questa vitamina di cui hai bisogno dipende da una varietà di fattori. La gamma generale suggerita dall'Istituto di medicina degli Stati Uniti è in media da 400 a 800 UI, ma alcune persone hanno bisogno di ben 5000 UI per mantenere livelli ematici superiori ai 30 ng / ml considerati "sufficienti" .

La migliore fonte di vitamina D, senza dubbio, è l'esposizione al sole. 
La tua pelle crea questa vitamina quando viene esposta ai raggi UV della luce solare, ma tieni presente che ciò non accade quando indossi la protezione solare.

Sebbene molti fattori contribuiscano a ottenere abbastanza vitamina D dal sole, gli esperti affermano che coloro che non riescono a ottenere circa 15 minuti di esposizione al sole tra le ore 10:00 e le 15:00 più volte alla settimana sono a rischio di carenza, in generale. Anche questo potrebbe non essere sufficiente se vivi a una latitudine settentrionale.

Puoi anche trovare la vitamina D in alimenti come salmone, sgombro e altri pesci grassi, ma è difficile assumere abbastanza vitamina attraverso la sola dieta, motivo per cui molte persone fanno affidamento sugli integratori per assicurarsi che non stiano venendo meno.

Le persone con tonalità della pelle più scure, quelle obese e le persone anziane sono particolarmente a rischio di carenza di vitamina D. Se noti sintomi come affaticamento, dolori ossei, debolezza muscolare o depressione, fai un test per i livelli di vitamina D e agisci rapidamente per correggere eventuali carenze scoperte. Trascurare l'importanza di questa vitamina potrebbe avere gravi conseguenze per la salute.

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giovedì 8 agosto 2019

Gli esami prevaccinali non esistono, sono una bufala?


Gli esami prevaccinali non esistono, sono una bufala?



Dal Dr. Roberto Gava. 


I – Esami pre-vaccinali di primo livello

Per un generico screening iniziale di base, potrebbe essere sufficiente consigliare l’esecuzione nel bambino dei seguenti esami:
- Esame emocromocitometrico con formula leucocitaria.
- VES e Proteina C reattiva (PCR).
- Elettroforesi proteica (protidogramma).
- TSH (funzione tiroidea).
- Vitamina D.
- Esame urine completo.
- Dosaggio delle immunoglobuline (IgA, IgM, IgG, IgE)
- Dosaggio quantitativo degli anticorpi specifici (IgG) dei vaccini che dovrebbero essere inoculati: anticorpi contro difterite, tetano, polio, epatite B, emofilo B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella, meningococco (il dosaggio di questi anticorpi è utile perché se qualche bambino non vaccinato presenta già degli anticorpi in quantità sufficiente non è necessario ricevere quel vaccino).


II – Esami pre-vaccinali di secondo livello

Sono esami da eseguire nel bambino che si aggiungono ai precedenti e che sono utili in caso di qualche sospetto patologico dedotto dalla raccolta anamnestica e che si vuole confermare o meno con gli esami di laboratorio. Pertanto, gli esami che consiglierei dipendono dalle informazioni raccolte.

- Esami genericamente utili: transaminasi, GGT, LDH, ferritina, glucosio, fosfatasi alcalina, elettroliti sierici (sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, zinco, rame).
- Bambino immunologicamente immaturo o nato prematuro: immunoglobuline sieriche (IgA, IgG, IgM e IgE), tipizzazione linfocitaria.
- Bambino con processo infiammatorio latente: bastano già gli esami di primo livello (esame emocromocitometrico con formula leucocitaria, elettroforesi proteica per le alfa-2-globuline e le gamma-globuline, la VES, la PCR e l’esame urine), ma si potrebbero aggiungere alcuni esami ulteriori in base alla causa dell’infiammazione.
- Bambino con disturbi digestivi e/o addome gonfio: test per la ricerca delle intolleranze alimentari (IgG e IgE specifiche), tipizzazione tessutale HLA ad alta risoluzione per la malattia celiaca, test di permeabilità intestinale agli zuccheri disaccaridi e monosaccaridi.
- Bambino figlio di genitori con malattie autoimmuni: tipizzazione tessutale HLA ad alta risoluzione (richiedere valutazione specifica in base alla patologie autoimmune presente nei genitori), omocisteina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12 e glutatione ridotto e ossidato con misura del loro rapporto [GSH/GSSG].
- Bambino figlio di genitori con patologie croniche: esami per cercare nel bambino le malattie latenti dei genitori, ma anche omocisteina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12.
- Bambino pallido, magro, anoressico e non allattato al seno: vitamina D, omocisteina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12, ferritina, elettroliti sierici (sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo inorganico, ferro, zinco, rame), test per malattia celiaca (anticorpi antigliadina [AGD], anticorpi antiendomisio [AEM], anticorpi antitransglutaminasi e tipizzazione tessutale HLA ad alta risoluzione per la ricerca delle molecole HLA DR3, DR7 e in particolare DQ2 e DQ8).
- Bambino figlio di genitori o di madre vegetariana/vegana: omocisteina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12, ferritina, elettroliti sierici (sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo inorganico, ferro, zinco, rame), aminoacidi sierici e urinari.
- Bambino che vive vicino inceneritori o in un ambiente con elevato inquinamento ambientale: ricerca metalli tossici urinari, rapporto tra glutatione ridotto e ossidato, glutatione S-transferasi (per valutare la capacità di detossificazione), uroporfirine urinarie e coproporfirine urinarie (espressione di danno farmacologico, intossicazione di metalli tossici o di sostanze chimiche tossiche, disordini genetici, patologie epatiche, stress ossidativo, ecc.), mineralogramma del capello.
- Bambino con frequenti patologie virali o ammalatosi di qualche grave patologia poco dopo la nascita o sottoposto a precedente intervento chirurgico: ricerca di alcuni anticorpi virali (Cytomegalovirus, Epstein-Barr virus, Herpes simplex virus), tipizzazione linfocitaria (con particolare riguardo ai seguenti linfociti: CD20 [marker popolazione linfocitaria B], CD3 [marker popolazione linfocitaria T], CD4 [marker popolazione linfocitaria T helper] e CD8 [marker popolazione linfocitaria T citotossica]).

III – Esami di terzo livello

Questi sono esami molto specialistici che vanno eseguiti nel bambino solo in casi particolari che esulano da questa trattazione e per i quali rinvio al mio libro sulle Vaccinazioni Pediatriche (3).



IV – Esami da eseguire nella madre del bambino vaccinando

Se consideriamo che un bambino è figlio di due genitori che lo hanno obbligatoriamente influenzato a livello fisiopatologico con le loro con le loro condizioni genetiche, metaboliche, immunitarie e quindi gli hanno trasferito nel momento del concepimento (entrambi i genitori) e durante la gravidanza e anche finché perdura l’allattamento (la madre) moltissime informazioni “basali” sulle quali poi lui costruirà il suo organismo e la sua personalità, è ovvio che sarebbe utile e consigliabile, sempre per il Principio di Precauzione, eseguire anche nei genitori o comunque specialmente nella madre, qualche controllo ematochimico.

Pertanto, consiglio di sottoporre il padre del bambino ma in particolare la madre ad una visita medica approfondita che valuti la loro storia biopatografica e le loro condizioni semeiologiche in modo da conoscere e considerare se siano portatori di qualche alterazione capace di influenzare in modo diretto e/o indiretto le condizioni immunitarie e metaboliche di loro figlio.
Anche qui, ovviamente, gli esami ematochimici e/o strumentali vanno personalizzati in modo da limitarli a quelli più utili per i nostri scopi vaccinali e pertanto ci dobbiamo affidare al Medico di Base che ben conosce la famiglia e la storia dei due genitori: è lui colui che meglio potrà indicare gli esami da eseguire.
Se però dovessi indicare gli esami più importanti, in base alla mia esperienza mi limiterei ai seguenti che consiglio di eseguire specialmente nella madre (meglio ancora se viene coinvolto anche il padre):
- Esame emocromocitometrico con formula leucocitaria.
- VES e Proteina C reattiva (PCR).
- Elettroforesi proteica (protidogramma).
- Transaminasi, GGT, LDH, ferritina, glucosio, fosfatasi alcalina, elettroliti sierici (sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, zinco, rame).
- TSH (funzione tiroidea), vitamina D, omocisteina, acido folico, vitamina B6, vitamina B12.
- Dosaggio delle immunoglobuline (IgA, IgM, IgG, IgE).
- Dosaggio quantitativo degli anticorpi specifici (IgG) dei vaccini che dovrebbero essere inoculati: anticorpi contro difterite, tetano, polio, epatite B, emofilo B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella, meningococco.
- Eventuale test per la ricerca delle intolleranze alimentari (IgG e IgE specifiche), tipizzazione tessutale HLA ad alta risoluzione per la malattia celiaca (da valutare in base all’anamnesi).
- Ricerca di alcuni anticorpi virali (Cytomegalovirus, Epstein-Barr virus, Herpes simplex virus).
- Esame urine completo.
- Esami scelti in base ad eventuali patologie e debolezze organiche della persona.
Ovviamente questi sono solo alcuni dei molti test che si possono eseguire sia nel bambino sia nei suoi genitori, perché non è né sensato né possibile eseguirli tutti. Invece, è necessario che il medico scelga gli esami in base alle caratteristiche del soggetto tenendo presente specialmente la sua età, alcune sue predisposizioni particolari (desunte dall’anamnesi personale e familiare) e i vaccini che i genitori devono o desiderano somministrare.

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mercoledì 7 agosto 2019

Non è solo il timerosal che rende i vaccini velenosi: anche il lievito e altri composti causano gravi problemi di salute


Il timerosal è uno degli ingredienti più noti per i vaccini, ma non è l'unico di cui i consumatori dovrebbero preoccuparsi. 


Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com
I vaccini contengono una serie di composti potenzialmente dannosi; coadiuvanti, conservanti e altri prodotti chimici tossici vengono regolarmente aggiunti ai cocktail di inoculazione, anche se si sa poco su quali saranno gli effetti a lungo termine dell'esposizione. 

Un corpus crescente di ricerche indica che ingredienti vaccinali insoliti e apparentemente innocui, come il lievito, possono scatenare tutti i tipi di problemi di salute, comprese le malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1.
Mentre il thimerosal è stato gradualmente eliminato da molti vaccini a causa di enormi preoccupazioni per la salute pubblica, molti ingredienti nocivi sono ancora presenti nei vaccini. Il potenziale danno è reale - ed è tempo che le masse si sveglino alla verità sui pericolosi ingredienti in agguato nei loro vaccini.

Il lievito utilizzato nei vaccini potrebbe essere legato alla malattia autoimmune

Come riporta la Children’s Health Defense , un lievito comune usato nei vaccini può essere collegato alla malattia autoimmune. 
Sacccharomyces cerevisiae, noto anche come lievito di birra, viene aggiunto a molte immunizzazioni come adiuvante. Ciò significa che come ingrediente del vaccino, il lievito viene aggiunto per irritare il sistema immunitario e attivarlo.
Come puoi immaginare, l'agitazione intenzionale del sistema immunitario non finisce sempre bene. Come spiega la Children’s Health Defense:
La parte specifica di S. cerevisiae che preoccupa è il mannano, che si trova nelle pareti cellulari dei lieviti e anche nelle glicoproteine ​​dei mammiferi. Queste glicoproteine ​​si trovano nelle pareti cellulari, nei tessuti connettivi come collagene, secrezioni mucose gastrointestinali e nel plasma sanguigno. Svolgono molte funzioni. Ovviamente, se il sistema immunitario attacca il mannano, può essere devastante.
Il lievito viene utilizzato nel vaccino contro l'epatite B (quello che sponsorizza Burioni), che viene somministrato alla maggior parte dei neonati negli Stati Uniti prima ancora che abbiano un giorno intero.
Non sorprende che recenti ricerche abbiano collegato la vaccinazione all'autoimmunità.

Come spiega un caso clinico pubblicato nel 2014 , mentre le allergie "classiche" ai vaccini contenenti lievito sembrano essere piuttosto rare, una ricerca più recente ha indicato che il lievito nei vaccini potrebbe causare l'improvviso aumento della malattia autoimmune. Nel loro rapporto, il team di scienziati descrive un paziente maschio adulto che ha sviluppato improvvisamente l'autoimmunità dopo essere stato inoculato con il vaccino contro l'epatite B.

Natural Health 365 ipotizza inoltre che il drammatico aumento delle diagnosi di diabete di tipo 1 possa anche essere collegato al lievito aggiunto ai vaccini. Mentre sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio il potenziale che il lievito può causare autoimmunità, ci sono molti altri ingredienti del vaccino da tenere d'occhio.

Altri ingredienti nocivi nei vaccini a cui prestare attenzione

L'alluminio è uno dei coadiuvanti del vaccino più preoccupante ed è ancora ampiamente utilizzato. L'alluminio è usato per far funzionare i vaccini "meglio", ma è anche un metallo neurotossico che può accumularsi nel cervello e nel corpo. Diversi studi hanno scoperto che l'alluminio può causare deficit nella funzione cerebrale e cambiamenti nel comportamento negli animali che rispecchiano quello della malattia di Alzheimer o della demenza. Alcuni ricercatori sospettano addirittura che gli effetti negativi dell'alluminio siano almeno in parte dovuti al modo in cui interagisce con il sistema immunitario.
Oltre all'alluminio, ci sono una serie di strani ingredienti per il vaccino che potresti pensare che non avrebbero posto nel corpo umano. Questi includono:
  • Glutammato monosodico (MSG) - un additivo alimentare tossico
  • Lattice - un allergene noto
  • Solfato d'ammonio - un fertilizzante chimico
  • Olio di arachidi - un allergene noto
  • Dolcificanti artificiali - l'additivi alimentari più tossici
  • Micoplasma: microrganismi microscopici che possono causare polmonite
  • Cellule renali di scimmia - potenzialmente tossiche per l'uomo
Molti di questi ingredienti vengono utilizzati per la coltura (o “crescita”) dei vaccini o aggiunti successivamente nel processo come adiuvanti. In entrambi i casi, questi composti dannosi non possono essere utilizzati come "medicina".

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