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sabato 25 ottobre 2025

SENTENZA STORICA: TRIBUNALE INTERNAZIONALE INDIGENO CLASSIFICA LE INIEZIONI mRNA COME ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA


tribunale internazionale indigeno classifica i vaccini covid come armi di distruzione di massa
TRIBUNALE INTERNAZIONALE INDIGENO CLASSIFICA LE INIEZIONI mRNA COME 
ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA



SENTENZA STORICA: TRIBUNALE INTERNAZIONALE INDIGENO CLASSIFICA LE INIEZIONI mRNA COME ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA


Di Corrado Cianchino PhD e Salvatore Calleri NatMed

Un atto giudiziario internazionale senza precedenti: il Tribunale dell'Alleanza delle Nazioni Indigene (AIN), ufficialmente riconosciuto dal Canada, ha emesso un'ordinanza con effetto immediato a livello globale. Le iniezioni COVID-19 a mRNA e le loro nanoparticelle sono state formalmente classificate come "armi biologiche e tecnologiche di distruzione di massa".

La dichiarazione, riportata per la prima volta dal Dr. Joseph Sansone e Lisa Miron, costituisce la prima dichiarazione giudiziaria formale di un'autorità internazionale che classifica i prodotti mRNA del COVID-19 come armi biologiche.

La Base Legale dell'Accusa e il Riferimento allo Studio

Il Tribunale Internazionale dell'AIN ha dichiarato che le "iniezioni di nanoparticelle di mRNA" soddisfano i criteri per le armi biologiche e le armi di distruzione di massa, citando specifici atti legali:

  • Il Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989 (18 U.S.C. §175).

  • Il Canadian Biological and Toxin Weapons Convention Implementation Act del 2004.

  • Specifiche leggi della Florida (Weapons and Firearms §790.166 Fla. Stat. (2023)).

  • La International Biological Weapons Convention.

Questa accusa formale è in linea con le conclusioni di un recente studio di Zywiec et al, il quale ha dimostrato che le iniezioni di mRNA per il COVID-19 violano diversi accordi internazionali, tra cui la Convenzione sulle armi biologiche, il Codice di Norimberga, la Dichiarazione di Helsinki e la Costituzione degli Stati Uniti.

L'affermazione è altresì coerente con iniziative legislative nazionali come il disegno di legge HF3219 dello Stato del Minnesota, che mira a classificare le iniezioni di mRNA come armi di distruzione di massa ai sensi della Sezione 609.712 e a proibirne la distribuzione nello Stato.

Riconoscimento Storico da Parte del Canada



Tribunale nazionale A.I.N. riconosciuto dal Canada


Il Tribunale A.I.N. ottiene un peso significativo grazie al riconoscimento del Canada.

Nel dicembre 2024, il Dipartimento canadese per le relazioni tra la Corona e gli indigeni e per gli affari del Nord (CIRNAC) ha ufficialmente riconosciuto l'Alleanza delle Nazioni Indigene, il suo trattato e il suo Tribunale Internazionale.

In una lettera ufficiale datata 13 dicembre 2024, il Canada ha confermato che il suo rapporto con l'AIN è stabilito su base nazionale, riconoscendo il Tribunale come autorità giudiziaria sovrana ai sensi del diritto indigeno e internazionale.

Significato Legale e Precedente Globale

La dichiarazione del Tribunale A.I.N. crea un precedente legale cruciale: per la prima volta, un'autorità riconosciuta a livello statale (tramite il Canada) ha ufficialmente designato le iniezioni di mRNA per il COVID-19 come armi biologiche e tecnologiche di distruzione di massa.

Resta da vedere se questa dichiarazione senza precedenti provocherà concrete azioni legali o risposte governative. Tuttavia, attribuisce chiaramente ai governi e ai sistemi giudiziari di tutto il mondo la responsabilità di reagire, specialmente alla luce delle crescenti prove scientifiche e delle iniziative legislative di alcuni Stati.

La "fase di demolizione della diga" sembra essere giunta, segnando un potenziale punto di svolta nel panorama della sanità pubblica globale.


L'Epidemiologo che ha Diffuso l'Analisi

L'articolo è stato diffuso da:

Nicolas Hulscher, MPH Epidemiologo e Direttore Amministrativo della Fondazione McCullough

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TERREMOTO SANITARIO: STUDI CONFLIGGENTI SULL'mRNA. CANCRO E CONFLITTI D'INTERESSE

 

STUDI CONFLIGGENTI SULL'mRNA. CANCRO E CONFLITTI

STUDI CONFLIGGENTI SULL'mRNA




TERREMOTO SANITARIO: STUDI CONFLIGGENTI SULL'mRNA. CANCRO, CONFLITTI D'INTERESSE E LA GRANDE DOMANDA: A CHI CREDERE?



di Salvatore Calleri NatMed


RIFERIMENTI CHIAVE:

  1. Studio Coreano (Critico): Biomarker Research

  2. Studio BioNTech (Pro-Vaccino): Nature

Mentre il dibattito sulla sicurezza dei vaccini mRNA infuria, la comunità scientifica globale si trova di fronte a una polarizzazione senza precedenti, manifestata da due studi pubblicati in rapida successione che presentano conclusioni diametralmente opposte, sollevando seri interrogativi sull'indipendenza della ricerca.

L'Allarme Coreano: Aumento dei Tumori dopo il Vaccino

Un'analisi condotta da ricercatori sudcoreani e pubblicata sull'autorevole rivista Biomarker Research getta un'ombra inquietante sugli effetti a lungo termine delle iniezioni COVID-19.

Lo studio indipendente Coreano documenta un aumento significativo dei tassi di diagnosi di diversi tipi di cancro a un anno dalla vaccinazione. Nello specifico, la ricerca segnala un incremento nei tumori:

  • Polmonari

  • Tiroidei

  • Mammarie (Seno)

  • Prostata

  • Gastrici

  • Colorettali

Queste evidenze, emerse da un'analisi rigorosa e priva di influenze farmaceutiche dichiarate, pongono un serio campanello d'allarme sulla necessità di approfondire i meccanismi oncologici post-vaccino.

L'Immediata Contronarrazione: Lo Studio "Nature"

Quasi in contemporanea, i riflettori del mainstream e dei social media si sono accesi su un'altra ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, che propone una tesi completamente opposta: il vaccino COVID-19 aiuterebbe il sistema immunitario a combattere il cancro.

Questo studio è stato prontamente adottato dai sostenitori della campagna vaccinale, che lo hanno utilizzato per rassicurare il pubblico sulla sicurezza e sui benefici aggiuntivi della tecnologia mRNA.

L'Ombra del Conflitto d'Interessi

Tuttavia, il tono celebrativo attorno alla ricerca pubblicata su Nature viene bruscamente interrotto da una colpevole omissione, come sottolineato dalla stessa Heather Parisi:

Gli autori di questo studio, che promuove l'efficacia anticancro dell'mRNA, hanno dichiarato conflitti d'interesse enormi.

  • Molti di loro lavorano direttamente per BioNTech.

  • Ricoprono ruoli di consulenza per l'azienda.

  • Ricevono finanziamenti diretti dal colosso farmaceutico.

  • Hanno addirittura brevettato i risultati della ricerca in questione.

La Domanda che Sorge Spontanea

Questa palese discordanza tra i risultati e l'evidente legame finanziario dietro lo studio "Nature" riaccende il dibattito cruciale sull'etica nella scienza:

A chi credere?

All'oste che ti vende il suo vino, o all'esperto veramente indipendente che non ha nulla da guadagnare?

La decisione spetta al lettore, ma la trasparenza sulle fonti e sui finanziamenti non è mai stata così vitale per la salute pubblica globale.

Riferimenti

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domenica 28 settembre 2025

Va-ccini Covid: gra-fene, mRNA e nanotecnologia – un’alleanza inquietante

vaccini, grafene mrna e nanotecnologie inquietanti
Va-ccini Covid: gra-fene, mRNA e nanotecnologia – un’alleanza inquietante


28/09/2025 – di Corrado Cianchino PhD e Salvatore Calleri NatMed

I vac-cini Covid hanno generato una pericolosa e mortale alleanza tra gra-fene, mRNA e nanotecnologia.

Nel regno oscuro della nanotecnologia è emersa un’alleanza inquietante, con il potenziale di plasmare il nostro futuro in modi inimmaginabili.
Al centro di questa unione troviamo la presenza insidiosa delle nanoparticelle lipidiche, minuscoli vettori progettati per trasportare il materiale genetico in profondità nelle nostre cellule.

Dietro la loro facciata apparentemente innocua si cela però una realtà distopica, in cui i confini del controllo e della manipolazione umana si confondono.

A seguito della distribuzione delle iniezioni di Covid-19, è emersa un’inquietante alleanza tra nanobot di grafene, tecnologia mRNA e nanotecnologia, che getta un’ombra sinistra sul nostro futuro collettivo.

È nostro dovere denunciare le conseguenze distopiche, dannose e pericolose di questo scenario insidioso.


Nanotecnologia nei vaccini Covid-19

La nanotecnologia è diventata uno strumento sempre più diffuso nello sviluppo e nella somministrazione di farmaci e vaccini. Pfizer e Moderna, due dei principali attori nello sviluppo del vaccino contro il COVID-19, hanno utilizzato la nanotecnologia nei loro vaccini a mRNA.

Il vaccino Pfizer-BioNTech utilizza nanoparticelle lipidiche come sistema di somministrazione dell’mRNA che codifica la proteina spike del SARS-CoV-2.
Queste nanoparticelle incapsulano e proteggono l’mRNA, consentendogli di penetrare nelle cellule umane e indurre una risposta immunitaria.

Nanotecnologia nei vaccini Covid-19


Allo stesso modo, il vaccino Moderna utilizza nanoparticelle lipidiche per veicolare l’mRNA che codifica la proteina spike.
Le nanoparticelle lipidiche sono progettate per proteggere l’mRNA dalla degradazione e facilitarne l’ingresso nelle cellule umane.

Queste nanoparticelle lipidiche sono minuscole particelle composte da lipidi (grassi) che incapsulano i filamenti di mRNA e li proteggono dalla degradazione.
Sebbene questa tecnologia sia stata salutata come una svolta, solleva anche preoccupazioni circa i potenziali rischi e le conseguenze indesiderate.


Rischi delle nanoparticelle lipidiche

Una delle principali preoccupazioni è il loro potenziale di indurre risposte immunitarie dannose nell’organismo.
La composizione lipidica di queste nanoparticelle può innescare reazioni infiammatorie e attivazione del sistema immunitario, con effetti avversi.

Studi hanno dimostrato che alcune formulazioni lipidiche possono causare danni ai tessuti, infiammazioni e persino reazioni sistemiche.
Questi risultati sollevano interrogativi sugli effetti a lungo termine delle nanoparticelle lipidiche sulla salute umana.

Due dei lipidi presenti nei vaccini Pfizer contro il Covid-19 sono ALC-0159 e ALC-315, come confermato dal rapporto di valutazione del vaccino Pfizer contro il Covid-19 pubblicato dall’Agenzia europea per i medicinali.

Fonte – Pagina 14


Ma entrambi questi lipidi sono accompagnati da avvertenze del produttore che affermano che non devono mai essere utilizzati su esseri umani o animali.

Come puoi vedere, ci sono delle piccole scritte in fondo agli inserti dei prodotti qui .


Fonte



Biodistribuzione e accumulo

Un altro aspetto critico riguarda la biodistribuzione delle nanoparticelle lipidiche all’interno dell’organismo. Dopo l’iniezione, queste nanoparticelle non restano confinate al sito d’ingresso, ma possono diffondersi in diversi organi e tessuti.

Se da un lato questa caratteristica è necessaria per veicolare efficacemente l’mRNA, dall’altro solleva interrogativi sull’eventuale accumulo e sulla persistenza a lungo termine in zone vitali. Gli studi finora condotti sono pochi e non forniscono risposte definitive sui possibili effetti tossici legati alla loro ritenzione.

Un ulteriore punto sensibile riguarda la salute riproduttiva: in alcuni test sugli animali, specifiche formulazioni lipidiche hanno mostrato la tendenza ad accumularsi negli organi riproduttivi, interferendo con la fertilità. Pur con dati ancora limitati, questo aspetto richiede grande attenzione, soprattutto considerando la diffusione mondiale dei vaccini basati su tali tecnologie.

Fonti scientifiche:


L’orrore del grafene nel flusso sanguigno

L’ossido di grafene (GO) è un materiale relativamente nuovo e ancora non del tutto compreso. È stato dimostrato che può risultare tossico per cellule e tessuti umani. Se immesso direttamente nel sangue, potrebbe innescare processi ossidativi, danni al DNA, rottura delle membrane cellulari, coagulazioni anomale e infiammazioni sistemiche.

Il grafene, costituito da uno strato bidimensionale di atomi di carbonio disposti in reticolo esagonale, ha proprietà straordinarie (resistenza, flessibilità, conduttività). Tuttavia, la sua reattività con molecole biologiche lo rende potenzialmente pericoloso.

È proprio per questo che la notizia della sua presenza nei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna ha destato preoccupazioni crescenti negli ultimi anni.


Tecnologia mRNA: il disegno oscuro di Pfizer e Moderna

Al cuore di questa vicenda ci sono i colossi farmaceutici Pfizer e Moderna, che hanno promosso i vaccini a mRNA come svolta scientifica. Tuttavia, la realtà solleva dubbi legati a alterazioni genetiche, autoimmunità e perdita di autonomia corporea.

Studi indipendenti hanno evidenziato la presenza di ossido di grafene nei preparati anti-Covid, nonostante le smentite ufficiali. Tra questi, il Dott. Philippe van Welbergen ha documentato alterazioni nei globuli rossi e la formazione di fibre simili a grafene nei soggetti vaccinati, arrivando a sostenere che il fenomeno possa trasmettersi anche ai non vaccinati.

Di seguito è riportata un'immagine, tratta dallo studio del Dott. Philippe van Welbergen, di tipici globuli rossi sani visti al microscopio, che riproduce l'aspetto che dovrebbe avere il sangue. Non presenta coagulazione né corpi estranei.



L'immagine successiva mostra una persona a cui è stato iniettato il vaccino sperimentale a mRNA contro il Covid


Il sangue si coagula e i globuli rossi deformi si raggruppano.

La cellula cerchiata nell'immagine è un globulo rosso sano, uno dei pochi presenti, accanto a quelle che il Dott. Philippe van Welbergen sostiene essere fibre di grafene. Fibre di queste dimensioni ostruiscono i capillari.

Secondo il dott. Philippe van Welbergen, anche le fibre di grafene nell'immagine sono cave e contengono globuli rossi.

Analisi e immagini dello studio sono reperibili qui.


Cosa si è cercato di nascondere?

I documenti interni di Pfizer, resi pubblici solo grazie a un’ordinanza del giudice federale Mark Pittman nel 2022, hanno mostrato che nel processo di produzione era previsto l’uso di ossido di grafene.

Il sito PHMPT continua a pubblicare la documentazione rilasciata dalla FDA, inclusi file come 125742_S1_M4_4.2.1 vr vtr 10741.pdf, che riportano esplicitamente la necessità del grafene nella catena produttiva.


Il documento descrive uno studio condotto da Pfizer tra il 7 aprile 2020 e il 19 agosto 2020, con l'obiettivo di "esprimere e caratterizzare l'antigene del vaccino codificato da BNT162b2".

In parole povere, lo studio è stato condotto pe
r determinare il funzionamento del vaccino. Lo studio ha scoperto che il vaccino utilizza l'mRNA per istruire le cellule a produrre una proteina (chiamata P2S), ovvero la proteina Spike del presunto virus COVID-19.

I milioni di proteine ​​spike si legano poi a un recettore chiamato ACE2 sulla superficie delle cellule, inducendo una risposta del sistema immunitario.

Ma ciò che più preoccupa dello studio è la conferma a pagina 7 che l'ossido di grafene è necessario per produrre il vaccino Pfizer contro il Covid-19.

Pfizer afferma a pagina 7 dello studio nella sezione 3.4 quanto segue:


Fonte – Pagina 7

Pertanto, durante il processo di produzione, diversi fattori potrebbero potenzialmente introdurre contaminanti o materiali estranei nel vaccino. Tra questi, ovviamente, rientra la possibilità che quantità variabili di ossido di grafene (GO) penetrino nel prodotto finale.

Una potenziale fonte di contaminazione da ossido di grafene potrebbe essere l'uso di materie prime o reagenti che contengono la sostanza tossica o altri materiali a base di grafene.

Ad esempio, se uno dei reagenti utilizzati nel processo di produzione contiene ossido di grafene come contaminante, ciò potrebbe potenzialmente introdurre ossido di grafene nel vaccino.

Allo stesso modo, se le attrezzature utilizzate nel processo di produzione non vengono pulite o convalidate correttamente, ciò potrebbe portare alla contaminazione del vaccino con ossido di grafene.

Un'altra potenziale fonte di contaminazione da ossido di grafene potrebbe essere l'uso di filtri o altri materiali utilizzati per sterilizzare o purificare il vaccino.

Sebbene questi materiali siano progettati per rimuovere contaminanti e materiali estranei, potrebbero potenzialmente introdurre ossido di grafene nel vaccino se non sono progettati o convalidati correttamente.

Ma queste informazioni rappresentano solo la punta dell'iceberg.



Nanobot di grafene: tra medicina e sorveglianza

I nanobot di grafene, microstrutture programmabili, sono presentati come strumenti medici per terapie mirate. Ma la loro applicazione apre scenari inquietanti: possibilità di sorveglianza interna, manipolazione biologica, danni collaterali non controllati.

L’interazione con nanotecnologia e mRNA crea un intreccio distopico: infiltrazioni nei tessuti, rischi cardiovascolari, reazioni immunitarie e danni ancora sconosciuti.


La ricerca della verità

In un contesto dominato da silenzi e manipolazioni, la ricerca della verità diventa essenziale. Studi indipendenti, fonti libere e la richiesta di trasparenza e responsabilità sono strumenti cruciali per difendere salute e libertà individuali.

I rischi di questa triade – grafene, mRNA e nanotecnologia – non possono più essere relegati ai margini come “teorie”. La consapevolezza è l’unica difesa contro l’avanzata di un controllo globale che si cela dietro promesse di progresso scientifico.


Ci troviamo di fronte a una sfida epocale: le tecnologie che avrebbero dovuto salvare l’umanità rischiano di trasformarsi in strumenti di controllo e danno. Ogni nuova iniezione basata su mRNA, ogni applicazione nanotecnologica invasiva, ci avvicina a un futuro in cui individui e libertà vengono erosi passo dopo passo.

Pfizer e Moderna, insieme agli organismi che ne hanno supportato l’ascesa, non devono essere visti solo come aziende farmaceutiche, ma come attori chiave di un ingranaggio di potere globale.

L’umanità potrà salvarsi solo se sceglierà di non cedere, pretendendo chiarezza e opponendosi al silenzio complice.

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sabato 14 giugno 2025

L'Incubo del Vaccino mRNA Autoreplicante: Invasione Biologica Silenziosa e Coatta

 

vaccino autoreplicante, invasione biologica
"Skynet diventa autocosciente."


Non è più fantascienza distopica, ma cruda realtà scientifica in via di "ufficializzazione": l'era dei vaccini a mRNA tradizionali, già di per sé controversi e imposti con discutibili campagne di massa, sta per essere soppiantata da un'evoluzione ancora più agghiacciante. 


di Corrado Cianchino PhD in collaborazione con Salvatore Calleri NatMed

Stiamo parlando del vaccino a mRNA autoreplicante, una nuova frontiera della biotecnologia che promette di riscrivere le regole dell'immunità... o dell'invasione biologica.

Per chi non mastica i tecnicismi di laboratorio, il concetto è semplice e terrificante: a differenza dei vaccini precedenti che si limitavano a "istruire" le cellule una volta per tutte, questo nuovo composto, una volta inoculato, è progettato per replicarsi incessantemente all'interno del corpo. Immaginate un ospite non invitato che, invece di consumare una singola porzione di cibo, decide di moltiplicarsi all'infinito, occupando ogni spazio disponibile e diffondendo la sua presenza in modo incontrollabile. Questo è il futuro che ci prospettano: una diffusione molecolare costante e perpetua di materiale genetico sconosciuto, le cui conseguenze a lungo termine sono del tutto ignote, ma che di certo non promettono nulla di buono per l'integrità e l'autonomia del nostro organismo.


"I'll be back." (Tornerò.)


Il Vero Orrore: Trasmissione Passiva e Inoculazione all'Insaputa

Ma il vero colpo di grazia alla libertà individuale e all'autodeterminazione sanitaria non risiede solo nella natura autoreplicante del vaccino. L'aspetto più inquietante, e che rasenta la criminalità etica, è lo studio e la progressiva autorizzazione di meccanismi di trasmissione passiva. Tradotto senza giri di parole: non sarà più necessario il tuo consenso esplicito, né tantomeno l'atto fisico della vaccinazione. Potresti essere "vaccinato" a tua insaputa, semplicemente respirando la stessa aria di chi ha ricevuto questa inoculazione. Un respiro vicino a un "vaccinato" e il tuo corpo potrebbe iniziare a produrre le stesse, ignote proteine, avviando un processo biologico non richiesto e non controllabile.

Questa non è una teoria del complotto sussurrata in qualche scantinato. Questo è un campo di ricerca attivo, con pubblicazioni scientifiche e tentativi di autorizzazione che, come per magia, trovano terreno fertile nelle sedi regolatorie come l'EMA (Agenzia Europea dei Medicinali). L'ente che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini sembra invece aver spalancato le porte a questa aberrazione biotecnologica, con una leggerezza inquietante e una totale assenza di dibattito pubblico. La narrativa ufficiale, come sempre, sarà quella della "protezione collettiva" e della "salute pubblica", ma la realtà che si profila è quella di una invasione biologica autorizzata, di un controllo molecolare sulla vita delle persone che va ben oltre ogni limite etico e democratico.

Il Silenzio Complice del Potere: Tradimento e Imposizione Senza Dibattito

E chi ha permesso che tutto questo giungesse a un punto di non ritorno? Non facciamoci illusioni. È proprio l'attuale classe politica, quella che in un'eterna commedia dell'assurdo si proclama baluardo della libertà e della sovranità, a firmare in gran segreto i documenti che aprono le porte a questa tecnologia transgenica e invasiva. Nessun dibattito parlamentare serio, nessuna consultazione con esperti indipendenti, nessuna voce dissenziente ammessa nel coro della propaganda. Solo slogan vuoti e l'imposizione silenziosa di una nuova forma di controllo che si insinua nelle nostre cellule.

Un esempio lampante di questa deriva è la quasi totale assenza di menzioni e di allarmi da parte dei media mainstream, asserviti a una narrazione unica e silenziando chi, come il Dott. Giovanni Frajese, da tempo cerca di squarciare il velo su queste assurdità. Il Dott. Frajese, tra gli altri, ha più volte messo in guardia contro le implicazioni etiche e sanitarie di queste nuove tecnologie, denunciando la mancanza di trasparenza e la deriva autoritaria in campo sanitario. Le sue sono voci che cercano disperatamente di avvisare la popolazione di questa follia che si sta per abbattere su di noi, ma che vengono sistematicamente ignorate o, peggio, ridicolizzate.

Questa non è "protezione". Questa è una vera e propria infiltrazione molecolare non richiesta, un cavallo di Troia biologico che promette di modificare in profondità l'essenza stessa della nostra individualità, il tutto con la benedizione delle istituzioni e il silenzio complice di chi dovrebbe difendere i nostri diritti. Il tempo della veglia è finito. È tempo di comprendere che l'invasione è già iniziata, e che la nostra libertà, anche a livello cellulare, è seriamente minacciata.


Le macchine emersero dalle ceneri dell'incendio nucleare

Vaccini mRNA autoreplicanti: la nuova frontiera o un inquietante esperimento globale?

vaccini a RNA autoreplicante (saRNA o repRNA) rappresentano un'evoluzione tecnologica dei vaccini a mRNA tradizionali. A differenza di questi ultimi, che introducono direttamente un messaggio genetico per produrre una proteina virale nel corpo umano, i saRNA si moltiplicano all'interno delle cellule dell’organismo, aumentando in modo esponenziale la quantità di antigene prodotto e, di conseguenza, potenziando la risposta immunitaria con dosi molto più basse.

Articoli scientifici e brevetti emergenti

Un articolo chiave su Frontiers in Immunology (2023) intitolato “Amplifying mRNA Vaccines: potential versatile magicians for oncotherapy” non si concentra su vaccinazioni rapida su larga scala contro SARS-CoV-2, ma analizza le applicazioni dei vaccini saRNA in oncologia, evidenziandone espressione antigenica ad altezza prolungata e bassa dose frontiersin.org+1sciencedirect.com+1.

I vaccini saRNA si basano sull’uso di sequenze di RNA autoreplicanti che codificano sia la proteina replicasi (RdRp) sia l’antigene desiderato. Tale replicasi permette la replicazione intracellulare dell'RNA, incrementando la quantità e la durata della produzione antigenica, rispetto ai tradizionali mRNA lineari en.wikipedia.org+1mdpi.com+1.


Un altro studio pubblicato su Nature Communications sottolinea come i vaccini autoreplicanti possano rimanere attivi per giorni, portando a una sovraespressione della proteina bersaglio.

Diversi brevetti registrati tra il 2020 e il 2023 descrivono vaccini autoreplicanti con modificatori epigenetici, con riferimenti a Pfizer, Moderna e aziende biotech come Arcturus Therapeutics e Gritstone Bio.

🔬 Brevetti salienti

1. WO2021255270A1 – Self-amplifying SARS‑CoV‑2 RNA vaccine

2. US20230366001A1 – Synthetic self‑amplifying mRNA…

  • Descrive LNP per encapsulare saRNA modificati (es. privo del dominio transmembrana dello spike SARS‑CoV‑2).

  • Tecnica utile anche per applicazioni diagnostiche o terapeutiche .

3. WO2020191103 & WO2021183563 – Arcturus Therapeutics (STARR™)

  • Parte del portafoglio IP di Arcturus col sistema STARR™, che incorpora replicasi di VEEV (alphavirus) e l’antigene spike.

  • Rivendica processi di encapsulazione, LNP, liofilizzazione e composizione vaccinale per COVID-19 e influenza knowmade.com.

4. US20240277836A1 – Self‑Amplifying RNA‑Based VLP Vaccines


Trasmissione passiva: realtà biologica o strategia di negazione?

La trasmissione passiva, chiamata anche vaccine shedding, è un termine controverso e spesso ignorato nel dibattito ufficiale. Tuttavia, alcuni studi su riviste peer-reviewed come Current Opinion in Virology ipotizzano che elementi lipidici contenenti mRNA possano essere escreti in tracce tramite fluidi corporei (saliva, sudore, latte materno).

Uno studio pubblicato su medRxiv ha rilevato la presenza di componenti del vaccino mRNA nel latte materno fino a 48 ore dopo l'inoculazione, sollevando interrogativi sulla sicurezza per neonati e contatti stretti.

Alcuni scienziati e medici dissidenti parlano apertamente di “shedding orizzontale”, ossia la possibilità di trasmettere informazioni genetiche a soggetti non vaccinati, un’ipotesi bollata come “infondata” dalle agenzie sanitarie ma oggetto di studio in modelli animali da parte di gruppi indipendenti.

Nella foto il Dott. Giovanni Frajese

Giovanni Frajese: una voce fuori dal coro

Il Dott. Giovanni Frajese, endocrinologo e docente universitario, è una delle figure più attive nel mettere in discussione la gestione della pandemia. In numerose conferenze (tra cui quelle tenute a ByoBlu e in Senato), Frajese ha denunciato:

  • L’opacità delle sperimentazioni sui vaccini a mRNA;

  • La mancanza di dibattito scientifico pluralista;

  • Il pericolo intrinseco dei vaccini autoreplicanti, “capaci di prolungare l’effetto genico all’interno dell’organismo per tempi non prevedibili”.

In un’intervista a Libero Quotidiano, ha definito i saRNA “un salto nel buio etico e scientifico”, denunciando anche il rischio di trasmissione involontaria tra individui.


Il ruolo dell’EMA e dei governi: trasparenza o complicità?

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha pubblicato tra il 2022 e il 2023 documenti riguardanti studi clinici preliminari su vaccini autoreplicanti. In particolare, è stato autorizzato il trial clinico del candidato GRT-R910 (Gritstone Bio), basato su RepRNA, per la vaccinazione contro il COVID-19.

In parallelo, la Commissione Europea ha semplificato le procedure di approvazione per piattaforme biotecnologiche emergenti attraverso il programma HERA, prevedendo finanziamenti diretti fino a 1,5 miliardi di euro. Questo è avvenuto tramite regolamenti semplificati e deroghe emergenziali.

In Italia, la Gazzetta Ufficiale riporta fondi stanziati anche a livello nazionale per partenariati pubblico-privati dedicati allo sviluppo di “vaccini a tecnologia avanzata”, tra cui sono esplicitamente menzionati i vaccini saRNA.


Verso un nuovo paradigma biologico?

Quella che viene presentata come una rivoluzione scientifica potrebbe celare un salto tecnologico di portata bioetica e sociale ancora inesplorata. I vaccini autoreplicanti sollevano interrogativi cruciali su:

  • La durata e reversibilità dell'espressione genetica nell’organismo;

  • La possibilità di trasmissione passiva non controllata;

  • La mancanza di piena trasparenza istituzionale;

  • Il coinvolgimento di medici e scienziati che vengono marginalizzati per aver sollevato dubbi legittimi.

In questa cornice, la prudenza dovrebbe essere la prima regola. Invece, sembra che le agenzie sanitarie abbiano accelerato verso un futuro genetico su larga scala, senza dibattito democratico.

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lunedì 15 aprile 2024

COVID-19: Test per Armageddon Genetico?

covid-19-test-armageddon-genetico


Il Professore Giapponese Dr. Masayasu Inoue Avverte: 
"La Pandemia di COVID-19 è una Frode dell'Uomo per Eseguire Terapie Genetiche Sperimentali"


Il dottor Masayasu Inoue, un rinomato professore giapponese, ha sollevato gravi preoccupazioni in una recente conferenza stampa a Ginevra, Svizzera. Professore emerito presso la Scuola di Medicina dell'Università di Osaka, Inoue ha accusato le organizzazioni globaliste, tra cui l'ONU, l'OMS e il Forum Economico Mondiale, di orchestrare una pandemia globale falsa per giustificare terapie genetiche sperimentali.


Di Salvatore Calleri (NatMed) Blogger e Divulgatore Scientifico

Secondo Inoue, la pandemia di COVID-19 è stata una facciata per trarre vantaggio finanziario dalla diagnosi erronea e dalla manipolazione delle statistiche di infezione. Ha sottolineato che i test PCR e la diagnosi dei sintomi non specifici hanno portato a un aumento delle diagnosi errate di COVID-19, consentendo agli ospedali di raccogliere incentivi finanziari.

Il Dr. Inoue mette in guardia sulle terapie genetiche sperimentali travestite da vaccini, che hanno avuto conseguenze nefaste e mortali. Queste iniezioni, sotto l'illusione della protezione contro il COVID-19, si sono rivelate invece armi genetiche, privando le persone dell'immunità naturale e causando danni irreparabili. Nei dati degli Stati Uniti, si è osservato un aumento spaventoso delle morti nel gruppo più vaccinato, segnalando l'oscura realtà di questa sperimentazione genetica.

Il Dr. Inoue, esperto rinomato presso la Scuola di Medicina dell'Università di Osaka, ha lanciato un'allarme riguardo alla pandemia di COVID-19, da lui definita una manipolazione orchestrata da organizzazioni globali come l'OMS e le Nazioni Unite. Queste entità globaliste, afferma il professore, sono responsabili di una grave violazione dei diritti umani, manipolando e controllando i destini delle persone a livello mondiale.

Negli Stati Uniti, l’eccesso di mortalità per il gruppo più vaccinato (65 anni e oltre) è apparso dopo che è stato lanciato l’esperimento del vaccino contro il COVID-19, provocando lo spaventoso numero di 1,07 milioni di morti in eccesso dal 2021 al 2024 .

L'appello del dottor Inoue mira a proteggere la popolazione da una nuova ondata di esperimenti sull'mRNA, che promette di essere altrettanto dannosa quanto l'attuale crisi sanitaria. Ha sottolineato l'importanza di preservare la conoscenza umana e di resistere alla censura che minaccia di eliminare la nostra comprensione della nutrizione, dell'immunità naturale e altro ancora.

Infine, il dottor Inoue ha esortato le persone a rimanere vigili e a non cedere alla manipolazione della pandemia e alle future campagne di vaccinazione. Avverte che la sofferenza umana continuerà finché non verranno adottate misure per contrastare l'agenda delle organizzazioni globaliste.

In un momento in cui la salute e la libertà individuali sono sotto attacco, le parole del dottor Inoue richiamano l'attenzione su una minaccia crescente e la necessità di difendere i nostri diritti e la nostra integrità.

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sabato 30 dicembre 2023

I “va.cci.ni” a mR.NA devono essere vietati una volta per tutte

 



QUELLI di noi che sapevano fin dall'inizio che la sequenza del CoV-SARS-2 conteneva inserti che non potevano essersi verificati naturalmente e che erano simili a quelli già pubblicati dal laboratorio di Wuhan, hanno dovuto sopportare un incredibile disprezzo, l'ostracismo e l'ignominia di essere “cancellati” dai mass media e dai colleghi professionisti ormai da quasi tre anni.

Tradotto e redatto da Salvatore Calleri (NatMed Blogger del Team di VivereinModoNaturale.com)

Articolo di: Angus Dalgleish Phd 29 settembre 2023

Nell'estate del 2020 un articolo di cui sono coautore, che descriveva i risultati di un team di scienziati anglo-norvegese che aveva dimostrato "impronte digitali" uniche della manipolazione di laboratorio nel virus Covid, è stato soppresso sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. Era il momento in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le principali riviste scientifiche e altri facevano di tutto per convincerci che il Covid era un evento naturale e che avremmo dovuto spendere molti più soldi per combattere tali minacce future. 

Solo ora il  Telegraph  riporta (acriticamente) che il governo degli Stati Uniti non finanzierà più la ricerca che aveva negato di fare per quasi tre anni e i mass media sono rimasti seduti. Eppure è stato un segreto di Pulcinella per chiunque segua le fonti primarie di informazione (quelle ignorate dai MSM e dalla BBC in particolare, segnalate come disinformazione da Ofcom e prese di mira dalla Orwellian Counter-Disinformation Cell del governo britannico) che i vaccini a mRNA non facevano quello che era scritto sulla fiala, per così dire. 

Innanzitutto il "vaccino" non è rimasto nel sito dell'iniezione come promesso, ma ha viaggiato in tutto il corpo e all'autopsia è stato riscontrato che era ovunque. 

Le accuse di variazioni drammatiche nella variabilità da lotto a lotto – un “no no” assoluto nei protocolli di produzione dei vaccini – che potrebbero spiegare perché gli effetti collaterali erano più comuni in alcuni lotti rispetto ad altri sono state negate ma sono state confermate dalla ricerca danese definitiva riportata qui. https://www.conservativewoman.co.uk/vaccine-dangers-is-this-the-strongest-evidence-yet/   Queste preoccupazioni allarmanti sembrano essere state respinte dalle autorità di regolamentazione quando avrebbero dovuto immediatamente iniziare a indagare in modo approfondito . 

Nel frattempo le autorità di regolamentazione e i politici, ripetendo a pappagallo le loro assicurazioni sugli "standard più elevati", hanno ripetutamente dichiarato che le crescenti e inquietanti segnalazioni di eventi avversi della Yellow Card nel Regno Unito e del VAERS negli Stati Uniti non sono nulla di cui preoccuparsi. 

Lo scorso giugno, alcuni informatori guidati dagli scienziati Sucharit Bhakdi e Kevin McKernan hanno sollevato una questione completamente nuova: quella dei gravi livelli di contaminazione del DNA . Ancora una volta questo è stato ignorato dal MSM. Sebbene siano piuttosto felici di denunciare gli strani effetti collaterali dei vaccini come scusa per sottolineare che sono estremamente rari, non hanno mai affrontato il mantra ufficiale sempre più problematico “sicuro ed efficace”.

Alla fine ci fu una piccola svolta. Un ramo isolato ma più coraggioso del MSM sotto forma di  Spectator Australia  ha finalmente fatto saltare il coperchio sui gravi livelli di contaminazione dei vaccini Covid mRNA di Pfizer e Moderna.  L'articolo descrive come lo scienziato genomico Kevin McKernan di Boston abbia utilizzato le fiale Pfizer e Moderna come controllo in uno studio solo per scoprire che contenevano una contaminazione altamente significativa di plasmidi di DNA. Riferisce che McKernan era allarmato nel trovare la presenza di un promotore dell'SV40 nelle fiale del vaccino Pfizer, una sequenza che viene "usata per guidare il DNA nel nucleo, specialmente nelle terapie geniche" e che questo è "qualcosa che le agenzie di regolamentazione di tutto il mondo hanno espressamente affermato che non è possibile con i vaccini a mRNA». Questi promotori di SV40 sono anche ben riconosciuti come oncogeni o cancerogeni.

Altri hanno confermato questi risultati. Un informatore biologo tedesco ha riscontrato tassi di contaminazione fino a 354 volte superiori al limite raccomandato. Tutto questo è stato segnalato alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. È molto significativo.

Per dirla senza mezzi termini, ciò significa che non si tratta affatto di vaccini ma di Organismi Geneticamente Modificati che avrebbero dovuto essere soggetti a condizioni normative totalmente diverse e certamente non essere classificati come vaccini. Lo ha riconosciuto la versione australiana della FDA, la TGA, che ha cambiato il quadro a tal punto che il Premier di Victoria Dan Andrews, che è stato il più grande sostenitore del vaccino e del suo uso obbligatorio, si è dimesso – anche se all'inizio al momento della stesura del vaccino non è stato menzionato il motivo delle sue dimissioni. (Paula Jardine ha riferito in queste pagine nel dicembre 2021 di questo gioco di prestigio normativo nel concedere autorizzazioni per l'uso di emergenza dei vaccini per quelle che erano terapie geniche. ) 

Tutti questi dati, che stanno lentamente diventando di pubblico dominio, arrivano subito dopo le ultime scoperte secondo cui i vaccini di richiamo aumentano effettivamente la possibilità di contrarre l’infezione di 3,6 volte. Lo sostiene un approfondito studio pubblicato dalla Cleveland Clinic , una delle più grandi organizzazioni sanitarie al mondo, che ha monitorato sia il proprio personale che i pazienti. 

La situazione peggiora. I sostenitori di questa tecnologia hanno affermato che può essere adattata per inseguire nuove varianti. Ma non può. I risultati dei vaccini bivalenti (con componenti contro almeno due varianti) stanno vedendo lo stesso risultato. Gli autori dello studio di Cleveland affermano che "non esiste un solo studio che abbia dimostrato che il vaccino bivalente Covid-19 protegga da malattie gravi o morte causate dalle linee XBB della variante Omicron". Almeno uno studio precedente non è riuscito a trovare un effetto protettivo del vaccino bivalente contro le linee XBB della SARS-CoV-2.'

In uno  studio , tutti i topi vaccinati bivalenti che sono stati infettati dal Covid si sono ammalati.

Questo era stato previsto da molti di noi in quanto i virus della SARS sono soggetti a imprinting immunologico: cioè, una volta che hanno visto un vaccino daranno la stessa risposta a qualsiasi variante vicina (questo è noto anche come ' peccato antigenico ') producendo ulteriori vaccini non solo inutili ma più pericolosi in quanto inducono anticorpi che potenziano l'infezione (anticorpi ADE), e non reattività crociata come sostenuto dai produttori.

Questa non è la fine dei problemi con i “vaccini” a mRNA. Diversi studi immunologici hanno dimostrato che i booster inducono un passaggio dell’anticorpo da sottotipi neutralizzanti a sottotipi tolleranti, oltre a indurre una significativa soppressione delle cellule T, il che incoraggerà nuove infezioni e sopprimerà la risposta immunitaria al cancro.

Alla fine dello scorso anno ho riferito che vedevo pazienti con melanoma stabili da anni che presentavano una ricaduta dopo il primo richiamo (la terza iniezione). Mi è stato detto che era solo una coincidenza e di tacere, ma è diventato impossibile farlo. Da allora il numero dei miei pazienti colpiti è aumentato. Ho visto altri due casi di recidiva del cancro dopo la vaccinazione di richiamo nei miei pazienti proprio la settimana scorsa.

Altri oncologi mi hanno contattato da tutto il mondo, compresi l'Australia e gli Stati Uniti. L'opinione generale è che la malattia non sia più limitata al melanoma ma che si osservi un aumento dell'incidenza di linfomi, leucemie e tumori renali dopo le iniezioni di richiamo. Inoltre i miei colleghi che si occupano di cancro del colon-retto segnalano un'epidemia di tumori esplosivi (quelli che presentano metastasi multiple nel fegato e altrove). Tutti questi tumori si verificano (con pochissime eccezioni) in pazienti che sono stati costretti a sottoporsi a un richiamo Covid, che fossero entusiasti o meno, per molti di loro per poter viaggiare. 

Allora perché si verificano questi tumori? La soppressione delle cellule T è stata la mia prima probabile spiegazione dato che l’immunoterapia è così efficace in questi tumori. Tuttavia ora dobbiamo anche considerare l’integrazione del plasmide del DNA e dell’SV40 nel promuovere lo sviluppo del cancro, una caratteristica resa ancora più preoccupante dai rapporti secondo cui la proteina spike dell’mRNA lega p53 e altri geni soppressori del cancro. È molto chiaro e molto spaventoso che questi vaccini abbiano diversi elementi per provocare una tempesta perfetta nello sviluppo del cancro in quei pazienti abbastanza fortunati da aver evitato attacchi di cuore, coaguli, ictus, malattie autoimmuni e altre comuni reazioni avverse ai vaccini Covid.

Consigliare i vaccini di richiamo, come nel caso attuale, non è né più né meno che incompetenza medica; continuare a farlo con le informazioni di cui sopra costituisce negligenza medica che può comportare una pena detentiva.

Senza più se e senza ma. Tutti i vaccini a mRNA devono essere fermati e vietati adesso.

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