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sabato 10 gennaio 2026

RIVOLUZIONE NUTRIZIONALE: La Nuova "Piramide" USA 2026 e il Crollo del Dogma dei Carboidrati

La Nuova Piramide alimentare USA 2026



Dopo decenni di politiche alimentari che hanno visto esplodere i tassi di obesità e malattie croniche, gli Stati Uniti d'America firmano un "reset" storico. Non è solo un cambio di grafica: è un rovesciamento scientifico e politico che rimette al centro il "cibo vero" e dichiara guerra aperta agli alimenti ultra-processati.

1. Il Fallimento della Vecchia Piramide (1992-2025)

Per oltre trent'anni, la piramide alimentare è stata costruita su una base di carboidrati raffinati (fino a 11 porzioni al giorno di pane, pasta e cereali). Questa struttura, secondo le recenti inchieste governative, era stata pesantemente influenzata dalle lobby industriali piuttosto che dalla salute pubblica.

Il risultato? Un'epidemia di insulino-resistenza e malattie metaboliche. Nel 2026, l'amministrazione americana ammette l'errore: quella piramide era capovolta.

2. I Pilastri della Nuova Era: "Eat Real Food"

Le nuove linee guida 2025-2030, presentate dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e dalla Segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins, si basano su tre punti di rottura senza precedenti:

🥩 Priorità alle Proteine (Il Ritorno della Carne Rossa)

A differenza delle passate raccomandazioni che demonizzavano i grassi animali, la nuova piramide mette le proteine di alta qualità in cima alle necessità biologiche.

  • Via libera a: Carne rossa, uova, pollame e pesce grasso.

  • Il motivo: Mantenimento della massa muscolare, controllo della glicemia e maggiore senso di sazietà.

🥛 Riabilitazione dei Latticini Interi

Finisce l'era del "light" e dello "scremato". Le nuove direttive promuovono il consumo di latte intero, formaggi e burro, purché non contengano zuccheri aggiunti. Il grasso naturale del latte viene ora riconosciuto come un nutriente essenziale, utile per l'assorbimento delle vitamine liposolubili.

🚫 Guerra Totale ai Cibi Ultra-Processati (UPF)

Per la prima volta, il governo USA punta il dito contro i cibi pronti, confezionati, ricchi di additivi, conservanti e zuccheri sintetici. La raccomandazione è drastica: "Evitare alimenti altamente trasformati, snack dolci e bevande zuccherate". Non esiste una dose "sicura" di zucchero aggiunto.

3. Classificazione Professionale degli Alimenti 2026

Ecco come si struttura la gerarchia nutrizionale aggiornata:

CategoriaRaccomandazione 2026Obiettivo Funzionale
Proteine NobiliCarne rossa, uova, pesce, latticini interiStabilità insulinica e riparazione tissutale
Grassi SaniOlio d'oliva, avocado, sego bovino, burroEnergia a lunga durata e salute cerebrale
Vegetali e FruttaVerdure a foglia, ortaggi di stagione, baccheApporto di fibre e micronutrienti essenziali
Cereali IntegraliConsumo limitato e di qualità (Sourdough, grani antichi)Riduzione dei picchi glicemici
Zuccheri e UPFEliminazione quasi totalePrevenzione di infiammazione e sindrome metabolica

4. Analisi Investigativa: Perché proprio ora?

L'inchiesta rivela che questa riforma non è solo nutrizionale, ma economica. Il 90% della spesa sanitaria americana è destinato a malattie croniche legate allo stile di vita. Spostare il focus dai farmaci al "cibo come medicina" è una mossa per salvare il sistema sanitario dal collasso.

Inoltre, le nuove linee guida ridimensionano drasticamente l'influenza delle multinazionali del junk food sui comitati scientifici, un segnale di sovranità alimentare mai visto prima.

5. Cosa Cambia per Noi?

Sebbene queste siano linee guida americane, il loro impatto sarà globale. La nuova piramide USA convalida ciò che molti ricercatori indipendenti sostengono da tempo: la salute parte dal ripristino dell'integrità del genoma attraverso nutrienti densi e naturali, come il digiuno intermittente e la riduzione drastica dell'interferenza chimica negli alimenti.

Coordinamento editoriale: Salvatore Calleri – Ufficio Stampa

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Crioablazione: l’era del freddo nella lotta ai tumori — innovazione, evidenze cliniche e prospettive reali

Crioablazione nuova lotta contro i tumori


Dalla ricerca di laboratorio all’applicazione clinica: cosa sappiamo davvero sulla “cura che congela il cancro”


1. Cos’è la crioablazione e come funziona

La crioablazione è una procedura di radiologia interventistica minimamente invasiva che utilizza temperature estremamente basse per distruggere tessuto tumorale. Durante l’intervento, sono posizionate una o più criosonde direttamente nel tumore; attraverso l’espansione di gas (come argon) nel sistema della sonda si genera una “palla di ghiaccio” che congela progressivamente le cellule malate fino alla necrosi. Il ciclo di congelamento e scongelamento viene ripetuto più volte per massimizzare la distruzione delle cellule tumorali mantenendo l’integrità dei tessuti sani circostanti.

Il principio fisico sfruttato è semplice: le cellule esposte a temperature molto basse subiscono lacerazioni intracellulari causate dai cristalli di ghiaccio, disidratazione forzata e danni alla microcircolazione locale.


2. Evidenze scientifiche e stato della ricerca

La letteratura scientifica riconosce la crioablazione come terapia consolidata in alcuni contesti clinici, con un crescente corpo di studi clinici e rassegne sistematiche che ne valutano efficacia e sicurezza:

  • Una revisione sistematica ha mostrato che la crioablazione può ridurre significativamente il dolore associato alle metastasi ossee e migliorare la qualità di vita, con riduzione del fabbisogno di oppioidi senza segnalazioni di complicanze letali nei dati valutati fino al 2015.

  • Studi su tumori renali di piccole dimensioni (<5 cm) indicano alta efficacia tecnica e conservazione della funzione renale, con tassi di successo tecnico elevati e sopravvivenze competitive rispetto alla chirurgia tradizionale.

  • Per il tumore al seno, la crioablazione emerge come una possibile alternativa meno invasiva alla chirurgia in casi selezionati, in particolare per tumori piccoli e a basso rischio. Recensioni recenti sottolineano che l’evidenza è promettente ma ancora preliminare, con molti aspetti (inclusi follow-up a lungo termine e criteri di selezione) che necessitano di ulteriori studi.

  • Trial clinici in corso in centri internazionali (ad esempio presso strutture come la Mayo Clinic negli Stati Uniti) esplorano l’uso della crioablazione per recidive di tumore alla prostata, noduli polmonari metastatici e altre condizioni neoplastiche, indicando l’interesse scientifico attivo nella comunità oncologica.

Conclusione scientifica generale: la crioablazione è una opzione terapeutica clinicamente valida in molte situazioni, particolarmente per tumori localizzati, pazienti non candidabili alla chirurgia tradizionale, o per il controllo di sintomi come il dolore. Tuttavia, non è ancora un “superamento” universale di chemioterapia o chirurgia per tutti i tumori e tutte le fasi di malattia — la scelta terapeutica dipende da tipo di tumore, stadio, caratteristiche cliniche del paziente e linee guida oncologiche consolidate.


3. Situazione in Italia: disponibilità e casi clinici

In Italia la crioablazione è stata adottata in diverse strutture ospedaliere e centri di radiologia interventistica, con attività crescenti negli ultimi anni:

  • Il Policlinico di Milano utilizza la crioablazione per alcuni casi selezionati di tumore al seno, con procedura percutanea sotto guida ecografica e risonanza magnetica, consentendo interventi senza incisioni chirurgiche evidenti e con possibili dimissioni in giornata.

  • Sono stati avviati studi clinici pubblicati in Italia su pazienti con tumori mammari inoperabili, valutando riduzioni della dimensione tumorale e assenza di cellule maligne residua in follow-up a 12 mesi.

  • Nuovi interventi guidati da risonanza magnetica ad alto campo sono stati realizzati al Policlinico, rappresentando un passo verso tecniche ancora più precise di crioablazione con imaging avanzato.

Queste iniziative confermano che la crioablazione è parte integrante del ventaglio terapeutico oncologico moderno in Italia, con linee di ricerca attive e applicazioni cliniche in evoluzione.


4. Prospettive globali e limiti attuali

Prospettive positive:

  • Riduzione di invasività: molti pazienti possono affrontare procedure con anestesia locale e tempi di recupero brevi, rispetto alla chirurgia tradizionale.

  • Possibile applicazione su diversi organi: rinnovi di interesse clinico per tumori renali, polmonari, epatici, mammari, e persino metastatici in studi multicentrici.

Limiti e punti critici:

  • Non tutti i tumori sono candidati ideali: la dimensione, localizzazione e tipo di tumore influenzano l’efficacia della crioablazione rispetto alle terapie standard.

  • Evidenza clinica di lungo termine è ancora in fase di consolidamento: per molte indicazioni mancano ancora studi randomizzati controllati di ampio respiro che possano definire standard di cura universali.

  • La crioablazione non sostituisce sempre la chemioterapia o la chirurgia classica, ma può essere integrata nel percorso di cura multidisciplinare in base alla valutazione oncologica complessiva.


5. Conclusione

La crioablazione rappresenta un passo avanti significativo nella medicina oncologica, ampliando le opzioni terapeutiche per pazienti selezionati con tumori solidi. È una tecnologia scientificamente fondata e clinicamente applicata in molte parti del mondo, incluso l’Italia, ma non è (al 2025) una soluzione universale o “miracolosa” che sostituisce ogni forma di trattamento oncologico tradizionale.

Piuttosto, si configura come parte di un approccio integrato alla cura del cancro, con vantaggi reali in termini di invasività, recupero e qualità di vita in contesti clinici appropriati. Può rappresentare un’opportunità concreta, soprattutto per pazienti che non sono candidabili alla chirurgia o che richiedono trattamenti focali mirati, e continuerà a essere oggetto di ricerca e perfezionamento medico.


Coordinamento editoriale: Salvatore Calleri – Ufficio Stampa - Analisi scientifica: Dr. Corrado Cianchino Ph.D


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venerdì 9 gennaio 2026

CODICE ONCO-REPRESSIVO: La Strategia d'Attacco di Ivermectina e Fenbendazolo

difendere il genoma, il ruolo di ivermectina e fenbendazolo



Dalla Medicina Veterinaria all’Oncosoppressione: Analisi Biochimica di una Nuova Frontiera Terapeutica

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica indipendente e numerosi studi preclinici hanno acceso i riflettori su molecole storicamente utilizzate in ambito parassitologico, rivelandone proprietà farmacologiche inaspettate. Ivermectina e Fenbendazolo non sono più considerati solo semplici antielmintici, ma vengono studiati come potenti modulatori metabolici e potenziali agenti oncosoppressori.


1. Ivermectina: Il Modulatore del Microambiente Cellulare


Ivermectina e Fenbendazolo TABELLA DEI DOSAGGI
Ivermectina e Fenbendazolo non sono più considerati solo semplici antielmintici, ma vengono studiati come potenti modulatori metabolici e potenziali agenti oncosoppressori.

L'Ivermectina agisce attraverso una rete complessa di segnali intracellulari, agendo come uno "scudo" che destabilizza l'omeostasi delle cellule maligne:

  • Inibizione del segnale WNT-TCF: Frena attivamente la proliferazione delle cellule staminali tumorali.

  • Blocco del Trasporto Nucleare: Inibendo il complesso importina α/β, impedisce alle proteine vitali di entrare nel nucleo della cellula danneggiata, bloccandone la comunicazione.

  • Risveglio Immunitario: Agisce sui recettori P2X4 e P2X7, facilitando il riconoscimento delle cellule anomale da parte del sistema immunitario dell'ospite.

  • Inibizione Mitocondriale: Sopprime la respirazione delle cellule maligne, portandole a uno stato di crisi energetica che culmina nell'apoptosi (morte programmata) e nell'autofagia.


2. Fenbendazolo: L'Inibitore Metabolico di Precisione

Il Fenbendazolo esprime un'azione citotossica selettiva che ricorda da vicino i meccanismi di alcuni chemioterapici di sintesi, ma con un profilo di target differente:

  • Disruzione dei Microtubuli: Interferisce con la polimerizzazione della tubulina, impedendo la divisione cellulare delle cellule a rapida crescita.

  • Blocco del Nutrimento (Effetto Warburg): Inibisce l'assorbimento del glucosio e la glicolisi, togliendo al tumore la sua fonte primaria di energia.

  • Attivazione della p53: Stimola il cosiddetto "guardiano del genoma", il gene oncosoppressore p53, che identifica e distrugge le cellule con DNA instabile.

  • Induzione di ROS: Aumenta lo stress ossidativo intracellulare, portando alla sottoregolazione delle proteine anti-apoptotiche come la Bcl-2.


3. Protocolli e Dosaggi: Una Guida Tecnica


Ivermectina e Fenbendazolo i dosaggi ottimali
Tabella dei Dosaggi: Ivermectina (IVM) e Fenbendazolo (FBZ)


La letteratura scientifica e le esperienze cliniche emergenti suggeriscono che l'efficacia di queste molecole sia strettamente legata al peso corporeo e alla frequenza di somministrazione.

Come evidenziato dalle tabelle di riferimento, il dosaggio viene modulato tra livelli "Low", "Mid" e "High" per adattarsi alla risposta individuale, spesso supportato da nutrienti sinergici come:

  • Curcumina e Quercetina (per l'azione antinfiammatoria).

  • Vitamina E e CBD (per la protezione cellulare e la gestione dello stress ossidativo).


La Sovranità Biologica come Scelta Attiva

La comprensione di questi meccanismi non rappresenta solo un avanzamento biochimico, ma un invito alla sovranità biologica. Uscire dai protocolli standardizzati per esplorare molecole dal potenziale inespresso significa riprendere il controllo della propria salute attraverso la conoscenza e l'evidenza scientifica.

Coordinamento editoriale: Salvatore Calleri – Ufficio Stampa - Analisi scientifica: Dr. Corrado Cianchino Ph.D


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Inchiesta: Il "Metodo Puente" e i decessi pediatrici. Cosa nasconde il fact-checking di Open

 

inchiesta sul fact-checkers david- sotto un puente
Nella foto il Fact-Checker David (Sotto Un) Puente, vice direttore di Open? FOLLIA!



Analisi critica della nota interna FDA: tra rassicurazioni giornalistiche e segnali di sicurezza ignorati

Il recente fact-checking a firma di David Puente (Vice Direttore di Open) riguardo ai 10 decessi pediatrici citati in una nota interna della FDA solleva interrogativi profondi non solo sulla sicurezza dei farmaci, ma sulla natura stessa dell’informazione scientifica oggi. Mentre il controllo narrativo si affretta a derubricare ogni segnale come "non correlato", un’analisi rigorosa rivela falle metodologiche che meritano un’indagine separata.


1. La trappola della Causalità vs. Segnale di Sicurezza

Il fulcro del fact-checking di Puente risiede nella distinzione tra "segnalazione" e "prova di causalità".

  • La falla del fact-checker: Open utilizza l'assenza di una prova definitiva per chiudere il caso. In farmacovigilanza, tuttavia, lo scopo di una nota interna FDA è proprio quello di identificare un segnale.

  • Il rigore negato: Se un'agenzia registra decessi in una fascia d'età protetta, il principio di precauzione imporrebbe di considerare quel dato come un'allerta rossa fino a prova contraria. Liquidarlo come "rumore di fondo" è una scelta editoriale, non scientifica.

2. L'omissione della Sottosegnalazione (Under-reporting)

Puente analizza i dati come se il sistema VAERS o le note FDA riportassero il 100% degli eventi reali.

  • La realtà tecnica: È ampiamente documentato in letteratura che i sistemi di sorveglianza passiva intercettano solo una minima parte degli eventi avversi (spesso stimata sotto il 10%).

  • L'effetto distorsivo: Minimizzare 10 decessi pediatrici senza contestualizzare che potrebbero rappresentare la punta di un iceberg statistico significa offrire una visione parziale e rassicurante che non tutela la salute pubblica, ma la narrazione ufficiale.

3. Il paradosso del "Già Noto"

Un altro pilastro del "Metodo Puente" consiste nel sostenere che, poiché i casi sono già stati analizzati o sono "presunti", la notizia perda di valore.

  • Critica al metodo: Definire un decesso "noto" non ne cancella la gravità. Un'inchiesta seria dovrebbe chiedere perché tali segnali, pur noti internamente alla FDA, non abbiano portato a una revisione pubblica e trasparente dei protocolli pediatrici.

4. Fact-checking o Difesa d'Ufficio?

Il lavoro di David Puente sembra scivolare sempre più verso la difesa d'ufficio delle agenzie regolatorie. Quando un giornalista si limita a riportare le smentite della FDA senza metterne in dubbio i criteri di esclusione della causalità, smette di essere un cane da guardia del potere e ne diventa il portavoce.


Oltre la superficie di Open

La vera inchiesta inizia dove il fact-checking si ferma. Smontare la retorica della "mancanza di prove" è il primo passo per restituire sovranità scientifica ai cittadini. I 10 decessi pediatrici non sono solo numeri in una nota interna, sono segnali che esigono risposte, non etichette di "falso" o "fuorviante".

A cura di Corrado Cianchino PhD

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Lattoferrina al 98%: La Nuova Frontiera nella Gestione delle Patologie Infiammatorie e del Microbioma

lattoferrina al 98% uno scudo biologico
Lattoferrina al 98%.
Scudo Biologico


Dalla Biochimica alla Remissione: 

Perché l'Oro Bianco sta Rivoluzionando l'Approccio Nutriceutico



Inchiesta tecnica sulla Lattoferrina al 98%: analisi biochimica, studi PubMed e benefici per Morbo di Crohn e Candida. A cura di Salvatore Calleri



Nel panorama della medicina funzionale, la Lattoferrina emerge come una delle molecole più studiate e versatili della biochimica moderna. Questa glicoproteina ferro-trasportatrice, appartenente alla famiglia delle transferrine, non è un semplice supporto nutrizionale, ma un modulatore biologico pleiotropico. La sua capacità di intervenire su patologie complesse come il Morbo di Crohn, le IBD (malattie infiammatorie intestinali) e infezioni fungine resistenti come la Candida, la pone al centro di una rivoluzione terapeutica documentata da una vastissima letteratura scientifica.


1. La Guerra del Ferro: Sequestro Molecolare e Strategia della Terra Bruciata

Il meccanismo d'azione primario della Lattoferrina risiede nella sua straordinaria affinità per il ferro ferrico ($Fe^{3+}$). Patogeni opportunisti come la Candida Albicans e numerosi ceppi batterici gram-negativi dipendono dal ferro libero per processi vitali quali la respirazione cellulare, la replicazione e la formazione di biofilm protettivi.

La Lattoferrina agisce sequestrando il ferro nell'ambiente extracellulare e sottraendolo alla disponibilità microbica. Questa "strategia della terra bruciata" non solo arresta la crescita dei patogeni, ma ne destabilizza le membrane cellulari, rendendoli vulnerabili alle difese immunitarie dell'ospite.

2. Focus: Lattoferrina Bovina e Morbo di Crohn

L'evidenza clinica sull'efficacia della lattoferrina nelle patologie infiammatorie croniche intestinali trova una conferma fondamentale nel case study pubblicato su Biochemistry and Cell Biology da David B. Alexander et al. Lo studio ha dimostrato come l'integrazione con lattoferrina bovina sia in grado di agire favorevolmente sul quadro clinico del Morbo di Crohn, riducendo i marker infiammatori e favorendo la riparazione dei tessuti mucosali. La lattoferrina agisce come un custode dell'omeostasi intestinale, equilibrando la risposta immunitaria e prevenendo le recidive.

3. Lo Scudo Anti-Autoimmune e la Gestione delle Endotossine

Il Morbo di Crohn e le IBD sono spesso associate alla sindrome del Leaky Gut (permeabilità intestinale aumentata). In questo scenario, frammenti batterici ed endotossine come il Lipopolisaccaride (LPS) attraversano la barriera intestinale, attivando una risposta infiammatoria sistemica e una "tempesta di citochine".

La Lattoferrina esercita un'azione protettiva cruciale: legandosi direttamente al LPS, ne impedisce l'interazione con i recettori del sistema immunitario (come il TLR4), spegnendo l'infiammazione alla fonte. Questo processo permette al sistema immunitario di interrompere l'attacco autologo e tornare a svolgere la sua naturale funzione di difesa.

4. Trattamento dell'Anemia da Infiammazione

Un aspetto spesso trascurato nelle patologie croniche è l'anemia associata allo stato infiammatorio. La ricerca guidata da Lepanto et al. (2018) ha evidenziato come la lattoferrina sia efficace nel trattamento dell'anemia in pazienti con IBD, agendo sulla regolazione dei livelli di epcidina e migliorando la disponibilità del ferro sistemico senza causare gli effetti collaterali tipici dell'integrazione marziale orale standard.

5. Criteri di Eccellenza Terapeutica: L'importanza della Purezza al 98%

Per replicare i risultati ottenuti nella letteratura scientifica, la qualità della materia prima è il fattore discriminante:

  • Forma Apolattoferrina: Deve essere nella sua configurazione "vuota" (satura di ferro per meno del 10%) per esercitare il massimo potere sequestrante.

  • Purezza al 95-98%: Standard come il Bioferrin® 2000 assicurano l'assenza di contaminanti e la massima biodisponibilità.

  • Processo di Estrazione a Freddo: La lattoferrina è una proteina termolabile; se esposta a temperature elevate durante la lavorazione, subisce una denaturazione strutturale che ne annulla ogni proprietà biologica.

6. Sinergia Metabolica con Niacinamide (Vitamina B3)

L'approccio combinato con la Niacinamide potenzia l'azione antifungina e riparatrice. Mentre la Vitamina B3 interferisce con i processi energetici dei funghi, la Lattoferrina ne neutralizza le risorse, offrendo un supporto integrato per il ripristino del microbioma e l'eliminazione della nebbia cognitiva tipica degli stati infiammatori intestinali.


Riferimenti Scientifici (Bibliografia Completa)

  • [1] Alexander, D. B., et al. (2017). Bovine lactoferrin and Crohn's disease: a case study. Biochem Cell Biol. [E] Lepanto, M. S., et al. (2018). Efficacy of Lactoferrin in the Treatment of Anemia of Inflammation in Patients with IBD. Front Immunol. (PMID: 28165294).

  • [2] Valenti, P., & Antonini, G. (2005). Lactoferrin: an important host defence beneficiary. Biometals.

  • [3] Kell, D. B., et al. (2020). The Biology of Lactoferrin, an Iron-Binding Protein That Can Help Defend Against Viruses and Bacteria. Front Immunol.

  • [4] García-Montoya, I. A., et al. (2012). Lactoferrin a multiple bioactive protein: An overview. Biochim Biophys Acta.


A cura di Salvatore Calleri

Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa

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giovedì 8 gennaio 2026

Juanne Pili e vaccini: analisi critica e smontaggio del fact-checking

juanni pili prove false sui vaccini
Nella foto Juanne Pili ex dipendente di FanPage e adesso Fact-checkers collaboratore di Open di Mentana 

Analisi critica al fact-checking di Juanne Pili sui vaccini: smontiamo il metodo, le fallacie logiche e l'uso dell'IA nella ricerca delle fonti.




Di Corrado Cianchino P.h.D

Smontiamo pezzo per pezzo la sua insulsa narrazione "persuasiva del factcheckers Juanne Pili.

Link di riferimento: https://www.facebook.com/share/p/182wv9XR7n/

1. Impostazione generale: il vizio d’origine

Il testo non è un’analisi scientifica, ma un pezzo polemico di militanza ideologica mascherato da rassegna critica.

Elementi chiave:

  • Linguaggio denigratorio sistematico (“coglioni”, “eroi No vax”, “neuroni che soffrono”)

  • Colpevolizzazione preventiva del dissenso

  • Costruzione di un frame: chi non aderisce alla narrazione dominante è ignorante, superstizioso, ridicolo o pericoloso

Questo è rilevante perché la scienza non funziona per derisione, ma per:

  1. Validità metodologica,

  2. Riproducibilità,

  3. Confronto tra ipotesi.

Qui invece abbiamo retorica + autorità + selezione arbitraria delle fonti.


2. “Ho lavorato per Open Fact-checking”

→ Argomento di autorità L’autore apre dichiarando:

“ho lavorato per Open Fact-checking ad almeno 13 narrazioni…”

Questo non aggiunge alcun valore epistemico.

  • Non dice come ha lavorato

  • Non dichiara criteri di esclusione

  • Non esplicita conflitti di interesse

  • Non presenta analisi statistiche proprie È un classico appello all’autorità: “fidati perché sono io”.


3. Studio giapponese: spike nel cervello e ictus

Cosa fa l’autore: Riduce lo studio a: “campione piccolo”, “retrospettivo”, “fattori confondenti”. Conclude che sia “inutile”.

Problema logico: Questo è scientificamente scorretto. In medicina: gli studi osservazionali retrospettivi servono proprio a individuare segnali, generare ipotesi e avviare studi prospettici. Dire che uno studio è inutile perché il campione è piccolo o non è conclusivo è ignorare come nasce la ricerca clinica.

Inoltre:

“anamnesi vaccinale e stato di infezione documentati” Questo non invalida, ma rafforza lo studio: consente correlazioni differenziali. L’autore pretende standard da trial randomizzati per studi che non nascono con quello scopo, poi li deride perché non li rispettano. È un trucco retorico, non un’analisi.


4. Studio ECDC / Pfizer inefficace e dannoso

Qui avviene una distorsione doppia:

  1. Fraintendimento deliberato del contesto: Studio su anziani, valutazione a 6 mesi dal richiamo, documento preliminare.

  2. Uomo di paglia: Nessuno sostiene seriamente che “l’Europa confessa tutto”. È una semplificazione caricaturale attribuita ai “No vax”.

In realtà: Il calo di efficacia nel tempo è ammesso ufficialmente da EMA, FDA e produttori. Studi su popolazioni fragili sono cruciali, non irrilevanti. Qui l’autore non discute i dati, non entra nei numeri, non analizza endpoint clinici, ma ride del contesto politico. Ancora una volta: retorica.



gli argomenti di janne pili sui vaccini magnetici.
No comment


5. “Vaccinati magnetici”

Qui si scende volutamente nel folklore, perché è comodo. Case report ≠ prova generale. Ma: nessuno studio serio pro-critico sui vaccini usa la “magnetizzazione” come argomento centrale; è una narrazione marginale, amplificata apposta per ridicolizzare l’insieme.

Strategia nota:

prendi l’1% più imbarazzante → usalo per screditare il 100% Dal punto di vista logico è una fallacia di generalizzazione abusiva.


6. Medicine alternative e graviola

Qui l’autore mescola scientemente piani diversi:

  • Studi in vitro (che esistono, e non sono “sciocchezze”)

  • Uso clinico improprio (che nessuno studio serio raccomanda)

Ma nessuno studio serio dice “abbandonate la chemioterapia”; quello è uso mediatico distorto, non colpa della ricerca di base. Colpire la ricerca perché qualcuno la strumentalizza è intellettualmente disonesto.


7. Pattern ricorrente (fin qui)

Finora il metodo è sempre lo stesso:

  1. Selezione di studi marginali o preliminari

  2. Attribuzione di tesi estreme a un intero fronte

  3. Derisione al posto dell’analisi

  4. Nessuna contro-argomentazione numerica

Questo non è fact-checking. È controllo narrativo. Proseguo in ordine, mantenendo lo stesso approccio: analisi metodologica, smontaggio delle fallacie, separazione tra dati e propaganda.


8. Grafene nel sangue dei vaccinati

Cosa sostiene l’autore: Le ricerche sul grafene sarebbero di dubbio rigore, basate su studi precedenti alla pandemia e distorte dai complottisti. Conclusione implicita: “i vaccini non c’entrano, punto”.

Problema reale: Qui l’autore gioca su un’ambiguità deliberata. È vero che esistono studi pre-2020 sul grafene in ambito biomedico (studiato come adiuvante, vettore, materiale funzionale). Ma è altrettanto vero che l’assenza di uno studio che dimostri X non equivale alla dimostrazione che X è impossibile. Le analisi indipendenti che segnalano strutture carboniose anomale non vengono confutate nel merito, ma liquidate per associazione.

L’autore non entra mai nel merito analitico: che tecniche sono state usate (SEM, TEM, Raman)? Che controlli? Che confronto con campioni di controllo? Zero. Solo: “non c’entrano”. Questo non è confutare: è negare per decreto.


9. Il “turbo-cancro”

Strategia dell’autore: Qui l’operazione è più sofisticata. Non contesta direttamente i dati, ma colpisce la rivista, l’editore e le affiliazioni politiche. È una fallacia genetica pura: una tesi è falsa perché chi la pubblica non mi piace.

VAERS: il punto centrale (e volutamente eluso) L’autore dice:

“mera ipotesi basata su segnalazioni non verificate del VAERS”

Questo è vero ma incompleto. Il VAERS non serve a dimostrare causalità, serve a:

  • Individuare segnali di sicurezza

  • Rilevare pattern anomali

  • Giustificare indagini ulteriori

Ma qui accade l’opposto: quando i segnali vanno nella direzione desiderata, il sistema è valido; quando non vanno, diventa improvvisamente “spazzatura”. In epidemiologia questo si chiama bias di conferma istituzionale. L’autore non risponde alla domanda chiave: perché l’aumento improvviso di segnalazioni oncologiche post-2021 non merita nemmeno uno studio prospettico? Silenzio.


10. Thorp, Hulscher, McCullough: attacco ad hominem coordinato

Qui la tecnica è palese. Non si discutono endpoint clinici, meccanismi proposti o dati istopatologici. Si elencano nomi, etichette (“VIP No vax”) e reputazioni politiche. È ad hominem, punto. In scienza: o smonti i numeri, o confuti il meccanismo biologico, o dimostri errore metodologico. Qui non avviene nulla di tutto ciò.


11. Studi su tumori: Corea e Italia

L’autore parla di “lettera all’editore” e “studio inconsistente”. Ma omettere il contesto è una forma di manipolazione. In letteratura scientifica molte segnalazioni cliniche nascono come lettere, soprattutto quando si osservano eventi rari, cluster anomali o tempistiche sospette. Il fatto che uno studio non sia conclusivo o non abbia grandi numeri non lo rende “inconsistente”. Lo rende preliminare. L’autore pretende mega-trial per qualsiasi segnale scomodo, ma accetta qualsiasi livello di evidenza quando è rassicurante.


12. DNA fetale, autismo e “combo complottista”

Qui torniamo alla strategia del calderone: mescolare tesi obsolete, frodi passate, errori metodologici e studi auto-editi per screditare qualunque dubbio attuale. È una fallacia per associazione. Che esistano soggetti che vendono integratori o documenti manipolati è vero, ma questo non invalida automaticamente ogni studio critico né risponde alle domande legittime su biodistribuzione, integrazione genetica ed effetti a lungo termine. Si attacca il contorno, non il cuore.


13. Donazione del sangue

L’autore liquida tutto come una “mera proposta supportata dal nulla”. Ma la proposta nasce da principio di precauzione, non da una tesi complottista. In medicina trasfusionale, anche un dubbio teorico può giustificare restrizioni temporanee; è prassi storica (vedi HIV, prioni, farmaci sperimentali). Qui si ride di un meccanismo normalissimo in sanità pubblica.


14. JAMA Open e lo “studio definitivo”

Questo è il punto più ideologico di tutto il testo. L’affermazione: “chi si vaccina ha un rischio di morte più basso”. Ciò che NON viene detto: Studi osservazionali su milioni di persone non eliminano l'healthy user bias, l'accesso differenziale alle cure o lo status socioeconomico. La vaccinazione è un marker comportamentale, non solo biologico. Nessuno studio osservazionale dimostra causalità assoluta o chiude il dibattito. Ma l’autore lo presenta come verità finale, contraddicendo ciò che lui stesso pretendeva prima (rigore, limiti, prudenza).


15. Tamponi tedeschi e Walach

Qui emerge l’unica critica parzialmente corretta. È vero che lo studio non parla di 86–89% di falsi positivi e Walach ha contribuito alla distorsione. Ma l’autore usa un errore reale per invalidare tutto il resto, senza distinguere tra distorsione comunicativa, dati effettivi e limiti strutturali dei test di massa. Ancora una volta: buttare il bambino con l’acqua sporca.


Conclusione provvisoria

Questo testo non è un atlante, non è fact-checking e non è scienza. È una rassegna polemica costruita per rafforzare un’identità attraverso ridicolizzazione selettiva. Il problema non è che critichi studi deboli. Il problema è che rifiuta sistematicamente l’idea stessa di segnale debole, che è invece il fondamento della farmacovigilanza e della medicina evolutiva.

SINTESI DEMOLITORIA FINALE

Questo testo è un esercizio di delegittimazione ideologica che utilizza il linguaggio della scienza per chiudere il dibattito, non per aprirlo.

  1. Metodo assente, retorica dominante: L'autore usa sarcasmo e attacchi personali al posto dell’analisi dei dati. La derisione non è confutazione. È propaganda.

  2. Doppio standard sistematico: Gli studi critici sono screditati perché preliminari; quelli rassicuranti diventano improvvisamente “definitivi”. Questo si chiama bias di conferma.

  3. Segnali di farmacovigilanza trattati come eresia: Tutto ciò che serve a individuare segnali deboli viene liquidato come “complottismo”. Negare i segnali significa negare il funzionamento stesso della medicina moderna.

  4. Attacchi ad hominem al posto della confutazione: Non si confutano numeri o meccanismi biologici, si colpiscono le persone e le affiliazioni.

  5. Ridicolizzazione come tecnica di governo del consenso: Usare esempi folkloristici serve a creare un “nemico” ridicolo ed evitare il confronto sui temi seri: biodistribuzione, sicurezza cumulativa e trasparenza dei dati.

Finale: Questo articolo non difende la scienza. Difende una narrazione. E quando la scienza viene usata per impedire le domande, è ideologia travestita da fact-checking.

Ecco il secondo e ultimo step del tuo testo integrale. Anche in questo caso, ho applicato una formattazione SEO per capitoli e punti elenco, utilizzando i grassetti per i concetti chiave e mantenendo ogni singola parola del testo originale.


smontate le prove del factchecker juanne pili


Le presunte fonti del fact-checker Juanne Pili: la demolizione definitiva

Analizziamo le "fonti" che il fact-checker Juanne Pili inserisce come commento sotto il suo scritto persuasivo. Qui risiede il punto più debole di tutto l’impianto: una volta smontata questa sezione, crolla l’intero articolo.

Link alle fonti analizzate: https://www.facebook.com/share/p/17t3CeooxZ/


DEMOLIZIONE DELLA SEZIONE “FONTI”

1. Ammissione iniziale devastante (autogol)

L’autore apre con una dichiarazione che annulla qualsiasi pretesa di autorevolezza:

“Per ottimizzare i tempi ho eseguito la ricerca tramite l’agente del browser Atlas, basato su ChatGPT. Dunque il seguente elenco è stato redatto mediante Intelligenza Artificiale”

Perché questo è un autogol?

  • Non è dichiarato alcun protocollo di ricerca.

  • Non è dichiarato alcun criterio di selezione.

  • Non è dichiarato alcun controllo umano indipendente.

  • Non è dichiarata alcuna revisione critica delle fonti primarie.

In pratica, l'autore non ha analizzato la letteratura scientifica; ha analizzato articoli di fact-checking prodotti (anche) con IA, che commentano altri articoli, che commentano studi. Questo è un terzo o quarto livello narrativo, non evidenza scientifica.

2. Non sono “fonti”: sono AUTOCITAZIONI

Tutti e 14 i punti citati hanno una caratteristica comune: non citano gli studi originali.

  • Non citano riviste scientifiche.

  • Non citano DOI.

  • Non citano dataset, numeri, tabelle o metodi.

  • Citano solo articoli dell’autore stesso o della sua area ideologica.

Questa non è una bibliografia, è un elenco di link autoreferenziali. In ambito accademico si definisce circular referencing (mi cito per dimostrare che ho ragione).

3. Schema fisso ripetuto 14 volte (pattern tossico)

Ogni voce segue un copione predefinito:

  1. “Nessuno studio dimostra che…”

  2. “Questo studio non dimostra che…”

  3. “Lo spiego nel mio articolo”

  4. Link a un pezzo di fact-checking.

Manca totalmente l'analisi critica tipica della scienza, come: "questo studio mostra X ma con questi limiti" o "questo segnale merita ulteriori indagini". È negazione aprioristica.

4. Manipolazione sistematica del concetto di “dimostrazione”

L’autore usa ossessivamente la formula “non dimostra che…”. Tuttavia, la scienza biomedica NON funziona per “dimostrazioni” binarie. Funziona per probabilità, segnali, correlazioni e ipotesi verificabili. Pretendere la “dimostrazione definitiva” solo per gli studi critici e mai per quelli rassicuranti è un palese doppio standard metodologico.

5. Preprint usati SOLO quando fanno comodo

Nelle fonti emerge un rigore "a interruttore":

  • Preprint critici: liquidati come “non revisionati, quindi inutili”.

  • Preprint rassicuranti: definiti “interessanti, promettenti, coerenti”.

Si dimentica che durante la pandemia le istituzioni hanno approvato vaccini e imposto obblighi proprio sulla base di dati preliminari e preprint.

6. VAERS: travisamento deliberato

Nelle voci 7–9 si legge: “le analisi basate su VAERS non possono dimostrare…”. Questo è VERO ma irrilevante. Il VAERS serve a individuare segnali di sicurezza e giustificare studi successivi, non a fornire la causalità finale. Dire “VAERS non dimostra” per liquidare il problema significa non voler nemmeno guardare il segnale. È come dire: “il fumo non dimostra l’incendio, quindi ignoriamolo”.

7. Attacco alle riviste e agli autori = fallacia genetica

L’uso di etichette come “rivista potenzialmente predatoria”, “fondazione No-vax” o “autori controversi” non confuta i dati. In scienza si dimostra un errore metodologico o si smontano i numeri; fare colpa per associazione è propaganda, non revisione.

8. JAMA Open: l’ipocrisia finale

Nella fonte n.13 lo studio osservazionale viene accettato acriticamente perché afferma che chi si vaccina ha un rischio di morte più basso. Qui i bias spariscono: l'healthy user bias, i fattori socioeconomici e l'accesso alle cure non vengono discussi. Lo studio è usato come verdetto morale, non come dato scientifico.


9. Conclusione tecnica sulla sezione “FONTI”

Questa lista non è una bibliografia o una meta-analisi. È un indice di articoli di fact-checking scritti dallo stesso autore, basati su IA, che commentano altri commenti.

  • Zero fonti primarie. * Zero confronto diretto con i dati. * Zero metodo riproducibile.


CONCLUSIONE FINALE

Chiamare “fonti” un elenco di autocitazioni generate e filtrate tramite Intelligenza Artificiale non è rigore scientifico: è autoreferenzialità assistita da algoritmo. Questo non è fact-checking, è fact-policing narrativo.

La scienza non procede per slogan. Procede per segnali, dubbi, verifiche e confronto aperto. Qui invece c’è una sola cosa che viene davvero “dimostrata”: la paura delle domande.

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venerdì 2 gennaio 2026

DOSSIER: LA DITTATURA DEGLI ALGORITMI E IL PIANO DI DEPOPOLAMENTO

Salvatore Calleri: Il volto della controinformazione che il sistema vuole muto.
Salvatore Calleri: Prigioniero di una democrazia simulata. > Possono bloccare le visualizzazioni, possono usare il DSA come un paravento, ma non possono fermare un'idea il cui tempo è giunto. La verità non si arresta.


Dall'AGCOM al cibo sintetico: l'architettura di una prigione invisibile.




Di Salvatore Calleri Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa

INTRODUZIONE: LA SIMULAZIONE DEMOCRATICA L’Italia sta scivolando in fondo alle classifiche mondiali per libertà di stampa, e non è un caso. Siamo il laboratorio di una manipolazione controllata dove il potere politico ha stretto un patto d'acciaio con i giganti del tech. La strategia è chiara: silenziare chi vede la realtà e distrarre la massa con "notizie assurde" o polemiche sterili, mentre dietro le quinte si compiono i veri crimini contro l'umanità.

1. IL BRACCIO ARMATO: OPEN, MENTANA E I FACT-CHECKERS

Il sistema di censura post-Covid si è evoluto in una vera e propria polizia del pensiero. Organizzazioni come Open di Mentana e altri gruppi di fact-checkers agiscono come tribunali speciali senza diritto di appello.

  • La tecnica del de-ranking: Non serve cancellare un video se puoi renderlo invisibile. Attraverso segnalazioni di "notizia falsa" su basi ideologiche, questi censori forzano gli algoritmi a crollare le visualizzazioni di chi fa controinformazione.

  • Killer Economico: Per chi lavora nel settore, questo significa il blocco della crescita e la distruzione economica. Un metodo mafioso per tagliare i viveri a chi non si piega.

2. IL CAOS AGCOM E LE "MAGLIE" EUROPEE

L’AGCOM ha recentemente varato regolamenti che, sotto il pretesto di combattere la pirateria o l’odio online, permettono un monitoraggio capillare della rete. In combinazione con il Digital Services Act (DSA) europeo, siamo di fronte a un'infrastruttura di sorveglianza che scavalca la Costituzione. L'Europa non è più un garante di diritti, ma un "paravento" legislativo usato per soffocare ogni voce fuori dal coro con sanzioni milionarie alle piattaforme che osano ospitare il dissenso.

3. ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA E MALAFFARE

Mentre l’opinione pubblica viene ipnotizzata da dibattiti futili, il governo e i poteri sovranazionali portano avanti agende oscure:

  • Attacco alla Salute: Dalle sperimentazioni selvagge sul 5G alle irrorazioni chimiche nei nostri cieli (scie chimiche), fino ai vaccini sporchi. I dati che emergono sulla gestione sanitaria suggeriscono una finalità inquietante di controllo demografico e depopolamento, celata dietro la parola "sicurezza".

  • L'Invasione Alimentare: L'attacco all'identità passa dal piatto. Mentre l'olio di palma resta onnipresente e gli zuccheri vengono nascosti ovunque per creare dipendenza e malattie croniche, ci impongono la farina di insetti, il cibo sintetico processato e i prodotti di laboratorio. Il cibo spazzatura è legalizzato perché un popolo malato e malnutrito è un popolo facile da gestire.

4. IL RISVEGLIO O L'ESTINZIONE

L'Italia è diventata il terreno di scontro tra una mafia legalizzata che controlla l'informazione e una popolazione che sta lentamente aprendo gli occhi. La verità viene differita, frammentata e sepolta sotto una montagna di bugie ufficiali. Denunciare questo sistema non è più "complottismo": è legittima difesa. Il sistema ha paura solo di una cosa: che tu smetta di credere alla loro simulazione e inizi a connettere i punti.

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lunedì 15 dicembre 2025

Cessazione Immediata delle Pubblicazioni.

 

fine delle comunicazioni

Data: 15/12/2025

Cari Lettori e Membri della Nostra Comunità,

Questa comunicazione è urgente e inevitabile. La Redazione Vivere in Modo Naturale annuncia la sospensione immediata e totale di ogni nuova pubblicazione, attività editoriale e operatività del team, a tempo indeterminato.

Siamo stati costretti a questa drastica azione da cause di forza maggiore e da una concatenazione di eventi la cui natura è, in questo momento, impossibile da rivelare. Il percorso del nostro progetto è stato bruscamente interrotto da sviluppi che hanno generato urgenze prioritarie assolute, le quali richiedono la nostra totale e immediata concentrazione.

La Necessità del Silenzio:

Le dinamiche in corso non riguardano solo questioni editoriali. Si sono manifestati problemi tecnici di estrema criticità — una complessità di fondo che minaccia l'integrità stessa della nostra struttura e che, unita alle circostanze esterne, ci impone questo silenzio. Il progetto richiede una rigenerazione completa delle sue fondamenta, e il tempo per questa operazione non è in nostro controllo.

Cosa Potete Attendervi?

  • FINE IMMINENTE DELLE PUBBLICAZIONI: Ogni attività si ferma qui e ora.

  • ACCESSO GARANTITO: Nonostante l'oscurità del momento, il nostro archivio, la nostra preziosa biblioteca di articoli, resta interamente online e consultabile come testimonianza di ciò che abbiamo costruito.

  • IL MISTERO: Non possiamo, e non ci è permesso, divulgare ulteriori dettagli. La vostra fiducia è la nostra priorità, ma il riserbo è fondamentale per il successo della nostra futura rinascita.

Questa non è una conclusione, ma una pausa forzata. È il buio che precede una nuova alba. Stiamo lavorando con la massima riservatezza per risolvere queste urgenze e tornare con una struttura rinnovata e inattaccabile.

Vi chiediamo pazienza, comprensione e, soprattutto, di non dimenticarci.

Quando i parametri lo consentiranno e avremo superato questa fase critica, torneremo. La nostra missione è più importante che mai.

La Direzione

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