domenica 11 novembre 2018

Morbillo, a Bari il procurato allarme…a mezzo stampa

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Il TG2 (delle ore 13) e il TG1 Rai (delle ore 13:30) ma anche altri organi di stampa, hanno diffuso con grande risalto la notizia pubblicata oggi su “La Gazzetta del Mezzogiorno“di una “epidemia di morbillo“, comunicando che ci sarebbero 8 casi già accertati nell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari. Il “contagio”, viene ribadito nei vari servizi, potrebbe essere stato innescato dal figlio di genitori “no-vax“.

“Il focolaio epidemico – si legge nell’articolo – sarebbe scoppiato, a quanto pare, anche per via della tardiva applicazione dei protocolli previsti dalla legge”. Insomma: una bambina di 10 anni, figlia di genitori anti-vaccinisti, potrebbe aver innescato una catena di contagi. Che ha riguardato anche un bimbo di 11 mesi, ricoverato nello stesso reparto del nosocomio barese per otite e ora alle prese con una malattia molto grave.
A stretto giro è arrivata la precisazione di Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia, secondo la quale non ci sarebbe “nessun allarme epidemia di morbillo in Puglia”. “Basta il ricovero di un bambino, come accaduto in questo caso, per innescare una normale catena di contagio tra i non vaccinati perché il morbillo è una patologia altamente contagiosa” ha proseguito assicurando che “la situazione non è preoccupante”. Ma proviamo a fare chiarezza. Con il termine epidemia, dal greco epi dêmos, letteralmente “sopra il popolo”, s’intende una malattia che colpisce un numero di individui significativamente superiore rispetto all’atteso, in una determinata popolazione e in un determinato lasso di tempo. L’endemia è la condizione di una malattia costantemente presente nelle condizioni di cui sopra. Il morbillo (dal latino medievale morbillus, vale a dire piccola malattia) è una patologia infettiva assai comune, normalmente benigna, superabile senza alcuna conseguenza deleteria e, anzi, conseguendone un’immunità a vita. L’Istituto Superiore di Sanità è chiaro in proposito: “Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita”. La sua presenza costante nella popolazione rientra a buon diritto nella condizione di endemia. La sua morbilità segue l’andamento comune delle malattie infettive (vedi grafico relativo alla morbilità e alla mortalità per morbillo in USA) e, dunque, è estremamente altalenante.

Nel 2017 i casi registrati in Italia sono stati circa 4.000, cioè, in maniera approssimativa, un caso ogni 150.000 abitanti. Negli anni Novanta si sono raggiunti anche i 30.000 casi/anno (considerando la popolazione di allora, un caso oltre meno di 20.000 abitanti) senza che questo costituisse allarme e, anzi, rientrando nella più assoluta normalità. L’articolo Il MORBALLO ovvero l’epidemiologia del morbillo in Italia del prof. Paolo Bellavite(Università di Verona) è documentato ed esplicativo in tal senso.

Insomma, è fin troppo evidente, numeri alla mano, che è impossibile parlare di “epidemia”, non essendo stato rilevato alcun numero di casi che esorbiti dalla più assoluta normalità per una malattia che, comunque, è endemica. È altrettanto evidente che non esiste la minima prova che il “focolaio” sia stato originato da una bambina ammalata, non fosse altro perché in una città che conta 323.370 abitanti (dati ISTAT del 1° gennaio 2018), capoluogo di una provincia con 1.264.000 abitanti e di una regione con oltre 4 milioni di abitanti, un “untore” è quanto meno difficile da individuare. Il fatto, poi, che la famiglia della bambina accusata sia “no-vax” non ha la minima rilevanza, se non come indice di una modalità d’informazione volutamente insinuante. 
La recente epidemia di morbillo che ha colpito la Mongolia (97% di copertura vaccinale) ha interessato quasi esclusivamente i vaccinati. Potrà essere interessante consultare i dati OMS relativi al morbillo in Ucraina: nel 2010 i casi furono 39 con una copertura del 56%, e furono 12.744 due anni dopo quando la copertura era salita al 79%. Nel 2016 i casi furono 90 con il 42% di copertura e l’anno seguente, con una copertura dell’86%, i casi toccarono i 4.782. Ma tutti i dati sono concordi a mostrare come la copertura vaccinale non abbia mai comportato una diminuzione della morbilità, dimostrando, anzi, il contrario.
Le fonti d’informazione citate hanno omesso di comunicare, comunque, se i casi registrati a Bari siano stati a carico di soggetti trattati da vaccino, se i soggetti colpiti fossero affetti da altre patologie e, soprattutto nel caso del TG2, hanno fatto passare l’idea che il morbillo comporti necessariamente effetti gravissimi, quando l’Istituto Superiore di Sanità pubblica “Il morbillo non ha sintomi gravi” e “Le complicazioni sono relativamente rare”.  Insomma, se ciò che comunica l’Istituto di Sanità è credibile, è impossibile non domandarsi quali e quanti effetti gravi ci si possano attendere da 8 casi. In definitiva, appare evidente come sia gli articoli dei quotidiani sia i servizi della televisione di stato tendano a procurare un allarme presso la popolazione a dir poco privo di un qualunque fondamento.

Fonte: www.onb.it/2018/11/11/morbillo-a-bari-il-procurato-allarme-a-mezzo-stampa/?

martedì 6 novembre 2018

Morbillo trasmesso dai vaccinati, I ricercatori del governo confermano!

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La ricerca rivela che un individuo vaccinato non solo può essere infettato dal morbillo, ma può anche diffonderlo ad altri che sono anch’essi vaccinati contro di questo – ma cercando di usare ciò per confutare che la somministrazione di due dosi di vaccino anti-MPR sia “efficace al 97%”, come ampiamente affermano.

Uno degli errori fondamentali nel considerare l’efficacia del vaccino contro il morbillo sta nel pensare che il ricevere il vaccino anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR) equivalga all’immunità contro tali virus. Infatti, è comunemente richiesto dalle organizzazioni sanitarie, come i CDC, di inoculare due dosi del vaccino anti-MPR poiché solo così “efficace nel prevenire il morbillo nel 97% dei casi”, nonostante un corpo voluminoso di prove contraddittorie da epidemiologia ed esperienza clinica.
Questo pensiero erroneo ha indotto l’opinione pubblica, i media e il governo ad attribuire l’origine dei focolai di morbillo, come quello riportato a Disney nel 2015(e che ha portato alla SB277 quello stesso anno, spogliando lo Stato della California del diritto alle esenzioni vaccinali, tranne quelle ‘mediche’), ai non vaccinati, anche se il 18% dei casi di morbillo si è verificato in coloro che erano stati vaccinati contro di esso e difficilmente la doppia dose del vaccino ha confermato questa “efficacia del 97%”. L’ovvia fallibilità del vaccino è anche indicata dal fatto che ora il CDC richiede due dosi.
Ma i problemi relativi al fallito vaccino MPR sono molto più profondi. Innanzitutto, comportano profondi rischi per la salute (oltre 25 dei quali li abbiamo indicati qui: pericoli del vaccino MPR), incluso un aumento del rischio di autismo, che uno scienziato senior del CDC ha confessato alla sua agenzia, che non giustifica il rischio, dato che il morbillo non è solo non mortale ma conferisce benefici per la salute significativi che sono stati convalidati nella letteratura biomedicaIn secondo luogo, non solo il vaccino MPR non riesce a conferire coerentemente l’immunità, ma coloro che sono stati “immunizzati” con due dosi di vaccino MPR possono ancora trasmettere l’infezione ad altri – un fenomeno di cui nessuno sta segnalando la fretta di dare la colpa al non vaccinati o minimamente vaccinati per l’epidemia.

I vaccinati per MPR possono ancora diffondere il morbillo:

Tre anni fa uno studio pionieristico pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases, la cui paternità comprendeva scienziati che lavoravano per il Bureau of Immunization, il Dipartimento di salute e igiene mentale di New York, il Centro nazionale per l’immunizzazione e le malattie respiratorie e i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle malattie (CDC), Atlanta, GA, ha esaminato le prove del focolaio di morbillo di New York del 2011 secondo cui le persone vaccinate contro il morbillo e con ‘immunità’ conseguente alla vaccinazione erano comunque in grado di essere infettate dal morbillo e di infettare altri con esso (trasmissione secondaria).
Questa constatazione ha anche destato l’attenzione delle notizie mainstream, come l’articolo di Sciencemag.org dell’aprile 2014 intitolato “Per la prima volta tracciata epidemia di morbillo partita da paziente completamente vaccinato“.
Lo studio innovativo intitolato “Scoppio di morbillo tra persone con precedenti prove di immunità, New York City, 2011” ha riconosciuto che “il morbillo può verificarsi in individui vaccinati, ma la trasmissione secondaria da tali individui non è stata documentata”.
Al fine di scoprire se i soggetti vaccinati contro il morbillo sono in grado di essere infetti e trasmettere l’infezione ad altri, hanno valutato casi sospetti e contatti scoperti durante un’epidemia di morbillo nel 2011 a New York.
Si sono concentrati su un paziente che aveva ricevuto due dosi di vaccino contenente il morbillo e hanno scoperto che,
“Di 88 contatti, sono stati confermati quattro casi secondari che avevano o due dosi di vaccino contenente il morbillo oppure un anticorpo IgG, per passato morbillo, positivo.Tutti i casi avevano conferma di laboratorio dell’infezione da morbillo, sintomi clinici coerenti con il morbillo e un’alta risposta immunitaria secondaria.”
La loro notevole conclusione:
“Questo è il primo rapporto di trasmissione del morbillo da un individuo vaccinato due volte:
la presentazione clinica e i dati di laboratorio dell’indice erano tipici del morbillo in un individuo ‘naïve’. I casi secondari presentavano robuste risposte anticorpali anamnestiche.
Non si sono verificati casi terziari nonostante numerosi contatti. L’epidemia sottolinea la necessità di un’accurata indagine epidemiologica e di laboratorio sui casi sospetti di morbillo indipendentemente dallo stato di vaccinazione.”
Perciò, un individuo vaccinato due volte, in un’epidemia di morbillo di New York, è stato trovato avesse trasmesso il morbillo a quattro dei suoi contatti, due dei quali avevano ricevuto due dosi di vaccino MPR e avevano risultati anticorpali presumibilmente protettivi contro l’IgG del morbillo.
Questo fenomeno – il vaccino contro MPR rilevato all’origine dell’infezione di altri casi di vaccinati con MPR – è stato ignorato dalle agenzie sanitarie e dai media.
I dati corroborano la possibilità che, durante l’epidemia di morbillo a Disney, i vaccinati precedentemente (non noto di quel 18%) possano essere stati infettati o già stavano eliminando il morbillo da un vaccino e trasmesso il morbillo sia ai vaccinati che ai non-vaccinati.
Inoltre, questi scienziati dei CDC e del NYC Bureau of Immunization hanno identificato la “necessità” di “un’indagine approfondita epidemiologica e di laboratorio sui casi sospetti di morbillo indipendentemente dallo stato di vaccinazione”, cioè che si dovrebbe poter escludere il fallimento vaccinale e l’infezione sparsa da parte di.
Invece, quello che sta accadendo ora è che, nel momento in cui si verifica un’epidemia di morbillo, l’atteggiamento è quello di “incolpare la vittima” e che i media e/o le agenzie sanitarie riferiscano circa tale epidemia come se fosse provato che gli afflitti siano sotto- o non- vaccinati, spesso senza prove sufficienti per sostenere queste affermazioni.
Chiaramente le parti interessate nel dibattito circa vaccini/non vaccini avrebbero bisogno di guardare la situazione attraverso la lente delle prove stesse e non quella data da una scienza che agisce solo mediante proclami facendo richieste alle autorità.
Sorprendentemente la verità è stata soppressa per decenni.
Venti anni fa è stato constatato che il vaccino per MPR possa infettare praticamente tutti i suoi destinatari con il morbillo.
Gli scienziati che lavorano al Centro Nazionale per le Malattie Infettive dei CDC, finanziato dall’OMS e dal Programma Nazionale per i Vaccini, hanno scoperto qualcosa di veramente inquietante sul vaccino MPR: porta a un’infezione rilevabile da morbillo nella stragrande maggioranza di coloro che la ricevono.
Il foglietto illustrativo del vaccino anti-MPR prodotto da Merck riporta che esso possa causare l’encefalite da morbillo (MIBE), una forma rara ma potenzialmente letale di infezione del cervello, per morbillo.
Per saperne di più, leggi il mio articolo sull’argomento “Il morbillo diffuso dai vaccinati: conferma di documenti dell’OMS, della Merck e del CDC“.

Smetti di incolpare il vaccinato quando fallisce il vaccino

La morale della storia è che non si può incolpare i genitori di non vaccinati per la morbilità e la mortalità delle malattie infettive quando la vaccinazione, anche nella sua pseudo immunizzazione, non impedisce a quelli che vengono vaccinati di infettare altri.
In effetti, le epidemie secondarie al fallimento del vaccino contro il morbillo e lo spargimento in popolazioni conformi alle vaccinazioni fino al 99% sono avvenute per decenni. Ecco alcuni esempi riportati nella letteratura medica:
  • 1985, Texas, USA: secondo un articolo pubblicato nel New England Journal of Medicine nel 1987, “Un focolaio di morbillo si è verificato tra gli adolescenti a Corpus Christi, in Texas, nella primavera del 1985, anche se i requisiti di vaccinazione per la frequenza scolastica erano stati completamente applicato “. Hanno concluso: “Concludiamo che focolai di morbillo possono verificarsi nelle scuole secondarie, anche quando più del 99% degli studenti sono stati vaccinati e oltre il 95% sono immuni”. 1
  • 1985, Montana, USA: secondo un articolo pubblicato sull’American Journal of Epidemiology dal titolo “Persistente focolaio di morbillo, nonostante misure preventive e di controllo adeguate”, nel Montana si è verificato un focolaio di 137 casi di morbillo. I registri delle scuole hanno indicato che il 98,7% degli studenti era stato adeguatamente vaccinato, portando i ricercatori a concludere che: “Questo focolaio suggerisce che la trasmissione del morbillo possa persistere in alcuni contesti, nonostante l’adeguata attuazione dell’odierna strategia di eliminazione del morbillo”. 2
  • 1988, Colorado, USA: secondo un articolo pubblicato sull’American Journal of Public Health nel 1991, “All’inizio del 1988 un focolaio di 84 casi di morbillo si è verificato in un college in Colorado in cui oltre il 98% degli studenti aveva documentazione di un’adeguata immunizzazione del morbillo… a causa di un requisito di vaccinazione in vigore dal 1986. Hanno concluso: “… epidemie di morbillo possono verificarsi tra le popolazioni di college altamente vaccinate” 3
  • 1989, Quebec, Canada: secondo un articolo pubblicato sul Canadian Journal of Public Health nel 1991, un focolaio di morbillo del 1989 è stato “in gran parte attribuito a una copertura vaccinale incompleta”, ma a seguito di un’ampia revisione i ricercatori hanno concluso “La copertura vaccinale incompleta non è una spiegazione valida per l’epidemia di morbillo a Quebec City”. 4
  • 1991-1992, Rio de Janeiro, Brasile: secondo un articolo pubblicato sulla rivista Revista da Sociedade Brasileira de Medicina Tropical, in un focolaio di morbillo dal marzo 1991 all’aprile 1992 a Rio de Janeiro, il 76,4% di quelli sospettati di essere infetti avevano ricevuto il vaccino per il morbillo prima dell’età del loro primo compleanno. 5
  • 1992, Città del Capo, Sudafrica: secondo un articolo pubblicato sul South African Medical Journa nel 1994, “[In] Agosto 1992 si verificò un’epidemia, con casi segnalati in molte scuole in bambini presumibilmente immunizzati”. La percentuale di immunizzazione per il morbillo è risultata del 91% e l’efficacia del vaccino è risultata essere solo del 79%, portandoli a concludere che il fallimento del vaccino primario e secondario fosse una possibile spiegazione dell’epidemia. 6
Ci sono molti altri esempi del fallimento abissale del vaccino contro il morbillo, incluso uno studio pubblicato su PLoS intitolato “Difficoltà nell’eliminare il morbillo e controllare la rosolia e la parotite: uno studio trasversale di una prima vaccinazione contro il morbillo e la rosolia e una secondo dose per morbillo, parotite e la rosolia” che ha messo in luce la lampante inefficacia dei due vaccini [contro il morbillo (morbillo-rosolia (MR) o morbillo-parotite-rosolia (MPR)] nel soddisfare la loro promessa ampiamente diffusa di prevenire epidemie in popolazioni altamente vaccine.
Ci siamo immersi profondamente nelle implicazioni di questo studio nel nostro articolo intitolato “Perché la Cina sta avendo epidemie di morbillo quando il 99% è vaccinato?“.
L’esempio più recente è stato pubblicato oggi sul sito Web del CDC in un rapporto intitolato “Morbillo epidemico in una popolazione altamente vaccinata – Israele, luglio-agosto 2017“, in cui si descrive di un paziente zero che aveva ricevuto tre dosi di MPR.
Non sorprende che il CDC non tragga la conclusione ovvia che il vaccino MPR ha fallito e che, piuttosto, dovrebbero considerare il morbillo una possibilità quando esaminano un paziente con febbre e un’eruzione cutanea anche quando il paziente è vaccinato.
Questi sette focolai appena elencati non sono affatto esaustivi della letteratura biomedica, ma illustrano quanto sia fuorviante l’opinione pubblica sull’efficacia dei vaccini contro il morbillo e come lo sia in generale l’agenda di vaccinazione proposta dai CDC. Nessuna quantità di ignoranza storica cancellerà il fatto che la vaccinazione non è innanzitutto uguale all’avvenuta immunizzazione; l’antigenicità non equivale all’immunogenicità, né sono rappresentati in modo accurato gli effetti collaterali non intenzionali del vaccino anti-MPR e di altri vaccini del programma dei CDC, precludendo l’accesso al principio etico medico del consenso informato.
Traduzione a cura di Manuela Prascevic & Luigi Quintavalle

RIFERIMENTI

1T L Gustafson, A W Lievens, P A Brunell, R G Moellenberg, C M Buttery, L M Sehulster. Measles outbreak in a fully immunized secondary-school population. N Engl J Med. 1987 Mar 26 ;316(13):771-4. PMID: 3821823
2R M Davis, E D Whitman, W A Orenstein, S R Preblud, L E Markowitz, A R Hinman. A persistent outbreak of measles despite appropriate prevention and control measures. Am J Epidemiol. 1987 Sep ;126(3):438-49. PMID: 3618578
3B S Hersh, L E Markowitz, R E Hoffman, D R Hoff, M J Doran, J C Fleishman, S R Preblud, W A Orenstein. A measles outbreak at a college with a prematriculation immunization requirement. Am J Public Health. 1991 Mar ;81(3):360-4. PMID: 1994745
4N Boulianne, G De Serres, B Duval, J R Joly, F Meyer, P Déry, M Alary, D Le Hénaff, N Thériault.[Major measles epidemic in the region of Quebec despite a 99% vaccine coverage]. Can J Public Health. 1991 May-Jun;82(3):189-90. PMID: 1884314
5S A de Oliveira, W N Soares, M O Dalston, M T de Almeida, A J Costa. Clinical and epidemiological findings during a measles outbreak occurring in a population with a high vaccination coverage. Rev Soc Bras Med Trop. 1995 Oct-Dec;28(4):339-43. PMID: 866883
6N Coetzee, G D Hussey, G Visser, P Barron, A Keen. The 1992 measles epidemic in Cape Town–a changing epidemiological pattern. S Afr Med J. 1994 Mar ;84(3):145-9. PMID: 7740350

E’ UFFICIALE: LA MENINGITE È DA OGGI TRA LE REAZIONI AVVERSE AL VACCINO CONTRO LA VARICELLA.

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L’FDA ha aggiunto in data 19 ottobre 2018, la “meningite” come effetto collaterale del vaccino VARIVAX (varicella singolo) a seguito delle segnalazioni di reazioni avverse post marketing.

Da Auretitalia.org

Scienziati: alte dosi di vitamina B possono "compensare completamente" gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico.

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Nonostante i nostri migliori sforzi, la qualità dell'aria nelle aree urbane continua a essere bassa. 


Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com
di 
Ogni polmone di quell'aria contaminata riempie il tuo corpo di particelle tossiche che possono causare malattie cardiache e altri gravi problemi di salute. 
Per fortuna, una nuova ricerca suggerisce che è possibile ridurre notevolmente gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico prendendo più vitamine del gruppo B, da un articolo pubblicato su Science Daily .

Lo studio della Columbia University (CU) copriva un gruppo di non fumatori sani che vivevano in un'area con livelli significativi di inquinamento atmosferico. 
I partecipanti sono stati integrati con vitamine del gruppo B per tutta la durata del processo.
I suoi risultati hanno dimostrato che la supplementazione di vitamina B scioglie quasi tutti gli effetti negativi dell'inquinamento atmosferico sul sistema cardiovascolare e immunitario dei partecipanti. 



Il loro battito cardiaco è migliorato fino al 150%, la quantità di globuli bianchi nel sangue è aumentata quasi a livelli elevati e i livelli dei linfociti sono effettivamente raddoppiati.
Lo studio della C.U ha offerto la prova iniziale che i supplementi di vitamina B potrebbero rafforzare la salute di una persona costantemente esposta all'inquinamento atmosferico. 
Potrebbe portare a ulteriori ricerche sui modi per proteggere la salute umana dalle particelle nocive attraverso interventi basati sulle vitamine. (Correlato:  Nuova scienza: una combinazione di vitamine del complesso B può rallentare l'insorgenza del morbo di Alzheimer ). 

Due studi dimostrano che le vitamine del gruppo B possono proteggerti da inquinanti atmosferici tossici

Ogni anno muoiono 3,7 milioni di persone a causa di complicazioni sanitarie causate da polveri fini presenti nell'inquinamento atmosferico. Queste minuscole particelle hanno raggiunto questo macabro bottino interrompendo il sistema cardiovascolare vitale.
I ricercatori della C.U Jia Zhong hanno specificato l'inquinamento da PM2,5 come uno degli inquinanti atmosferici più diffusi. 
Come le altre particelle, questo interferisce con le funzioni appropriate del cuore e del sistema immunitario.
Zhong ha aggiunto che i risultati della sua squadra hanno dimostrato che l' integrazione di vitamina B può ridurre o addirittura invertire la disfunzione cardiaca e l'infiammazione attribuita a PM.25. 
I loro risultati sono correlati con quelli di uno studio diverso pubblicato nel marzo 2018.
Lo studio precedente ha esaminato i marcatori genetici ereditari dei partecipanti che hanno assunto vitamine del gruppo B. Simile alla ricerca della C.U, ha scoperto che l'integrazione potrebbe annullare il danno causato dall'inquinamento atmosferico.

Se vivi in ​​un'area altamente inquinata, prendi i supplementi di vitamina B per il tuo cuore

Per il loro esperimento pionieristico, Zhong e i suoi colleghi ricercatori hanno raccolto 10 volontari sani. 
I partecipanti erano non fumatori che non assumevano alcun tipo di farmaco o supplementi di vitamina B.
Per le prime quattro settimane, a ciascun partecipante è stato assegnato un placebo. Quindi sono stati esposti a un ambiente con PM.25 concentrato per un periodo di due ore, che ha simulato l'esposizione alla particella per periodi di tempo molto più lunghi.
Nelle quattro settimane successive, i volontari hanno ricevuto integratori di vitamina B. 
Il test di esposizione delle particelle è stato ripetuto alla fine della seconda metà.
Inoltre, i ricercatori hanno condotto un evento di esposizione di due ore senza particelle fini. Hanno usato questo come una base di confronto per i risultati degli eventi di esposizione reali.

"I nostri risultati hanno mostrato che un'esposizione di due ore a PM2,5 concentrati nell'ambiente ha avuto un sostanziale impatto fisiologico sulla frequenza cardiaca, sulla variabilità della frequenza cardiaca e sulla conta dei globuli bianchi", ha riferito il collega ricercatore di Zhong, Andrea Baccarelli. 

"Inoltre, abbiamo dimostrato che questi effetti sono quasi invertiti con l'integrazione di vitamina B di quattro settimane".

Baccarelli ha aggiunto che i risultati del loro studio dovrebbero stimolare gli sforzi per ridurre ulteriormente l'inquinamento atmosferico nelle aree urbane . 
Una combinazione di un'efficace applicazione delle norme sulla qualità dell'aria e dell'integrazione di vitamina B otterrebbe benefici per la salute molto più grandi di quanto entrambe le imprese intraprenderebbero se seguite da sole.
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Le fonti includono:



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lunedì 5 novembre 2018

Evitare l'influenza? Forse no.

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dal Dr. Sherri Tenpenny, DO, AOBNMM, ABIHM
Facciamo di tutto per combattere questi potenziali invasori; noi impieghiamo di frequente il lavaggio delle mani con abbondanti quantità di sapone e facciamo una smorfia al pensiero di mangiare un boccone di cibo raccolto dal pavimento. Medici e media discutono della stagione influenzale come se l'influenza fosse inevitabile a meno che, naturalmente, non si ottenga un vaccino antinfluenzale.
Ma simile ad altri concetti medici senza dubbio accettati, convincerci che abbiamo un sistema immunitario fragile che deve essere rafforzato dai vaccini è un mito medico. Una migliore comprensione della relazione simbiotica tra uomo e microbi è attesa da tempo.
Il sistema immunitario è l'interazione tra globuli bianchi, anticorpi, ormoni, proteine, enzimi e molecole infiammatorie chiamate citochine. Insieme, eseguono una danza complessa, lavorando perfettamente insieme per mantenere la salute. Ogni momento, il tuo corpo è esposto a migliaia di miliardi di microbi. Vivono su di noi, in noi e su tutto ciò che tocchiamo. È stato stimato che più di 1000 specie di batteri vivono sulla nostra pelle e portiamo tra i 30 e i 50 miliardi di microbi nel nostro intestino. I microbi che coesistono con gli esseri umani sono chiamati simbionti - organismi con cui abbiamo sviluppato una relazione reciprocamente vantaggiosa e che fanno parte della normale flora del corpo. Il nostro sistema immunitario - in particolare i recettori Toll-like e macrofagi - riconosce i batteri stranieri che non fanno parte della nostra flora normale e li elimina in modo efficace. Questo processo si verifica migliaia di volte al giorno con poca o nessuna fanfara. Pertanto, non è un'invasione di microbi stranieri che porta a sintomi che chiamiamo influenza; è una rottura e una contaminazione del terreno che porta a sintomi simil-influenzali: febbre, tosse e congestione.
Una delle principali differenze tra i medici convenzionali e coloro che adottano pratiche mediche più olistiche è nella loro interpretazione della Teoria della malattia Germ, accreditata a Louis Pasteur. Quando la Teoria Germica viene messa in discussione, la discussione generalmente si deteriora in un certo livello di disprezzo e ostilità perché la Teoria Germe è uno dei capisaldi fondamentali della medicina di oggi. L'idea meccanicistica di Pasteur di individuare la cura giusta (farmaco) per ogni germe, conduce alla crescita esponenziale dell'impero farmaceutico / medico e al suo predominio sull'assistenza sanitaria. È spiacevole che la sua premessa sia stata accettata con l'esclusione di tutte le altre considerazioni. Ciò che è stato presentato in una teoria è diventato l' unico microbi di verità: gli insetti sono cattivi e devono essere eliminati con farmaci e vaccini.
Dalla maggior parte dei resoconti storici, Pasteur è considerato uno degli eroi luminari dell'umanità. Alcune delle sue scoperte furono indubbiamente degne di nota. Ad esempio, la sua scoperta di microbi ha posto le basi per ridurre al minimo la diffusione dell'infezione negli ospedali e il suo lavoro con la rabbia ha iniziato lo studio dei virus. A Pasteur è stato anche attribuito lo sviluppo di un processo noto come "pastorizzazione", un metodo per riscaldare e distruggere i microbi che presumibilmente danneggiano il cibo. La verità sulla pastorizzazione è un altro argomento, per un altro giorno.

Opporsi alla Teoria Germe 

Riscrivere il dogma medico generalmente accettato è un compito monumentale, specialmente quando si analizza in modo critico una premessa presentata da qualcuno con la statura di Pasteur. Tuttavia, esiste un'altra visione dei microbi e dell'infezione che mette in discussione la premessa di Pasteur, vecchia di 150 anni: la salute si basa sulle condizioni del corpo chiamato terreno o il suo terreno. Solo quando il terreno non è buono, gli agenti patogeni "invadono" e si propagano.
Il dibattito sulla teoria dei germi contro il terreno del corpo è profondamente sepolto nella storia della medicina. Medici illustri tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 furono coinvolti nell'acceso dibattito, ma le figure più vocalizzate furono Pasteur e due suoi contemporanei, Claude Bernard e Antoine de Béchamp. Entrambi critici forti del lavoro di Pasteur, è stato Bernard - un fisiologo considerato il padre della medicina sperimentale - ha fatto questa affermazione in mezzo a un gruppo di medici e scienziati: "Il terreno è tutto; il germe non è nulla "  , creando così il grande dibattito che è continuato fino ad oggi.
Bernard ha usato un semplice esempio: quando una pesca o una mela è seduta su uno scaffale, rimane intatta. Ma quando la pelle è rotta o la polpa è contusa, i microbi possono accedere al corpo del frutto. Quando un corpo umano è intatto e ben mantenuto, rimane bene. 
Quello che è poco noto è che durante la sua carriera Pasteur aveva dei dubbi sulle sue stesse supposizioni. Pasteur e Bernard spesso discutevano se i germi producessero malattie o se la resistenza del corpo fosse più importante. Pasteur mise più enfasi sul microbo, mentre Bernard si concentrò maggiormente sull'ambiente, sul terreno e sulla capacità del corpo di mantenere la salute. Sul suo letto di morte, Pasteur avrebbe detto, Bernard avait raison. Le germe n'est rien, c'est le terrain qui est tout. " (" Bernard aveva ragione, il germe non è niente, il terreno è tutto ") [i]
Tuttavia, anche ai tempi di Pasteur, la teoria dei germi della malattia era diventata così proficua che la medicina moderna liquidò le sue ultime confessioni come nient'altro che le divagazioni di un moribondo. Si ripete: il denaro è nella medicina - non è salute e sta bene.
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Detto in altre parole, la visione di Bernard era che la malattia è un "lavoro interiore". Quando i normali processi fisiologici del corpo vengono interrotti dalle tossicità che sperimentiamo nel nostro mondo industrializzato: vaccini, prodotti farmaceutici, sostanze chimiche ambientali, metalli pesanti, trasformati (OGM) cibo, pesticidi (glifosato e altro), campi elettromagnetici e altro ancora: il terreno è compromesso e le cellule iniziano ad accumulare rifiuti acidi. Il manuale di Guyton di Fisiologia medica insegna che un pH normale, l'equilibrio tra acido e alcalino, è uno dei parametri più importanti per il mantenimento della salute. Quando le cellule diventano acide, l'omeostasi viene compromessa e praticamente tutte le funzioni del corpo sono influenzate negativamente. Le cellule iniziano a morire e queste cellule morte devono essere rimosse per ripristinare la salute.
In una foresta prosperano alberi sani e un arto morto viene distrutto da batteri invasori. Al contrario di quanto sembra, i germi sono attratti dai tessuti malati; non sono la causa principale di esso. Una citazione del Dr. Rudolph Virchow, padre della patologia moderna, supporta questa idea:
"Se potessi rivivere la mia vita, la dedicherei per dimostrare che i germi cercano il loro habitat naturale - tessuto malato - piuttosto che essere la causa del tessuto malato; in altre parole, le zanzare cercano l'acqua stagnante, ma non fanno diventare la piscina stagnante ".
I sintomi generalmente descritti come la febbre o la polmonite, i brividi, la tosse e l'eccessiva produzione di muco sono in realtà secondari; la prima malattia è la perdita di un terreno sano.
Una visione diversa dei microbi
Se tutto sul pianeta è qui per una ragione, potrebbe essere che i microbi siano qui per aiutare gli umani a disintossicarsi. Invece di essere il problema, cosa succede se virus e batteri fanno parte della soluzione? Forse gli agenti patogeni sono la squadra di pulizia della natura, che aiuta il corpo a disintossicare e pulire i nostri sistemi intasati. Sarebbe interessante testare le secrezioni espulse durante un attacco di "influenza". Dopo tutto, la razza umana si è evoluta a causa della sua relazione con i microbi, non a dispetto di ciò
La razza umana si è evoluta a causa della sua relazione con i microbi,
non a dispetto di ciò.
Ad esempio, se una persona fosse morta per polmonite, forse il suo corpo stava cercando di espellere un'enorme quantità di muco contenente sostanze chimiche. Se la persona era troppo debole per raccogliere una risposta adeguata (febbre) e i suoi vasi linfatici erano troppo congestionati per drenare i detriti accumulati - e più sostanze chimiche venivano aggiunte come antipiretici, antibiotici, anti-infiammatori e steroidi - il suo corpo poteva essere sopraffatto , che porta alla morte della persona.  La causa della morte è stata attribuita all'infezione, ma la vera causa della morte è stata l'incapacità della persona a disintossicarsi. Questo, ovviamente, va completamente contro l'attuale dogma medico che abbraccia la medicina soppressiva e nutre una paura irrealistica - e dannosa - della febbre.
Forse le persone che raramente si ammalano di un carico tossico inferiore, cioè mangiano prevalentemente cibo biologico, consumano una quantità minima di cibi raffinati, non fumano, non bevono alcolici, bevono molta acqua fresca e usano tè disintossicanti. Possono allenarsi e sudare regolarmente, ottenere un sonno adeguato e prendersi cura intenzionalmente delle vie di disintossicazione del loro corpo - fegato, pelle, vasi linfatici e colon - con integratori di supporto, come zolfo elementare (MSM), N-acetil cisteina (NAC ), silimarina (cardo mariano) e probiotici.
Abbraccia la salute: fai amicizia con i microbi 
Molto è stato scritto sul microbioma umano. Stiamo imparando che i microbi sono utili da avere in giro e possono anche essere utili per infiammare il sistema e pulire il letame. Forse un episodio dell'influenza, con una febbre e una tosse forte per eliminare il muco, è un modo per eliminare le scorie interne. Invece di vedere ogni infezione come il nemico, forse una soluzione migliore è quella di sostenere il corpo attraverso il suo processo di eliminazione con cibo vero, molta acqua purificata, erbe cinesi e omeopatia - ed evitare di sopprimere i sintomi con la medicina occidentale.
Hai mai notato quanto ti senti meglio dopo il recupero da un'infezione? La disintossicazione è la chiave per la salute e la longevità complessiva a lungo termine. 
Dopotutto, virus e batteri sono forse i nostri amici.
[i] DeAngelo, LeAnna. Germs on Our Mind: The Psychology of Contagion , Washington: New Academia, 2005.
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