lunedì 27 agosto 2018

L'alluminio contenuto nei vaccini può causare la SLA! Ecco lo studio scientifico.

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Pubblicato da Cliva Toscana la traduzione di uno studio scientifico ad opera del neuroscienziato Christopher A. Shaw e Michael S. Petrik

Secondo lo studio, le iniezioni di idrossido di alluminio portano a deficit motori e degenerazioni dei motoneuroni.

Alluminio e SLA

Lo studio parte dall’osservazione della cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo”, un disturbo che ha colpito molti veterani degli eserciti occidentali a seguito della guerra nel Golfo del 1990-91.
Secondo gli scienziati, alla base del problema c’è l’alluminio. Ipotesi confermata da una serie di studi scientifici su campioni di midollo spinale e corteccia motoria.

Una nuova ricerca

Christopher A. Shaw e Michael S. Petrik hanno avviato una nuova ricerca su topi maschi adulti e giovani, ai quali sono stati inoculati iniezioni sottocutanee contenenti alluminio. Per calcolare i dosaggi umani sono state utilizzate le informazioni contenenti nel vaccino AVA per uso umano, prodotto da Bioport Corporation.

Conclusioni

Lo studio ha messo in evidenza come l’alluminio porti alla perdita di motoneuroni e di altri neuroni e all’attivazione di astrociti reattivi. Un’attivazione complessiva di una risposta infiammatoria gliale nel midollo lombare ha suggerito agli scienziati che il processo è uno stadio iniziale degli eventi patologici che portano alla morte dei motoneuroni.
Nel caso della SLA, l’attivazione gliale seguita dalla morte del motoneurone sembra procedere in modo sequenziale lungo la neuroxite ventrale con i primi segni di patologia che appaiono per primi nel midollo lombare. 
Le risposte successive a livello patologico nel midollo toracico e cervicale sono segnate dalla presenza di alluminio.

Ecco lo studio. 

Ecco allora il perché di questa sentenza.

Sentenza choc della Corte Ue: c’è relazione tra vaccino e Sla. Ecco perché


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sabato 25 agosto 2018

Sconvolgente! L'inserto del vaccino trivalente MMR per (morbillo-parotite-rosolia) contiene 42 paragrafi!!!

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L'inserto del vaccino trivalente MMR per (morbillo-parotite-rosolia) contiene 42 paragrafi di avvertimento e reazioni avverse!!!





Gli avvisi includono convulsioni, encefalite, polmonite, sordità, morte e morbillo! 
L' inserto del vaccino ti sta dicendo che questo vaccino può provocare danni cerebrali, morte o addirittura darti la stessa malattia che stai cercando di evitare.



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venerdì 24 agosto 2018

Volevate una salute di ferro? Noi ve la daremo di alluminio!

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Quarantunomila europei hanno preso il morbillo nei primi sei mesi del 2018. 

L'allarme è stato lanciato ieri sulle principali testate televisive e radiofoniche, fra le notizie principali dei telegiornali. 
Insieme ai poveri morti nel crollo del ponte Morandi, insieme ai poveri cittadini molisani nel mezzo di un preoccupante sciame sismico, insieme al solito gracidare estivo che quest'anno comprende anche le molestie sessuali di un'attrice nei confronti di un minore, il selfie di un vicepresidente del consiglio in corso di cerimonia funebre, la ritrovata grinta del partito ex democratico, campione di discesa libera nei sondaggi e di arrampicata indoor nella giustificazione di errori e orrori compiuti negli anni di governo.
Ma ripartiamo da quei 41mila casi di morbillo. 
I tiggì gridano alla pandemia, come da copione in prossimità della riapertura delle scuole: il rischio, con Lega e 5 Stelle a Palazzo Chigi, è che i pericolosissimi bimbi non vaccinati possano entrare impunemente nelle scuole materne armati della loro salute di ferro, ma priva di alluminio, formaldeide, dna umano e animale e altri gingilli del genere.
Ecco quindi che i dati sull'incidenza del morbillo in Europa nel primo semestre 2018 vengono fuori a orologeria a fine agosto. E vengono presentati dalla stampa velinara come allarmanti, preoccupanti, temibili. Peccato che si ometta di comunicare alla popolazione teledipendente che ben 23mila di quei 41mila casi - dunque ben più della metà - si sono verificati in Ucraina. Peccato che si ometta di comunicare che la popolazione europea conta 739 milioni e 495mila persone, evidenziando una percentuale di incidenza del *piccolo morbo* davvero irrisoria. Peccato che si ometta di comunicare che la maggior parte dei malati è adulta e, ça va sans dire, in numerosi casi perfino vaccinata.
Scopriamo infatti, non accontentandoci della narrazione omologata, scarna e scandalistica che la tv ci offre, che in un ospedale di Porto, in Portogallo, si è verificata - fra marzo e aprile 2018 - una epidemia di morbillo le cui caratteristiche offrono enormi spunti di riflessione. Dai dati pubblicati da Eurosurveillance - bollettino ufficiale europeo di sorveglianza epidemiologica - https://www.eurosurveillance.org/content/10.2807/1560-7917.ES.2018.23.20.18-00224 - emerge che su 211 casi notificati nell'intera nazione in quel periodo di riferimento, ben 96 si sono verificati all'interno dell'ospedale, dei quali ben 86 fra operatori sanitari di vario livello, il 69 per cento dei quali completamente vaccinato (con due richiami di vaccino specifico). Già questa sarebbe una notizia da telegiornale: come può accadere che soggetti teoricamente immunizzati come da protocollo contraggano la malattia e ne diventino inconsapevoli vettori (un paziente ospedalizzato per altre cause è stato contagiato)?
Si scopre inoltre che - all'interno dell'ospedale, la massima incidenza della malattia avviene in individui fra i 18 e i 29 anni (52,1%) e fra i 30 e i 39 (40,6%), un solo bambino/ragazzo di fascia 0/17 e 5 individui fra i 40 e i 49 anni. Qui, un altro interrogativo da tiggì o da persona quantomeno curiosa: neanche un caso di morbillo viene registrato fra operatori e/o pazienti fra i 60 e gli 89 anni. Eppure le persone in là con l'età dovrebbero essere più fragili ed esposte… Cosa succede? Succede forse che quelle persone avevano contratto naturalmente la malattia, come era normale fino all'introduzione dei vaccini e che quella immunità è la sola che fornisca davvero garanzia a vita, come dimostra quel 69 per cento di medici e personale ospedaliero portoghese contagiato nonostante la doppia dose di vaccino MPR.
E' appena il caso di sottolineare come la stessa "anomalia" sia riscontrabile nei dati forniti in Italia da Epicentro, il bollettino epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità - http://www.epicentro.iss.it/…/bollettino/RM_News_2018_43.pdf - nel quale si scopre che nei primi sei mesi del 2018, sui 2029 casi di morbillo segnalati, neanche uno riguardi gli ultrasessantenni.
Ed è appena il caso di segnalare che, sul medesimo bollettino di Epicentro si scopre che il totale di casi di morbillo confermati in Europa nel primo semestre 2018 sia in realtà poco più di 13mila e 500. Gli altri 27mila e 500 dove sono finiti? 
Mai confermati da esami di laboratorio. Sic.
Nell'aria, poi, di fronte a questa cascata di numeri e agli allarmi corali dei tiggì di Stato, libra una domanda su tutte: ma se grazie alla Legge Lorenzin si è raggiunta la soglia richiesta del 95% di copertura per morbillo, il tanto proclamato "effetto gregge" che fine ha fatto? Io un'idea me la sono fatta. E voi?
Rossella Trabace
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EPIDEMIA DI MORBILLO: AL LUPO, AL LUPO!!!

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Dal post di Pino Daniele.
( non vuole essere un post no-vax )
Accolgo l’invito garbato di un Amico Medico a riflettere sui lanci delle agenzie stampa di questi giorni, che stanno comunicando al mondo intero la presenza, in Europa, di una pericolosissima epidemia di morbillo.

I casi segnalati sarebbero 41.000, con 35 decessi per complicanze da morbillo.
Il perché sarebbero lo spiego tra poco.

Di questi 41.000 casi, ben 23.000 sono segnalati in Ucraina.
Per questa nazione c’è da fare una riflessione in base ai dati statistici facilmente reperibili in rete da fonti ufficiali.
La copertura per la vaccinazione del morbillo, era, fino al 2016, del 31%, la più bassa in Europa.
Eppure c’erano pochissimi casi della malattia esantematica, 90 casi confermati.
Nel 2017 sono stati resi disponibili sufficienti vaccini per una urgente “campagna di recupero” che ha coperto oltre il 90% dei bambini col vaccino MMR.
Da allora c’è stata un’esplosione di casi di morbillo, per lo meno segnalato.
A maggio erano già oltre 12.000, ora siamo a 23.000.
La crescita dei casi è concomitante con l’inizio della campagna vaccinale, da luglio 2017 in poi.

In base a questo si vede che, in Ucraina:
- 2016 pochi vaccini – pochi casi di morbillo
- 2017 più vaccini – più casi di morbillo
- 2018 ancora più vaccini – ancora più morbillo

Ora torniamo ai 41.000 casi.
Ci sono due modi di constatare la presenza del morbillo, seguendo dei criteri clinici ( febbre, rush cutaneo, tosse, freddo, congiuntivite ) oppure cercando conferma seguendo dei criteri di laboratorio ( isolamento del virus da un campione, rilevazione dell’acido nucleico da un campione, risposta anticorpale specifica al virus nel siero o nella saliva, rilevazione dell’antigene del virus utilizzando anticorpi monoclonali specifici. )
In più, se le indagini sono gestite da laboratorio, la cosa va fatta tenendo conto i dello stato vaccinale del paziente. 


Se ha ricevuto l’inoculo del vaccino di recente va indagato se è virus selvaggio o no…

Il Journal of Medicine Olandese pubblica nel 2017:
“ Entro 14 gg dalla vaccinazione MMR, un paziente può sviluppare una malattia paragonabile all’infezione con un virus del morbillo di tipo selvaggio. Essendo l’incidenza del morbillo di tipo selvaggio molto bassa, quando ciò accade è più probabile che si tratti di una risposta alla vaccinazione… “
Il CDC ( Centers for Disease Control and Prevention ) scrive:
“La genotipizzazione per distinguere il ceppo del virus, è l’unico modo per capire se una persona ha un’infezione da virus del morbillo selvatico o un’eruzione causata da una recente vaccinazione. 

Durante i focolai, viene somministrato il vaccino contro il morbillo per controllare l’epidemia, in queste situazioni, le reazioni vaccinali possono essere erroneamente classificate come casi di morbillo.”

Esempio di puro terrorismo mediatico per incrementare la vendita dei vaccini in favore delle lobby e di certi medici, giullari corrotti facenti parte della cricca della mafia medica.

Dunque, di nuovo, 41.000 casi si diceva…
Sul bollettino di Epicentro i casi confermati sono 13.547, ne sono scomparsi oltre 27.000…il perché è presto detto.
Non sono stati confermati da esami di laboratorio, ergo, erano casi di reazioni al vaccino non aventi a che fare col virus selvaggio del morbillo oppure, ma mi servirebbe l’opinione di un esperto, non tutti i casi segnalati sono stati indagati in laboratorio. 
Sarebbe interessante capire l’iter di indagine seguito.

13.547 casi confermati, su una popolazione di 740.000.000 di persone.
Risulta un’incidenza dello 0,0018%.

In Italia il morbillo colpisce 1500 persone in media all’anno, con una incidenza dello 0,0025% e vista la probabilità statistica di rimanerne vittima che varia dallo 0,03% allo 0,1%, nel peggior caso c’è la possibilità di morirne di 1 su 40 milioni.
La terribile epidemia del morbillo, uscita come una bomba ad orologeria prima della riapertura delle scuole.
Dopo che l’attuale Governo aveva paventato l’ipotesi di far entrare tutti i bambini, vaccinati e non, nei nidi, nelle materne e nelle scuole all’inizio del prossimo anno scolastico.
Chiamando in causa una sorta di obbligo flessibile, da attuarsi solo in caso di epidemia accertata…


Eccola servita ai telegiornali.

Tornano i conti adesso?
Ho e abbiamo riflettuto abbastanza?

Vogliamo dire una parola anche sull’età media dei contagiati?
La stragrande maggioranza sono individui tra i 20 e i 40 anni e, anche tra questi, troviamo persone che hanno preso il morbillo nonostante risultassero coperti dalla vaccinazione.
Non viene il dubbio che queste persone, a differenza di chi ha superato la malattia selvaggia, non disponga di immunità naturale e sia dipendente dai richiami vaccinali vita natural durante?

E’ davvero il morbillo il problema?
Oppure come dice un ottimo Stefano Re, (https://www.facebook.com/stefano.re/posts/10217440475470181?__tn__=K-R ) è un tentativo ben studiato di violare, con le leggi, l’integrità e la gestione del nostro corpo?

Ringrazio con grande umiltà il Medico Amico che ha sollecitato la riflessione, io e i genitori con cui mi confronto giornalmente, impariamo anche da queste cose e non condividiamo questi post per aver ragione a tutti i costi, ma per avere spunti di confronto.
Nei commenti sicuramente ci sarà qualche chicca da leggere per approfondire ancora meglio.
Torno a lavorare.
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domenica 19 agosto 2018

Vaccini: Le ricerche indipendenti occultate che i genitori non devono assolutamente conoscere.

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1. Cosa sapete dirmi delle ricerche del prof. Romain Gherardi sulla miofascite macrofagica? Mi potete spiegare cos’è la “miofascite macrofagica”?

Romain Gherardi è un neurologo e neuropatologo francese, professore di istologia e leader da più di 20 anni dell’unità di ricerca INSERM all’università di Parigi Est-Creteil in Francia. Ha pubblicato oltre 300 studi scientifici, reperibili su PUBMED. 

Ha scoperto nel 1998 la cosiddetta “miofascite macrofagica”, una condizione medica precedentemente sconosciuta, caratterizzata da estrema sensazione di esaurimento fisico, stanchezza cronica per oltre 6 mesi, persistenti disturbi del sonno, così come dolori protratti a carico di muscoli ed articolazioni. 
Nel 2001 ne sono state scoperte le cause: la miofascite macrofagica è causata dall’idrossido di alluminio contenuto in diversi vaccini. Di fatto, biopsie del muscolo deltoide negli adulti e quadricipite nei bambini hanno rivelato che l’alluminio non viene necessariamente eliminato dall’organismo come si assumeva; al contrario, l’alluminio può permanere nel sito di inoculazione del vaccino addirittura per anni, scatenando la reazione immunitaria persistente di miofascite macrofagica. In alcuni rari casi se ne è fatta diagnosi addirittura 10 anni dopo l’inoculazione di un vaccino contenente alluminio! 
Studi successivi hanno dimostrato che i sintomi di MMF comprendono persino disturbi cronici della memoria, dell’attenzione, della capacità di elaborazione di informazione e dell’umore. L’organizzazione mondiale della sanità ha da poco dichiarato che la misura in cui si verificano questi fenomeni apparentemente rari è ancora sconosciuta e che la questione richiede ulteriore investigazione. 
Ricerche ancora più recenti di Gherardi e colleghi mostrano come l’alluminio da vaccino possa, attraverso i linfonodi, raggiungere organi distanti come milza e fegato e, infine, il cervello, accumulandovisi.

Pubblicazioni scientifiche a sostegno di quanto scritto qui:



2. Cosa sapete dirmi delle scoperte del ricercatore israeliano Yehuda Schoenfeld e la sindrome “ASIA” da lui descritta?
Yehuda Schoenfeld è un medico israeliano, autorità di fama internazionale nel campo delle malattie autoimmuni. È docente all’Università di Tel Aviv e editore di due riviste scientifiche. 
Nel 2011 ha descritto la sindrome cosiddetta “ASIA” ovvero la “sindrome infiammatoria autoimmune indotta da adiuvanti”. Si tratta di un disordine autoimmune che viene “slatentizzato”, in individui geneticamente predisposti, da adiuvanti quali l’alluminio nei vaccini. 

Pubblicazioni scientifiche a sostegno:



3. Cosa sapete dirmi delle ricerche degli scienziati canadesi Christopher Shaw e Lucija Tomljenovic?
(Badate che questi due scienziati sono molto controversi e altamente criticati dal mainstream medico così come dall’organizzazione mondiale della sanità: alcune loro ricerche sono state considerate metodologicamente errate e sono state retratte. Continuano comunque a pubblicare su diverse riviste scientifiche e immagino che la maggior parte dei medici italiani non li conosca)
Christopher Shaw è un neuroscienziato canadese e professore di oftalmologia all’università di British Columbia; Lucija Tomljenovic è una ricercatrice post-dottorato nella stessa università. Insieme hanno pubblicato diverse ricerche scientifiche in cui suggeriscono ripetutamente una correlazione tra alluminio nei vaccini e diversi disturbi del sistema nervoso centrale incluso l’autismo; come prevedibile, stanno scatenando accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica. 

Pubblicazioni scientifiche a sostegno:


4. Cosa ne pensate della posizione dell’immunologa americana Tetyana Obukhanych?

Tetyana Obukhanych, nata in Ucraina, si è trasferita negli Stati Uniti per motivi di studio. Nel 2006 ha discusso la sua tesi di dottorato in immunologia presso la Rockefeller University di New York, e ha poi svolto attività di ricerca in prestigiosi laboratori di immunologia affiliati alla Facoltà di medicina di Harvard.
Nel 2015 è diventata direttrice e fondatrice di Physicians for informed consent, un’associazione non-profit dedicata alla salvaguardia del consenso informato nel campo dei vaccini e alla divulgazione sul tema delle malattie infettive e del sistema immunitario.
Spinta dal desiderio di capire perché aveva contratto malattie infantili per le quali era stata regolarmente vaccinata, l’immunologa elabora un punto di vista che mette in discussione i presupposti e le teorie tradizionali del vaccino come strumento per l’immunità a vita.
Praticamente smonta con spiegazioni brillanti il concetto di immunità di gregge così come la supposta efficacia dei vaccini.


5. La vaccinazione di massa contro malattie batteriche può causare l’evoluzione dei batteri patogeni per aggirare i vaccini in modo simile ai batteri divenuti resistenti agli antibiotici?
Sì, molto probabile: gli organismi che portano malattia puntano ad infettare il portatore/ricevente senza ucciderlo. 
A questo scopo generalmente evolvono diminuendo la loro virulenza in una popolazione non vaccinata. Al contrario aumentano la loro virulenza quando incontrano una popolazione vaccinata resistente al patogeno, in quanto il loro fine è quello di infettare per riprodursi. Quindi vaccini imperfetti come quello antipertossico promuovono l’evoluzione di ceppi patogeni virulenti che risultano in infezioni più severe e mortali. 

Pubblicazioni scientifiche a sostegno:



6. Su quale base è stato introdotto il vaccino antivaricella? 
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Vaccine” spiega che l’introduzione del vaccino antivaricella non si deve alla pericolosità della malattia, in genere benigna in età infantile, ma ad un semplice calcolo dei costi. Vaccinare tutta la popolazione infantile americana contro la varicella sarebbe costato il doppio che curarla; però, considerando i costi legati all’assenza dal lavoro dei genitori per accudire i figli malati di varicella, l’utilizzo del vaccino era economicamente giustificabile: così è stato introdotto in USA nel 1995. Chiedete che cosa ne pensano di quanto esposto in questa ricerca.

Eccola qua (INTERESSANTISSIMA): 



7. Quanto dura la protezione del vaccino antivaricella?

Nonostante il richiamo, introdotto perché ci si è accorti che una singola dose non era in grado di conferire immunità duratura, la durata di protezione del vaccino rimane incerta, così come riporta CDC: si ipotizzano 10 anni, forse 20. Ne consegue che chi si vaccina contro la varicella nell'infanzia torna ad essere scoperto nell’adolescenza o prima età adulta, proprio quando la malattia ha decorso più grave e maggiori complicazioni. A meno che non si decida di vaccinare contro la varicella per tutta la vita, rendendosi così dipendenti da un farmaco. 

Pubblicazioni scientifiche a sostegno e links to CDC:


8. Esiste una differenza nella capacità di trasmettere anticorpi via placenta ai neonati tra madri vaccinate e madri che hanno contratto le malattie naturalmente? 
SI!!! 

La capacità di trasmettere i propri anticorpi al neonato attraverso la placenta è significativamente ridotta nelle donne vaccinate rispetto a quelle che hanno contratto la malattia naturalmente. 
Ci si aspetta dunque che i neonati di madri vaccinate siano più suscettibili a contrarre la varicella nei primissimi mesi di vita, proprio quando può rivelarsi fatale. 
Questo è già stato osservato per il morbillo negli USA, dove decadi di vaccinazione di massa hanno reso i neonati più a rischio di contrarre il morbillo. 

Pubblicazioni scientifiche a sostegno:


9. Qual è l'effetto della vaccinazione antivaricella sull'epidemiologia dell'herpes zoster, il noto “Fuoco di Sant’Antonio”?
I bambini che contraggono la varicella fungono da “richiamo” naturale per gli adulti che hanno avuto la malattia da piccoli; questo richiamo protegge l’adulto dall’herpes zoster [7]. Pertanto l’assenza di circolazione del virus selvaggio della varicella nella comunità aumenta i casi di herpes zoster, fenomeno già osservato in diverse parti del mondo [8]. Come gestire questo inconveniente? 
Il produttore Merck ce l’ha una soluzione: raccomandare anche un vaccino contro l’herpes zoster. Riassumendo: più si vaccina, più si è costretti a vaccinare.

Pubblicazioni scientifiche a sostegno:



10. Esistono dei vantaggi nel contrarre la varicella naturalmente in età infantile? 
Sì: lo suggeriscono numerose pubblicazioni scientifiche. Ad esempio è stato osservato che la varicella contratta in età infantile riduce significativamente le probabilità di sviluppare più avanti nel tempo tumori al cervello (glioma), malattia cardiaca, linfomi, leucemia, melanoma così come diversi tipi di cancro. Di fatto è stato osservato che malattie infettive comuni come varicella, parotite e morbillo sono capaci di distruggere cellule tumorali, tanto che gli scienziati stanno sperimentando l’utilizzo del virus del morbillo come trattamento per il cancro. Hanno infatti osservato diverse regressioni di tumori dopo che il paziente ha casualmente contratto il morbillo.

Pubblicazioni scientifiche a sostegno:



11. C’è DNA proveniente da feti abortiti in alcuni vaccini a virus vivo attenuato? 

SI!!! Se vi rispondono di no, non sono informati! 
Mostrategli gli inserti in inglese di FDA. Ad esempio la FDA riporta nella descrizione del vaccino VARIVAX che esso contiene, tra gli altri ingredienti, “componenti residue di cellule MRC-5 compreso DNA e proteine”, per la precisione alla pagina 7 in alto del documento PDF “Package Insert – Varivax (Frozen)” che trovate a questo link:


12. Che cosa sapete dirmi della ricerca di Theresa Deisher sulla possibilità di ricombinazione omologa del DNA contenuto nei vaccini con il DNA del ricevente? 
Theresa Deisher e’ un ingegnere genetico con 20 anni di esperienza nell’industria farmaceutica. Afferma che la ricombinazione omologa del DNA di feti abortiti con il DNA del ricevente del vaccino possa essere alla base dell’autismo


13. Ci sarà bisogno di utilizzare altri feti abortiti per la produzione di vaccini a virus vivo?
SI!!! Man mano che le cellule dei feti abortiti invecchiano diventano sempre più cancerogene. Se vi rispondono di no, chiedetegli come mai esiste una nuovissima linea ottenuta da un feto abortito in Cina che è pronta per essere utilizzata dall’industria farmaceutica per la produzione di vaccini:


14. Esistono delle pubblicazioni scientifiche che suggeriscono una correlazione tra vaccini esavalenti e morte improvvisa. Cosa ne pensate di queste pubblicazioni? 

In questa ricerca si è trovato che bambini nel secondo anno di vita muoiono in modo statisticamente significativo 1 o 2 giorni dopo vaccino esavalente:


In questa ricerca apparsa sulla prestigiosa rivista scientifica “Vaccine” sono documentati 6 casi di morte improvvisa entro 48 ore da somministrazione di vaccino esavalente; le autopsie hanno rivelato una neuropatologia anormale nel cervello di questi bambini:


Altre ricerche scientifiche (ITALIANE!) a supporto:


15. Cosa sapete dirmi sulla ricerca del dr Jacob Puliyel apparsa sulla rivista “Indian Journal of Medical Ethics”?
Dr Jacob Puliyel, primario del reparto di pediatria all’ospedale St. Stephen, medico e epidemiologo, ha esaminato la sindrome della morte improvvisa dopo vaccinazione esavalente con “Infarix hexa”. Ha osservato che l’83% delle morti improvvise del 2012 sono avvenute entro 10 giorni dalla vaccinazione con Infarix Hexa, mentre solo 17% sono avvenute dopo il decimo giorno. 
Ha osservato che se fossero coincidenze, le morti avrebbero dovuto raggrupparsi uniformemente attraverso i 20 giorni successivi a vaccinazione e non quasi tutte nei primi 10 giorni.

Grazie a Marcello Pamio II.



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